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In Angola, un centro di isolamento COVID-19 per rimpatriati è privo di screening, spazio e persino di carta igienica

Couchées sur des matelas à même le trottoir ou assises sur des chaises, plusieurs personnes attendent le bus.

Angolani e angolane aspettano all'aperto al loro arrivo a Luanda. Screenshot di un video condiviso su Facebook da Wilcker Cláudio, riprodotto su autorizzazione.

Con tre casi confermati di COVID-19, l'Angola fa parte di quella quarantina di paesi africani che hanno già constatato la presenza del virus sul loro territorio.

Il 18 marzo è stata istituita una commissione interministeriale per combattere la diffusione della pandemia nel paese. Il ministero della Salute ha confermato i primi due casi di COVID-19 il 21 marzo.

L'Angola ha chiuso le frontiere aeree, terrestri e marittime a mezzanotte del 20 marzo, ma alcuni voli che trasportavano cittadini angolani di ritorno dall'estero sono stati autorizzati ad atterrare.

Il governo ha creato centri di quarantena nelle periferie della capitale Luanda per accogliere gli angolani rimpatriati. Il 21 marzo un volo proveniente da Lisbona ha fatto sbarcare circa 200 passeggeri, ma non sono stati trattati tutti allo stesso modo.

Secondo Célio Alberto, che è tra quelli che ritengono di essere stati trattati ingiustamente, le autorità hanno separato arbitrariamente i passeggeri destinati a essere messi in quarantena. In un'intervista per il sito di informazione Maka Angola [pt, come tutti i link seguenti], ha spiegato quello che aveva notato:

Sem sabermos quais foram os critérios de selecção, as autoridades escolheram os passageiros que foram para o hotel de cinco estrelas Vitória Garden e os que foram enviados para o Centro de Quarentena no Calumbo.

Senza che noi sapessimo quali fossero i criteri di selezione, le autorità hanno scelto i passeggeri che sarebbero stati portati all'hotel cinque stelle Vitória Garden  e quelli che sarebbero stati mandati al centro di isolamento di Calumbo.

Le persone avviate verso il Centro per lo sviluppo dell'infanzia di Nova Esperança,nel comune di Viana, hanno dovuto aspettare gli autobus per più di tre ore prima di poter raggiungere il centro di isolamento.

I passeggeri che sono stati portati al centro di quarantena di Calumbo hanno dovuto affrontare una situazione simile. Hanno dovuto passare la notte per strada. Il racconto del viaggio è stato pubblicato su Maka Angola:

Manuela Silva relata, indignada, a jornada do aeroporto ao local de quarentena, onde chegaram por volta das 22h00. No trajecto, com sirenes e batedores, a passageira afirma terem sidos apedrejados na via como assassinos, como estando a trazer o vírus para matar os angolanos. Só às 2h00 da madrugada chegaram alguns indivíduos não identificados, os quais deram início à montagem de camas individuais e beliches nos quartos do Centro de Desenvolvimento.

Encontrámos os colchões ao relento, todos empoeirados e os quartos nunca antes habitados, em péssimas condições. As casas de banho nem sequer tinham papel higiénico. Uma médica que lá se encontrava de serviço disse-nos para irmos fazer as necessidades no capim. Nem nos permitiu perguntar-lhe como as mulheres o fariam no meio dos homens.

A [empresa aérea] TAAG ligou-nos porque havia um voo de emergência para transportar familiares de ministros e outros dirigentes e podíamos aproveitar. Ninguém nos informou de que ficaríamos sujeitos a estas condições degradantes. Muitos teriam preferido ficar em Lisboa.

Manuela Silva racconta, indignata, il tragitto dall'aeroporto al luogo di quarantena, dove il gruppo è arrivato verso le ore 22. Per strada, dove hanno viaggiato con sirene e luci accese, la passeggera spiega che hanno ricevuto lanci di pietre come se fossero assassini venuti a diffondere il virus per uccidere gli angolani. Solo alle 2 del mattino alcune persone non identificate sono venute a collocare letti individuali e letti a castello nelle camere del Centro per lo sviluppo dell'infanzia.

