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Intervista a Erick Huerta, ricercatore che aiuta a portare l'accesso a internet alle comunità indigene in Messico

Fotografía de Carlos Baca, tomada del perfil público de Facebook del CITSAC. Usada con permiso.

Fotografía di Carlos Baca, presa dal profilo pubblico di Facebook del CITSAC. Utilizzata con autorizzazione.

Alla fine di giugno del 2019, è stato inaugurato il Centro di Ricerca in Tecnologie e Conoscenze Comunitarie (CITSAC) [en, come tutti i link salvo diversa indicazione] a Città del Messico, uno spazio che nasce dall'Unione delle due organizzazioni che hanno promosso i processi di comunicazione e telecomunicazioni rurali e indigene in Messico e nella sua regione: Reti per la diversità, uguaglianza e sostenibilità (REDES A.C.) [es] e Rhizomatica. Entrambe sono state le principali promotrici del primo sistema di telefonía mobile comunitaria [it] e della prima rete indigena di telecomunicazione attraverso la TIC [it], Telecomunicazioni Indigene comunitari.

Nel contesto dell'avvio del Centro, Erik Huerta, coordinatore generale aggiunto di REDES AC, e ricercatore a tempo pieno di questa iniziativa innovativa, ci ha concesso un'intervista .

Global Voices (GV): Perché nasce questa iniziativa?  

Buscábamos darle forma y sistematizar el trabajo que ya veníamos haciendo desde REDES y Rhizomatica, así como poder integrar a esos trabajos una red de universidades y grupos con los que ya hemos colaborado, pero estando en posibilidades de brindarles una estructura, a través de la cual podríamos operar colectivamente de mejor manera.

Básicamente, lo que hacemos en el CITSAC es hacer investigación con y para las comunidades indígenas. Este es el objetivo.

Cercavamo di dare forma e di sistematizzare il lavoro che stavamo già realizzando con REDES e Rhizomatica, integrando a questi progetti, una rete di università e gruppi con i quali avevamo già collaborato, ma potendo fornire una struttura attraverso la quale potessimo operare collettivamente in modo diverso.

In effetti, ciò che facciamo con il CITSAC è fare ricerca con e per le comunità indigene. È questo l'obiettivo.

GV: Che tipo di ricerca viene svolta? 

Tenemos dos fines principales: una es trabajar en la atención a los problemas y aspiraciones de las comunidades indígenas en comunicación, la cual tiene que ver mucho con temas de investigación-acción; es decir, se trabaja mucho con las comunidades, que ubican una acción o problemática, y se constituye un grupo de investigación para trabajar en esos temas. De ahí surge, por ejemplo, la Guía para el Diseño de Estrategias de Comunicación para la Defensa del Territorio, la cual presentamos en el evento de lanzamiento del Centro.

La otra parte es la investigación en términos de desarrollo regulatorio, que tiene que ver con la posibilidad de que estas comunidades accedan a servicios de cuarta generación o LTE. Para ello necesitamos que haya espectro. El problema es que la mayoría del espectro LTE se encuentra concesionado y, por tanto, necesitamos desarrollar sistemas de espectro compartido que permitan que el espectro existente —en donde no se está utilizando— se pueda compartir, y que lo puedan utilizar estas comunidades.

Otra forma de investigación que tenemos es de índole técnica (ya sea cualitativa o cuantitativa) de política y derecho comparado, que se requiere para sostener las propuestas de las comunidades de política pública o de regulación, frente a los gobiernos. En ese sentido, documentamos y constituimos los argumentos jurídico-políticos, e integramos aquellos temas tecnológicos que se requieran desarrollar y que se necesitan para las comunidades. De esta manera, hacemos investigación que tenga incidencia en las políticas públicas o en la regulación, o en la tecnología. Esto le sirve a los gobiernos para poder desarrollar este tipo de políticas públicas, y le sirve a las comunidades porque tienen argumentos jurídico, políticos, legales, técnicos y/o económicos para defenderlos.

Abbiamo due obiettivi principali: uno è lavorare all'attenzione nei confronti dei problemi e delle aspirazioni delle comunità indigene per quanto riguarda la comunicazione, obiettivo che ha molto a che vedere con i temi di ricerca e azione; cioè, si lavora molto con le comunità che pongono in essere un'azione o una problematica e si costituisce un gruppo di ricerca per lavorare su questi temi.  Da qui nasce, per esempio, la Guida per la realizzazione di Strategie di Comunicazione per la Difesa del territorio [es], che presentiamo all'inaugurazione del Centro.

