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Musica ai tempi del coronavirus: una playlist da Trinidad e Tobago tocca le note giuste

Le giornaliste e creatrici di podcast Franka Philip (sinistra) e Ardene Sirjoo (destra), di Trini Good Media. Foto di Sean Drakes, utilizzata dietro autorizzazione.

Le giornaliste di Trinidad Franka Philip e Ardene Sirjoo — conosciute popolarmente come Trini Good Media [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] , da dicembre 2017, quando è stato lanciato il loro format di podcast – volevano trovare dei modi per unire le persone durante la pandemia di COVID-19 [it], così hanno fatto l'opposto di ciò che ci si poteva aspettare. Piuttosto che creare un programma di notizie riguardo le misure di prevenzione, hanno utilizzato Facebook per chiedere ai loro amici e follower di scegliere due delle proprie canzoni preferite e di spiegare cosa le rendesse speciali.

Philip è stata ispirata da Stephan Hull, famoso per aver realizzato un concept intitolato “Stick it On” durante le feste di Brighton, in Inghilterra, dove viveva.  Il concept ha permesso agli amanti della musica ordinaria di ottenere letteralmente i loro 15 minuti di fama usando le console da DJ. Non era necessario essere un esperto in materia, bastava suonare abbastanza musica da riempire la fascia oraria. Ciò che è stato creato, ricorda Philip, era “una vera varietà di musica, molto interessante, molto organica”, e adorava il fatto che ci fossero generi per tutti i gusti.

Dopo più di 100 commenti su Facebook, la versione podcast di questa idea ha portato a una cornucopia musicale che ha combinato perfettamente generi diversi e fatto riemergere bei ricordi per gli ascoltatori di tutto il mondo i cui movimenti fisici, a causa della pandemia di COVID-19, sono stati limitati da misure di isolamento sempre più restrittive. La playlist – e le storie che ne derivano – offrono uno scorcio della società e della cultura di Trinidad e Tobago. Ecco alcuni esempi…

‘Song for a Lonely Soul’ di David Rudder

Uno dei calypsonian (musica tipica di Trinidad e Tobago) più innovativi, duraturi e socialmente consapevoli di tutti i tempi, David Rudder e la sua band dei tempi, Charlie's Roots, pubblicarono questa canzone nel 1989 come parte dell'album “The Power and the Glory”Un ascoltatore ha detto che è stato un meraviglioso promemoria della profonda connessione che gli abitanti di Tribago hanno con il loro paese, non importa in quale parte del mondo si trovino. Una donna ha detto invece che la canzone era speciale per lei perché quando era incinta, il bambino si sarebbe mosso ogni volta che la ascoltava.

‘Stomp’ di The Brothers Johnson

L'ascoltatore Dominique Inniss ha suggerito questo classico funk / rhythm and blues come “[preferito] per la danza improvvisata”. C'erano parecchie altre canzoni nel mix che spingevano le persone a muoversi, tra cui “Let's Dance” di David Bowie, “Let's Groove” di Earth Wind & Fire, l'energica collaborazione tra la cantautrice Destra Garcia e l'icona della soca Machel Montano [it], “It's Carnival”, e – con disprezzo di Franka Philip – “Frankie” della sorella Sledge: “Non puoi fare a meno di cantare insieme”, dice, “anche se lo odi”.

Ottime da ballare in quello stile trinbagoniano unico, il “wining“, sono il classico calypso “Sugar Bum Bum” di Lord Kitchener, e “Bassman” di Shadow, entrambe con linee di basso ipnotizzanti. L'utente di Facebook Anton Nimblett ha sottolineato l'importanza di quest'ultimo “per il suo posto nella storia della musica Calypso e perché parla così chiaramente [al] peso / benedizione di una vita creativa”.

‘Virtual Insanity’ di Jamiroquai

Questa scelta della band funk britannica Jamiroquai è stata richiesta dall'utente di Facebook Q D Ross, perché i testi sembrano sempre pertinenti, dice, a come si sente riguardo ai tempi che corrono, “e in più [il] video è fantastico!”.  Altri commentatori hanno condiviso che la canzone – e in effetti l'intero set – è stata una boccata d'aria e ha riportato alla mente meravigliosi ricordi. Dayne Mayers, un trinidadiano che vive a Houston, in Texas, ha dichiarato: “Mi sento come se fossi in una festa a casa con un piccolo gruppo di amici molto stretti”.

‘My Belief’ di Shadow

Ci sono state alcune canzoni costruttive e stimolanti nel mix, tra cui una versione di “Kindness is Timeless” della cantante trinidadiana Vaughette Bigford,“Overjoyed”, di Stevie Wonder, la versione strumentale della pianista Johanna Chuckaree della popolarissima hit della soca star “Kes”, “Savannah Grass” e “Feel the Love”, una collaborazione tra Freetown Collective e DJ Private Ryan.

Tuttavia, “My Belief” di Shadow occupa un posto speciale nel cuore di molti abitanti di Tribago. Secondo le parole del cantante rapso Wendell Manwarren, la canzone – che sottolinea che la forza interna è più potente delle circostanze esterne – è “semplice, potente, poetica e senza tempo. E il violino di Tobago è VITA”.

Una interpretazione dell'inno “Sing out My Soul”, eseguita dal coro della scuola del Convento del Santo Nome e dal gruppo Maria Goretti, è stata significativa anche per molti ascoltatori, indipendentemente dal loro background religioso. Philip l'ha descritta come una “canzone confortante e universale” che “ti avvolge in una coperta comoda [e] ti fa pensare che tutto andrà bene.”

‘Escape (The Piña Colada Song)’ di Rupert Holmes

Inaspettate sono arrivate alcune melodie che per qualche ragione sconosciuta hanno sempre risuonato grazie agli amanti della musica di Trinidad e Tobago. “Escape” è un promemoria per molti che hanno vissuto i tempi d'oro della musica degli anni '80, che era, secondo Philip, “un momento molto armonizzante per la musica, [con] un sacco di incroci [tra] il Regno Unito e gli Stati Uniti”.

È una bella melodia da cantare, così come la più vecchia “The Gambler” di Kenny Rogers‘ , che ce l'ha fatta perché la musica country è piuttosto popolare in alcune parti dei Caraibi di lingua inglese.

‘That Girl’ di Stevie Wonder

Forse la storia più emozionante della sessione musicale è arrivata da Bianca Savary, che ha chiesto a Trini Good Media di interpretare “That Girl” di Stevie Wonder.

Parlando con Global Voices al telefono, Savary ha spiegato che il suo defunto marito, Egidio Bianco, una volta gestiva un importante ristorante di New York City che attirava una clientela di celebrità. Wonder, che era uno dei clienti abituali, ha prenotato un tavolo la sera del decimo compleanno della figlia, e Bianco ha detto che ha cantato “That Girl” per sua moglie e sua figlia il giorno in cui sono tornate dall'ospedale.

Commosso dalla storia, Wonder gli chiese di chiamare la figlia, prese il telefono e le cantò la canzone.

“È stato così commovente”, ha detto Savary. “Stavo piangendo molto, ma questo è il tipo di persona romantica che era mio marito.”

Quella premurosità – la considerazione e la connessione con gli altri – racchiude il messaggio che Ardene Sirjoo sperava che il podcast avrebbe inviato agli ascoltatori. Il meraviglioso potenziale dello spazio digitale, ha spiegato, ci offre tutte le opportunità di riflettere su ciò che accadrà dopo il COVID-19, su come potremmo andare avanti come collettività e di come potremmo trattare gli altri dopo una pandemia che cambia la vita.

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