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La pandemia di COVID-19 mette a nudo il deficit di leadership politica in Nigeria

Da sinistra a destra: Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti (1993-2001); William H. Gates III, Bill e Melinda Gates Foundation; Thabo Mbeki, presidente del Sudafrica (1999-2008); Tony Blair, Primo Ministro britannico (1997-2007); Bono, musicista e Olusegun Obasanjo, presidente della Nigeria (1999-2007). Forum Economico Mondiale, Davos, Svizzera, 27 gennaio 2005. Immagine di Remy Steinegger (CC BY-SA 3.0).

Questo saggio, scritto da Temitayo Fagbule e pubblicato per la prima volta su Business Day [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione], è stato leggermente modificato e ripubblicato qui con il permesso dell'autore. Scopri l'approfondimento di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Il 22 marzo 2018, saranno esattamente due anni da quando Bill Gates si trovava nella sala dei banchetti di Aso Rock, sede del potere della Nigeria, assieme al presidente Muhammadu Buhari, a membri del Consiglio esecutivo federale ed altri funzionari del governo, e disse loro di affrontare la realtà: il potenziale della Nigeria di diventare una potenza economica è forte quanto il nigeriano più malato.

Il mese successivo, Bill Gates è stato relatore ospite in una conferenza annuale organizzata dalla Massachusetts Medical Society e dal New England Journal of Medicine. Ha tenuto un discorso: “Epidemics Going Viral: Innovation vs Nature” (le epidemie diventano virali: innoavazione contro natura”, in cui ha affermato che il mondo non era preparato per una pandemia perché “l'infrastruttura sanitaria di cui disponiamo in circostanze ordinarie, collassa molto rapidamente durante gravi epidemie di malattie infettive. Questo vale soprattutto per i paesi poveri.”

I paesi con una leadership scadente sono ancora più vulnerabili.

Entrambi gli eventi diventano rilevanti mentre il COVID-19 sconvolge le vite a livello sociale ed economico e governi e scienziati cercano di afferrarne l'impatto. Nessun paese aveva previsto il nuovo coronavirus, sebbene gli esperti avessero avvertito che una nuova pandemia proveniente da un virus sarebbe stata possibile.

Le risposte confuse dei paesi e delle organizzazioni internazionali all'influenza suina (H1N1) nel 2009 e all'Ebola nel 2014, hanno dimostrato quanto fossero impreparati i sistemi sanitari locali e globali. In 21 mesi, l'Ebola si è diffusa rapidamente in Africa occidentale devastando 11.315 vite. I paesi carenti di leadership e sistemi sanitari sono stati i più colpiti. La Nigeria è stata risparmiata, per fortuna.

La salute non è mai stata una preoccupazione dei governi passati e presenti. La Nigeria è uno dei luoghi più pericolosi per partorire, ha detto Gates.

Ad Abuja quel giovedì di marzo 2018, Gates ha incitato i leader nigeriani presenti ad investire nella salute e nell'istruzione della più grande risorsa del paese: il capitale umano. Li ha avvertiti che le loro scelte sono determinanti per la crescita del paese.

In particolare, Gates ha osservato che uno dei tre obiettivi strategici del piano di ripresa e crescita economica, progettato per rilanciare l'economia nigeriana dopo la recessione nel 2016, non ha trovato corrispondenza nei progetti a cui ha dato la priorità.

Gates ha affermato che “non riflettono pienamente le esigenze delle persone, dando la priorità al capitale fisico rispetto al capitale umano”. Ponti, strade e porti sono inutili senza persone sane e qualificate. Tutti lo abbiamo applaudito per aver parlato senza mezzi termini, ma presto ce ne siamo dimenticati e siamo andati avanti.

Alla sua conferenza sulle epidemie, Gates ha condiviso con il suo pubblico il probabile esito di uno scenario simulato dello scoppio di un virus epidemico presente nell'atmosfera e proveniente dal sud-est asiatico. Il modello presupponeva che non vi fosse immunità, che i sistemi sanitari non fossero preparati e che non esistesse un vaccino: 33 milioni di persone muoiono in sei mesi.

Gates finanziò questa ricerca inizialmente con il fine di aiutare la sua fondazione a comprendere meglio e a combattere la poliomielite, ma la applicò poi anche per determinare il modo in cui una pandemia come l'influenza spagnola, la pandemia del 1915, si sarebbe diffusa ai giorni nostri; ha dimostrato che la malattia potrebbe propagarsi in tutte le città del mondo in 60 giorni.

Perché? Viviamo in un era globale e in rapido movimento. Il nostro mondo oggi è l'ambiente perfetto per un simile disastro. Stiamo assistendo all'assalto del COVID-19 che ha rovesciato la vita sociale ed economica. E sta mettendo a nudo diverse sfumature di leadership.

Negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e negli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, Donald Trump, Justin Trudeau, Boris Johnson e Mohamed Ibn Zayed hanno accettato la realtà e si sono rivolti ai loro cittadini su TV e social media. Trump e Johnson ora tengono quotidianamente una conferenza stampa sul contagio. Emmanuel Macron, il presidente della Francia, ha dichiarato che il suo paese è in guerra.

Il presidente Buhari deve ancora parlare. I suoi portavoce hanno persino rimproverato l'Assemblea Nazionale per aver osato chiedergli di rivolgersi al Paese.

In tempi di incertezza, paura e dubbio, in un paese con un’ infrastruttura sanitaria completamente disorganizzata su cui il presidente e la sua famiglia non fanno affidamento, in un momento in cui il paese è diviso a causa della mancanza di fiducia, il presidente ha scelto di essere assente – di sedersi e non essere considerato.

Anche Goodluck Jonathan, il suo predecessore, ha ritardato ad intervenire durante l'epidemia di Ebola.

Entrambe le loro risposte di fronte alla crisi rivelano il marchio unico di democrazia della Nigeria. Qui il governo eletto agisce nel proprio interesse, non in quello dell'elettorato. I nigeriani sono un pensiero secondario, immeritevole della leadership nei tempi difficili, sia che si tratti di una guerra contro Boko Haram, il gruppo militante islamico, sia di una mortale malattia contagiosa.

Questo atteggiamento minerà la capacità della Nigeria di far fronte al contagio COVID-19, che non è una crisi ordinaria.

La banca centrale negli Stati Uniti sta iniettando 850 miliardi di dollari nell'economia per prevenire una recessione. In Nigeria, è stato predisposto un misero fondo da 50 miliardi di naira (circa 163 milioni di dollari) – spiccioli che le compagnie petrolifere indipendenti possono sborsare come una donazione di coronavirus – come annunciato il 16 marzo, prima che fossero intraprese riforme più audaci da 1 trilione di naira (circa 2,7 miliardi di dollari) rese pubbliche due giorni dopo.

La rapidità e responsabilità con le quali un governo risponde, è importante.

I medici passano davanti alle donne che giacciono nel reparto dell'ospedale di maternità Lagos Island a Lagos, in Nigeria. Immagine Flickr di Sunday Alamba / Commonwealth Secretariat. (CC BY-NC 2.0)

Gli epidemiologi e gli scienziati descrivono la velocità con cui un virus si diffonde con un tasso R: maggiore è il tasso, più veloce è il contagio. Il COVID-19 si diffonde da una persona a due o tre in media, il che lo rende più contagioso rispetto ad altri virus. È anche più letale del comune raffreddore. Le possibilità di sopravvivenza dipendono molto dalla qualità della propria salute personale oltre che dalla qualità del sistema sanitario di una nazione.

Più preoccupante del tasso di riproduzione di una malattia infettiva è l'impreparazione di paesi in rapida urbanizzazione con sistemi sanitari poveri come la Nigeria. Un paese che dedica poco o nulla alla salute è un rischio per se stesso e per altri paesi.

Come ha dimostrato COVID-19, i virus possono persino eludere i paesi con moderni laboratori, apparecchiature di collaudo e personale medico. L'Italia, con oltre 3.000 morti per COVID-19, ha superato la Cina.

Le pandemie sono più letali delle guerre: si ritiene che malattie infettive come la pandemia influenzale del 1918, che ha ucciso oltre 50 milioni di persone, abbiano spento più vite di tutte le guerre, le malattie non infettive e i disastri naturali nel mondo messi insieme.

Le pandemie, uno dei più antichi nemici dell'umanità, sono in gran parte prevedibili perché si ripetono nella storia (ad esempio Ebola, Zika, SARS, MERS). Tuttavia, il tempo necessario per comprendere una nuova epidemia, la modalità di diffusione e le misure necessarie per fermarlo, così come il personale medico competente, un sistema sanitario funzionante e una leadership affidabile sono fattori determinanti per i governi per poter vincere la lotta contro COVID-19.

Non avevamo bisogno di Bill Gates per ricordarci che il sistema sanitario primario in Nigeria è mal funzionante e finanziato in modo inadeguato. Né abbiamo bisogno di una minaccia esistenziale come il coronavirus per ricordarci che la Nigeria manca di leadership ed è la repubblica feudale del “come capita”.

Migliaia di morti superflue ed evitabili di bambini alla nascita ogni anno più altrettante migliaia che verranno probabilmente causate dal COVID-19 quest'anno, ricordano entrambi dolorosamente che gli investimenti nella sanità e nell'istruzione sono la scommessa migliore che i leader della Nigeria possano fare se vogliano raggiungere il suo potenziale.

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