L'altro obiettivo è la ricerca in termini di sviluppo regolamentare, che riguarda la possibilità che queste comunità accedano a servizi di quarta generazione [it] o LTE [it]. Per questo abbiamo bisogno che ci sia frequenza. Il problema è che la maggior parte della frequenza LTE è su concessione, e per questo abbiamo bisogno di sviluppare sistemi di frequenza condivisa che permettano che quella esistente – dove non si sta utilizzando – si possa condividere e possa essere utilizzata da queste comunità.

Un altro tipo di ricerca che portiamo avanti è di tipo tecnico (qualitativa o quantitativa) di politica e diritto comparato, che si richiede per sostenere le proposte  della comunità al governo, di politica pubblica o regolamentazione. In tal senso, documentiamo e realizziamo temi giuridico-politici e integriamo i temi tecnologici che è necessario sviluppare e sono necessari per le comunità. In questo modo, facciamo ricerca che influenzi le politiche pubbliche nella regolamentazione o nella tecnologia. Questo serve ai governi per poter sviluppare questo tipo di politiche pubbliche e serve alle comunità per avere argomenti giuridici, politici, legali, tecnici e/o economici per difenderli.

GV: Quali sono alcune delle principali problematiche e quali le sfide che sono state rilevate finora? 

Hay muchísimos problemas en las comunidades relacionados con la defensa de su territorio (básicamente el despojo por parte de empresas y gobiernos que desean los recursos de las comunidades). Las comunidades en estos procesos quedan muy devastadas y divididas, incluso con criminalidad que no tenían. Vimos que la comunicación que se estaba llevando a cabo, entraba en estos procesos, y acababa dividiendo a las propias comunidades. Por ello, estuvimos trabajando, durante 5 años aproximadamente, en identificar una Guía para poder tener una comunicación más efectiva que fortaleciera a las comunidades en estos procesos. De ahí surgió la Guía para el Diseño de Estrategias de Comunicación para la Defensa del Territorio que te comentaba, con una serie de resultados de una investigación que se hizo en campo, con las comunidades, y que está sustentada en la experiencia.

Por otro lado, en toda América Latina la regulación que hay para las redes comunitarias es muy pobre, muchos gobiernos no saben ni qué son, no conocen los problemas legales que enfrentan, ni su importancia, ni los lugares que atienden, entonces las políticas, a veces, les son desfavorables. Aquí, entonces, trabajamos en compilar experiencias, sistematizarlas, darles estructura jurídica, ver qué políticas les han funcionado, y preparamos un documento de investigación, como el caso del reporte Redes Comunitarias en América Latina. Desafíos, Regulaciones y Soluciones. 

Ci sono tantissimi problemi nelle comunità, relative alla difesa del territorio (in particolare lo sfruttamento, da parte di imprese e governi, delle risorse delle comunità). Le comunità in tali processi vengono devastate e divise, anche con fenomeni criminali prima inesistenti. Abbiamo notato che la comunicazione che si stava realizzando entrava in questi processi, e finiva con il dividere le stesse comunità. Per questo abbiamo lavorato per circa 5 anni, nell'identificazione di una Guida per poter avere una comunicazione più efficace che rinforzasse le comunità coinvolte in questi processi. Da qui è nata la Guida per la realizzazione di Stategie di comunicazione per la Difesa del Territorio, con una serie di risultati di una ricerca che è stata realizzata sul campo, con le comunità e che è supportata dall'esperienza.

D'altro canto, in tutta l'America Latina la regolamentazione per le reti comunitarie è molto scarsa, molti governi non sanno nemmeno di cosa si tratti, non conoscono i problemi legali che ne scaturiscono, la loro importanza, né i luoghi che raggiungono, quindi spesso le politiche sono addirittura controproducenti. Allora lavoriamo per compilare esperienze, sistematizzarle, dare loro una struttura giuridica, valutiamo che tipo di politiche hanno funzionato e prepariamo un documento di ricerca, come nel caso del rapporto “Reti comunitarie in America Latina. Sfide, Regolamentazioni e Soluzioni”.

GV: Parlavi della collaborazione con gruppi accademici e università. In cosa consiste questa collaborazione?

Nuestra idea es también ir generando tanto esquemas de formación para la academia, o de introducción para los jóvenes para que puedan trabajar esto dentro de las comunidades, que les permitan acercarse a sus realidades, conocerlas, quererlas, sentirse comprometidos, y que, una vez que concluyan su formación profesional, su ejercicio profesional esté comprometido con las realidades de las comunidades. Este es un objetivo a largo plazo del Centro.

