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Un viaggio nella metro di Tashkent alla scoperta dell'identità nazionale uzbeka

Ingresso principale della stazione della metropolitana di Bunyodkor a Tashkent. Foto (c): Filip Noubel, usato con permesso.

Per molti anni, è stato severamente vietato [en] fotografare le stazioni riccamente decorate della metro a Tashkent, la capitale uzbeka. Costruito durante l'epoca sovietica, il sistema della metro fu pensato anche per resistere agli attacchi nucleari e avrebbe potuto essere utilizzato come rifugio antiatomico in caso di guerra. Da quando è stato eliminato il divieto a inizio 2018 [en]i visitatori hanno iniziato a mostrare grande interesse verso la più antica metropolitana dell'Asia centrale. E con ottime ragioni.

La metro di Tashkent è molto più di un mezzo di trasporto. Da quando è stata costruita, il design e i nomi delle 29 stazioni della metro sono cambiate, riflettendo il turbolento andamento della storia uzbeka. In breve, un giro nella metro di Tashkent racconta la storia del paese in cui il processo di costruzione della nazione è ancora in corso.

Palazzo del popolo

Questa storia inizia durante i primi giorni del socialismo sovietico.

Vladimir Lenin disse: “Il comunismo è il potere del soviet più l'elettrificazione dell'intero paese” (Коммунизм — это есть советская власть плюс электрификация всей страны). Nel novembre 1920 [ru] l'elettricità era uno degli assaggi delle promesse del progresso che stava arrivando: rappresentava le innovazioni finalmente accessibili alle masse. 12 anni dopo, la leadership sovietica annunciava un'altra priorità strategica e futuristica: la costruzione della metropolitana [it, come tutti i link sucessivi, salvo diverse indicazioni], il sistema di trasporto sotterraneo nato in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Il 25 maggio 1932 il Sovnarkomcomponente esecutiva del governo sovietico, afferma per decreto [ru]:

«Считать Метрос “трой важнейшей государственной стройкой с обеспечением ее лесоматериалами, металлом, цементом, средствами транспорта и т. п. как первоочередной важности ударной стройки всесоюзного значения». 

“La costruzione della metropolitana deve essere considerata un progetto prioritario per lo stato, con le sue forniture di legno, metallo, cemento, gli spostamenti etc. e una priorità in termini di super produttività a livello nazionale.”

In altre parole, non furono risparmiati sforzi per dimostrare il successo e la superiorità della tecnologia sovietica. Il primo cunicolo della metro fu scavato a Mosca nel 1930, e la prima linea inaugurata nel maggio 1935. Questi eventi sono raccontati nel documentario del 1935 “C'è la metropolitana” (Есть Метро) che ricostruisce l'intero processo tra il 1931 e il 1935.

Песня о метроLa costruzione delle metropolitane segna anche un punto di svolta nello sviluppo dell'economia sovietica: mentre i primi piani quinquennali [en] (1928-1932) si concentrano sullo sviluppo dell'industria pesante, i secondi piani quinquennali si focalizzano sull’ urbanizzazione. La metro divenne quindi un importante simbolo culturale, presente in film, libri per bambini, poesie, canzoni. Viene indicato come lascito del successo dello stalinismo in alcune canzoni, come questa [ru] del 1936

Мы верили, мы знали, / Что, роя котлован,
Мы твой, товарищ Сталин, / Осуществляем план.

Опишут для столетий, / Да не одно перо
А после скажут детям / Как бились за метро!

Noi crediamo, noi sappiamo, che scavando il primo cunicolo,
Realizzeremo, compagno Stalin, il tuo progetto.

Ne parleranno per centinai di anni, e non con solo una penna
E racconteranno ai bambini, di come hanno combattuto per la metro!

— Canzone sulla metro (Песня о метро), 1936.

Tuttavia, negli anni successivi la metro divenne importante anche nelle culture minoritarie o dissidenti, come mostra questa canzone del 1969 di Bulat Okudzhava.

Ispirato dal successo della metropolitana di Mosca, il governo sovietico annunciò che avrebbe costruito una metro in ogni città sovietica con più di un milione di abitanti [ru]. Il piano ambizioso procedette lentamente, comunque quando nel 1991 collassò l'Unione Sovietica, la metro era stata costruita in 13 città, compresa Leningrado (1955), Kiev (1960), Tbilisi (1966) e, ovviamente, Tashkent (1977).

Come Tashkent ebbe la sua metro

La gente di Tashkent dovette attendere alcuni decenni per avere la metro, che fu la prima nella remota e relativamente sottosviluppata Asia centrale sovietica. Si dovettero affrontare diverse sfide: un violento terremoto [en] colpì la capitale uzbeka nel 1966, distruggendo metà della città. Mancavano ingegneri specializzati e lavoratori della metro. Le estati lunghe e torride dell'Uzbekistan ponevano il problema della ventilazione. Questi problemi rafforzarono l'impegno delle autorità sovietiche per dimostrare di essere all'altezza della situazione.

Mobilitando risorse umane e materiali da costruzione speciali da tutta l'Unione Societica, gli scavi nella metro furono iniziati nel 1973. Appena quattro anni dopo, grazie a uno spirito stakhanovista che permise di compiere un record, la prima linea della metro fu aperta nel novembre del 1977. La data fu scelta in coincidenza con il sessantesimo anniversario della rivoluzione russa. Come riportano i media dell'epoca, tutte le autorità locali erano presenti il giorno dell'inaugurazione, durante il quale fu letto un messaggio di congratulazione dal leader sovietico Leonid Brezhnev

Negli anni successivi, furono aggiunte nuove stazioni. Nel 1984, fu aperta una seconda linea. Questo documentario del 2007 mostra come sia stata dedicata particolare attenzione al design delle stazioni.

