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Gli uomini dietro la videocamera nascosta dei bagni pubblici di Mosca e la donna che li combatte

The women’s bathroom at the Shokoladnitsa cafe in Moscow near the Oktyabrskaya metro station. Photo: TV Rain. Used with permission.

Il bagno delle donne nella caffetteria Shokoladnitsa a Mosca, vicino alla stazione metro di Oktyabrskaya. Foto: TV Rain. Usata con licenza.

Il 27 giugno, il canale indipendente russo di cronaca TV Rain (”Dozhd”) ha pubblicato un dossier investigativo [ru, come in tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] riguardo una rete di telecamere nascoste nei bagni delle donne a Mosca. Il filmato circola su internet in tutto il mondo, mentre le donne che appaiono nei video ne sono ignare. Un piccolo gruppo di donne, capeggiato da Polina Anisimova e aiutata da un informatore anonimo e dal suo compagno pirata informatico sta lottando affinché le leggi dell'ordine russo prendano posizione nella vicenda. Con il permesso del canale televisivo RuNet Echo presenta a seguire una traduzione completa del dossier di TV Rain.

”Ieri ho scoperto che esiste un ”porno” con me protagonista”

Di Sonya Groysman e Ivan Pivsaev

Nella tarda nottata del 12 giugno, un utente sconosciuto di Vkontakte con un profilo vuoto e una foto del rapper russo Pasha Tekhnik inviò a Polina Anisimova una fotografia della sua faccia, chiedendole se fosse lei nella foto. Visto che non era solita connettersi spesso non lesse il messaggio che a notte più tarda. Quando infine lo lesse, vide se stessa nell'immagine. Compariva la sua felpa, la sua voglia e la sua lentiggine sul viso.Senza dubbio non poteva ricordare quando o come si fosse fatta tale fotografia. Era sicura di non aver postato tale foto su internet; allarmata, mostrò il messaggio al fidanzato.

Inizialmente la presero come una specie di scherzo macabro o un nuovo tipo di ricatto online, perciò cercarono su Google come Vkontakte potesse essere usato per estorsioni.

Una volte che Polina ebbe la conferma di apparire nella foto, l'account anonimo le inviò molte altre foto, con un messaggio in cui diceva di ”avere brutte notizie” per lei e le spiegava che ”era diventata una vittima, così come i suoi cari”. Nelle immagini una giovane orinava in un bagno con piastrelle bianche e marroni. Anisimova era ancora più confusa, non voleva credere di essere lei.

L'account anonimo non la ricattò né minacciò; semplicemente la mise in guardia del fatto che lei, come moltre altre giovani, era vittima di un'operazione con telecamere nascoste.

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Foto: Facebook / Polina Anisimova. Usata con licenza.

Le strane foto erano accompagnate da una filigrana che recitava ”zona nascosta”. Cercando tale frase in internet Polina ed il suo fidanzato non ebbero problemi ad incontrare in una pagina web centinaia di video ripresi utilizzando una videocamera nascosta nei bagni delle donne. Poco più tardi Anisimova si riconobbe nell'immagine in miniatura di uno dei video. Non aveva più dubbi: nel video apparivano la sua borsa, i suoi jeans azzurri e i suoi glutei nudi. L'unica differenza erano i capelli lunghi, tagliati da due anni.

Fu così che Polina si rese conto del fatto che esisteva su internet un video porno, almeno dal 2014, con lei protagonista, girato senza che ne fosse a conoscenza.

Il giorno dopo Polina pubblicò la sua storia sulla sua pagina Facebook. ”se resto in silenzio questa storia potrebbe diventare un'arma per ricattarmi in futuro, nonostante non abbia fatto nulla, così come migliaia di altre vittime”, scriveva.

I media si interessarono presto alla sua storia. Quello che sembrava impressionare di più la maggioranza era che Polina, come aveva indovinato, era stata ripresa in un bagno di Shokoladnitsa, una delle catene di caffetteria più popolari della Russia. Questo era ciò che ”l'informatore” di Polina le aveva detto. Tale informatore ha contattato altre donne riprese e alcune dicono di essere state capaci di verificare quando e come furono registrate dalle telecamere nascoste.

