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Mentre l'Uzbekistan esce dal disgelo, la lingua uzbeka spiega le sue ali

Categorie: Asia centrale & Caucaso, Afganistan, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Arte & Cultura, Citizen Media, Linguaggi

Classici della letteratura uzbeka in alfabeto cirillico e in alfabeto latino post-sovietico, con un manuale del 1926 in alfabeto arabo. Foto (c): Filip Noubel, utilizzata dietro permesso.

Scritta in tre diversi alfabeti e parlata in tutta l'Asia Centrale da 35 milioni di persone, l'uzbeko [1] [it, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] è la seconda lingua turca [2] [it] più utilizzata dopo il turco. È inoltre l'unica lingua ufficiale dell’ Uzbekistan, il paese più popolato dell'Asia Centrale, che ha recentemente mostrato timidi segnali di apertura dopo decenni di autoimposto isolamento. Sia gli scrittori che gli amanti della lingua sono fiduciosi sul fatto che l'apertura di Tashkent possa finalmente giovare alla lingua uzbeka, intenta ormai a spiegare le sue ali online.

Parole oltre i confini

L'Uzbekistan è una nazione turca dalle origini nomadi. [3] Questo spiega perché l'uso della lingua sia così diffuso anche in altri stati dell'attuale Asia centrale. Nonostante l'uzbeko sia una lingua turca, [2] presenta molti prestiti dal mongolo, dal persiano, dall'arabo e dal russo e si distingue dalle altre lingue turche perché non presenta la cosiddetta armonia vocalica [4]. Il suo parente più stretto è la lingua uigura [5], con la quale l'uzbeko condivide molte caratteristiche. 

In Uzbekistan, l'uzbeko è la lingua madre [6] [en] di circa 27 milioni di persone, su un totale di 32 milioni. Nonostante esista una forma standard della lingua uzbeka, i dialetti locali sono utilizzati su vasta scala, talvolta rendendo la comunicazione più complicata, poiché queste forme regionali sono anche influenzate dalle lingue limitrofe, che conservano ancora specifiche proprietà fonetiche e un proprio vocabolario. Durante il dominio sovietico (1917-1991), il russo deteneva lo status ufficiale al pari dell'uzbeko, ma le due lingue erano lungi dall'avere lo stesso riconoscimento. Il russo era infatti considerato la lingua del progresso sociale, portando così le elite uzbeke, ma anche le minoranze etniche, a disprezzare l'uzbeko. Una volta acquisita l'indipendenza, questa tendenza si è invertita: la maggior parte delle minoranze etniche non turche del paese (tagiki, russi, ucraini, coreani, e tedeschi) e soprattutto le nuove generazioni, hanno cominciato a parlare più fluentemente l'uzbeko.

Nel vicino Afghanistan troviamo quasi quattro milioni di persone che parlano uzbeko [7][en]. La lingua ha status ufficiale nelle regioni del nord dove vive la maggior parte delle etnie uzbeke. Un numero significativo di persone di etnia uzbeka vive anche in quegli stati i cui territori erano una volta parte della storica patria dei popoli turchi dell'Asia Centrale: un milione in Tagikistan, più di 900.000 in Kirghizistan, quasi 600.000 in Kazakistan, e circa 300.000 in Turkmenistan. L'etnia uzbeka è anche una delle 56 minoranze etniche riconosciute ufficialmente [8] in Cina.

Fattori politici ed economici hanno portato un elevato numero di di migranti, rifugiati e persone in cerca di asilo di etnia uzbeka in diversi paesi, tra i quali la Russia (dove vivono circa due milioni di uzbeki [9][en]), Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Inoltre, una nuova diaspora è in corso negli Statu Uniti, in Canada, in Australia, e nell'Unione Europea.

Cambiano i tempi, cambiano le calligrafie

Che sia scritto come “o'zbek tili”, “ўзбек тили”, o “اوزبیک تیلی‎ “, il significato è sempre lo stesso: “lingua uzbeka.” Durante i numerosi disordini politici avuti luogo in Asia Centrale, nuovi governatori si affermavano con nuove idee — imponendo la loro calligrafia sulla popolazione locale. 

Una tazza commemorativa nel museo di letteratura a Tashkent, in onore del poeta  quattrocentesco Alisher Navoiy [10] [en], considerato il padre della letteratura turca classica. Il nome di Navoiy è scritto in arabo e in cirillico. Foto (c): Filip Noubel, utilizzata dietro permesso.

