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Dal Brasile al Kosovo alle Filippine, i cittadini confinati in casa protestano dalle finestre

Brasiliani in quarantena protestano dalle loro case durante il discorso televisivo del presidente Jair Bolsonaro. Foto: Immagine dal video di Deutsche Welle/YouTube.

Leggi la copertura speciale di Global voices sull'impatto globale del COVID-19 [it].

Ci sono ottime possibilità che tu sia in isolamento mentre leggi questo. Una persona su tre [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] sulla terra è sottoposta a una sorta di ordine di distanziamento sociale mentre i governi si affrettano a rallentare la diffusione di COVID-19, che ha causato oltre 100.000 vittime da quando il nuovo coronavirus è stato scoperto per la prima volta in Cina nel dicembre 2019.

I lockdown sono stati seguiti con attenzione dalle organizzazioni per i diritti, che stanno spingendo i governi a muoversi con cautela nel limitare le libertà civili in queste circostanze eccezionali. Ma i blocchi rappresentano un paradosso riguardo la responsabilità proprio su questa questione: In che modo i cittadini possono garantire che i funzionari non abusino dei loro nuovi poteri di emergenza quando le proteste pubbliche presentano un pericolo immediato per l'altro?

Fortunatamente, le persone hanno trovato delle alternative. Dal Kosovo alla Spagna, dal Brasile alle Filippine, lo sbattere delle pentole dai balconi e dalle finestre emerge come un metodo sicuro anti COVID per catturare l'attenzione dei politici.

Naturalmente, tali dimostrazioni non sono una novità. Come documentato dallo storico Emmanuel Fureix, questo tipo di protesta fu vista per la prima volta in Francia nel 1830. All'epoca, quando i repubblicani che si opponevano alla monarchia di Louise-Philippe usavano utensili da cucina per fare rumore in segno di protesta, si chiamava charivari [fr].

Questo metodo di resistenza successivamente raggiunse altre parti del mondo. Nel 1961, durante la guerra d'indipendenza algerina una protesta divenne famosa come “la notte delle pentole” [es]. Altre proteste popolari di questo tipo ebbero luogo in Cile nel 1971, durante l'amministrazione Allende, in Quebec durante le  proteste studentesche e in Turchia, durante le proteste del Gezi Park del 2013. Oggi è molto popolare in America latina, dov'è conosciuta come cacelorazo, e panelaço in Brasile.

Dalle loro finestre in Kosovo, i cittadini hanno supplicato le autorità di mettere le vite prima della politica

In Kosovo, i cittadini hanno sbattuto pentole e padelle da balconi e finestre ogni notte per una settimana [sr] per mostrare malcontento verso l'attuale situazione politica — una lotta di potere nella coalizione di governo sulle misure di emergenza.

Le proteste non hanno impedito al primo ministro di perdere una mozione di sfiducia il 25 marzo, rendendo il governo del Kosovo il primo al mondo a cadere [it] in relazione alla crisi del coronavirus.

NOTIZIE – #Kosovo trasmissione televisiva mostra in diretta la protesta delle persone dai balconi, mentre le votazioni iniziano a far cadere il governo

Con il governo del Kosovo estromesso, la decisione di formare un nuovo governo o di sciogliere il parlamento del paese e di chiedere elezioni anticipate spetta al presidente Hashim Thaçi, il principale beneficiario del licenziamento del primo ministro. Tuttavia, tenere le elezioni nel bel mezzo di una pandemia sembra impossibile, lasciando in sospeso varie questioni importanti:

La mozione è passata, il governo è crollato, esposto a estrema incertezza, messi in quarantena, combattendo il Covid19, preparandosi per un accordo tra Kosovo e Serbia. Un lungo elenco di problemi che tormentano il cittadino medio del #Kosovo.

In Spagna, una cazerolada contro il re

Il 19 marzo 2020, quando il re di Spagna, Filippo I, tenne un discorso trasmesso a livello nazionale per chiedere unità nell'affrontare il COVID-19,  la gente andò alle finestre a ai balconi [es] per chiedere che suo padre, Juan Carlos I, donasse al sistema sanitario pubblico i 100 milioni di euro che presumibilmente avrebbe in un conto bancario svizzero, per gentile concessione del re dell'Arabia Saudita.

Spagna: massiccia protesta a colpi di pentole e padelle mentre il re inizia un discorso televisivo alla nazione.Le persone in isolamento escono dai loro balconi per respingere la corruzione della Corona, posso solo dire # NèVirusNèCorona. # Cacerolada pic.twitter.com/f4hTbz8a2Z#CoronaCia

Solo pochi giorni dopo, una protesta simile fu tenuta [es] contro il Primo Ministro Pedro Sanchez e il suo governo, come critica alla loro gestione della pandemia del COVID-19:

Protesta con pentole e padelle di poco fa. Pedro Sanchez DIMISSIONI, a Capitán Haya, Madrid.

Il 1° aprile, l'ala destra e l'estrema destra hanno nuovamente invitato i social media sotto l'hashtag  #cacerolada21h per una protesta [es] dai balconi contro la gestione da parte del governo della crisi COVID. Tuttavia, questa chiamata ha avuto poco o nessun successo in alcune parti della Spagna.