L'informatore anonimo afferma di aver iniziato a investigare sui video dopo che qualcuno della sua famiglia ne è caduto vittima; ora,dice, sta cercando di scoprire chi ci sia dietro ai video e sta riconoscendo le vittime utilizzando FindFace (uno strumento controverso che relaziona le foto delle persone ai loro profili Vkontakte).

Fino ad ora è stato in grado di contattare almeno una dozzina di vittime. (In molti casi le facce sono appena visibili o FindFace non riesce a collegarle a nessun profilo Vkontakte). Inoltre spera che i dossier della polizia presentati dalle vittime siano sufficienti per dare inizio ad una indagine completa.

Polina Anisimova e altre quattro donne riprese nel bagno dalle telecamere nascoste stanno consultando un avvocato che porterà i loro casi in tribunale. ”Questa è una violazione dei nostri diritti; e ora stiamo provando a capire cosa fare al riguardo e come ristabilire i nostri diritti”, dice Anisimova.

L'informatore afferma di star spingendo la sua familiare a portare il caso in tribunale,però apparentemente è una funzionaria di grado basso e probabilmente ha paura di perdere il lavoro. ”La loro politica ufficiosa” afferma lui ”è che ti aiuteranno a dimetterti se sei immischiato in qualunque scandalo,anche se ne sei la vittima”.

L'informatore rifiuta di svelare la sua identità, aggiungendo che non vuole mettersi in luce, ”considerando le fonti” a disposizione delle persone a cui si rivolge.

***

Una rapida ricerca su internet è sufficiente per dimostrare la quantità di pornografia a telecamere nascoste disponibile o le riprese di donne che utilizzano i servizi in caffetterie o centri commerciali, donne nei camerini o altri video simili. I destinatari di tali contenuti, voyeurs, sono persone che raggiungono l'eccitazione sessuale spiando; un sottogenere della pornografia voyeur sono i video a telecamera nascosta di donne che orinano. Alcune persone si eccitano per qualsiasi cosa sia relazionata con l'atto di urinare.

Uno dei compagni dell'informatore anonimo, che sta aiutando Polina e le altre donne a scovare chi le ha riprese è un hacker informatico che è riuscito ad immettersi in un gruppo chiuso di voyeurs su internet. Afferma che la maggior parte di essi hanno tra i 35 ed i 60 anni e operano secondo le regole di una società segreta. Nelle pagine web dove comunicano e si scambiano video ci sono diversi livelli di accesso al contenuto; inoltre è abbastanza difficile registrarsi per unirsi alla comunità. Ovviamente la comunità è stata costruita per assicurare la massima clandestinità. Il gruppo ha anche le proprie leggende e di propri eroi per il ”miglior contenuto” e le ”migliori angolazioni” [della camera]

Prima dello scandalo di Shokoladnitsa i voyeurs russi erano una comunità relativamente invisibile. Ogni anno centinaia di donne in Russia diventano il bersaglio di chi installa telecamere nascoste e ne vende il contenuto; nonostante ciò non ci sono mai stati casi di spicco di criminali né condanne.

Il dipartimento della polizia di Mosca sostiene di non ricordare nemmeno un dossier archiviato da parte di queste donne che sono le vittime dei video scoperti negli ultimi mesi. La polizia non lo considera un fenomeno di massa, bensì diversi casi isolati.

I video come quello della Anisimova si vendono in pagine web chiuse di voyeurs con complicati sistemi di registrazione. Alcuni sono disponibili anche in pagine porno normali. La registrazione a tali pagine non è gratuita e può arrivare a costare fino a cento dollari.

Le comunità di guardoni possono dividersi in gruppi ”aperti” e ”chiusi”, in base alla complessità della registrazione. In tali gruppi i membri si scambiano storie sulle proprie esperienze di ripresa e spionaggio, condividono i propri video ed altro materiale trovato online e si consigliano a vicenda sull'attrezzatura migliore per spiare nei bagni.

