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Questo capo spera che i parlanti della lingua yorùbá adottino il suo “alfabeto parlato” inventato di recente

Categorie: Arte & Cultura, Citizen Media, Idee, Istruzione, Linguaggi, Storia, Sviluppo

Il capo Tolúlàṣẹ Ògúntósìn in piedi di fianco al re supremo dello Yorùbáland, Ọọ̀ni de Ifẹ̀, seduto. Foto concessa dal capo Ògúntósìn.

In seguito all’Anno Internazionale delle Lingue Indigene [1] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] nel 2019 e al Decennio Internazionale delle Lingue Indigene 2022-2032 [2], molti africani hanno iniziato ad adottare un'ampia gamma di mezzi per promuovere le lingue africane.

Scrivere in yoruba con l'alfabeto latino potrebbe presto diventare una cosa appartenente al passato, dato che il capo di Benin e Africa Occidentale Tolúlàṣẹ Ògúntósìn ha inventato un sistema di scrittura per codificare la lingua yorùbá .

L'alfabeto Yorùbá inventanto recentemente agita l'atmosfera, con la speranza di poter rimpiazzare la scrittura latina utilizzata per più di cent'anni.

La nascita dell'alfabeto è avvenuta grazie ad un'ispirazione divina in un sogno, stando a quanto dice il capo Ògúntósìn in una intervista su Whatsapp con Global Voices. Attualmente viaggia per lo Yorùbáland [3] – che comprende il territorio che va dal Benin alla Nigeria – per promuovere il suo “alfabeto parlante”, così come gli è stato suggerito dai suoi antenati.

Il capo Ògúntósìn ritiene che questo alfabeto fosse già stato usato da Odùduwà [4] [it], il padre del popolo yorùbá nell'antichità ma che poi sia andato perduto. In totale esistono 25 simboli.

I linguisti africani sostengono [5] che, se l'Africa crescerà, dovrà avere una propria ortografia o sistema di scrittura. Una lingua civilizzata e antica del Niger-Congo come lo è lo yorùbá non dovrebbe dipendere da un'ortografia prestata per poter codificare i propri pensieri e la propria filosofia.

Nel 1843, il reverendo Samuel Àjàyí Crowther della Società Missionaria Cristiana sviluppò l'ortografia yorùbá adottando la scrittura latina con i suoi segni diacritici o accenti. Da allora, sono stati pubblicati migliaia di libri in yorùbá con l'alfabeto latino invece dell’ajami [7], scrittura araba usata prima del 1843 per scrivere nelle lingue indigene dell'Africa Occidentale come lo yorùbá e l'hausa.

Alcuni difensori della lingua [8] sostengono che l'uso del latino, una scrittura straniera, per codificare le lingue africane, mantenga il continente in una mentalità ancora legata alla schiavitù.

Inculcare questo nuovo sistema di scrittura seguirebbe lo stesso percorso degli antichi sistemi di scrittura in Africa, come i geroglifici [9] egizi, i simboli adrinka [10] della tribù Akan del Ghana, lo Ge'ez [11] etiope, la scrittura ideografica nsibidi [12] dell'Africa centro-occidentale che risale al 5000 a.C., così come le scritture dell'alfabeto vai, [13] anch'esse di origine africana.

Immaginare un “alfabeto parlante”

L'editor di Global Voices in yorùbá, Ọmọ Yoòbá, ha intervistato il capo Ògúntósìn attraverso i messaggi vocali di WhatsApp, per sapere come avesse scoperto questo nuovo alfabeto.

Il capo Ògúntósìn, che oggi ha 43 anni, ha spiegato che, dopo la morte del padre nel 1997, ha dovuto prendersi cura dei suoi fratelli e non ha potuto continuare gli studi dopo aver finito la scuola secondaria.

Tuttavia, come capo yorùbá, ha concentrato il suo lavoro culturale sull'unione dei sette nipoti di Odùduwa, con la funzione di mediatore. Eppure, man mano che il suo progetto di integrazione culturale avanzava, voleva sempre di più.

Nel 2011, si recò da un babaláwo o “veggente” di Ifá, il dio yorùbá della saggezza. Il sensitivo, Olókun Awópẹ̀tu, gli disse di visitare il suo santuario ancestrale nella comunità farasinmi a Badagry, nello stato di Lagos (Nigeria), e che portasse con sé tutto quello che potesse servire per entrare in contatto con la divinità nel santuario.

Lì trovò uno “strano oggetto” e se lo portò a Porto-Novo, Benin. Quando arrivò, la casa era completamente buia. Senza lampadine nel soggiorno, di solito si affidava alla luce emessa dai raggi dello schermo della televisione. Mise l'oggetto sul tavolo e accese la televisione, scoprendo con sorpresa che l'oggetto che aveva appoggiato sul tavolo era sparito. Mise a soqquadro tutta la stanza e finalmente lo trovò in un angolo della casa.