Abbiamo trovato fuori alcuni materassi, tutti impolverati. Le camere non erano mai state abitate e si trovavano in condizioni deplorevoli. Non c'era nemmeno la carta igienica nei bagni. Un medico di turno ci ha detto di andare a fare i nostri bisogni nell'erba. Non ci ha dato la possibilità di chiederle come le donne avrebbero potuto fare ciò in mezzo agli uomini.

La [compagnia aerea] TAAG  ci ha chiamati per dirci che c'era un volo di emergenza per trasportare le famiglie dei ministri e di altri dirigenti e che potevamo approfittarne. Nessuno ci ha informato che saremmo stati sottoposti a queste condizioni di vita degradanti. Molti di noi avrebbero preferito restare a Lisbona.

Lo stesso giorno un volo proveniente da Porto, una delle città più colpite dal Coronavirus in Portogallo, è atterrato a Luanda. Secondo Célio Alberto, che ha parlato anche con Maka Angola, i passeggeri non sono stati sottoposti a controlli:

Misturaram-nos todos, os passageiros do Porto e de Lisboa. Não havia espaço nem condições para estarmos separados. Ficámos aglomerados e não havia quem nos desse informações nem estabelecesse quaisquer procedimentos de controlo. Mediram-nos apenas a temperatura à chegada, nada mais.

Ci hanno mescolati tutti, i passeggeri di Porto e di Lisbona. Non c'era abbastanza spazio e non c'era alcun modo di restare separati gli uni dagli altri. Eravamo stretti e non ci fornivano informazioni. Non era previsto nessuno screening. Ci hanno semplicemente misurato la temperatura all'arrivo, tutto qua.

I parenti delle persone in quarantena portano loro dei viveri, a causa dell'incapacità del governo di fornire pasti in quantità sufficiente.

Questa situazione è stata mostrata al telegiornale in Mozambico. Banner sullo schermo: “Coronavirus in Angola: gli angolani si lamentano delle condizioni di accoglienza nei centri di quarantena”. Screenshot del 24 marzo 2020.

Dopo le numerose critiche sulla stampa e sui social network, il gabinetto del Presidente della Repubblica ha nominato il generale Pedro Sebastião come ministro di Stato e segretario generale responsabile della sicurezza. Garantisce la coordinazione della Commissione interministeriale della gestione dei mezzi di lotta contro la diffusione del COVID-19, che deve garantire l'accoglienza dei passeggeri nelle migliori condizioni possibili:

Agradecemos a compreensão dos cidadãos pelos constrangimentos ocorridos. O Executivo está empenhado neste processo e tudo fará no sentido de salvaguardar a saúde pública e o bem maior, a vida de todos os angolanos.

Ringraziamo i cittadini per la loro comprensione riguardo ai disagi che hanno dovuto subire. L'Esecutivo è impegnato in questa procedura e farà tutto ciò che è in suo potere per salvaguardare la salute pubblica e l'interesse pubblico, così come la vita di tutti gli angolani.

Durante questo periodo il professore Gabriel Tchingandu ha espresso la sua frustrazione per la mancanza di informazione nei media:

Sinto muita falta de informação sobre o COVID-19 em Angola. Se eu fosse director de uma rádio ou TV em Angola, suspendia toda a programação normal do órgão. Montaria uma tenda de repórteres na entrada do centro de quarentena Calumbo e outra na entrada do centro da Barra do Kwanza. Outra tropa de jornalistas diante das portas dos hospitais e clínicas assistindo casos.

Outra tenda de jornalistas ficava montada diante do quartel general da Comissão Inter-sectorial do Governo. No estúdio, os diferentes especialistas de saúde, comentadores e autoridades esgrimiriam argumentos com o foco virado para Angola.

Outros jornalistas em diferentes ruas das cidades fariam relatos de testemunhas com interesse no caso Covid-19. A cobertura de factos e ditos seria “no stop” em 24 horas. Os jornalistas nesta cobertura especial teriam seus salários duplicados.