A giudicare da ciò che si scrive in questi gruppi molti di quelli che effettuano tali riprese utilizzano microcamere mascherate da oggetti. Il travestimento più comune è nascondere la camera sotto quelle che sembrano chiavi.In Russia la produzione, vendita o acquisto di tecnologia speciale finalizzata ad ottenere informazioni private( sena che le persone riprese lo sappiano) è proibita dal codice penale all'articolo 138.1, che prevede una pena massima di 4 anni di carcere. Il caso più noto in relazione a tale reato fu aperto contro la figura dell'opposizione Natalia Pelevina, membro del partito politico Parnas, che fu sorpresa con una penna dotata di camera nascosta.

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Portachiavi per fotocamera. Foto: TV Rain. Usata con licenza.

La maggior parte dei voyeurs tende a pensare di non star facendo nulla di male; senza dubbio molti temono per la propria sicurezza, motivo per cui spendono molto tempo cercando il modo di proteggersi il volto.

Un ex direttore aggiunto dell'organo della difesa, per esempio, non smise di spiare donne nemmeno dopo che il fatto fu scoperto; passò 15 anni spiando le sue compagne prima di essere scoperto e nonostante ciò oggi dichiara ” non posso smettere” e che ancora ”torna a guardare”. In altri commenti, lo stesso uomo descrive con entusiasmo lo stato in cui si trova quando vede donne urinare: ”quando vado in bagno ed inizio a guardare, arrivo ad un momento di esaltazione tale che mi duole il cuore. Le emozioni sono tanto forti ed intense! La vista dal bagno… si impossessa di me completamente”.

I voyeurs possono eccitarsi anche senza vedere nessuno nudo; il fatto di violare la privacy di una persona ed il sentimento di potere sull'individuo ignaro è sufficiente di solito, dice la psicologa clinica e specialista in dipendenze Veronika Kashirina. In maniera differente molte persone godono nello spiare gli altri, aggiunge la Kashirina, però in casi più rari ci sono individui che si sentono obbligati a spiare,anche quando la sicurezza delle persone viene compromessa. (La classifica internazionale delle malattie colloca il voyerismo nella categoria ”disordine della preferenza sessuale”)

Kashirina commenta che il voyerismo è collegato alla violazione dei limiti psicologici tra gli individui: ”nel nostro paese, è molto frequente vedere 5 persone che vivono in un appartamento-studio, cambiandosi i vestiti di fronte a tutti, lavandosi senza chiudere la porta o genitori che fanno sesso con i figli che dormono vicino. Ciò confonde molto i limiti psicologici, distorcendo la visione del singolo rispetto alla sua intimità e quella altrui, cosa che può diventare la base del desiderio di spiare gli altri o,al contrario, di volere che gli altri vedano, facendo si che ci si voglia esporre pubblicamente”.

”Certe persone”, continua Kashirina, ”hanno di solito un'autostima molto bassa e il sentimento di superiorità di fronte alle proprie vittime e l'appoggio di altri nelle comunità chiuse di internet aiuta in maniera artificiosa a creare questo senso di autovalorizzazione, sopprimendo nel contempo il senso di colpa perchè fanno qualcosa di male e la paura di essere scoperti”.

Senza dubbio la maggior parte dei voyeur non ha paura di essere condannata come criminale. Le possibilità di essere scoperti sono scarse, dice uno dei partecipanti in un gruppo, sottolineando ottimisticamente che è difficile trovare le vittime e che il contenuto,da un punto di vista legale, non è molto differente dalla normale pornografia. Generalmente parlando i membri della comunità sembrano credere che i voyeurs abbiano solo bisogno di stare attenti ed evitare di ”richiamare l'attenzione” sull'esistenza del gruppo,altrimenti ”questi maledetti giornalisti monteranno un grande scandalo”.

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Screenshot della schermata di uno dei gruppi di voyeurs.

