chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

In tutta l'Africa, a causa del COVID-19 crescono le tensioni tra fede e scienza

Una suora tiene in mano un crocifisso a Dar es Salaam, in Tanzania. Fotografia autorizzata di Pernille Bærendtsen.

Leggi la copertura speciale di Global Voices dedicata all’impatto globale del COVID-19 [it].

I leader africani sono alle prese con la gestione della fede religiosa nelle comunicazioni riguardanti il COVID-19, la malattia potenzialmente letale che si sta diffondendo rapidamente nel continente. 

Mentre molti governi africani hanno adottato misure stringenti [it], quali la chiusura delle scuole, i divieti di viaggio, le disposizioni di distanziamento sociale e il tracciamento dei contatti, per rallentare la diffusione di questo coronavirus altamente contagioso che causa il COVID-19, non tutti i leader sono concordi sul vietare una tipologia di assembramento pubblico: i raduni religiosi.

Alcuni leader hanno messo in campo politiche in linea con il monito degli esperti sanitari di rispettare il distanziamento fisico per rallentare la diffusione del virus e hanno accettato di posporre i raduni religiosi. Ma altri hanno fatto appello all'ideologia religiosa per contrastare il virus, assicurando ai seguaci e ai devoti che la fede offre una protezione adeguata.

La religione gioca un ruolo importante in paesi come NigeriaTanzania ed Etiopia, dove i raduni nelle chiese e nelle mosche costituiscono una parte preponderante della vita quotidiana. Tuttavia, alcuni cittadini hanno espresso serie preoccupazioni in merito al pericolo di alimentare false speranze e diffondere notizie false, in un momento in cui agire concretamente è cruciale per contenere il diffondersi del contagio.

Al 25 marzo 2020, più di 436.000 persone nel mondo sono state contagiate dal nuovo coronavirus, di cui almeno 1500 sono i casi confermati in Africa

Nigeria: ‘nessun virus può avvicinarsi alle vostre case’

Al 25 marzo, con 46 casi di COVID-19 e la conferma di una vittima, la Nigeria ha adottato una serie di misure per fermare la diffusione del virus.

Il  20 marzo, il Consiglio Economico Nazionale [NEC], che include il vice-presidente e i governatori dei 36 stati nigeriani, ha “fortemente raccomandato” di bandire tutti gli assembramenti pubblici, inclusi i raduni religiosi. 

Lo stato di Lagos ha specificatamente vietato i raduni religiosi di 50 o più persone. Il 21 marzo, Adewele Martins, l'arcivescovo cattolico di Lagos ha sospeso le messe domenicali per un mese. La Chiesa esorta le persone vulnerabili, come i malati e gli anziani, a seguire le funzioni religiose in televisione oppure online.

In seguito alla conferma del paziente zero di COVID-19, il 29 febbraio, la Chiesa cattolica a Lagos ha proibito “le strette di mano in segno di pace durante la messa” e ha anche sospeso alcune funzioni.

Il 18 marzo, la Chiesa metodista in Nigeria ha inviato una lettera ai vescovi e agli arcivescovi invitandoli a proseguire le funzioni religiose, nonostante la raccomandazione del Governo nigeriano di evitare grandi assembramenti.

Al 20 marzo c'è stata un'inversione di rotta e, in accordo con le indicazioni, gli assembramenti sono stati limitati ad un massimo di 50 persone e le funzioni, incluse quelle online, sono state ridotte ad un'ora o meno. 

La Chieda metodista fa un'inversione di marcia e si attiene al divieto di grandi assembramenti

Altri sono stati più riluttanti nel rispettare le linee guida.

Il pastore nigeriano E. A. Adeboye della Redenta Chiesa Cristiana di Dio [RCCG], ha postato un messaggio su Instagram per assicurare i suoi follower che “nessun virus può avvicinarsi alle vostre case”, ma anche per ricordare loro le “basilari norme igieniche che conducono a Dio”: 

I want to assure you that so far you are in the secret place of the Most High, no virus can come near your dwelling. Remember being able to abide under his shadow involves you living a life of cleanliness. The basic things like washing your hands, keeping your environment clean and adhering to basic hygienic measures are next to Godliness. God bless you.

Voglio assicurarvi che finché vi trovate nel nascondiglio dell'Altissimo, nessun virus può avvicinarsi alle vostre case. Ricordate che per poter rimanere alla sua ombra, dovete prestare attenzione alla pulizia nella vostra vita. Le cose basilari come lavarsi le mani, mantenere pulite l'ambiente nel quale vivete e osservare le basilari norme igieniche, conducono a Dio. Dio vi benedica.

E mentre il Consiglio Supremo per gli Affari Islamici [NSCIA] sollecita i musulmani a rispettare il divieto di pregare in congregazione con altri fedeli, alcuni leader musulmani continuano a diffondere false informazioni che affermano che i musulmani siano “immuni” a questa malattia contagiosa.

Coronavirus: i musulmani sono immuni, non fermate le preghiere nelle moschee – studioso avverte Buhari, Consiglio Islamico.