Simbolismo sotterraneo

Come nelle altre metropolitane sovietiche, ad ogni stazione della metro fu assegnato un particolare messaggio politico o culturale che spiegasse l'ideologia sovietica. Quando l'Uzbekistan divenne indipendente [en] nel 1991, il nuovo governo seguì  l'esempio di altri giovani stati e rinominò vie, piazze e stazioni della metro [ru] per porre le distanze con alcuni elementi del passato sovietico. Facendo questo, si volevano recuperare simboli perduti e talvolta censurati dell'Uzbekistan pre-sovietico. Ad undici delle ventitrè stazioni costruite durante il periodo sovietico sono stati dati nuovi nomi [ru]. Ad esempio, la stazione Piazza Lenin è ora chiamata Mustaqillik maydoni, o Piazza indipendenza.

Francobollo postale sovietico del 1979 raffigurante la stazione metro Piazza Lenin (nome dell'epoca) a Tashkent's. Foto da Wikipedia Commons, nessun copyright.

Delle 29 stazioni attive oggi (una terza linea è stata aperta nel 2001), cinque stazioni della metro sono particolarmente significative per ciò che riguarda il mutare della narrativa uzbeka sull'identità nazionale.

Stazione metro Xalqlar Do'stigli a Tashkent. Foto (c): Filip Noubel, usata con permesso.

Xalqlar Do'stigli (Amicizia tra i popoli): questa stazione è un esempio emblematico. Nota come “Amicizia tra i popoli” durante il periodo sovietico, il suo nome riflette il ruolo di pacificatore internazionale svolto dall'Unione Sovietica durante la guerra fredda, in opposizione all'imperialismo occidentale. L'edificio di superficie della stazione trasmette questo messaggio futurista. Nel 2008, il presidente uzbeko Islom Karimov, che teneva una linea politica distante da Mosca, rinominò la stazione Bunyodkor [ru] (“Il fondatore”), per celebrare il proprio ruolo come padre fondatore del nuovo Uzbekistan. Nel 2018 il secondo presidente uzbeco Shavkat Mirziyoyev, più vicino alla Russia, ha ripristinato il precedente nome.

Piastrelle rappresentati fiori di cotone alla stazione metro di Paxtakor a Tashkent. Foto (c): Filip Noubel, usata con permesso.

Paxtakor (Il coltivatore di cotone). Il nome di questa stazione racconta l'antica dipendenza dell'economia uzbeka dalla produzione di cotone. Durante il periodo sovietico, Mosca assegnò a ognuno dei 15 stati delle repubbliche sovietiche una particolare coltivazione a cui dedicarsi. Anche i successivi governi continuarono con la monocoltura del cotone, con gravi conseguenze per la popolazione. Fu impiegata manodopera forzata [en], compresa quella minorile. L'irrigazione dei vasti campi di cotone ha provocato un disastro ecologico nel paese, con il restringimento del Lago d'Aral. Attualmente l'Uzbekistan è l'ottavo produttore mondiale di cotone.

Candelabro alla stazione metro di Chilonzor. Foto (c): Filip Noubel.

Chilonzor. Questa stazione prese il nome dal distretto di Chilonzor, un area in cui si sviluppò massicciamente l'urbanizzazione durante il periodo sovietico. Chilonzor è una delle più importanti dal punto di vista delle decorazioni artistiche: le mura sono ricoperte di marmo bianco [ru]con molte decorazioni in  ceramica prodotte dai più importanti scultori, che illustrano la visione sovietica della vita in Uzbekistan: un mix di tradizioni rurali e conquiste urbane, illuminate da una serie di massicci candelabri a corona che ricordano la metro di Mosca.

Questa è una “scena uzbeka”, che rappresenta due uomini mentre bevono il tè su un tapchan, una piattaforma di legno che aiuta l'isolamento dal calore.

Decorazioni in ceramica alla stazione metro di Chilonzor, a Tashkent, rappresentati persone che bevono il the . Foto (c): Filip Noubel, usata con permesso.

Ali-shir Nava'i. Questa stazione prende il nome dal poeta e linguista del XV secolo Ali-shir Nava'i, che molti stati dell'Asia centrale rivendicano come proprio. Nava'i nacque nel territorio del moderno Afghanistan e scrisse in persiano, arabo e chagataiprecursore della moderna lingua uzbeka.

Alisher Navoi che suona uno strumento a corde, nella stazione metro Alisher Navoi metro station. Foto (c): Filip Noubel, usato con permesso.

Kosmonavtlar (Il cosmonauta). Il cosmonauta, l'uomo dell'Unione Sovietica nello spazio, è uno dei punti più alti della scienza e del progresso sovietico. La stazione è decorata con un blu cosmico e ritratti di astrologi medioevali uzbeki e cosmonauti sovietici.

Ritatto di Yuri Gagarin [it], il primo uomo nello spazio, alla stazione metro Kosmonovtlar. Foto di Filip Noubel, usata con permesso.

Dall'epoca sovietica a quella post-sovietica, dal socialismo all'Islam, la metro di Tashkent celebra e commemora tutti gli eventi storici importanti. Le sue stazioni sono diventate una tappa fondamentale di qualunque viaggio nella capitale uzbeka, un segnale forse del fatto che il turismo possa essere il prossimo capitolo del lungo racconto della formazione della nazione.

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