If they come for the voyeurs, it won’t be any time soon. The main thing is not to get cocky and not to circulate your content [openly]. After all, our work is already on social networks. Basically, until they’ve caught all the pedophiles, they’ll only catch us randomly. Of course, the stars of our films mostly don’t know that they’re our stars :-) (except when the recordings are done too obviously, which I’ve always opposed) and there needs to be a plaintiff for any criminal charges. And finding the victims and taking their statements is very problematic and complicated in our situation, and the prospects for such cases are pretty slim. That’s why you can only really get busted if you’re caught red handed, if you’re filming too obviously and they file a complaint against you. For the time being, downloading and distributing our content carries the same administrative penalties as with ordinary pornography. But if you draw attention to our existence, then those damned journalists might make a big stink in search of a scandal, and if they strike a nerve with society, then they could come to make an example of someone… That’s why, yes, we need to clean out our ranks (following Stalin’s legacy :-)) and introduce rules prohibiting the distribution of our content, and ideally stop selling content for money, where they then end up on torrent-trackers and attract attention. One way or another.

Non arriveranno molto presto ai voyeurs. La cosa più importante è non essere orgogliosi e non far circolare il tuo contenuto (apertamente). Dopo tutto, il nostro lavoro è già presente nelle reti. Finchè non prenderanno tutti i pedofili, arriveranno solo ad alcuni di noi, per caso. Certo, le star dei nostri filmini non sanno di esserlo :-) (tranne quando si riprende molto palesemente, cosa a cui mi sono sempre opposto) e c'è bisogno di un querelante per ogni denuncia. Trovare le vittime ed ottenere dichiarazioni è abbastanza problematico e complicato nella nostra situazione, inoltre le possibilità che ciò accada sono scarse. Per questo sei davvero nei guai solo se ti prendono con le mani nel sacco,se stai palesemente registrando e quelle fanno una denuncia a tuo carico. Ora come ora, scaricare e distribuire i nostri materiali prevede una pena amministrativa uguale alla pornografia normale.Però, se richiami l'attenzione su di te, questi maledetti giornalisti monteranno un grande scandalo e se prende piede, potrebbero portare qualcuno come esempio… E così si che abbiamo bisogno di fare pulizia (seguendo la tradizione di Stalin :-)) e introdurre norme che proibiscano la distribuzione dei nostri contenuti e, idealmente, smettere di venderli, in modo che non finiscano su un torrent richiamando l'attenzione. In un modo o nell'altro.

***

L'hacker che si è introdotto nella comunità di voyeurs usando un account rubato al fine di studiare i gruppi chiusi del web afferma che la prima di queste comunità(una chiamata ”Petrovka 38”) apparve negli anni '90, nell'era del VHS. La comunità più grande che esiste oggi, chiamata dai voyeurs ”The Pen” [l'ovile] (abbreviazione del nome originale ”The Piggy Pen” [l'ovile del maialino]) fu creata 12 anni fa da una persona conosciuta come ”Keks”.

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Screenshot della schermata di una pagina su ”The Pen”

In connection with this, we’ve now got another admin, HomoDrill. He won’t decide any issue-related matters—this person has been helping us for a long time with the hosting settings, with Apache and PHP, and he needs these rights to do timed tests and bug-squashing. Of course, he’s far better known under a different name and on other resources, but he’s welcome to dilute our oinking crowd with such an original nickname. :-) Almost all the redesign is his work. THANK YOU VERY MUCH!!!

Con ciò abbiamo ora un altro amministratore, HomoDrill. Non deciderà nulla, questa persona ci sta aiutando da molto tempo con la configurazione del server, con Apache e PHP e ha bisogno di questo diritto per testare i tempi e ripulirlo. Ovviamente lo si conosce con un altro nome e con altri mezzi, però è il benvenuto, lui ed il suo originale nickname, per fare pulizia nel nostro gregge che grugnisce. In pratica tutti i cambiamenti sono opera sua. GRAZIE MILLE!!