Assim ajudaria a combater o coronavírus em Angola, aumentando igualmente a audiência da minha TV/rádio

Avverto una forte mancanza di informazione sul COVID-19 in Angola. Se fossi direttore di una radio o di un canale televisivo in Angola sospenderei tutti i programmi abituali. Monterei una tenda per i giornalisti davanti all'entrata del centro di quarantena di Calumbo e un'altra davanti a quello di Barra do Kwanza. E successivamente metterei un'altra équipe di giornalisti alle porte degli ospedali e delle cliniche che curano i pazienti colpiti dal virus.

Metterei un'altra tenda di giornalisti di fronte al quartier generale della commissione governativa intersettoriale. In studio, diversi specialisti della salute, opinionisti e rappresentanti delle autorità si affronterebbero in dibattiti soffermandosi sulla situazione dell'Angola.

Altri giornalisti inviati un po’ ovunque nelle città raccoglierebbero testimonianze riguardo alla situazione del COVID-19. Ci sarebbe una copertura mediatica dei fatti e analisi 24 ore su 24. I giornalisti coinvolti in questi reportage riceverebbero il doppio del loro stipendio normale.

Questo aiuterebbe a lottare contro il Coronavirus in Angola e ad aumentare l'audience del mio canale televisivo o della stazione radio.

La giornalista André Mfumu Kivuandinga afferma che le persone in quarantena sarebbero state private del cibo e non saprebbero dove si trovano i loro bagagli:

Segundo denúncias acabadinhas de me serem feitas por um angolano, cujo nome irei omitir, que se encontra no Centro de Quarentena, em Calumbo, Viana, Luanda, desde às 1 horas da madrugada que comeram até agora estão sem alimentação, também não sabem o paradeiro das suas bagagens.

Até aqui nenhum responsável do Governo ou da comissão multissetorial os foi visitar, o cidadão em caso é hipertenso”.

Recentemente mi sono giunte lamentele da parte di un angolano, di cui non farò il nome, che si trova nel centro di quarantena di Calumbo a Viana, nel distretto di Luanda. Secondo questa persona, il loro ultimo pasto risale all'una del matino, e la gente non sa nemmeno dove si trovano i loro bagagli.

Finora nessun responsabile del governo o della commissione multisettoriale è venuto a far loro visita. La persona con cui ho parlato soffre di ipertensione.

Carlos Pinho, un giovane commentatore politico, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un video che mostra l'indignazione dei passeggeri che si trovano ancora nei pressi dell'aeroporto.

“Incompetência gritante. Mas afinal quando teremos um governo a sério. É disto que eu falo: dignidade”.

[Siamo di fronte a] una palese incompetenza. Ma dopo tutto, quando avremo un governo degno di questo nome? Vi parlo di dignità.

Poiché lo stato di emergenza è stato dichiarato per una durata di 15 giorni, è sorto un altro problema: è possibile osservare nella pratica misure come l'isolamento totale della popolazione? Se lo domanda Víctor Mendes, opinionista e specialista in comunicazione:

Decretar estado de emergência e encerramento de todo funcionalismo público é o que venho falando há uma semana. Fechar para evitar o mal maior.

Inglaterra e Estados Unidos entram em lockdown brevemente. Foi esse o erro que a Itália cometeu.

Mas nós estamos perante um grande dilema. Sim ou não?

O nosso governo nunca se preparou para um cenário como este. Não fechar poderemos também pagar muito caro e com aquilo que não tem preço. Vida.

La dichiarazione dello stato di emergenza e la chiusura di tutti i servizi pubblici è ciò che avevo auspicato una settimana fa. Chiudere per evitare che la situazione peggiori.

Il Regno Unito e gli Stati Uniti si sono messi in isolamento rapidamente. È l'errore che ha commesso l'Italia.

Ma noi ci troviamo di fronte a un dilemma. Chiudere o no?

Il nostro governo non è preparato a questo tipo di situazione. Potremmo anche pagarla cara se non chiudiamo [i servizi pubblici], e mettiamo in gioco ciò che non ha prezzo: la vita.

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