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L'esclusione dall'accesso all'informazione pubblica per i gruppi emarginati in India

Field documentation in Goa, India (Veethika Mishra, CC-BY-SA 4.0)

Documentazione sul campo a Goa, India (Veethika Mishra, CC-BY-SA 4.0)

Questo post è stato inizialmente pubblicato su Yoti [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] come parte della Digital Identity Fellowship di Subhashish Panigrahi. È stato in seguito adattato per Global Voices.

I programmi d’identità digitale [it] vengono promossi come un modo adottato dai governi per ottimizzare le procedure burocratiche e fornire ai cittadini servizi più efficienti. Tuttavia, in India e in tutto il mondo, questi programmi stanno facendo emergere dubbi riguardo i diritti digitali e l'esclusione sociale a causa delle conseguenze che potenzialmente possono alterare la vita delle persone.

L'Aadhaar indiano è un numero d'identità unico a 12 cifre che i residenti possono ottenere fornendo i loro dati biometrici e demografici. Anche se la Corte Suprema non ha ancora reso costituzionalmente obbligatorio l'Aadhaar per tutti i cittadini, diverse prestazioni sociali sono già connesse ad esso e istituzioni pubbliche e private hanno de facto iniziato a fare uso dell'Aadhaar come sistema di autenticazione. L'Aadhaar solleva preoccupazioni sulla violazione dei diritti umani, specialmente privacy e sicurezza, ed è stato criticato in quanto strumento di sorveglianza di massa. Tra le problematiche più serie per la popolazione vi è la negazione di diritti come i pasti gratuiti nelle scuole per gli studenti che non sono riusciti a procurarsi l'Aadhaar.

Cosa deve fare un qualunque membro della comunità per accedere a informazioni fondamentali fornite dal governo indiano? Cosa succederebbe se questa persona parlasse unicamente una lingua indigena che non sia la lingua ufficiale della regione di appartenenza, o se fosse analfabeta, con problemi di vista oppure vittima di un qualche tipo di oppressione sistemica?

Per fare una ricerca sull'accesso all'informazione pubblica in India attraverso la lente dell'esclusione sociale, dei diritti degli indigeni e di quelli linguistici, della disabilità e degli impedimenti tecnici, Subhashish Panigrahi ha condotto, con membri delle comunità emarginate e con stakeholders (tra cui linguisti, attivisti e tecnici), interviste fondamentali per i dibattiti sull'identità digitale.

La diversità linguistica dell'India

In India risiede il maggior numero di popolazioni indigene del mondo. Il 22% del territorio nazionale ospita 705 gruppi indigeni (circa 104 milioni, l'8.6% della popolazione secondo il Censimento del 2011). Questi gruppi parlano più di 419 lingue diverse, molte delle quali di natura orale. Delle 780 lingue parlate in tutta l'India, solo 22 sono riconosciute ufficialmente dalla Costituzione e, di conseguenza, utilizzate di diritto nell'amministrazione. Sebbene alcuni gruppi siano multilingue, altri non lo sono. Attualmente il sito ufficiale dell'Aadhaar (uidai.gov.in) è parzialmente tradotto in 12 tra le 22 lingue ufficiali, di cui nemmeno una è indigena.

Article 2 of the Universal Declaration of Human Rights…identifies access to information in one's own language as a fundamental right.

L'Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani…identifica l'accesso all'informazione nella propria lingua come un diritto fondamentale.

L'Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento del 1948 che è stato redatto da rappresentanti di diversa estrazione giuridica e culturale, identifica l'accesso all'informazione pubblica nella propria lingua come un diritto fondamentale.