La registrazione a The Pen è chiusa e i partecipanti hanno diverse sezioni con diversi livelli di accesso alla pagina web. Lo stato ed il livello di accesso di un membro possono cambiare a seconda di quanto paga o di quanti video posta nel sito.

”Molti voyeurs veterani hanno abbandonato tale commercio da molto tempo e ora si godono l'abbondanza di nuovi video lasciati dai nuovi nella comunità al fine di scalare la gerarchia del gruppo e ottenere uno status più alto, cosa che garantisce l'accesso a sezioni ristrette dal contenuto estremo” spiega l'hacker.

Anche i gruppi aperti hanno sezioni chiuse in cui i partecipanti distribuiscono i propri ”lavori”. La maggior parte , a giudicare dal contenuto pubblicato nel forum, non hanno finalità commerciale, sono solo ”operatori” che registrano video per venderli a pagine specializzate in tali contenuti. A volte, sponsorizzano anche i propri prodotti nelle sezioni commerciali del forum. Nonostante la comunicazione sia molto attiva in tali gruppi, questi ”operatori” non dicono quasi nulla su se stessi, mentre in altri gruppi i membri condividono storie personali della propria vita privata.

Uno dei compagni dell'informatore afferma di aver parlato con un ex membro di ”The Pen”, che diceva di essersi convertito in uno dei patrocinanti del sito e affermava che nel 2008 aveva ricevuto l'accesso alle sezioni chiuse. Secondo ciò che dice, ci sarebbe una gran quantità di produttori di video voyeur in vendita.

”Video all'aria aperta (nudisti sulla spiaggia,sesso tra gli arbusti, donne che orinano nel bosco ecc.) sono ripresi principalmente da ”vadukha” e in minor numero da ”Jerki”. Le riprese nascoste di donne (generalmente la fidanzata) che orinano durante i matrimoni sono la specialità di ”Zooom”. ”Veg”, senza dubbio, riprende minori che orinano nei bagni. Nel corso degli anni ”Fall” si è messo a inquadrare verso l'alto direttamente dall'interno delle fosse biologiche, con indosso una maschera a gas e coperto da un manto o una coperta. Uno dei voyeur più pericolosi è ”Surokspit” autore volontario e moderatore di ”The Pen”. La sua base è stata Mosca durante gli ultimi 9 anni, a riprendere segretamente sotto le gonne delle donne sulle scale mobili, afferma la fonte dell'informatore.

Questi nickname vengono menzionati frequentemente nei gruppi di voyeurs e nel web ci sono migliaia di video che apparterrebbero a tali personaggi.

Di fatto esiste davvero un account con il nome di ”Surokspit” e ha caricato su pagine porno a pagamento ”video di gonne” girati sulle scale mobili della metro di Mosca. Lo stesso account vende video di telecamere nascote in borse o ombrelli ad una pagine web straniera specializzata in tali contenuti.

Un ”operatore” conosciuto col nome di ”Uchebnik” (”Libro di testo”) ha trascorso molti anni riprendendo con camere nascoste in bagni pubblici. Più o meno fino al 2009 apparteneva ad una pagina web con video a pagamento nei bagni di caffetterie e scuole. Nella comunità voyeur ”Uchebnik” è una leggenda. ”Non sono Uchebnik, sto ancora imparando” scriveva un utente di questo gruppo sul suo profilo. I membri di questi forum possono riconoscere il suo ”stile” in diversi video caricati in forma anonima, che continuano ad apparire in pagine porno voyeur dal 2009.

Un'altra maniera di creare ”contenuti” per voyeur è infettare i computer delle vittime con un virus che garantisce ad un hacker l'accesso da remoto alla videocamera.

Sono gli stessi voyeurs che sviluppano questo tipo di virus, concentrandosi su un gruppo ridotto di persone, in modo che l'antivirus sia abbastanza lento a riconoscere la minaccia. Secondo una delle fonti di TV Rain ci sono anche programmi legali che forniscono accesso da remoto al computer( software non bloccati dagli antivirus) che alcuni programmatori installano nel dispositivo degli ignari clienti. I video di atti intimi girati con tale procedimento dalle telecamere sono anch'essi messi in vendita nelle sezioni commerciali di ”The Pen”.

