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La Tanzania fa fronte al COVID-19 con misure rigorose per rallentare la diffusione

Scene di strada a Dar es Salaam, un importante snodo di trasporto della Tanzania. Il Paese si prepara ai notevoli cambiamenti che il COVID-19 potrebbe comportare nello stile di vita sociale. Immagine di Pernille Bærendtsen, utilizzata con autorizzazione.

Leggi la Copertura Speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

La Tanzania si prepara per COVID-19 mentre la nazione il 16 marzo ha confermato il primo paziente, seguito da cinque casi.

Il caso zero è una donna di 46 anni originaria della Tanzania, Isabel Mwambapa, che ha viaggiato in Belgio, Svezia, Danimarca e Germania, prima di fare ritorno in Tanzania con Rwanda Air il 15 Marzo. Ha accusato i sintomi in seguito al suo arrivo e al momento si trova in isolamento a Arusha.

La Tanzania si unisce a molte nazioni africane che si sono impegnate a fondo per rallentare la diffusione della malattia, tramite restrizioni e divieti di viaggio, rintraccio dei contagiati, la raccomandazione di lavarsi le mani e limitare i contatti sociali. Tuttavia i cittadini si muovono a fatica tra la valanga di notizie che circolano intorno al virus.

Il ministro della sanità ha scritto su Twitter un messaggio urgente al pubblico “perché non si faccia prendere dal panico”:

#covid-19 Non facciamoci prendere dal panico. Tuttavia, al fine di proteggersi dal coronavirus, è importante rispettare le istruzioni degli esperti.

Potrebbe anche essere questo il motivo della conferenza stampa tenutasi il 18 marzo presso l'ufficio del commissario regionale ad Arusha, dove Mwalimu ha dato voce a Mwambapa tramite un altoparlante per concederle di confermare il miglioramento, mentre si è anche scusata “per essere stata la prima vittima del virus in Paese.”

A partire dal 19 marzo, in Tanzania sono stati confermati sei casi, i cui dettagli sono noti per un cittadino tedesco di 24 anni a Zanzibar, un americano di 61 anni a Dar es Salaam e due tanzaniani che avevano viaggiato rispettivamente in Danimarca, Francia e Sudafrica. Quest'ultimo è un rapper popolare, Mwana FA, secondo la BBC.

Il coronavirus, altamente contagioso, si è diffuso in tutta l'Africa nelle ultime settimane. A partire dal 19 marzo, ci sono stati almeno 635 casi di COVID-19, con almeno 15 decessi confermati. Non esiste una cura nota per la malattia e, sebbene non necessariamente mortale per le persone sane, è particolarmente pericolosa per le persone con un sistema immunitario debole.

I leader mondiali della salute hanno esortato i cittadini a prendere precauzioni estreme in quanto i numeri in Europa, l'attuale epicentro del virus, continuano a salire esponenzialmente.

Un'impennata rapida in risposta

In Tanzania, il governo aveva già preso alcune misure prima del caso indice segnalato, ma l'incremento dei casi in questa settimana ha visto un rapido aumento delle azioni preventive che suggeriscono un cambiamento radicale delle routine quotidiane dei cittadini della Tanzania.

Il 17 marzo, il Primo Ministro Kassim Majaliwa ha rilasciato una dichiarazione che estende il divieto di 30 giorni sugli incontri pubblici a scuole, campionati di calcio, sport, eventi musicali, incontri politici ed eventi della comunità.

Per mostrare la gravità della situazione, il 16 marzo il presidente John Magufuli ha annullato la stimata cerimonia Mbio wa Mwenge wa Uhuru (Freedom Torch Race) che si sarebbe tenuta ad aprile a Zanzibar, una parte semi-autonoma della Tanzania.

Lo stesso giorno, il presidente Magufuli ha inoltre fermato il suo corteo a Dar es Salaam, la più grande città della Tanzania, per affrontare una folla enorme che si era radunata. Ironia della sorte, alla fine del suo discorso, ha esortato la folla a “evitare grandi raduni”.

Zanzibar – una destinazione turistica popolare in particolare per gli italiani – il 7 marzo ha deciso di vietare tutti i voli charter dall'Italia, che al 19 marzo ha segnalato 35.713 contagi e 2.978 decessi. Inoltre, diverse aziende locali sulle coste sud orientali e settentrionali di Zanzibar (Unguja) – popolari tra i turisti – hanno preso provvedimenti per rallentare la diffusione del virus con chiusure temporanee.

Il 13 marzo, il presidente Magufuli inoltre parlato del coronavirus per sette minuti durante un evento ufficiale, invitando società di media e leader religiosi a contribuire a diffondere messaggi di prevenzione.

“Se non è assolutamente necessario, non viaggiate”, ha detto nel suo discorso; un mandato per i dipendenti pubblici, ma resta consultivo per tutti gli altri.

Ministeri e istituti sono stati spinti a rinviare riunioni e conferenze che coinvolgono individui di Paesi con un alto numero di casi COVID-19 e ai tanzaniani è stato detto ufficialmente di evitare “viaggi non necessari” nei paesi colpiti.