In una recente intervista, la nota linguista Mandana Seyfeddinipur – che dirige l’Endangered Languages Archive (ELAR) presso la School of Oriental and African Studies (SOAS) dell'Università di Londra – ha affermato, “non è possibile inviare opuscoli nelle lingue maggioritarie durante un'emergenza dovuta a epidemie”. Lo ribadisce ancora fornendo l'esempio delle 10-12.000 persone che vivono in un'area di 10 km² nella regione del Lower Fungom nel Cameroon e che parlano quotidianamente nove lingue. Quando la dottoressa Seyfeddinipur identifica il problema della creazione e dell'aggiornamento delle informazioni nelle 7.000 lingue parlate in tutto il mondo, enfatizza il bisogno di individuare la lingua compresa da ciascuna comunità di una regione amministrativa — sia essa una lingua indigena o maggioritaria — al fine di sviluppare l'informazione pubblica.

Mentre Aadhaar sta diventando gradualmente il sistema più utilizzato per l'autenticazione sia nel settore governativo sia nel privato, il sito ufficiale non ha attualmente informazioni disponibili in formato audio per aiutare coloro che parlano le lingue indigene orali né le persone non alfabetizzate. Questa non solo costituisce una barriera linguistica ma anche un ostacolo all'accessibilità digitale. Inoltre, è importante ricordare che l'India ospita il maggior numero di persone al mondo (15 milioni) con disabilità visiva e screen readers [it] che aiutano le persone ad ascoltare un'informazione quando fanno accesso a contenuti scritti assenti nella maggior parte delle lingue.

La mancanza di risorse di accessibilità linguistica e digitale costituisce una gran parte dell'iniziale ricerca sul campo in India.

Domande chiave poste ai membri delle comunità interessate

  • In che modo le persone nella tua comunità soggette ad analfabetismo, povertà, disabilità visiva (o altre disabilità) e varie forme di esclusione sociale accedono a informazioni pubbliche fondamentali? Quali sfide devono affrontare e cosa manca loro?
  • Come valuti l'attuale tecnologia dietro Aadhaar? Cosa può essere fatto per migliorarne l'accessibilità, la trasparenza e l'affidabilità?
  • Quali sono le differenti tipologie di esclusione a cui sono soggetti i diversi beneficiari nella diffusione dei programmi d'identità digitale in India e nel mondo? Quali sono le ripercussioni dal punto di vista dei diritti umani?
  • È sempre possibile fornire informazioni alle persone nella loro lingua madre? Quali sono le sfide pratiche e cosa si può fare per assicurarsi che tutti possano avere accesso alle informazioni più importanti?

Principali conclusioni tratte dalle interviste

  • L'attuale sistema di accesso all'informazione pubblica costituisce un ulteriore grado di esclusione per persone anziane, con malattie o disabilità, per chi parla lingue non ufficiali, o anche per chi vive altre forme di oppressione sociale.
  • Sono state portate avanti notevoli iniziative pensate per educare gli utenti a utilizzare i propri dati privati e alla necessità critica della raccolta di tali dati, in particolare per quanto riguarda l'importanza di controlli KYC (Know Your Customer) più semplici e più affidabili.
  • Una maggiore infrastruttura tecnica favorisce coloro i quali godono già di privilegi, creando invece una più ampia esclusione sistemica dal punto di vista dell'accesso all'informazione pubblica. La maggior parte delle funzioni aggiunte alla versione originale di Aadhaar per l'autenticazione possono essere utilizzate unicamente da una persona esperta di computer e di internet, non da un utente medio.
  • La maggioranza della popolazione ha un basso tasso di alfabetizzazione, specialmente nelle lingue maggioritarie in cui le informazioni pubbliche vengono fornite. Ciò è estremamente problematico.

Ulteriori aree di ricerca

  • Le altre forme di esclusione sociale – tra cui il genere e la sessualità che influenzano il panorama dell'identità digitale in India.
  • I  modi in cui la comunità Free and Open Source può contribuire ad assicurare accessibilità, trasparenza e affidabilità – elementi che attualmente mancano nel quadro tecnico, principalmente costruito partendo da una mentalità proprietaria.
  • Le ripercussioni sulla privacy e sulla sicurezza e cosa si può fare per migliorare i diritti umani e digitali dei diversi gruppi emarginati.
  • Le migliori pratiche adottate nel resto del mondo che possano migliorare ogni forma di esclusione sistemica.

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