”Lo spionaggio attraverso la videocamera si è convertita in una frode informatica di proporzioni enormi” dice l'esperto internet Anton Merkurov. ”Si deve solo scaricare un programma sospetto che infetti il computer”. Afferma che il modo migliore di proteggersi da questi attacchi è appiccicare un pezzo di nastro adesivo alla camera web, come fa il fondatore di Facebook Mark Zuckenberg.

***

Prima che il video con protagonista Polina arrivasse al porno web, è stato venduto sul sito a pagamento ”Hidden Zone” [la zona nascosta], come prova la filigrana sulla registrazione.

Hidden Zone è una delle maggiori fonti online specializzate in contenuti per voyeurs. Secondo i dati indicativi di SimilarWeb (una piattaforma che misura e analizza le statistiche utente-fornitore per le pagine web) più di 90.000 persone hanno visitato Hidden Zone tra aprile e maggio del 2016.

Molti fan della pornografia voyeur sognano di ottenere l'accesso a Hidden Zone, ma è un processo complicato, grazie alla registrazione in vari step e la frequenza con cui la pagina blocca account che usano password rubate. Nei forum di voyeurs ci sono filoni interi dedicati a come accedere a Hidden Zone. Se ci si prova da una IP russa, si troverà un messaggio che dice che la pagina è stata bloccata dal censore russo, Roskomnadzor, nonostante il sito non si trovi nella lista nera dell'agenzia.

Il sito è aggiornato ogni giorno. Al 27 di giugno, l'ultimo video postato era stato probabilmente girato in un bagno pubblico il 26 di giugno.

Da Hidden Zone e altri siti a pagamento i video arrivano ai torrent e ad altri servizi per la condivisione di archivi; questi saranno distribuiti dagli utenti che a suo tempo hanno pagato per l'accesso e vogliono condividere le loro scoperte mentre salgono nella gerarchia dei forum di voyeurs.

Ed è stato così che il video di Polina Anisimova è arrivato alla sezione di ”porno non convenzionale” di un torrent, insieme a migliaia di video simili.Questo è solo un episodio della serie che viene da anni girata nei bagni pubblici( e chissà che non ci sia ancora una camera nascosta da quelle parti).

In una di queste pagine di torrent, Polina ha scoperto che ci sono 5 ”stagioni” di video, che iniziano nel 2011 e terminano nel 2015. La ”produzione nazionale” è russa. Ogni ”stagione” vede protagoniste circa 200 donne di differenti età che si alleggeriscono davanti alla telecamera. L'ultimo episodio, apparentemente di un anno fa, è stato caricato nel gennaio 2016. Ogni video ha un numero di serie e , a gudicare dall'ultimo, la serie al completo conterrebbe più di 2000 video.

”Una sola di queste telecamere nascoste nei bagni pubblici capta cento ‘modelle’ in un giorno, però ci sono solo una dozzina di video nuovi a settimana” si lamenta uno degli utenti nel forum.

La cartella con i video del 2011 contiene una grande varietà di filmati. Alcuni video sono stati girati dall'interno di fosse biologiche nei bagni chimici, mentre altri mostrano bagni con mattonelle splendenti. Queste località non appaiono nell'ultima ”stagione”. Nella cartella del 2011, si incontrano video girati in bagni identici a quello del video di Polina Anisimova e di almeno un'altra delle donne contattate dall'infomatore anonimo. La seconda donna afferma che fosse il bagno della caffetteria Shokoladnitsa vicino alla stazione metro Oktyabrskaya di Mosca.

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L'anteprima di un video girato con la telecamera nascosta.

Bagno delle donne nella caffetteria Shokoladnitsa a Mosca, vicino la stazione metro Oktyabrskaya. Foto: TV Rain. Usata con licenza.