Quella notte, dormì con l'oggetto sotto il cuscino. Riferisce a Global Voices:

… I had a dream that I visited the sun. When I got to the sun, it was dark and I was shown the alphabet in the form of lightning. Every time I slept, I had similar dreams, going from planet to planet, teaching people how to use the script…

…ho sognato di visitare il sole. Quando sono arrivato al sole, era buio e mi mostrarono l'alfabeto sotto forma di raggi. Ogni volta che mi addormentavo, avevo sogni simili, giravo tra un pianeta e l'altro, insegnando alle persone ad utilizzare l'alfabeto…

Per tre anni ha continuato a sognare l'alfabeto, aveva visioni di continuo, ma non fece mai nulla.

This time around, in 2016, I went to the sun again, I met a man, Lámúrúdu, who taught me the sound of the alphabet, he afterward sanctioned me to go all over the globe teaching people the mastery of the symbols. I usually look old in my dreams — and tired — when I wake up from sleep.

Quando, nel 2016, sono tornato al sole, ho conosciuto un uomo, Lámúrúdu, che mi ha insegnato il suono dell'alfabeto e poi mi ha autorizzato ad andare in tutto il mondo per infondere alle persone la padronanza di questi simboli. Di solito sembro vecchio nei miei sogni – e stanco – quando mi sveglio dal sogno.

La cosa ha iniziato a spaventare il capo Ògúntósìn che cominciò a sentirsi debole, dice a Global Voices. Decise di raccontare i suoi sogni a un amico consigliere spirituale, Oníkòyí, re di Àjàṣẹ́ a Porto Novo, il quale gli consigliò di fare quello che gli era stato mostrato nei sogni.

Per questo, oggi viaggia da un punto all'altro dello Yorubaland per trasmettere le sue conoscenze dell'alfabeto odùduwà.

Questo è un breve video [14] di maestri che insegnano ai propri alunni come scrivere usando l'alfabeto odùduwà in un'aula in Benin:

Promozione dell'alfabeto yorùbá

Nel 2017, il capo Ògúntósìn, assieme ad importanti governatori tradizionali dello Yorùbáland e di altri paesi, fece visita [15] a Rauf Arẹ́gbẹ́ṣọlá, ex-governatore dello stato Ọ̀ṣun in Nigeria, a Òṣogbo, capitale dello stato, per chiedere appoggio nella diffusione della recente scoperta dell'alfabeto odùduwà. Arẹ́gbẹ́ṣọlá è oggi ministro del Ministero Federale degli Interni della Nigeria.

Promemoria inviato al governatore dello stato di Osun dopo l'inosservanza delle promesse fatte di insegnare il nuovo alfabeto.

Sfortunatamente, tre anni dopo, le promesse verbali fatte dall'ex governatore Arẹ́gbẹ́ṣọlá di insegnare il nuovo alfabeto nelle scuole primarie del sud-ovest della Nigeria non erano ancora state ancora messe in atto.

Nel tentativo di far diventare popolare l'alfabeto odùduwà, il capo Ògúntósìn ha scritto un libro e prodotto un documentario sull'ortografia – con frammenti pubblicati su internet per una pubblica visualizzazione – e un progetto di cartoni animati, poi abbandonato per mancanza di fondi.

Il capo Ògúntósìn usa anche YouTube [16], WhatsApp e gruppi Facebook: “Ẹ̀kọ́ Aèébàèjìogbè Odùduwà” e “Alfabeto odùduwà [17]” per promuovere ed insegnare agli studenti di lingue interessati questo nuovo sistema.

Fa un appello agli interessati, affinchè appoggino la promozione della scoperta linguistica, che rappresenterà lo “scacco matto” verso la cultura occidentale della scrittura e darà al popolo yorùbá la meritata identità, per quanto riguarda lo sviluppo della lingua.

Uno yorùbá dal cuore grande, Sunday Adéníyì, ha appoggiato la causa con la stampa di mille copie del libro di esercizi “Alfabeti Aèébàèjìogbè Odùduwà” per gli alunni di scuola primaria.

Sono stati stampati volantini informativi rispettivamente in igbo, hausa, inglese e francese. Tuttavia, è fondamentale un appoggio maggiore per diffondere l'alfabeto ad un pubblico più vasto.

L'alfabeto odùduwà è una novità gradita. Comunque, il cambio dalla scrittura latina al nuovo sistema rappresenta una grande sfida.

Detto ciò, l'alfabeto odùduwà è un grande passo nella direzione corretta verso lo sviluppo e la crescita dello yotuba, che il popolo yorùbá potrà sentire proprio.