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Sessismo e misoginia nei talk show televisivi del Pakistan

Categorie: Asia meridionale, Pakistan, Citizen Media, Diritti umani, Donne & Genere, Libertà d'espressione, Media & Giornalismi, Politica, Religione
Screenshot from YouTube via Yamaan TV. Khalil ur Rehman Qamar and Marvi Sirmed FIght On Aurat Azadi March 2020. [1]

Screenshot da Youtube tramite Yamaan TV. Lo sceneggiatore Khalil ur Rehman Qamar (il secondo da sinistra) e l'attivista per i Diritti Umani Marvi Sirmed (la quarta da sinistra) in un talk show del canale NEO TV sull'Aurat Azadi March 2020.

Il sessismo, la misoginia, e l'uso di un linguaggio offensivo verso gli ospiti femminili dei talk show sono tornati ad essere un problema in Pakistan dopo un brutto litigio in un programma [2] del canale NEO TV tra l'autore e regista Khalil-ur-Rehman Qamar [3] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] e l'attivista Marvi Sirmed [4] il 4 marzo 2020. L'acceso dibattito tra i due riguardava lo slogan ‘Mera Jism Meri Marzi’ (Il Mio Corpo, La Mia Scelta), che è stato usato nell’Aurat March [5], la marcia per la libertà delle donne, del 2019. Questo slogan sottolineava la rivendicazione dell'emancipazione femminile ma ha anche scatenato una forte reazione negativa da parte di alcuni gruppi estremisti.

Khalil-ur-Rehman Qamar, un noto sceneggiatore, recentemente è stato invitato in diversi canali di informazione per la sua serie TV Meray Paas Tum Ho [7]. Durante i programmi, ha affermato di essere il più grande femminista [8] esistente. Tuttavia in un programma, è stata l'attivista Tahira Abdullah [9] a spiegargli davvero in cosa consistono i diritti delle donne e il femminismo [10].

Le affermazioni di Qamar sull'Aurat March hanno scatenato il controverso dibattito con Marvi Sirmed caratterizzato dall'uso di un linguaggio offensivo e volgare. Il video dello scontro è diventato virale sui social media ed è stato aspramente criticato su molte piattaforme. Diverse persone hanno chiesto all'Autorità Pakistana per la Regolarizzazione dei Media Elettronici (PEMRA [11]) di proibire a Qamar qualsiasi apparizione televisiva. Anche la Commissione per i Diritti Umani del Pakistan ha preteso delle scuse. La PEMRA ha richiesto una spiegazione pubblica al canale televisivo [12] e, inoltre, un messaggio di scuse è stato twittato dal direttore del canale.

La conduttrice del programma Ayesha Ehtisham ha scritto su Twitter le sue scuse:

Quello che è successo ieri nella mia trasmissione è stato estemamente spiacevole. Non mi sarei aspettata che il dibattito si facesse così violento e offensivo. In quel momento ero così sbalordita da non riuscire a impedire commenti offensivi e sessisti. Tuttavia da parte mia non c'è stato niente di intenzionale. Ci sono state molte urla, grida e imprecazioni da entrambi i lati (una parte del programma che non è potuta andare in onda) che mi hanno lasciato poco spazio per riportare le cose alla normalità o censurare prontamente quegli atteggiamenti. Chiedo scusa ai miei spettatori.

Anche il direttore di NEO TV Nasrullah Malik ha chiesto scusa a Marvi Sirmed:

Marvi Sirmed, la prego di accettare le mie più sincere scuse per l'episodio avvenuto oggi sui nostri schermi. In qualità di Direttore di NEO NEWS sono veramente dispiaciuto e verranno presi aspri provvedimenti. Noi condanniamo il comportamento di Khalil Qamar.

La senatrice Sherry Rehman [17] del Partito Popolare Pakistano [18] [it] ha criticato questo episodio in Senato e si è rifiutata di partecipare a qualsiasi programma di NEO TV finché il regista non ha porto le sue scuse.

Khalil Ur Rehman ha lanciato insulti e volgarità a Marvi Sirmed, e la presentatrice non ha fatto niente per fermarlo?