Sentimos que nosotros (tanto los que formamos parte de REDES, A.C., como los que formamos parte de TIC) tuvimos oportunidades de irnos adentrando a las comunidades y sentir ese compromiso con la zona y querer trabajar por ellos.

Una de las cosas que fomentan la desigualdad social es, precisamente, que la mayoría de nosotros y de los estudiantes, nos formamos no para trabajar en beneficio de las comunidades, sino muchas veces para trabajar en contra de estas. Por ello necesitábamos dedicar un espacio para la formación, si bien no dentro de la academia, por lo menos, de alguna forma relacionado con ésta, que les permita comprometerse y llegar a estas realidades, y también acceder a todo el conocimiento que se va generando en esta práctica.

Por otro lado, hay Centros que las propias comunidades están desarrollando, por ejemplo, en sus propias Universidades, bajo sus propias necesidades y realidades. Nos gusta trabajar con estos Centros porque están generando este conocimiento, generando investigación relacionada directamente con la realidad de las comunidades, y nosotros podemos quizás también participar y aportar: ya sea en la sistematización o formación técnica, que permita aprovechar mejor todos estos saberes, o incluso, colocarlos y defenderlos fuera de lo comunitario.

La nostra idea è anche quella di generare schemi di formazione per il mondo accademico o di inserimento per i giovani affinché possano lavorare su questo tema all'interno delle comunità,  possano avvicinarsi alle loro realtà, conoscerle, amarle, sentirsi coinvolti e che una volta conclusa la formazione professionale, la loro attività sia integrata alle realtà delle comunità. Questo è un obiettivo a lungo termine del Centro.

Abbiamo percepito come noi (sia chi fa parte di REDES AC che ci fa parte di TIC) abbiamo avuto l'opportunità di addentrarci nelle comunità e di sentire profondamente questo impegno con la zona e con la volontà di lavorare per loro.

Una delle cose che contribuiscono alla disuguaglianza sociale è, appunto, che la maggior parte di noi e degli studenti, si forma non per lavorare a beneficio delle comunità, ma molto spesso per lavorare contro di loro. Per questo abbiamo bisogno di dedicare spazio alla formazione, anche se non all'interno di essa, in qualche modo ad essa collegata, che permetta loro di impegnarsi e di accedere a tutta la conoscenza che si genera con questa pratica.

D'altro canto, ci sono Centri che le stesse comunità stanno sviluppando ad esempio, nelle proprio Università, in base alle proprie necessità e realtà. Ci piace lavorare con questi Centri perché stanno generando questa competenza, ricerca relazionata direttamente con la realtà delle comunità e noi magari possiamo partecipare e contribuire: che sia la  sistematizzazione o la formazione tecnica che permetta di beneficiare al meglio di queste competenze o anche di collocarle e difenderle al di fuori della comunità.

Fotografía di Javier de la Cruz, presa dal profilo pubblico di Facebook del CITSAC. Utilizzata con autorizzazione.

Fra i progetti che il CITSAC attualmente favorisce per promuovere e rafforzare il consolidamento dei progetti di telecomunicazione comunitarie e indigene, ci sono l'installazione di una rete di base satellitare con la quale fornire il servizio di telefonia mobile comunitaria e internet a prezzi accessibili in una delle municipalità più povere del Paese: Metlaltónoc [it],nello stato di Guerrero. Al contempo, lavorano con la cooperativa Tosepan Titataniske (una delle cooperative indigene  più grandi a livello nazionale, radicata nello stato di Puebla [it] Messico) per progettare un sistema di copertura cellulare.

È rilevante che, ultimamente, sono state rese note associazioni [es] fra imprese per fornire internet nella regione [es]; inoltre, il governo messicano ha mostrato interesse in un'alleanza con Facebook per portare la connessione nelle zone rurali. Tuttavia, come segnala proprio Erick Huerta in un articolo di cui è co-autore [es]: Internet per chi? e a che prezzo?

Da Global Voices, abbiamo già segnalato nell’inchiesta che abbiamo realizzato sul funzionamento dell'applicazione Free Basics di Facebook che, probabilmente, cerca di chiudere la breccia digitale: lasciare questo importante compito nelle mani di una piattaforma privata, non solo non funziona, ma non tiene conto delle esigenze locali ed è una minaccia ai diritti fondamentali.

Davanti a questo, uno spazio per riflettere, rendere visibile, visionare, potenziare e consolidare modelli autogestiti di comunicazione e telecomunicazione che rispondano alle necessità, alle realtà e alla visione delle comunità rurali e indigene, come quello che rappresenta il CITSAC, merita senza dubbio la nostra attenzione.

Visita il sito internet per maggiori informazioni sulle attività del CITSAC.

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