Questo bagno appare in centinaia di video in altre ”stagioni”. Una delle telecamere sembra essere stata installata nel cestino vicino al gabinetto e, in alcuni video, una borsa della spazzatura nera copre parzialmente la telecamera. L'informatore anonimo crede che i video girati in altri bagni abbiano usato una camera mascherata da gruccia per gli asciugamano di carta attaccato alla porta, al posto del gancio per la borsa. ”Non ho idea di come facciano a trapanare i buchi per le viti quando il negozio è aperto e rimpiazzare una cosa con l'altra” commenta l'informatore.

Dopo le rivelazioni di Polina su Facebook, gli utenti di un noto forum di voyeur hanno aperto un filone dedicato al tema della ”fuga di notizie”. Alcuni dei commenti menzionano la catena Shokoladnitsa.

”Posso dirvi una cosa certa: non aspettiamoci più video di Shokoladnitsa per un po”, scriveva una persona nel forum. ”Però non hanno trovato l'altro Shokoladnitsa”, replicava un altro utente.

Un altro netizen si interrogava sul comportamento della caffetteria: ”…l'illusione vaga che gli impiegati della caffetteria non abbiano nulla a che fare con tutto questo sparirà prima o poi, però adesso, oltre a queste ragazzine, le guardie della sicurezza [della caffetteria] cercheranno fin sotto ai gabinetti preoccupati per un altro scandalo”, scriveva.

Oltre al Shokoladnitsa vicino alla stazione metro di Oktyabrskaya, le vittime contattate dall'informatore anonimo hanno trovato video di telecamere nascoste in altri tre bagni di Shokoladnitsa situati nelle strade Tverskaya, Lomonosov e Prospekt e vicino alla stazione metro di Paveletskaya. Cercando foto geolocalizzate su instagram è possibile vedere come l'interno del bagno di Shokoladnitsa di Tverskaya sia uguale due anni dopo a quello dei video che sembrano essere stati girati nel 2012, 2013 e inizio 2014. Dopodichè il bagno è stato ristrutturato.

Shokoladnitsa ha rifiutato di commentare tale informazione.

The restroom at Shokoladnitsa on Tverskaya Street. Photo: TV Rain. Used with permission.

Il bagno di Shokoladnitsa in Tverskaya. Foto: TV Rain. Usata con licenza.

The preview of a video filmed on hidden camera.

Anteprima di un video girato con telecamera nascosta.Instagram screenshot.Screenshot di una schermata di Instagram.

Instagram screenshot.

Screenshot di una schermata di Instagram.

Nel 2014 un'utente del sito Woman.ru scriveva riguardo le telecamere nascoste che sarebbero state trovate nei bagni del Shokoladnitsa a Lomonosov Prospekt e diceva ”il personale della caffetteria fu incredibilmente maleducato e non chiesero nemmeno scusa”. Una delle due caffetterie Shokoladnitsa di Lomonosov Prospekt commentava a TV Rain di non avere idea delle telecamere nascoste. L'altro Shokoladnitsa disse che c'era stato un incidente, ma in un’ altra caffetteria ( il personale non specificò)

La collezione di video in questione è stata girata in almeno sette luoghi diversi; senza dubbio tutti presentavano le stesse mattonelle di colore beige e marrone, rendendo impossibile la localizzazione esatta del bagno.

Shokoladnitsa è stato abbastanza restio nel commentare gli incidenti. Poco dopo le rivelazioni di Anisimova la direttrice della caffetteria,Tamara Shesterina, prometteva in un'intervista che le guardie di sicurezza avrebbero verificato i dossier riguardanti le telecamere nascoste. Disse inoltre che le videocamere di sicurezza della compagnia funzionavano solo all'ingresso e nelle aree di lavoro e affermò di non avere alcuna informazione riguardo telecamere installate nei bagni.

Parlando in radio all'Echo di Mosca, un membro della squadra di sicurezza di Shokoladnitsa dubitava della presenza di questo tipo di telecamere nei bagni, visto che tale installazione si sarebbe notata.

