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La violenza della polizia è in aumento in Grecia ma il governo resta indifferente

Il regista Dimitris Indares indossa un collare dopo essere stato violentemente arrestato dalla polizia di Atene. La foto è circolata ampiamente online.

Dopo le elezioni del giugno 2019 che hanno portato al governo in Grecia il partito Nea Democratia [it], i casi di violenze della polizia hanno dominato il dibattito pubblico. Uno degli ultimi incidenti coinvolge le incursioni del dicembre 2018 contro alcuni squat ad Atene, durante i quali un celebre regista è stato picchiato, insultato e arrestato per aver rifiutato di eseguire gli ordini della polizia.

A novembre, il Ministro della protezione dei cittadini [en] Michalis Chrysochoidis, che è il responsabile delle forze dell'ordine, ha lanciato un ultimatum [en]: gli spazi occupati in edifici pubblici e privati avrebbero dovuto essere sgomberati entro due settimane. Gli squat, che sono realtà molto diffuse e capillari in Grecia, sono presentate da questo governo come manifestazione dell'ideologia anarchica [en] e sospetti sostenitori di migranti e terroristi.

Dopo l'annuncio del ministro, si sono svolte numerose operazioni di polizia, soprattutto nella capitale, per sgomberare gli edifici. Il 18 dicembre alle 7 del mattino, l'obiettivo erano tre palazzi occupati nel prestigioso quartiere di Koukaki [en], nel centro di Atene; la polizia ha arrestato nove persone. Una residente della casa vicina ha riportato [el, come tutti i link sucessivi, salvo diverse indicazioni] di essere stata vittima di violenze e minacce quando i poliziotti sono entrati in casa sua, picchiando suo marito e i suoi figli:

Ήρθαν τα ΜΑΤ και ζήτησαν να περάσουν από το σπίτι για να μπουν στο διπλανό. Ζητήσαμε χαρτί Εισαγγελέα για να περάσουν. Κάποια στιγμή ακούσαμε βήματα στη δική μας ταράτσα και πήγαν ο άντρας μου και τα παιδιά μου να δουν τι γίνεται. Ζήτησαν χαρτί Εισαγγελέα και σε απάντηση τους έβαλαν κάτω, τους έδεσαν τα χέρια και τους πλάκωσαν στο ξύλο. Πήγα να δω τι γίνεται και με απείλησαν και μου είπαν: Φύγε γιατί θα σε πετάξουμε από τη σκάλα.

[…] Είδα άνθρωπο των ΜΑΤ να έχει πατήσει το κεφάλι του γιου μου στο πάτωμα της ταράτσας. Ζητήσαμε Εισαγγελέα. Τους ξυλοκόπησαν και τους πήγαν στην ΓΑΔΑ. […]

La polizia è arrivata e ha chiesto di entrare in casa per passare nell'edificio accanto. Abbiamo chiesto di vedere un mandato. A quel punto, abbiamo sentito dei passi sul tetto e mio marito e mio figlio sono andati a vedere cosa stesse succedendo. Hanno chiesto nuovamente di vedere il mandato e la polizia ha reagito atterrandoli, ammanettandoli e colpendoli violentemente. Sono andata a vedere cosa stesse succedendo e mi hanno minacciato dicendomi: “Vai via, altrimenti ti buttiamo giù dalle scale”.

[…] Ho visto un uomo della MAT [un membro della polizia greca antisommossa] sbattere la testa di mio figlio contro il pavimento. Avevamo solamente chiesto di vedere il mandato. Loro sono stati picchiati e portati in commissariato.

Si è poi scoperto che il marito della residente è il famoso regista Dimitris Indares [en], noto per il film “Like A Prairie Cock in Wyoming” [en] (1995).

La polizia e i ministri di governo negano ogni comportamento scorretto

Secondo la versione delle autorità  – la cui credibilità è stata messa in discussione molte volte – Indares e suo figlio stavano “reagendo alle operazioni di polizia”. Il ministro Chrysochoidis ha difeso le azioni della polizia, affermando che durante l'azione, gli ufficiali “non hanno commesso nessuna violenza non necessaria”,  “hanno subito una violenza sproporzionata” ed “erano in pericolo”.

