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Un'azienda di San Pietroburgo crea un bar online per i russi che si stanno auto isolando

La landing page del Stay The Fuck Home Bar, creato dal Collettivo Shishki.

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale della COVID-19 [it].

Un'ingegnosa azienda russa ha avviato un bar [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] per offrire alle persone estroverse un po’ di sollievo dalla solitudine dell'auto isolamento, un bar online.

Un crescente numero di russi sta scegliendo di auto isolarsi dopo che i casi accertati di coronavirus sono cresciuti rapidamente. Al momento in cui scriviamo, ammontano a quasi 200. Oggi, le autorità russe hanno confermato il primo decesso nel paese: quello di una donna di 79 anni già affetta da altre patologie. Il personale sanitario esprime in rete dubbi e preoccupazione a proposito della capacità di intervento degli ospedali di tutto il paese, mentre i reparti ospedalieri vanno riempiendosi di casi di polmonite — un sintomo del COVID-19.

Il governo russo ha preso misure stringenti per prevenire il contagio. A partire dal 7 marzo, tutti i viaggiatori provenienti dai paesi interessati dall'epidemia hanno dovuto mettersi in auto quarantena per 14 giorni dall'arrivo. La pena per chi non rispetta l'isolamento include il carcere e per un lungo periodo; come misura di controllo, i cittadini di Mosca interessati dal provvedimento sono ora soggetti al controverso sistema di riconoscimento facciale della città. Questa settimana, il paese ha chiuso tutte le frontiere ai cittadini stranieri fino a maggio.

Come avviene in quasi tutti gli altri paesi, i russi stanno prendendo d'assalto i supermercati [ru] e si stanno preparando ad una lunga permanenza dietro alle porte chiuse. Condividono in rete consigli ed esperienze personali in videoblog e post su Facebook con l'hashtag #яостаюсьдома (Io sto a casa). In breve, stanno seguendo l'esempio di Stay the Fuck Home, una campagna internazionale che incoraggia le persone di tutte le età a rimanere in casa nel tentativo disperato di “appiattire la curva” dei contagi. Riducendo i contatti sociali, il rischio di contagio diminuisce, evitando quindi un picco di ricoveri in ospedale e il conseguente collasso del sistema sanitario.

Lo Stay The Fuck Home Bar è online dal 14 marzo. È una creazione dello Shishki Collective, una start-up con base a San Pietroburgo, che “con le frontiere chiuse e i cuori aperti,” ha l'obiettivo diaiutare le persone in auto isolamento di tutto il mondo a connettersi tra loro davanti a una birra o a un bicchiere di vino. Gli utenti possono accedere 24/7 ad una delle chatroom della piattaforma per videoconferenze Whereby utilizzando solo il proprio browser internet e attivando la webcam se lo vogliono. I quattro “bar,” ciascuno dei quali può ospitare dodici persone, hanno temi diversi: ad esempio, uno raduna gli amanti del design e dell'arte, in un altro gli utenti possono esercitarsi a parlare inglese.

Secondo il Calvert Journal, oltre 30.000 utenti hanno visitato il sito nelle prime 24 ore dal lancio. Il direttore creativo Mikhail Shishkin ha dichiarato [ru] al magazine online The Village che l'idea del bar è nata durante la chiusura degli uffici dello Shishki Collective, grazie alla quale i dipendenti cercavano nuovi modi di restare socialmente connessi [ru]:

«Устроено все просто: наливаешь бокал пива, заходишь в онлайн, там сидят какие-то ребята — кто-то из Лос-Анжелеса, кто-то из Таллина, кто-то из Харькова, из Москвы. Парень из Испании, к примеру, показывает, что за окном чудесная солнечная погода, но на улицах никого. Так что это такое живое общение, все знакомятся, разные темы обсуждают».

È tutto molto semplice. Ti versi una birra, vai in rete, e trovi qualcuno lì seduto. Qualcuno di Los Angeles, qualcuno di Tallinn, di Charkiv, di Mosca. Ad esempio, un tizio spagnolo può mostrare che bella giornata di sole vede fuori dalla finestra, anche se non c'è nessuno in giro. È comunicazione in tempo reale, tutti possono familiarizzare con tutti, e si discute di argomenti diversi.

Shishkin spera [ru] che, se e quando i bar reali chiuderanno nelle prossime settimane, la loro clientela possa comunque continuare a socializzare nelle chatroom online dedicate. E dice che, insieme ai suoi colleghi, sta aiutando diverse aziende di San Pietroburgo ad aprire “filiali digitali” sul suo sito.

Gli utenti della rete russa RuNet [it] sembrano innamorati del progetto. Si può solo sperare che il loro entusiasmo online rifletta un impegno altrettanto forte a restare a casa nella vita reale. Quando l'autore di questo articolo si è collegato al bar oggi, ha trovato le chatroom quasi piene, segno di clienti digitali regolari che stanno costruendo amicizie e connessioni al di là delle frontiere e forse delle divisioni politiche.

“Ne ho davvero piene le palle di tutto questo,” stava sospirando Anton, anni quaranta e qualcosa, seduto al tavolo della sua cucina. Gli altri tre uomini annuivano concordi e sconsolati. “Oh, qualcuno di Kiev si è unito a noi,” e hanno sorriso.

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