L'Italia martoriata dalla COVID-19 intravede una speranza: io resto a casa, ma la natura non si ferma

Le barche e i vaporetti sono fermi a causa dell'isolamento dei veneziani, così i cigni tornano a popolare i canali di Venezia, che in questi giorni sono pulitissimi. Foto di Marco Contessa su Facebook.

Nel clima attuale dominato dall’epidemia globale da Coronavirus [it, come i link seguenti], che ormai scandisce la vita quotidiana da settimane, l'Italia ricorda i medici morti nell'epidemia di COVID-19 tramite la poesia. Fuori dalla finestra gli italiani scattano foto con alcuni messaggi di speranza: l'arrivo della primavera e il risveglio della natura, sotto l'hashtag #iorestoacasa abbinato a #lanaturanonsiferma, e le sorprendenti immagini delle acque limpide nei fiumi, nei mari e persino a Venezia.

Poesia in ricordo dei medici caduti a causa del Coronavirus

Ad oggi sono già 109 i medici italiani portati via dall'epidemia di COVID-19. Il portale FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) ha pubblicato un elenco delle vittime fra i medici in aggiornamento:

Da oggi, riporteremo i loro nomi qui, sul Portale FNOMCeO, che resterà listato a lutto in loro memoria, in un triste elenco che verrà via via aggiornato. In allegato, i dati sui contagi. Un monito, una lezione per tutti.

Alle vittime è stata dedicata una poesia di Giuseppe Ungaretti scritta nel 1945, che si riferiva al bombardamento degli alleati contro il cimitero romano del Verano il 19 luglio 1943. Ai tempi, la violenza della guerra non si fermava neanche di fronte ai morti.

Non gridate più – Giuseppe Ungaretti

Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.

Nella seconda strofa della poesia, l’erba che cresce è definita “lieta dove non passa l’uomo”.

Gli italiani restano a casa, ma fuori #lanaturanonsiferma

Alla vigilia di una Pasqua atipica, che il coronavirus ci fa trascorrere in isolamento, le immagini della natura intravista dalla finestra materializzano un messaggio di speranza: #Iorestoacasa per il mio bene e quello degli altri, ma fuori dalla finestra #lanaturanonsiferma. La primavera è iniziata il 21 marzo, infatti, le temperature sono miti e, in natura, la vita della flora e fauna continua la sua routine.

Anche se un proverbio italiano dice che “una rondine non fa primavera”, la rondine è comunque simbolo della speranza e del rinnovamento della primavera:

Stella Saladino ha lanciato l'hashtag #Lanaturanonsiferma, un invito a prendere ispirazione dalla natura:

Il risveglio della natura è ovunque, come a Vanzago, nell'area metropolitana di Milano:

In Trentino avviene un incontro ravvicinato con il rarissimo ibis eremita:

In Italia fioriscono ovunque le orchidee spontanee, con colori e profumi irresistibili:

Anche sopra i 900 metri, come nel Parco Nazionale Monti Sibillini, in Lazio, le prime fioriture ci ricordano l'inizio della primavera:

Il WWF ha lanciato il primo diario della natura dalla finestra. Chiunque può partecipare al progetto “Natura dalla finestra”, installando l'applicazione iNaturalist sul cellulare.

Il WWF ha anche aperto virtualmente le sue oasi protette, dove le webcam permettono di osservare nidificazioni e migrazioni.

In Toscana, a Orbetello, osserviamo una femmina di falco pescatore:

A pochi passi da Roma, il falco pellegrino è tornato a nidificare nel lago di Castelgandolfo:

In Puglia, a Taranto, i fenicotteri cercano cibo nella Riserva Naturale Regionale Orientata Palude La Vela.

Sempre in Puglia, un video mostra il martin pescatore nella riserva naturale Le Cesine, un'oasi di 380 ettari, ultimo superstite della vasta zona paludosa e boscosa tra Brindisi e Otranto.

Gli animali selvatici si sono riappropriati delle città quasi deserte, come le oche selvatiche a Treviso:

Inoltre ben due milioni di cinghiali stanno scorrazzando in tutta Italia, come accade a Roma:

#veneziapulita – L'acqua di Venezia ritorna ad essere limpida

Le acque di Venezia prima (col traffico di barche) e dopo (durante l'isolamento dei cittadini). GIF delle immagini satellitari tratte dal sito Gis&Beer.

Venezia è ancora più spettacolare, senza barche e senza traffico acqueo:

Nel Canal Grande di Venezia, le anatre hanno sostituito le imbarcazioni:

Andrea Mangoni ha postato il video: “Venezia e i suoi canali al tempo del Coronavirus”, commentando:

L'avvento del Sars-Cov-2, il virus legato all'infezione covid 19, ha portato enormi cambiamenti nella vita di tutti noi. Alcune città più di altre, come Venezia, appaiono irrealmente vuote e silenti in questi giorni. Ma non solo. Lo stop al traffico acqueo ha comportato il deposito dei sedimenti dei canali, che sono tornati in molti casi a mostrare acque cristalline e a rivelare la vita in essi nascosta. Questo video vuole essere proprio una memoria di ambo le cose: del silenzio della città, e della vita che torna a esser visibile, dopo tanto tempo celata. Questi tempi passeranno, abbiate coraggio. E come dicono i Veneziani, duri i banchi!

Marco Scarpiello ha pubblicato un altro video di Venezia intitolato semplicemente “Andando al lavoro…” che mostra una città silenziosa e pulita:

Molti sperano che dopo la crisi COVID si adottino tante misure “verdi”, per far ripartire l'economia e lottare contro il cambiamento climatico:

Fiumi, spiagge e mari prima inquinati ora trasparenti

In Campania il fiume Sarno, considerato purtroppo il corso d'acqua perenne più inquinato d'Europa, ma un tempo navigabile e pescoso, è adesso limpido. Pecoraro Scanio, Presidente della @FUniVerde e già Ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente, ha pubblicato al riguardo:

Sempre in Campania, ecco una foto del mare a Napoli:

In Sardegna, al Poetto, la principale spiaggia di Cagliari, tornano le conchiglie:

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