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La Repubblica Ceca entra in quarantena in seguito a direttive contraddittorie del governo

La piazza della città vecchia di Praga, sabato 14 marzo 2020, quando normalmente grandi gruppi di turisti affollano questo luogo storico. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

Guarda la copertura globale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Il governo ceco ha annunciato misure drastiche il 10 marzo 2020 [it] con la conseguente chiusura delle scuole, seguita dalla dichiarazione di uno stato di emergenza [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il 12 marzo 2020. La popolazione ceca si è ritrovata gettata nel caos, dopo che le autorità hanno emesso direttive contraddittorie.

Al momento della pubblicazione sono 434 i casi accertati [cs] di COVID-19 nella Repubblica Ceca, con una popolazione totale di 10 milioni.

A mezzanotte del 16 marzo 2020 il governo ha imposto una quarantena estesa a tutta la nazione [cs] con molte eccezioni: la popolazione è autorizzata a uscire per andare al lavoro, acquistare alimentari e forniture mediche, andare in banca o dal dottore. Nelle città con focolai estesi, tuttavia, le misure sono più restrittive, ai residenti è vietato [cs] andare altrove nella nazione.

La decisione di chiudere le attività è arrivata quattro giorni dopo che le autorità avevano annunciato uno stato di emergenza. Quel giorno, il 12 marzo 2020, il governo ha mandato il seguente messaggio SMS a tutti gli utenti di telefonia mobile della Repubblica Ceca:

Announcement of the Czech government: starting March 14, 2020, at 6AM, to March 24, 2020, 6AM, the government has decided to close all shops EXCEPT for stores selling food, pharmacies, drugstores, stores selling electronics, pump stations, shops selling tobacco and newspapers, and certain other stores. Details available on vlada.cz. Follow the media.

Annuncio del governo ceco: con inizio dal 14 marzo 2020, alle 6 del mattino, fino al 24 marzo 2020, alle 6 del mattino, il governo ha deciso di chiudere tutti i negozi TRANNE i negozi che vendono alimentari, le farmacie, le drogherie, i negozi che vendono elettronica, le stazioni di rifornimento, i negozi che vendono tabacchi e giornali, oltre ad alcuni altri negozi. Dettagli disponibili in vlada.cz. Seguite i media.

I cittadini sono stati colti di sorpresa, meno di 24 ore prima il Primo Ministro Andrej Babiš aveva detto [cs] su Twitter che le autorità non stavano pianificando di chiudere i negozi. Il tweet è stato poi cancellato:

Někdo šíří po Facebooku nepravdivou zprávu, že budeme zavírat obchody. Není to pravda, nic takového jsme neřekli a neplánujeme. Mrzí mě, že se někteří lidi takhle chovají.

Alcune persone diffondono notizie false su Facebook, dicendo che chiuderemo i negozi. Non è vero, non abbiamo mai detto niente di questo e non lo pianificano. Mi dicono che alcune persone si comportano così.

Aumentando la confusione, il 15 marzo 2020 il governo ha adombrato l'eventualità che avrebbe imposto una quarantena estesa a tutta la nazione quello stesso giorno, con inizio dalle 4 del pomeriggio, ma ha ritardato la decisione fino quasi mezzanotte.

A sinistra: Screenshot del tweet cancellato del 12 marzo 2020 scritto dal Primo Ministro ceco, Andrej Babiš, che dichiara che il governo non ordinerà mai la chiusura dei negozi nella nazione. A destra: SMS inviato a tutti gli utenti della telefonia mobile il 14 marzo 2020, che annuncia uno stato di emergenza e la chiusura di quasi tutti i negozi. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

Le dichiarazioni altalenanti e contraddittorie hanno scatenato acquisti in preda al panico, aggiungendo un'enorme pressione sui commessi dei negozi, come riporta [cs] un articolo [cs]:

V obchodu podle něj vznikl velký nedostatek personálu, protože část prodavaček i zaměstnanců na jiných pozicích hlídá doma děti a část se vrátila domů do zahraničí, zejména na Ukrajinu. Chybí zhruba 20 tisíc lidí.

Si dice [Tomáš Prouza, direttore dell'Unione del commercio e turismo] che c'è un'acuta mancanza di personale, poiché parte dei commessi dei negozi sono a casa per prendersi cura dei propri figli e una parte di loro sono tornati a casa fuori dalla Repubblica Ceca, soprattutto in Ucraina. Ci mancano circa 20 mila persone.

La Repubblica Ceca ha una larga comunità di lavoratori migranti ucraini, soprattutto nei ristoranti, nella vendita al dettaglio e nell'industria edile.

Il premier Babiš [it] è un politico controverso, indagato per un possibile abuso dei sussidi dell'Unione Europea (UE) ed è conosciuto per le sue posizioni populiste.