Inoltre, una foto condivisa su Twitter dal fotografo Nikos Christophakis, mostra qualcuno (probabilmente una donna) seduto sul terrazzo del palazzo sotto sgombero, legato mani e piedi, la testa coperta da un cappuccio nero. La foto è diventata virale sulle piattaforme di social media, anche dopo che il tweet originale è stato rimosso.

Foto che mostra una persona a terra, legata e incappucciata. Immagine circolata ampiamente online e utilizzata dal quotidiano Avgi].

Nel frattempo, il canale privato Open TV, ha trasmesso un clip audio dell'arresto di Indares, registrato da un vicino di casa. Mentre cerca di screditare sia le testimonianze della famiglia che i reperti audiovisivi, la polizia ha rivisto la sua storia iniziale, dicendo che i due figli della famiglia erano membri del centro sociale che erano saltati sul tetto dei vicini. Il portavoce della polizia ha anche accusato Indares di aver tentato di impadronirsi della pistola di un pubblico ufficiale:

Οι εικόνες που κυκλοφορούν στο διαδίκτυο είναι παραπλανητικές. Δεν υπάρχουν κουκούλες, ούτε γυναικεία παρουσία, ούτε αναιτιολόγητη βία. Οι τρεις άνδρες έχουν συλληφθεί και προσήχθησαν στην Ασφάλεια Αττικής.

Le foto che stanno circolando online sono fuorvianti. Non ci sono stati cappucci, nè donne coinvolte o violenze irragionevoli. I tre uomini sono stati arrestati e portati in commissariato

In un'intervista televisiva, il Ministro dello sviluppo Adonis Georgiades si è chiesto perchè la famiglia abbia rifiutato di cooperare durante lo sgombero dello squat: “Le persone arrestate stavano in qualche modo aiutando gli squatter, ecco perchè non hanno permesso alla polizia di entrare in casa loro”.

Secondo l'Articolo 9 della Costituzione greca “la casa di una persona è un santuario” e “i trasgressori saranno puniti per aver violato il rifugio domestico e per abuso di potere”.

L'opposizione e la comunità artistica supportano Indares

I membri dell'opposizione e la comunità artistica respingono la narrativa statale e difendono Indares e suo figlio. Citando il referto dell'ospedale pubblico, Giannis Ragkousis, capo della Divisione della protezione dei cittadini del partito d'opposizione SYRIZA [it] ha denunciato che alcuni ufficiali di polizia hanno colpito almeno a una donna a distanza ravvicinata con proiettili di plastica.

La polizia ha risposto a questa accusa ricorrendo alla semantica, affermando che non hanno usato proiettili di plastica ma proiettili di gomma delle dimensioni di una pallina da ping-pong

Sui social media, gli artisti greci esprimono rabbia per l'arresto di Indares e per la versione della polizia. L'Accademia di cinema greca ha ribadito il suo inequivocabile sostegno ad Indares e alla sua famiglia, mentre un altro noto regista, Pantelis Voulgaris, ha affermato durante una trasmissione radiofonica che ritiene l'arresto di Indares “inconcepibile”.

Mescolando sdegno e ironia, i netizen sono intervenuti in suo sostegno:

Μπουκάρουν τα ΜΑΤ στο σπίτι σου, όχι γιατί συμβαίνει κάτι στο σπίτι σου, αλλά γιατί θέλουν να μπουν στο διπλανό κτήριο. Ζητάς εισαγγελέα (όπως προβλέπει ο νόμος). Η απάντηση είναι ξύλο, δέσιμο χειροπόδαρα και απειλές.
Μπράβο στον υπουργό Μιχάλη. Από overdose κανονικότητας θα πάμε σ’ αυτή τη χώρα.

La MAT irrompe in casa tua, non perchè qualcosa stia succedendo lì dentro ma perchè vogliono entrare nell'edificio accanto. Chiedi se hanno un mandato (come previsto dalla legge). La risposta sono botte, mani e piedi legati e minacce.
Ben fatto, Ministro Michalis. Moriremo per overdose di “normalità” in questo paese.

