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La Sierra Leone abolisce il divieto decennale di frequentare la scuola per le adolescenti incinte

Una giovane e ambiziosa studentessa attende in fila pronta per la lezione nella Sierra Leone rurale. Foto di Geraint Hill tramite CC BY-SA 4.0. 

Il 30 marzo 2020, il presidente della Sierra Leone Julius Maada Bio insieme al Ministro dell'Istruzione David Moinina Sengeh hanno annunciato [en, come i link seguenti] la fine immediata del divieto scolastico di 10 anni contro le ragazze visibilmente incinte e le mamme bambine.

Il presidente Bio, in carica dall'aprile 2018, ha affermato che il suo governo sta lavorando per creare una nazione più inclusiva.

Nel commentare tale mossa, Elin Martinez, ricercatore dirigente dei diritti dei minori di Human Rights Watch, ha affermato:

By ending the 10-year ban against pregnant girls and teenage mothers attending school, the Sierra Leone government is finally addressing a longstanding injustice. This measure gives every girl the chance to achieve her full potential and succeed in getting her education.

Ponendo fine al divieto decennale di frequentare la scuola contro le ragazze incinte e le mamme bambine, il governo della Sierra Leone sta finalmente affrontando un'ingiustizia di vecchia data. Questa misura dà ad ogni ragazza la possibilità di sviluppare il proprio potenziale e riuscire ad ottenere un'istruzione.

La decisione venne presa da un gruppo di organizzazioni non governative (ONG) tra cui Equality Now, Women Against Violence Exploitation in Society (WAVES), Child Welfare Society e il 17 maggio 2018, l'istituto dei Diritti Umani e dello Sviluppo in Africa presentò un caso alla Corte di Giustizia della Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale (CEDEAO) contro il divieto di frequentare la scuola per le bambine incinte della Sierra Leone.

Nel dicembre 2019, la corte ha scoperto che il governo della Sierra Leone ha violato il diritto all'istruzione delle bambine incinte vietando alle studentesse in stato di gravidanza di frequentare la scuola.

La ONG Equality Now fornisce un resoconto della decisione della corte:

In a succinct and powerful judgement the Court found that the government had not only put in place a discriminatory policy barring pregnant girls from school but had also failed to put in place measures to reduce teenage pregnancies in line with the National Strategy for the Reduction of Teen Pregnancies, which was adopted after the civil war.

Further, the court found that the government had discriminated against the girls by setting up parallel schools that were sub-optimal and limiting in that girls would only be taught four subjects and learn for only three days a week.

Attraverso un giudizio forte e conciso, la Corte ha rilevato che il governo non solo aveva messo in atto una politica discriminatoria che escludesse le ragazze dalla scuola ma ha anche fallito nel disporre misure per ridurre le gravidanze durante l'adolescenza, in linea con la National Strategy for the Reduction of Teen Pregnancies, che venne adottata dopo la guerra civile.

Inoltre, la corte ha scoperto che il governo aveva discriminato le ragazze istituendo scuole parallele non ottimali e limitanti, in quanto alle ragazze sarebbero state insegnate solo quattro materie e avrebbero studiato solo tre giorni a settimana.

L'Africa Orientale segnala che la Corte di Giustizia CEDEAO, il 7 maggio 2019, ha multato la Sierra Leone di 10,000 dollari per aver presentato in ritardo la sua tutela in una causa intentata dai gruppi per la difesa dei diritti contro il divieto.

Dopo una lunga guerra civile dal 1991 al 2002, il paese venne colpito dall'epidemia da virus Ebola tra il 2014 e il 2015. Durante questo periodo, molte giovani donne subirono stupri e violenze sessuali e diedero alla luce bambini a causa di questi stupri. Secondo uno studio condotto dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite, il tasso di gravidanze adolescenziali aumentò del 65% durante l'emergenza Ebola.

Le ragazze adolescenti nubili hanno inoltre cercato scambi di natura commerciale con uomini sposati per ottenere una sicurezza finanziaria.

Mohamed Hashim Rogers, un esperto di salute pubblica che insegna nel dipartimento di microbiologia presso l'Università di Medicina e Scienze Infermieristiche Applicate nella Sierra Leone, scrisse di questa crisi e di ciò che motiva le giovani donne ad andare alla ricerca di uomini sposati:

They choose to enter into relationships with men who have the capacity to financially support them, which enables some young girls to advance in diverse workplace training. Discussions I had with young girls in Aberdeen community, Freetown, in May 2019 revealed these determinations.

