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Il COVID-19 aumenta le disuguaglianze nel sistema educativo di Trinidad e Tobago

Anthony Garcia, Ministro dell'Istruzione di Trinidad e Tobago, durante una conferenza stampa del 14 aprile 2020. Istantanea scattata durante la diretta Facebook di TTT Live Online.

Il COVID-19 ha stravolto molti sistemi consolidati, come quello sociale [it], quello economico [it] e perfino quello politico [it], intorno ai quali una volta ruotava la nostra vita. Tuttavia, uno degli effetti più evidenti di questo sconvolgimento è il sistema educativo, attraverso cui il COVID-19 ha esposto sorprendenti disuguaglianze [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione].

A Trinidad e Tobago si è parlato del problema sui canali social come gruppi Facebook e WhatsApp e uno degli argomenti più discussi è la misura in cui il privilegio influisce sull'accesso all'istruzione.

Il 13 marzo 2020, il Primo Ministro Keith Rowley ha annunciato la chiusura di tutte le scuole del Paese all'interno delle misure del governo per rallentare la potenziale diffusione del COVID-19. Il 14 aprile il Ministro dell'Istruzione, Anthony Garcia, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha dichiarato che le scuole non potranno riaprire fisicamente prima di settembre 2020. Nel frattempo, ha aggiunto, per il 2020 il terzo quadrimestre dell'anno scolastico, che di solito va da settembre all'inizio di luglio, sarà “abolito” e l'anno scolastico 2020-2021 sarà condensato in due quadrimestri più lunghi.

Intanto, Lovell Francis, Ministro aggiunto presso il Ministero dell'Istruzione, ha annunciato l'avvio per tutti i gradi di istruzione di un sistema di gestione dell'apprendimento online (LMS), per il quale centinaia di insegnanti hanno già creato diversi contenuti. La piattaforma, che secondo il Ministro è pienamente operativa, dà spazio anche all'insegnamento virtuale. Nei commenti, tuttavia, diversi genitori hanno segnalato problemi di accesso e di troppe iscrizioni.

Sono esclusi i circa 60.000 studenti (secondo le cifre del Ministro Francis) che non hanno accesso a internet o dispositivi per l'apprendimento online, ma investitori come il Catholic Board of Education e l'UNICEF starebbero cercando di aiutare a riempire questo vuoto.

Diversi genitori sono arrabbiati anche perché gli studenti con bisogni educativi speciali sono stati nominati solo dopo la domanda di un giornalista al Ministro Garcia, che ha risposto:

With respect to meeting the needs of students, specially, who are our special students, the crisis that now confronts us really has no bearing on what we have been doing before. For quite some time now, we at the Ministry of Education have recognised that our special students must be allowed to access their education which, again, is available to everybody. Our mantra is, no child should be left behind.

Per quanto riguarda i le necessità degli studenti, soprattutto i nostri studenti con bisogni educativi speciali, la crisi che dobbiamo affrontare non incide minimamente su ciò che facevamo prima. Da diverso tempo ormai, il Ministero dell'Istruzione ha riconosciuto che i nostri studenti con bisogni educativi speciali devono avere accesso all'istruzione che, ribadisco, è disponibile per tutti. Il nostro mantra è: nessun bambino deve essere lasciato indietro.

Per molti genitori, però, il problema è che troppi bambini, che abbiano bisogni speciali o meno, vengono lasciati indietro e internet è solo un esempio di disuguaglianza.

Secondo Tracy Hutchinson-Wallace, madre di due bambini con bisogni educativi speciali che ha parlato al telefono con Global Voices: “Tutto quello che il Ministero è riuscito a fare con questo LMS è portare online il sistema educativo esistente, con tutte le sue disuguaglianze e i suoi malfunzionamenti”.

Hutchinson-Wallace e Gabrielle Hosein, direttrice dell'Istituto per gli studi di genere e sviluppo al St. Augustine campus della University of the West Indies, hanno avuto un dibattito su Facebook a metà marzo, poco dopo la chiusura delle scuole.

Hosein ha condiviso la sua esasperazione per le lezioni online della figlia, che secondo lei vengono gestite con un “sistema non adatto ai bambini”:

I don’t know if this is happening across schools over the country but it shows the same lack of realism in our approach to education, it repeats the same extreme pressures on parents that are built into a system, it makes us all work at odds with our context and moment rather than encouraging new approaches and learning of life skills, and it betrays a failure to take a breath and ask what learning philosophy is behind this approach to completing curriculum while conscious of the stress it is causing, and many parents inability to manage working while overseeing school during the same hours.