Tamara Shesterina promise che il servizio di stampa di Shokoladnitsa avrebbe risposto in tempo reale alle domande di TV Rain; due giorni dopo commentava che i rappresentanti della compagnia avrebbero commentato ”solo quando strettamente necessario”. Infine la direttrice del marketing Elena Rusanova dichiarava a TV Rain che Shokoladnitsa rifiutava qualsiasi commento al riguardo. La compagnia non ha mai contattato Polina Anisimova

***

Polina afferma che il suo legale è convinto che il suo caso possa essere d'interesse per la polizia, vista la sua portata. Mari Davtyan, altro avvocato, afferma che l'azione di girare e distribuire tali video è perseguita dalla legge nell'articolo 137 del codice penale, che proibisce l'invasione della privacy di un individuo. ”La privacy include qualsiasi atto intimo della vita delle persone, non solo contenuti sessuali, ma anche qualsiasi atto considerato privato dalla società. Visto che al bagno si va da soli, questo è un momento privato nella vita delle persone che non riguarda gli altri” spiega Davtyan.

Davtyan dichiara di non aver mai lavorato ad un caso come questo, ma conosce casi in cui un tribunale ha riconosciuto la distribuzione di un video sessuale come invasione della privacy. ”con questa logica è abbastanza probabile presumere che la distribuzione di questo tipo di video [in bagno] si classifichi in accordo all'articolo 137” dice, aggiungendo che l'uso dell'immagine personale (inclusi video) senza l'espresso permesso della persona stessa è una violazione dell'articolo 152.1 del codice amministrativo.

Secondo quanto detto da Davtyan non è possibile dichiarare che i video girati nei bagni siano considerati legalmente pornografici fino a che un esperto non li abbia esaminati. ”La pornografia presuppone relazioni sessuali o qualche tipo di comportamento sessuale. Però è chiaro che tali video furono realizzati al fine di un'eccitazione sessuale, visto che sono stati distribuiti a pagine web con tale scopo”, aggiunge.

Allo stesso tempo alcune donne contattate dall'informatore anonimo hanno rifiutato di rivolgersi alla polizia. ”Sono in una fase di negazione in cui pensano ‘se non dico nulla, non è successo nulla’, cerca di spiegare Anisimova.

”Per la maggioranza venire a sapere di essere utilizzati come oggetto sessuale è abbastanza traumatico” dice la psicologa Veronika Kashirina. ”Ciò si deve al fatto che la violazione della privacy personale è unita a una violazione del nostro senso di sicurezza personale, nello stesso modo in cui il nostro privato è legato alla nostra sfera biologica, sociale, spirituale e di valori. Questo è uno spazio che normalmente si tiene nascosto agli altri. Perciò la reazione normale a una violazione dei limiti psicologici di questo tipo è rabbia e desiderio di fermarlo, così come di proteggersi perchè non accada in futuro”. Kashirina aggiunge che in alcuni casi queste invasioni della privacy possono causare danni simili a quelli di una violazione fisica, per esempio, lo sviluppo di un disturbo da stress post-traumatico. In tali casi, dichiara, bisogna rivolgersi ad uno specialista.

Dal canto suo Polina afferma che mostrare al pubblico il suo problema è stato ”un meccanismo di difesa naturale”. ”Ero arrabbiata, furiosa e il risultato delle mie emozioni si è trasformato in una pubblicazione [su Facebook]. In questo caso, sento come se si sia trattato di violenza domestica. Mi sono ricordata come Anya Zhavnerovich [una giornalista russa che rivelò pubblicamente di essere stata vittima di violenza domestica] aveva parlato con coraggio di tutto ciò che le era accaduto. Io non sono la prima contattata da quest’ uomo sconosciuto; le altre semplicemente lo hanno bloccato [ su Vkontakte] o lo hanno zittito dopo aver saputo la verità” commenta Anisimova.

Questo testo è stato tradotto dal russo [all'inglese] dall'editor di RuNet Echo, Kevin Rothrock, con il consenso di TV Rain.

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