Fino al 13 marzo, il COVID-19 non era stato affrontato in modo diretto dal presidente o dal governo, cosa che netizen ha sottolineato:

Tanzania, perché non si parla abbastanza del coronavirus? Dove sono i consigli sulla salute pubblica che avvisano le persone di non riunirsi o stringersi la mano e di lavarsi le mani con il sapone. Come autoisolarsi e segnalarsi. Stiamo informando frequentatori di moschee e chiese?

All'aeroporto di Kigoma, nella Tanzania nordoccidentale, il 14 marzo è stato prorogato il controllo sanitario [it] ordinario per l'Ebola, che prevede una “distanziazione sociale” tra i passeggeri in fila per il check-in e la registrazione dei dati di viaggio personali.

Sulla penisola, una zona ricca di Dar es Salaam, è stato introdotto il disinfettante per le mani all'ingresso dei ristoranti e le vendite di disinfettanti per le mani sono state limitate:

Village Market, un supermercato nella parte privilegiata di Dar es Salaam #Tanzania limita a 2 pezzi ciascuno la vendita di disinfettante per le mani.

A partire dal 17 marzo, il ministro della Sanità Ummy Mwalimu ha annunciato l'istituzione di una task force nazionale che sarà presieduta congiuntamente dal rappresentante del paese dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dal capo ufficiale medico.

In seguito alla mia dichiarazione del 16 marzo 2020 sulla presenza nel Paese di un paziente affetta da coronavirus (COVID19), il governo continua a prendere provvedimenti per garantire che la malattia venga  rapidamente controllata, in modo da non diffondersi nella comunità. Promettetemi che ognuno di noi saprà prendere provvedimenti per proteggersi.

Messaggi e disinformazione

Nelle settimane precedenti al caso indice, i cittadini avevano parlato del virus all'interno dei circoli. Le autorità ufficiali non avevano ancora fornito dettagli relativi alle misure preventive e l'assenza di un caso indice ha creato in alcuni la percezione di essere esenti dalla crisi.

Il 14 marzo, circolava un video clip su WhatsApp che incapsulava questa negazione, semplicemente rifiutandone la presenze in Tanzania:

Volendo adattare il proverbio popolare #Swahili “Hakuna Matata” a “Karibuni Tanzania. Hakuna Corona” – “Benvenuti in Tanzania. Qui niente coronavirus”. Origine sconosciuta – proveniente da WhatsApp. NB. La #Tanzania non ha segnalato casi di coronavirus, ma negli ultimi giorni ha implementato diverse azioni preventive

Altri esempi di comunicazioni inquietanti nello stesso genere sono circolate: il pastore Josephat Gwajima ha predicato che i tanzaniani non sarebbero stati colpiti dal virus, sostenendo che sarebbero protetti da Gesù:

Gwajima da “Election of Blood” si introduce negli ANNUNCI PUBBLICI DI SALUTE DI CORONAVIRUS! Dice che la TZ non ha il coronavirus e che non entrerà e ci sono persone che gli credono.

L'emergere del virus in Tanzania ha causato una raffica di reazioni sui social media, in cui i netizen hanno espresso paura e diffuso informazioni pratiche.

Il 16 marzo Mohammed Dewji, ex parlamentare tanzaniano, uomo d'affari e filantropo ha twittato una sua foto con una mascherina, anche se la sua azione preventiva è improbabile e non è una soluzione per molti:

Domani quando entrerò in ufficio con disinfettanti per le mani e mascherina 😷 #Corona Pronto?

Il 17 marzo, Elsie Eyakuze ha replicato i consigli forniti dal Ministero della Salute su WhatsApp:

Nonostante le richieste da parte del governo di una rigorosa distanziazione sociale, questo poster che circola sui social media pubblicizza un festa “mask night” ad Arusha, in Tanzania, per “unirsi contro il coronavirus”.

Notizie sul #Coronavirus e come evitare il contagio sono state fornite dal Ministero della Salute, ho ricevuto informazioni tramite WhatsApp, non posso fornirle interamente qui. Importante: 1. Recati in qualsiasi centro sanitario. Il medico che ti vedrà saprà quindi se … 1 /?

Ad ogni modo, creare consapevolezza e contemporaneamente fornire ai cittadini soluzioni realistiche è una sfida enorme, in particolare quando si tratta di comunicare i consigli dell'OMS per combattere il virus attraverso il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale.

Il 18 marzo, The Citizen  ha sottolineato la grande sfida di comunicare alle persone a Dar es Salaam di evitare la folla mentre si spostano da e verso il lavoro.

In che modo i cittadini possono praticare la distanziamento sociale e il lavaggio delle mani in luoghi in cui la maggioranza vive in aree con abitazioni congestionate e strutture igieniche inadeguate? 

Queste domande restano senza risposta.


Nota dell'editor: grazie a Peter Bofin per aver contribuito a questo articolo.

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