Non so se stia succedendo nelle scuole di tutto il Paese, ma questo dimostra la stessa mancanza di realismo nel nostro approccio all'istruzione, replica le stesse pressioni estreme sui genitori, che vengono integrate in un sistema che ci fa lavorare tutti in contraddizione con la nostra situazione e con questo momento, piuttosto che incoraggiare nuovi approcci e l'apprendimento di competenze per la vita. Rivela anche l'incapacità di fermarsi e chiedersi quale filosofia d'apprendimento ci sia dietro quest'idea di completare il programma, pur essendo consapevoli dello stress che provoca e dell'impossibilità dei genitori di gestire il proprio lavoro e occuparsi della scuola nelle stesse ore.

Manca, ha suggerito Hosein, “un approccio più empatico all'apprendimento” che offra “scelte sul modo in cui combinare l'istruzione con l'empatia e l'apprendimento con la vita”, invece di essere in contrasto con le esigenze lavorative e familiari.

Hutchinson-Wallace ha detto la sua nel thread di commenti, spiegando:

This small hiccup that you are complaining about is DAILY LIFE for the disabled and their parents. For the first time EVER in history, the rest of you understand what it is like when the ‘normal’ systems are not set up for you, when you must struggle each and every day to survive, much less thrive in this noxious miasma of an education/employment system.

Now that you know what it's like, go ahead, please, fix it for yourselves. You know what to do. You've known it all along, but it was always too much trouble, too expensive, too unreasonable, too much to figure out, too much everything to make accommodations and supports and services for the other 15% to be included in society.

Il piccolo disguido di cui vi state lamentando è la VITA QUOTIDIANA dei disabili e dei loro genitori. Per la prima volta IN ASSOLUTO nella storia, gli altri possono capire come si vive quando i sistemi ‘normali’ non sono fatti per te, quando bisogna lottare ogni singolo giorno per sopravvivere, figuriamoci prosperare in questo miasma nocivo che altro non è che il nostro sistema educativo/occupazionale.

Ora che sapete com'è, fate pure, per favore, sistematevelo voi. Sapete cosa fare. L'avete sempre saputo, ma era sempre troppo problematico, troppo costoso, troppo irragionevole, troppo difficile da capire, troppo tutto per adottare misure particolari, aiuti e servizi per includere il restante 15% nella società.

Dopo che Hosein ha riconosciuto la sua posizione come “completamente valida”, Hutchinson-Wallace ha aggiunto:

I am ABSOLUTELY POSITIVELY rooting for you folks in the sector to get this done. You might not fix everything, but there will be some wins. Whatever those wins look like, make that your focus. Because this crisis will end and when it does, if we all go back to status quo, we missed an opportunity.

Sto ASSOLUTAMENTE facendo il tifo per voi che lavorate nel settore perché ci riusciate. Magari non sistemerete tutto, però otterrete qualche vittoria. Non importa quali siano queste vittorie, concentratevi su quelle. Perché questa crisi finirà e se, quando succederà, torneremo allo status quo avremo perso un'opportunità.

Con la “filosofia” del Ministro di “mandare avanti il sistema […] per assicurarci che l'insegnamento e l'apprendimento non si interrompano mai […] e che quest'attività prosegua finché questa situazione si protrae”, molti genitori, inclusa l'utente di Facebook Karen M. Medina, continuano a essere poco convinti che il Ministero coglierà l'opportunità offerta dal COVID-19 per rinnovare il sistema educativo e renderlo più equo:

[…] after listening to two people who manage education, I do not feel educated at all. If the term starts in September (big IF), what is the period from April to September. Self-guided learning for kicks? Optional online self-improvement? Extended school holidays? How does this work with the schools and how they have rolled out the curriculum for their students? Two students in the same class at different schools are not coming at this from the same point in their education. […] What is the expected outcome? What about children with learning disabilities? What happens when parents go back to work? What happens to those who work from home? What about teachers who are also parents? The [Ministry of Education] was utterly tone-deaf and did not effectively address my concerns. I have given high praise to our government this last month. Not this rounds.

[…] dopo aver ascoltato due persone che gestiscono l'istruzione, non mi sento per niente istruita. Se l'anno scolastico inizia a settembre (grande SE), cos'è il periodo tra aprile e settembre? Apprendimento in autonomia per gioco? Crescita personale online facoltativa? Vacanze prolungate? Come funziona questo sistema con le scuole e come sono stati sviluppati i programmi per gli studenti? Due studenti nella stessa classe in due scuole diverse non partono dallo stesso punto della loro istruzione […]. Qual è il risultato previsto? E i bambini con disturbi dell'apprendimento? Cosa succede quando i genitori torneranno al lavoro? Cosa succede a chi lavora da casa? E come fanno gli insegnanti che sono anche genitori? Il [Ministro dell'Istruzione] è stato completamente indifferente e non ha affrontato le mie preoccupazioni in modo efficace. Ho elogiato molto il nostro governo durante quest'ultimo mese. Non questa volta.

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