E inoltre, Report PEMRA, com'è possibile che ciò sia andato in onda?
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Non accetterò alcun invito ai programmi di NeoTv Network finché la conduttrice non si sarà scusata e quest'uomo irrispettoso sarà boicottato. Se altri (uomini e donne) faranno come me quando saranno invitati ai programmi, questo tipo di irriverenza nei confronti delle donne non rimarrà impunito. I diritti delle donne sono diritti dell'umanità. Basta con queste assurdità.

Il 5 marzo, anche Geo TV ha annullato il suo contratto con Qamar, ottenendo un largo apprezzamento dagli utenti dei social media:

Avviso 📢

GEO Entertainment e 7th Sky Entertainment hanno terminato il contratto con Khalil-ur-Rehman Qamar per quattro trasmissioni e una sceneggiatura cinematografica finché non si sarà scusato per aver usato un linguaggio osceno in un programma televisivo. Il nostro era un accordo non esclusivo, lo stesso che lui aveva anche con altri canali televisivi. GEO Network crede nello scambio di idee e nella promozione della cultura del ‘Vivi e Lascia Vivere – Geo Aur Jeenay Do’. Crediamo che tutti abbiano il diritto di esprimere le proprie opinioni e che una cultura del dibattito costruttivo debba essere sostenuta. Tuttavia, tali dibattiti dovrebbero avvenire nei limiti della decenza e del rispetto reciproco. Khalil-ur-Rehman Qamar non ha soltanto usato un linguaggio offensivo verso una donna, ma ha anche rifiutato di riconoscere il proprio errore e di scusarsi. Quindi, i dirigenti di GEO Entertainment hanno deciso di sospendere il proprio contratto con lui. GEO ha da sempre l'obiettivo di creare un ambiente dedicato alla riflessione e al dibattito, anche se ciò dovesse comportare delle critiche all'organizzazione stessa. Geo Aur Jeenay Do.

L'aspetto interessante di questa vicenda è che questa non è stata la prima volta in cui simili litigi sono avvenuti in programmi televisi tra uomini e donne, e per alcuni ciò è addirittura normale. Qualsiasi donna che lavori per i diritti femminili, diritti delle minoranze o altre cause sociali e che venga invitata da un canale televisivo deve aspettarsi di avere a che fare con commenti offensivi e comportamenti scorretti, e il piu delle volte i presentatori non saranno in grado di gestire la situazione.

Uomini che si comportano in modo scorretto in TV

Nonostante i lunghi anni di partecipazione femminile nella sfera politica, alcune sezioni conservative in Pakistan continuano a promuovere [24] valori patriarcali e questo spesso si riflette nei programmi televisivi.

Anche la defunta prima ministra Benazir Bhutto [25] [it] è stata oggetto di espressioni di odio e di linguaggio volgare mentre concorreva alle elezioni negli anni novanta quando il suo rivale, l'ex primo ministro Nawaz Sharif [26] [it], ha organizzato una campagna per screditare le sue qualifiche:

Farzana Bari [27], un'attivista per i diritti umani, è stata ugualmente presa di mira da altri partecipanti con una serie di domande sulla sua fede mentre parlava dell'importanza della Legge sulla Protezione delle Donne [28].

Nel 2016, in un altro programma tv, Maulana Hafiz Hamdullah Saboor [29] dell’Associazione degli Ulema dell'Islam [30] [it] ha abbandonato lo studio televisivo in preda alla rabbia dopo aver provato ad attacare [31] la presentatrice Fareeha Idrees. La presentatrice ha respinto questo atteggiamento ed è riuscita a rispondere agli attacchi ricevuti.

Fauzia Viqar, un'altra attivista per i diritti delle donne, e Farzana Bari, mentre partecipavano ad una discussione sui matrimoni infantili nel 2016, sono state accusate di andare contro gli insegnamenti dell'Islam da altri relatori uomini.

Anche se ci sono stati episodi di uomini che hanno attaccato altri uomini, in Pakistan soprattutto le donne sono un bersaglio facile per gli uomini. Non appena una donna fa sentire la propria voce deve incontrare una certa resistenza sia negli spazi online che offline. Tuttavia, nonostante simili episodi in programmi televisivi, il recente famigerato dibattito che ha coinvolto Qamar ha lasciato l'amaro in bocca a molti ed è stato visto come una giustificazione per azioni di solidarietà come l'Aurat March.