Un mese di proteste notturne contro il presidente brasiliano Jair Bolsonaro

Dal 17 marzo, pentole e padelle hanno risuonato dalle case brasiliane intorno alle 20:30 ogni sera, per protestare contro il modo in cui il presidente Jair Bolsonaro sta gestendo le politiche per affrontare la pandemia COVID-19 in un paese con 200 milioni di persone:

“Bolsonaro fuori!” dice il centro di San Paolo.

La prima notte di proteste si è effettivamente svolta un giorno prima della data originale che era stata pianificata tramite i canali dei social media. Nelle città che si estendevano da nord a sud del vasto paese – anche nei quartieri che sbattevano quegli stessi utensili da cucina chiedendo l’ impeachment [pt] della presidente di sinistra Dilma Rousseff quattro anni prima – la gente gridava: “Vattene, Bolsonaro!”

La sera seguente, il 18 marzo, solo mezz'ora dopo l'inizio delle proteste, Bolsonaro ha cercato di rovesciare questo atto di resistenza chiedendo alla gente di battere pentole e padelle a sostegno del suo governo:

- Il Today News (TV Globo) e il Veja [rivista] publicizzano ostentatamente LA PROTESTA DI PENTOLE E PADELLE stanotte alle 20.30 contro il Presidente Jair Bolsonaro.
– Ma la stessa stampa, che afferma di essere imparziale, NON PUBBLICIZZA UN'ALTRA PROTESTA DI PENTOLE E PADELLE, alle 21 A SOSTEGNO DEL GOVERNO DI JAIR BOLSONARO.

Il presidente brasiliano ha minimizzato gli effetti della pandemia definendo il COVID-19 “una piccola influenza” ed etichettando la copertura mediatica e le misure di isolamento sociale adottate dai governatori statali come “isteriche”.  In diversi stati, le strade sono state bloccate, gli autobus interstatali sono stati sospesi, gli eventi sono stati cancellati e le scuole chiuse.

Bolsonaro ha fatto tre interventi televisivi alla nazione da quando l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato il COVID-19 una pandemia l'11 marzo. I suoi messaggi sono stati descritti come confusi ed eccentrici, a volte criticando direttamente i governatori dello stato e altre chiedendo “unione”.

Nelle ultime due settimane, il presidente brasiliano si è spostato dalla richiesta di riapertura delle scuole e del commercio alla difesa dell’  “isolamento verticale” – il tipo imposto solo alle persone nei gruppi ad alto rischio – e, come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sostiene l'ampio uso di clorochina contro COVID-19, nonostante la mancanza di prove scientifiche sufficienti sulla sua efficacia.

Circondato da aiutanti e telecamere, Bolsonaro ha anche fatto diverse volte passeggiate nei dintorni della capitale Brasilia, parlando e stringendo la mano ai sostenitori. Durante la sua ultima escursione il 10 aprile, ha dichiarato [pt]: “Nessuno potrà frenare il mio diritto di andare e venire.”

Gli alleati e i leader del Congresso Nazionale lo hanno criticato per andare contro alle raccomandazioni dell'OMS.

#ProtestaDaCasa nelle Filippine

Kadamay, un povero gruppo urbano nelle Filippine, ha organizzato azioni di protesta rumorose per evidenziare la lenta erogazione dell'assistenza alimentare da parte del governo. L'ordine di blocco a cui era sottoposto, sebbene mirato a contenere l'epidemia di COVID-19, interruppe anche il sostentamento dei venditori ambulanti e di altri lavoratori del settore informale:

La mancanza di un piano chiaro su come estendere l'assistenza alle famiglie povere ha spinto Kadamay a organizzare la protesta, che ha comportato lo sbattere di kaldero vuoti (pentole) nelle case. L'hashtag #ProtestFromHome (protesta da casa) di Twitter ha fatto tendenza il 22 marzo, dopo che la campagna ha ottenuto supporto online nel paese. La polizia ha risposto accusando Kadamay di essere anti filippini.

La protesta ha anche chiesto al governo di condurre test di massa per COVID-19 e dare la priorità all'invio di aiuti alle comunità colpite.

I colpi di pentole delle donne argentine contro la violenza domestica

In Argentina, il suono degli utensili da cucina si è sentito anche nelle proteste per l'aumento della violenza sulle donne [es] durante la quarantena. Migliaia di donne sono state coinvolte in queste proteste [es], che hanno anche chiesto la riduzione dei salari dei politici [es]:

Questo lunedì notte, si è sentito un cacerolazo [it] in diversi quartieri di Buenos Aires. Sotto l'hashtag #Ruidazo, sono state fatte richieste per ridurre i salari nel settore politico in mezzo alla pandemia di coronavirus.

Proteggete i deboli in Uruguay

Battere pentole e padelle era anche il metodo che molti uruguaiani usavano per richiedere misure di protezione sociale [es] per i più vulnerabili durante la crisi COVID-19, sebbene altri abbiano tentato di contrastarlo suonando l'inno nazionale e applaudendo [es]:

Con inno e tutto  #SuenaUruguay #uruguay #montevideo #cacerolazo

Proprio come i cittadini del mondo sono legati insieme nella lotta contro la pandemia di COVID-19, sembra che al momento, quando le proteste di strada sono impossibili, sono anche uniti battendo pentole e padelle.

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