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La polizia del Belucistan in Pakistan seda violentemente le proteste degli operatori sanitari

Categorie: Asia meridionale, Pakistan, Citizen Media, Diritti umani, Disastri, Governance, Politica, Salute
Image by fernando zhiminaicela from Pixabay. Used under a Pixabay License. [1]

Immagine di Fernando Zhiminaicela da Pixabay. Utilizzata sotto Licenza Pixabay [2].

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [3] [it].

Il 6 aprile 2020 gli operatori sanitari hanno organizzato [4] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] una protesta a Quetta [4], capoluogo della provincia del Belucistan [5] [it], richiedendo un numero maggiore di dispositivi di protezione individuale (DPI). La polizia è ricorsa all'uso di manganelli contro i manifestanti e ha arrestato [6] circa 150 operatori sanitari.

In Pakistan ci sono oltre 4000 pazienti affetti da coronavirus [7] e il personale medico sta lavorando con risorse limitate a loro disposizione. I medici che lavorano direttamente con pazienti affetti da coronavirus sono provvisti di DPI, mentre il personale sanitario a contatto con pazienti che soffrono di altre malattie affermano [8] di essere costretti a lavorare senza adeguati dispositivi di protezione. Finora 18 medici [9] in questa provincia sono stati infettati mentre svolgevano il proprio lavoro.

Il mondo intero sta rendendo onore ai medici per il loro contributo alla lotta contro il coronavirus. A Quetta, in Pakistan, vengono torturati, arrestati e umiliati solo per aver preteso dei kit protettivi.

Durante una pandemia devastante, il Pakistan è l'unico paese al mondo che imprigiona i medici per aver richiesto dei dispositivi di protezione per tutelare la propria sicurezza.

La giornalista Aroosa Shaukat ha scritto su Twitter:

Che cattivo esempio di amministrazione sta dando il Belucistan in questo momento. I medici vengono arrestati per aver protestato contro l'incapacità del governo di fornire DPI per curare i pazienti affetti da Covid-19. Da Quetta arrivano immagini davvero tristi

In risposta agli arresti, l'Associazione dei Giovani Medici del Belucistan ha annunciato [18] uno sciopero nei reparti ospedalieri non intensivi [9] di tutta la provincia. Dopo essere stati arrestati, i medici sono stati rilasciati [9] lunedì sera e se ne sono andati dalla caserma solo quando gli ufficiali hanno assicurato che i DPI sarebbero stati disponibili. Il 7 aprile, i medici hanno annullato lo sciopero dopo che l'amministrazione provinciale ha concesso [6] la distribuzione di kit DPI e l’estensione dei contratti [19] a 533 medici.

Il Dottor Zafar Mirza, l'Assistente Speciale del Primo Ministro per il Servizio Sanitario Nazionale, ha condannato il trattamento dei medici [20] e ha assicurato pubblicamente che la protezione del personale medico ha la priorità assoluta per il governo.

Come parte degli sforzi governativi del Pakistan nel fornire provviste e attrezzature, la Cina ha accettato di garantire l’assistenza necessaria [21] nella provincia di Sindh [22], nel Gilgit-Baltistan [23] [it] e a Islamabad. Anche il governo giapponese ha deciso di aiutare [24] inviando attrezzature sanitarie.

L’Autorità Nazionale del Pakistan per la Gestione delle Emergenze [25] (NDMA) sta continuando a fornire attrezzature sanitarie, tra cui DPI e kit per i tamponi, alcune delle quali sono già arrivate dalla Cina. Il 7 aprile, l'esercito pakistano ha anche inviato attrezzature mediche d'emergenza in Belucistan affinché siano direttamente distribuite nelle strutture sanitarie.

Attrezzature mediche d'emergenza, tracui DPI, vengono inviate a Quetta su ordine del capo dell'esercito per aiutare il personale medico a combattere in maniera efficace il Covid-19 nel Belucistan. “Medici e paramedici sono i soldati in prima linea in questa guerra…” (1/2)

Il personale medico è in prima linea nella guerra contro il COVID-19, rischiando seriamente di esserne infettati. Questo vale per l'intero paese e finora sono morti [27] due medici in Pakistan. Global Voices ha parlato col Dott. Nauman, un anestesista all'ospedale della città di Dera Ghazi Khan [28] [it], dopo che è risultato positivo al virus:

We have been working with insufficient kits, inappropriate quarantine facilities, and the kits are not up to WHO standards. There are about fourteen staff members including doctors, effected by the virus. The Government was responding to our needs, however, in the last two days there seems to be some communication gap between the hospital and Government officials.

Abbiamo lavorato con attrezzature insufficienti all'interno di strutture inadatte alla quarantena, e le attrezzature non erano all'altezza degli standard dell'OMS. Circa quattordici membri del personale, tra cui medici, hanno contratto il virus. Il Governo stava rispondendo alle nostre esigenze, tuttavia, negli ultimi due giorni sembra esserci una mancanza di comunicazione tra l'ospedale e i funzionari governativi.

I social media sono inondati di tributi ai medici e agli operatori sanitari del paese; tuttavia, molte persone hanno anche fatto notare che allo staff medico non servissero tributi ma piuttosto DPI e strutture adeguate per combattere contro il virus.

I figli dei ministri giocano con i kit di emergenza per il coronavirus mentre medici e infermieri prestano il loro servizio senza questi dispositivi. Che non succeda più, Pakistan… 😡😡