La calligrafia tradizionale uzbeka, che è stata anche la più utilizzata, è l'arabo, entrato in uso nel XVIII secolo [11] [en] a causa dell'adozione dell'Islam e dell'integrazione della cultura uzbeka nel mondo arabo-persiano. Oggi, questo alfabeto è ancora utilizzato dai madrelingua uzbeki, dai funzionari pubblici e dai canali mediatici in Afghanistan e Cina. È perdurato anche nell'odierno Uzbekistan per tutta la durata del dominio imperiale russo.

Ma una volta che i Soviet ottennero il controllo sull’ Uzbekistan, cercarono anche di creare un netto distacco dalle antiche tradizioni religiose e culturali, per inaugurare una nuova identità uzbeka, laica e adatta alla modernità comunista. Un alfabeto latino [12] [en] per la lingua uzbeka fu introdotto nel 1928 e utilizzato fino al 1940. Fu poi sostituito dall'alfabeto cirillico, che doveva rappresentare un'altra inversione di tendenza nella visione utopistica sovietica: il desiderio che tutti i cittadini iniziassero a parlare russo come prima lingua.

L'indipendenza ha poi portato ulteriori cambiamenti riguardanti la calligrafia. Nel 1991, fu introdotto un altro alfabeto latino con l'intento di distaccarsi dal passato sovietico. Questa riforma è in realtà ancora in atto, considerando che diverse versioni  [13][en] del più recente alfabeto latino sono continuamente testate, introdotte e poi messe in discussione. La riforma più recente risale a maggio 2019.

Oggi, l'antico alfabeto cirillico è ancora largamente utilizzato in Uzbekistan e può essere trovato sui cartelli stradali, nelle pubblicità, nelle librerie, sugli schermi televisivi e nei contenuti online. Ciò nonostante, il governo ha imposto un provvedimento per il quale tutti i documenti ufficiali e i comunicati online debbano essere scritti con alfabeto latino. In ogni caso, il cirillico è ancora dominante tra le comunità etniche uzbeke in Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, e Turkmenistan.

L'uzbeko diventa digitale

Nonostante Wikipedia abbia solo 130.000 articoli [14] [uz] in uzbeko (e permette ai suoi utenti di scegliere tra calligrafia latina o cirillica), una modesta apertura politica, iniziata dopo la morte dell'ex presidente Islam Karimov nel 2016, ha portato a un’ esplosione di contenuti sui social media. Piattaforme come Facebook, Telegram e Instagram sono diventate fonti primarie d'informazione (e disinformazione), divertimento e interazione sociale, modificando la lingua [15] e il modo d'esprimersi [en]:

In Uzbekistan, when parting with a good friend, it is customary to say “gaplashamiz” or “telefonlashamiz”. In translation, this means “let’s talk again” or “we will call each other.” Increasingly, however, Uzbeks are saying “telegramlashamiz” to one another: Let's talk on Telegram.

In Uzbekistan, è uso comune dire “gaplashamiz” o “telefonlashamiz” quando si saluta un amico prima di andare via. Si può tradurre come “ci sentiamo” o “chiamiamoci”. Tuttavia, tra gli uzbeki si sente sempre di più l'espressione “telegramlashamiz”: “ci sentiamo su Telegram”.

Sono sempre più popolari anche blogger and vlogger, alcuni dei quali hanno ora centinaia di migliaia [16][en] di followers. Un luogo dove la lingua uzbeka prospera particolarmente è quello dove si incontrano poesia e musica. I testi delle canzoni vengono spesso utilizzati come critica sociale [17][en] e riguardano una vasta gamma di problemi legati alla società. Tuttavia, a  volte viene utilizzata una lingua allegorica in poesia per aggirare la censura politica, ancora presente nonostante l'apertura.

La letteratura è un altro mezzo d'espressione della lingua uzbeka, poiché offre nuove opportunità per scambi culturali bidirezionali. Per molto tempo ignorata dal pubblico straniero, la letteratura uzbeka è ora finalmente tradotta [18], pubblicata, e scoperta a livello internazionale [19] [en] in inglese. L'allentamento della censura e la liberalizzazione delle industrie editoriali ha portato anche alla traduzione, pubblicazione e circolazione online (e offiline) di letteratura non uzbeka, sfidando le regole degli standard uzbeki.