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”Vagina è una parola offensiva?” La battaglia legale della femminista ugandese Stella Nyanzi continua

Dr. Stella Nyanzi. Foto di Zahara Abdul, usata con licenza via Cipesa.

Il 21 giugno scorso un tribunale nella capitale ugandese, Kampala, ha deciso che la studiosa femminista ed attivista Stella Nyanzi, incarcerata, ha un'accusa a cui rispondere e che deve preparare la sua difesa. Il caso ha origine da un poema di Nyanzi, una riflessione sulla nascita e malgoverno dello storico presidente dell'Uganda Yoweri Museveni, nella quale evoca rappresentazioni di vagine, inclusa quella della madre [del presidente].

Il 19 giugno 2019 i procuratori avevano chiuso il caso dopo aver presentato tre testimoni. L'avvocato di Nyanzi aveva poi chiesto alla corte di dichiarare che non ci fossero casi aperti ed ordinare il rilascio di Nyanzi.

Ma il 21 giugno 2019 le corti hanno deciso che Nyanzi debba rispondere a queste accuse e non sarà quindi rilasciata e rimandata a casa dai suoi tre figli.

Nyanzi, nota per la sua tecnica di schierare una radicale maleducazione ed insulti pubblici per sfidare il potere di Museveni, è trattenuta nella prigione di massima sicurezza a Luzira da novembre 2018.

Nyanzi deve affrontare due accuse di cyber violenza e comunicazione offensiva, entrambe in base al Computer Misuse Act del 2011.

Nella prima accusa i procuratori sostengono che Nyanzi abbia fatto ”riferimenti osceni,volgari ed indecenti” con riferimenti alla vagina in un post su Facebook, [en, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione]considerati cyber violenza.

Nell'accusa numero due lo stato afferma che avrebbe trasmesso il post ”in rete per disturbare la pace, la tranquillità o il diritto alla privacy del presidente Yoweri senza scopo alcuno di comunicazione legittima”, ritenuta comunicazione offensiva.

Dr  Stella Nyanzi al banco della corte del Magistrato capo in Buganda road. Il Magistrato Gladys Kamasanyu ha deciso oggi che la ricercatrice Dr Stella Nyanzi, sospesa dall'università di Makerere, attualmente in custodia cautelare nella prigione di Luzira, ha un'accusa di cui rispondere.

Gli avvocati di Nyanzi dichiararono alla corte che non c'era più alcuna accusa a cui rispondere, dopo che il procuratore aveva fornito tre testimoni: due agenti investigativi della polizia ugandese e l'avvocato Charles Dalton Opwonya, in quanto membro della Commissione anti-pornografia dell'Uganda; la loro testimonianza fu alquanto poco professionale.

Il processo in corso di Nyanzi davanti al magistrato Gladys Kamasanyu è stato uno dei più animati messi a verbale. Opwonya fu colui che prese la parola in quanto incaricato dalla difesa di Nyanzi di dimostrare la sua professionalità in materia di morale:

Thread 2:
June 18 Court session.

Q: Is vagina a dirty word?
Opwonya: most of the time it is

Q: is the literal vagina a clean thing?
Opwonya: yes
Q: Can a vagina be dirty
Opwonya: yes if you don't wash it#FreeStellaNyanzi #PushforStellaNyanzi pic.twitter.com/UGMpkE80WB

— Rosebell Kagumire ♉ (@RosebellK) June 18, 2019

Dialogo 2:

Sessione a corte del 18 giugno

Q: Vagina è un termine offensivo?

Opwonya: la maggior parte delle volte si

Q: la vagina in senso letterale è qualcosa di pulito?

Opwonya: si

Q: Può una vagina essere sporca?

Opwonya: si, se non la lavi

Il 18 giugno durante un controinterrogatorio di più di 6 ore Opwonya ha affermato che il post di Nyanzi sul compleanno di Museveni, da cui l'accusa ha avuto origine, ha danneggiato l'innocenza dei suoi figli.

Ha aggiunto che Nyazi è un ”soggetto vile”, fin dalla sua protesta nuda del 2016 all'Università Makerere. Opwonya è stato reinterrogato riguardo una serie di questioni connesse al caso, dai proverbi biblici alle proteste nude, dalla letteratura femminista al quesito se il presidente dell'Uganda sia o no un dittatore.

Dialogo 4: sessione della corte del 18 giugno

Controinterrogatorio del testimone statale 2-l'avvocato Charles Dalton Opwaya, l'uomo che legge la Bibbia in francese perché l'inglese è una lingua squallida.