Carenza di mascherine

Volantino distribuito dal Ministero della Salute ceco nelle cassette delle lettere, fornendo informazioni e istruzioni sul COVID-19. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

Il Ministro della Salute ceco Adam Vojtěch ammette che il settore medico sta fronteggiando una carenza di mascherine dell'ordine di centinaia di migliaia, se non un milione, come riporta il quotidiano iDnes. Il direttore dell'Alleanza dell'organizzazione sindacale medica (Alliance of Medical Trade Unions), Dagmar Žitníková, ha detto al giornale [cs]:

„Znovu jsme upozornili premiéra, že mohou dělat jakákoliv karanténní opatření, ale pokud nezabezpečí zdravotníky v terénu, je to zbytečné.“

Abbiamo informato il Primo Ministro che possono prendere qualsiasi misura di quarantena, ma se il personale medico sul campo non ha le mascherine, in questo caso è inutile.

Il governo sostiene che è in corso la distribuzione di mascherine, ma i giornalisti si chiedono se questo è vero, come ad esempio in questo [cs] articolo [cs]:

Smlouva na 5 milionů roušek, které měly do České republiky dorazit v pondělí, byla podle Babiše porušena. Česká firma je podle něj v Číně objednala a zaplatila, někdo ji ale podle premiéra podvedl.

Il contratto per 5 milioni di mascherine, che avrebbe dovuto raggiungere la Repubblica Ceca lunedì [16 marzo 2020], è stato infranto, secondo Babiš. Un'azienda ceca le ha ordinate dalla Cina e pagate, ma è stata ingannata, secondo il Primo Ministro.

Il governo ceco ha acquistato forzatamente l'intera produzione di un produttore locale di mascherine, anche se erano state prevendute ad altri acquirenti. Adesso gli acquirenti precedenti dichiarano che il governo è stato lento nella distribuzione delle mascherine. Questo articolo in Seznam Zprávy [cs], un quotidiano online, riporta [cs]:

Stát v tuto chvíli úplně odřízl soukromé nemocnice, ordinace nebo třeba neziskové organizace. I když si u nás zboží objednaly a zaplatily už třeba koncem ledna, teď jim ho nesmíme dodat,“ řekl Jiří Kůs, šéf Asociace nanotechnologického průmyslu ČR.

Lo Stato ha tagliato fuori gli ospedali privati, gli studi medici o le organizzazioni non governative. Anche se hanno pagato la nostra merce, pagandola a fine gennaio, non siamo autorizzati a consegnare la merce, dice Jiří Kůs, direttore dell'Associazione dell'industria nanotecnologica nella Repubblica Ceca

Uno dei maggiori critici del fallimento del governo centrale nell'assicurare l'accesso alle mascherine è il sindaco di Praga, Zdeněk Hřib [it] del Partito dei Pirati [it] dell'opposizione, che è anche un medico. Il suo tweet del 14 marzo [cs]:

Mi delude vedere che il governo pretende nei media che [l'amministrazione di] Praga abbia già ricevuto ieri le forniture mediche. Di fatto, la realtà è abbastanza diversa. A parte 50 mascherine fornite ai servizi di emergenza di Praga, non abbiamo ricevuto niente.

A tutto questo si aggiunge, in un volantino distribuito dal Ministero della Salute durante la settimana dal 9 al 15 marzo, una sezione intitolata “fatti contro miti” che include una raccomandazione, percepita come vaga:

Masks don't protect healthy people, they are suitable for sick people to prevent further contagion.

Le mascherine non proteggono la salute della popolazione, sono idonee alle persone malate per prevenire ulteriori contagi.

L'OMS raccomanda alle persone sane di indossare le mascherine, se si prendono cura di una persona malata.

Contemporaneamente un nuovo movimento, che incoraggia la popolazione a produrre e indossare le proprie mascherine, si è diffuso attraverso numerosi hashtag, come #chranimnejslabsi (“proteggiamo i deboli”) e #rouskanenitrapna (“indossare le mascherine non è imbarazzante”) e #chranimtebechranimsebe (“ti proteggo così proteggo me stesso”).

Il sito di notizie Aktualne.cz riporta [cs] che anche gli influencer dei social media promuovono l'uso delle mascherine [cs]:

Autor Petr Ludwig na svém Instagramu, kde ho sleduje asi 16 tisíc lidí, uvedl, že se chce stát “rouškovým influencerem” a šířit osvětu. Vymyslel už i hashtag – #rouškyvšem a první mladí lidé se k jeho iniciativě přidávají.

L'autore Peter Ludwig ha annunciato nel suo account Instagram, dove ha 16.000 follower, che vuole diventare un “influencer per le mascherine” e diffondere la consapevolezza. Ha già creato l'hashtag #rouškyvšem [#MascherinePerTutti] e i giovani stanno già aderendo all'iniziativa.

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