L'utente Facebook Anna Zabek commenta le argomentazioni offerte dalla polizia per giustificare le violenze/omicidi commessi in questi anni:

2008: Τι δουλειά είχε στα Εξάρχεια;
2013: Τι δουλειά είχε να τσακώνεται για τη μπάλα;
2018: Τι δουλειά είχε μέσα στο μαγαζί του άλλου;
2019: Τι δουλειά έχετε μέσα στα σπίτια σας;

2008: Perchè era a Exarchia? [lo studente quindicenne Alexis Grigoropulos ucciso [it] dalla polizia a Exarchia]
2013:  Perchè stava discutendo di calcio? [il musicista antifascista Pavlos Fyssas ucciso [it] da neonazisti di Alba Dorata, inizialmente depistato come rissa per i calcio]
2018:  Perchè era nel negozio di un'altra persona? [l'attivista LGBTQI Zak Kostopouls linciato [en] fuori da una gioielleria, notizia riportata inizialmente come una tentata rapina]
2019: Perchè erano in casa loro?

 Il sentimento anti squatter sui social media

Non tutti comunque supportano Indares o la sua solidarietà con gli squatter. Alcuni cittadini sostengono le azioni della polizia e dipingono il regista come un anarchico, in tweet che assumono un tono razzista:

Come mai la famiglia di Indares (ma questo è un nome greco?) era in casa così presto? Non dovevano andare a lavorare?
Alcune persone hanno perso la paghetta dopo i tagli di Kyriakos [Misotakis, primo ministro greco] e ora piangono

Παράσιτα της κοινωνίας … ανάξιοι λόγου … βδελυρά υποκείμενα που κειμενονται μεταξύ μαρξισμού και ωφελιμισμού.
– Ioannis Chassiotis, Facebook

Parassiti della società… non meritano di essere citati…cattivi maestri adagiati tra Marxismo e utilitarismo.

Alcuni degli attacchi contro Indares sono stati portati avanti da membri del partito di governo, come il Ministro del parlamento Giannis Loverdos:

Αφού δεν μπόρεσε να διακριθεί ως πετυχημένος σκηνοθέτης στην μυθοπλασία του κινηματογράφου, ελπίζει σε νέα καριέρα μετατρέποντας την πραγματικότητα σε μύθο, προς τέρψιν των ιδεοληπτικών συντρόφων του της αριστεράς!

Dopo aver mancato la carriera da regista, aspira a una nuova carriera in cui trasformare la realtà in finzione per il divertimento dei compagni di sinistra!

L'utente Facebook Chris Toutouzas fa notare come alcune affermazioni siano ironiche. poichè Indares è noto per essere di destra:

[…] απλά να αναφέρουμε πως είναι γνωστό τοις πάσι, πως ο συγκεκριμένος σκηνοθέτης είναι ένας πολύ ήρεμος και πράος άνθρωπος, δεξιών πεποιθήσεων, που κάνει πολύ καλά τη δουλειά του. […] Στον Δημήτρη Ινδαρέ, έχει συμπαρασταθεί μέχρι τώρα, ΟΛΟΣ ο αναρχικός και αριστερός κόσμος της χώρας, όχι γιατί περιμένει κάτι […]

ΟΛΟΙ οι άνθρωποι της […] “Δικής του τάξης” ΔΥΟ μέρες τώρα τον αποκαλούν κάθαρμα, άπλυτο, καθίκι, καταληψία και ρωτάνε τι έκανε 6 το πρωί αυτός και η οικογένειά του, ΜΕΣΑ ΣΤΟ ΣΠΙΤΙ ΤΟΥΣ! […]

[…] solo per dire che è noto che questo regista sia una persona di destra molto calma e pacata, che fa molto bene il suo lavoro. […] TUTTI gli anarchici e le persone di sinistra nel paese hanno espresso il loro supporto fin d'ora non perchè si aspettino qualcosa indietro […]

TUTTE le persone […] “della sua stessa classe sociale” in questi giorni lo hanno chiamato un rifiuto, uno sporco bastardo figlio di buonadonna, uno squatter. Chiedendosi come mai lui e la sua famiglia fossero IN CASA LORO alle sei di mattina! […]

Nonostante l'acceso dibattito, sembra che il governo non si senta toccato dal problema della violenza della polizia. Dopo l'incidente del 18 dicembre, Al Jazeera ha pubblicato [en] un rapporto corposo che mostra come questa tendenza continui a crescere.

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