Scelgono di entrare in relazione con uomini che hanno la capacità di supportarle finanziariamente, ciò consente ad alcune giovani ragazze di avanzare nella formazione di vari posti di lavoro. Dialoghi che ho avuto con giovani ragazze nella comunità di Aberdeen nel maggio 2019, hanno rilevato questi accertamenti.

Netizen Yanoh Jalloh ha commentato le opinioni di Rogers, facendo appello al ruolo svolto dai genitori nelle vite delle giovani ragazze che hanno fatto coppia con uomini più grandi e sposati:

I might add that these relationships are not always “unblessed” by the parents. Often times the parents often turn a blind eye or other times encourage these relationships as it takes off financial burden from them. This is when it becomes problematic because sometimes young women/girls are exploited so that they can take care of their families. Let us not forget Ebola, where many girls were left orphans without parental figures and were pushed into the hands of sugar daddies by extended relatives.

Potrei aggiungere che queste relazioni non sono sempre “maledette” dai genitori. Il più delle volte i genitori chiudono un occhio o altre volte incoraggiano tali relazioni in quanto tolgono loro un peso finanziario. Questo caso diviene problematico perché a volte le giovani donne vengono sfruttate così da potersi prendere cura delle loro famiglie. Non dimentichiamoci del virus Ebola, a causa del quale molte ragazze rimasero orfane senza figure genitoriali e spinte nelle mani di papponi da altri parenti.

Uno studio condotto dal governo della Sierra Leone e dal Fondo delle Nazioni unite per la popolazione nel luglio-agosto 2015 in 12 dei 14 quartieri della Sierra Leone, identificò adolescenti incinte o che avevano partorito negli ultimi due mesi. Su 14,386 ragazze adolescenti, la più giovane tra loro aveva solo 11 anni.

Molti utenti in rete hanno reagito a questa decisione come una vittoria dal dicembre 2019, quando i tribunali dichiararono per la prima volta il divieto di violazione dei diritti delle bambine e delle donne:

Chernor Bah scrive:

Vittoria per le #ragazze nella #sierraleone. #sopraffatte poiché il tribunale #CEDEAO ha decretato il divieto per le #bambineincinte dalla #scuola è una violazione dei diritti e deve essere revocato. Orgoglioso dello sforzo di questo movimento che ha mantenuto la sua coerenza e i suoi principi nella lotta contro questo divieto.

Per tutta risposta, ADN ha richiesto ancora se sia appropriato o no per le bambine incinte di frequentare la scuola:

Pensi che sia un fatto culturale vedere ragazze adolescenti in stato di gravidanza andare a scuola con i loro coetanei? Riesci a portare tua figlia in una scuola dove molte delle ragazze frequentano le lezioni in stato di gravidanza?

Ma a marzo, David Moinina Sengeh ha twittato a sostegno dell’ “inclusione radicale”.

@ilpresidenteBio e @MOBSSE_SL hanno stravolto la politica attuata dal governo precedente nel 2010 che ha impedito alle ragazze incinte di frequentare la scuola. Sostituiremo le politiche di #inclusioneradicale + #sicurezzaglobale. #infoperilprocessodecisionale #SDG4 #SDG5 Trasformeremo l'istruzione nella Sierra Leone.

E Miriam Mason-Sesay ha inviato un messaggio per tenere tutte le bambine al sicuro:

Così tanti collaboratori per un simile compito. Congratulazioni a tutti noi. Teniamole al sicuro durante questa nuova chiusura affinché possano trarne beneficio.  👍🏽💚🇸🇱

Mentre gli abitanti della Sierra Leone celebrano la decisione del Tribunale della CEDEAO, la Human Rights Watch ricorda al mondo che ci sono ancora alcuni paesi in Africa dove bambine incinte e mamme adolescenti sono private dei loro diritti umani – incluso il diritto di frequentare la scuola:

Across Africa, students are barred from school because they became pregnant or are mothers. … In November 2018, the World Bank withheld a US$300 million loan for secondary education in Tanzania, expressing concern over its exclusion of pregnant girls and teenage mothers.

In tutta l'Africa, le studentesse sono bandite dalla scuola perché rimaste incinte o perché madri. … Nel novembre 2018, la Banca Mondiale ha trattenuto 300 milioni di dollari per l'istruzione secondaria in Tanzania, esprimendo preoccupazione per la sua esclusione riguardo alle ragazze incinte e alle mamme adolescenti.

Tuttavia, dopo quasi tre anni di proteste sui diritti delle donne da parte di gruppi contro il divieto scolastico in Tanzania, il 7 aprile, il governo permise alle studentesse in stato di gravidanza di frequentare la scuola come parte del prestito di 500 milioni di dollari dalla Banca Mondiale.

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