Le tattiche di Nyanzi nei suoi scritti sul potere, come disfemismi ed eufemismi, sono state ricreate. Opwonya ha condannato Nyanzi perché definita oscena e ha comunicato alla corte che la parola vagina non dovrebbe mai essere pronunciata in pubblico.

Il processo non era solo incentrato sull'uso fatto da Nyanzi dei social, ma anche su quello di Opwonya:

La questione di un condividi o di un post diventa controversa quando Opwonya afferma che una citazione postata sul suo Facebook TL sarebbe stata un condividi e non un post.

Haiku di rinascita

Alla vigilia del suo 45esimo compleanno il 16 giugno Nyanzi ha rilasciato #45poems4freedom (45 poesie per la libertà), poesie piene di commenti sul presidente ed il parlamento e rivolte a temi come il femminismo, l'oppressione, il sovraffollamento delle prigioni, le molestie sessuali e la libertà di stampa.

Nyanzi ripete che non verrà zittita.

Molti netizen dall'Uganda e dall'Africa hanno condiviso queste poesie e l'hashtag associato #PushForStellaNyanzi e #FreeStellaNyanzi

Mentre Stella Nyanzi trascorre il suo compleanno in prigione ecco 1 dei #45PoesiePerLaLibertà, manteniamo viva la campagna di #SpingiamoPerStellaNyanzi

I netizen hanno condiviso frasi potenti dalla raccolta di Nyanzi, come ad esempio ”le donne non devono più aspettare gli uomini timidi…”

Parole ardenti da #FreeStellaNyanzi 

”Le donne non devono più aspettare uomini timidi

che combattano per liberare l'Uganda

confezioniamo missili nelle nostre stesse penne e granate nelle nostre bocche

e spariamo le nostre verità in faccia alla dittatura”

Il parlamentare Robert Kyagulany, conosciuto come Bob Wine, ha mandato messaggi di supporto e condiviso le poesie di Nyanzi:

I netizen hanno creato cartoni e commenti satirici sullo stato della libertà di stampa in Uganda, dipingendo Nyanzi in una cella per aver espresso la sua opinione online:

LIBERTÁ DI STAMPA IN UGANDA

Un mostro scimmiesco senz'anima

tiene il timone del nostro governo

proprio come una superstar intossicata dalla celebrità

riempie i nostri media di promesse

nonostante le masse sappiano che è un impostore bugiardo

battono le mani e sospirano ”wow!”

In molti continuano a supportare Nyanzi, che è diventato non solo un cognome ugandese ma rappresenta lo spirito ribelle delle donne africane in prima linea per il cambiamento:

Oggi è il 45esimo compleanno della dottoressa Stella Nyanzi e lo sta trascorrendo in prigione per essere stata onesta con il potere. Onoriamola condividendo una delle 45 poesie che ha scritto nella sua cella a Luzira

Queste poesie di @drstellanyanzi sono rinfrescanti. In poche righe riassume il dramma e le emozioni recondite dell'ugandese medio e scollegto. Colui che brinda all'oppressore; colui che sorride per nascondere il dolore e l'angoscia. Wow.

Le risposte alla corte

Dopo la decisione del 21 giugno l'avvocato alla difesa di Nyanzi, Isaac Semakadde, ha dichiarato alla corte che avrebbero presentato circa cinque testimoni ”istruiti” in risposta alle accuse. Ha riferito ai reporter che i testimoni di Nyanzi avrebbero coperto diverse discipline, dalla legge alla religione alla letteratura.

Nyanzi non si è detta sorpresa della sentenza e spera,attraverso i suoi testimoni, di fare del caso uno strumento per educare la nazione. Ha rifiutato il suo diritto di cauzione, affermando che è uno strumento di oppressione e che le persone sotto cauzione non sono libere.

Il 26 giugno i testimoni di Nyanzi devono apparire davanti alla corte mentre il suo processo continua.

É ancora accusata di cyber violenza e comunicazione offensiva, a causa di un post del 2017 in cui definiva il presidente Musenevi ”un paio di chiappe”, cosa che l'accusa continua a considerare oscena ed indecente. Per questo caso era stata rimandata alla prigione di Luzira per due settimane e più tardi uscita su cauzione. Il caso verrà menzionato il 1 luglio.

Nyanzi ha inoltre contestato il suo licenziamento dall'università Makerere. La decisione della corte in merito al caso verrà comunicata il 16 ottobre 2019.

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