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Vittoria per i diritti dei lavoratori in Cambogia: il più grande sciopero dei dipendenti di casinò termina pacificamente

Proteste di fronte al Naga hotel. Foto del Centro Cambogiano per i Diritti Umani, usata su licenza CC.

La Cambogia ha riportato una vittoria insolita per i diritti dei lavoratori, quando l'11 gennaio scorso uno sciopero di due giorni da parte dei lavoratori della maggiore società di casinò del Paese, NagaWorld [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], è finito pacificamente e, forse, anche positivamente, visto che allo sciopero ha fatto seguito la decisione del management di aumentare i salari e reintegrare la leader del sindacato.

NagaWorld, di proprietà della società di Hong Kong NagaCorp, gestisce i più grandi casinò nella capitale della Cambogia, Phnom Penh. Negli ultimi anni, c'è stata un'esplosione di casinò di proprietà cinese rivolti ai turisti della Cina continentale, dove il gioco d'azzardo è ufficialmente legale. Tale sviluppo economico riflette il crescente numero di investimenti cinesi nel Paese e la politica pro Cina dell'attuale governo cambogiano guidato dal primo ministro Hun Sen [it], ormai al potere da più di trent'anni.

I lavoratori avevano chiesto un aumento dei salari inizialmente a settembre 2019. Il management aveva risposto sospendendo Chhim Sithar, il presidente del sindacato.

A dicembre, il sindacato aveva votato di scioperare entro un mese, notificando il management dell'azienda, la polizia e l'amministrazione cittadina.

Nonostante le precauzioni legali adottate dal sindacato, il tribunale di Phnom Penh aveva emesso una sentenza l'8 gennaio 2020 che dichiarava illegale lo sciopero previsto. In reazione all'ordinanza del tribunale, 23 organizzazioni della società civile avevano firmato una dichiarazione che sollecitava le autorità a rispettare i diritti dei lavoratori.

Il 9 gennaio, ignorando il divieto, oltre 1000 dipendenti di NagaWorld hanno portato avanti il piano originale di protestare fuori dall'hotel. Anche diverse persone non associate al sindacato sono uscite dall'edificio per sostenere i manifestanti che chiedevano salari adeguati, migliori condizioni di lavoro e il reinserimento del presidente del sindacato. Alcuni dei cartelli in mostra durante la protesta dicevano: “Stop allo sfruttamento a NagaWorld”, “Stop alla discriminazione contro i sindacati” e “Richiedere stipendi per vivere è un diritto, non un crimine”.

Il personale del casinò NagaWorld ha scioperato questa mattina per chiedere all'azienda di reintegrare sul posto di lavoro uno dei loro rappresentanti.

Cuochi e pit boss escono fuori per unirsi ai manifestanti di NagaWorld. La loro dimostrazione di solidarietà ha suscitato una standing ovation da parte dei lavoratori, che continuano a richiedere il reinserimento della leader del sindacato Chhim Sithar, sospesa dal lavoro.

Oggi sciopero fuori da #nagaworld… Da un lato, un sacco di dipendenti pacifici, dall'altro, una fila di guardie giurate con nuove uniformi.

Il 10 gennaio, alla fine, ai rappresentanti del management di NagaWorld si sono uniti i funzionari governativi e sono iniziate le negoziazioni con i manifestanti. Durante la trattativa, sembra che il management abbia acconsentito ad aumentare i salari e a reintegrare Chhim Sithar. In seguito, lo sciopero è stato concluso e i dipendenti sono tornati al lavoro l'11 gennaio.

I media hanno citato i rappresentanti del sindacato, secondo i quali il management aveva acconsentito ad aumentare i salari dei lavoratori tra il 18% e il 30%. Sempre secondo la stessa fonte, prima dello sciopero i lavoratori venivano pagati tra i 150 e i 250 dollari al mese. Il minimo sindacale in Cambogia varia tra i 130 e i 150 dollari.

I sostenitori dei diritti dei lavoratori hanno celebrato la notizia del successo dello sciopero, dato che in Cambogia è raro che una protesta del genere si risolva in pace. Ad esempio, nel 2014 uno sciopero degli operai tessili era stato disperso in maniera violenta dalla polizia.

Ma, apparentemente, l'azienda non ha detto le ultime parole: in una dichiarazione di NagaWorld del 10 gennaio, mentre la società assicura ai propri azionisti che “tutte le attività aziendali del Gruppo continuano normalmente e il Consiglio di Amministrazione si aspetta che la questione di cui sopra [lo sciopero] non abbia alcun impatto negativo sulle attività economiche del Gruppo”, viene anche descritto lo sciopero come un “raduno illegale” di 500-700 dipendenti, senza alcuna menzione di un accordo sulla proposta per l'aumento dei salari.

A questo punto, dunque, rimane ancora incerto se possano esserci sanzioni contro i lavoratori per violazione dell'ordinanza del tribunale che dichiarava illegale la protesta.

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