Il 18 marzo, lo studioso islamico Abubakr Imam Aliagan ha avvertito il presidente Muhammadu Buhari che il Consiglio dei Sultanati e le autorità musulmane non hanno chiuso le moschee in Nigeria, sostenendo che i musulmani “possiedono un immunità naturale al virus”.

“Se Dio dice sì, chi dirà no?” scritta su un muro a Yei, Sud Sudan. Fotografia autorizzata di Pernille Bærendtsen.

Tanzania: ‘Vera guarigione’ in chiesa

Il governo della Tanzania ha confermato la presenza di 12 casi di COVID-19 al 25 marzo.

Considerando che in Tanzania i numeri sono in continua crescita, il presidente John Magufuli ha ricevuto delle critiche per aver comparato il coronavirus a satana e aver incoraggiato i fedeli cristiani a non smettere di riunirsi per pregare, nonostante le indicazioni degli esperti sanitari di rispettare il distanziamento sociale e rimanere a casa.

Domenica 22 marzo Magufuli si è recato nella chiesa della capitale tanzaniana, Dodoma, dove ha annunciato ai fedeli che le moschee e le chiese sarebbero rimaste aperte nonostante la raccomandazione generale di vietare i raduni pubblici, perché la “vera salvezza” si trova nei luoghi religiosi.

Il netizen Ferdinand Omondi ha condiviso il controverso messaggio del presidente su Twitter:

Il presidente della Tanzania: non chiudiamo i luoghi religiosi. Lì si trova la vera guarigione. Il coronavirus è il diavolo e non può sopravvivere nel corpo di Gesù.

Il netizen Said Muhammed ha messo in discussione questo ragionamento basato sulla fede:

Alle persone che sostengono che dobbiamo pregare (qualche) dio. Vi chiedo: da gennaio dio è in congedo di paternità o qualcosa del genere? Non sa quello che sta succedendo? Se La Mecca e il Vaticano hanno chiuso i battenti, magari lui non sta ascoltando, non gli importa.. o non è lì. State a casa!

Questo netizen ha espresso ammirazione per la fede in Dio del presidente, ma invoca equilibrio:

Quest'uomo onora Dio. Sono d'accordo con lui. Ma suggerirei di rielaborare questa strategia…equilibrare la fede in Dio e la tutela della salute..

E questo netizen si chiede se la riluttanza verso la chiusura di moschee e chiese sia dovuta all'avidità.

L'affluenze nelle chiese e nelle moschee sarà il colpo di grazia per i paesi africani. Il desiderio di carità dei leader religiosi – ci costerà.

Abdifatah Hassan Ali ha alluso che la chiesa è stata la responsabile di un alto numero di contagi da COVID-19 in Corea del Sud:

Magufuli sta giocando con il fuoco e non sta prendendo sul serio questa pandemia! Lo sa che i raduni religiosi segreti e i loro rituali che prevedono contatto umano sono stati il principale fattore di diffusione del COVID-19 in Corea del Sud?

Etiopia: ‘Ho visto il virus completamente ridotto in cenere’

Al 25 marzo, l'Etiopia conta 12 casi di COVID-19 e in risposta a ciò, il governo ha deciso di chiudere le scuole, vietare assembramenti pubblici, chiudere le frontiere e imporre l'obbligo di quarantena di 14 giorni per i viaggiatori che arrivano nel paese.

Più di cinquanta milioni di etiopi appartengono alla Chiesa Ortodossa Etiope Tewahedo [it] [EOTC] e la fede, in generale, svolge un ruolo fondamentale nella formazione dell'opinione pubblica.

Quando il profeta etiope Israel Dansa, un predicatore protestante, ha detto ai suoi migliaia di followers che attraverso la potenza delle sue preghiere “ha visto il virus completamente ridotto in cenere”, il professore statunitense Endalk Chala (collaboratore di Global Voices ed ex-editore) ha avvertito, tramite Twitter, che diffondere false promesse di guarigione grazie alle preghiere è una pericolosa disinformazione – e ha invitato YouTube a rimuovere il messaggio del profeta:

Un profeta etiope ha detto “La notte scorsa, mentre pregavo, ho visto lo Spirito di Dio mettermi tra le mani il coronavirus proprio come se fosse quest'acqua. Poi, quando ho sparso la voce, ho visto il virus completamente ridotto in cenere” Questa cattiva informazione ci costerà delle vite e YouTube dovrebbe rimuoverlo.

Chala ha anche dichiarato a Global Voices che, al 25 marzo, i preti dell'EOTC nella città di Addis Ababa stavano ancora eseguendo i rituali, girando con i turiboli (incensieri) e diffondendo incenso e mirra per le strade per  proteggere i loro seguaci dal COVID-19 [am]:

Oggi è proseguita la combustione e la diffusione del fumo della mirra nei quartieri di Addis Ababa. I preti e i seguaci dell'EOTC stanno pregando il loro Dio per eliminare il coronavirus dalla faccia della terra.

In un momento di grande ansia e paura dell'ignoto, la religione e la fede possono essere una delle maggiori fonti di conforto. Ma, data la crescita esponenziale dei casi di COVID-19 in tutto il mondo, ascoltando i consigli degli esperti sanitari si è in grado di salvare un maggior numero di vite.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.