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Scontro tra Cina ed Australia per la richiesta di un'indagine indipendente sulle origini del COVID-19

Simon Birmingham celebrating Australia-China ties

Simon Birmingham, ministro australiano per il commercio, il turismo e gli investimenti, celebra il legame tra Australia e Cina, Agosto 2019, Pechino – Concessa dall'account Flickr DFAT (CC BY 2.0)

Il governo australiano ha scatenato un importante scontro [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] con Pechino, mettendo in discussione l'origine del COVID-19. Il primo ministro Scott Morrison e alcuni membri senior del suo gabinetto, hanno pubblicamente richiesto un'indagine indipendente sul coronavirus.

Nonostante questo sia stato considerato come un lieve attacco camuffato verso la Cina, ha ricevuto un supporto considerevole. Morrison ha sollecitato i suoi alleati a riformare l'Organizzazione Mondiale della Sanità ed a condurre nuove indagini sulla fonte del coronavirus.

L'Australia ha già affrontato un’inasprimento delle relazioni [it] economiche con la Cina dovute alla crisi del COVID-19. Il blocco dei viaggi all'inizio di marzo è stato una prima causa di stress tra i due paesi. La mancanza di supporto del governo australiano a chi possedeva visti temporanei (come studenti e laureati internazionali) ha minacciato il settore universitario.

La risposta dell'ambasciatore cinese Cheng Jingye è stata rapida: ha suggerito ai consumatori ed agli studenti internazionali cinesi di boicottare beni e servizi australiani, soprattutto per il settore del commercio, del turismo e dell'istruzione, i quali sono stati la fonte vitale della prosperità australiana negli ultimi decenni.

Ne è seguito uno scontro politico e diplomatico, in cui l'ambasciata cinese ha rilasciato alcuni dettagli di una presunta conversazione con Frances Adamson, capo del dipartimento per gli affari esteri e il commercio (DFAT). La pubblicazione è stata controversa per due motivi. Primo, perché voleva mostrare che il governo australiano stava indietreggiando. Secondo, perché nel farlo ha violato gli abituali protocolli diplomatici.

L'ambasciata cinese ha dichiarato che:

She also admitted it is not the time to commence the review now and Australia has no details of the proposal. She further said that Australia does not want the matter to have any impact on the Australia-China relationship.

Ha ammesso che non è ora il momento di iniziare la revisione e che l'Australia non ha i dettagli della proposta. Ha inoltre dichiarato che l'Australia non vuole che la questione abbia dei risvolti sulla relazione con la Cina.

Il DFAT non ha né confermato né negato le dichiarazioni:

The department will not respond by itself breaching the long standing diplomatic courtesies and professional practices to which it will continue to adhere.

Il dipartimento non risponderà violando le cortesie diplomatiche di lunga data e le pratiche professionali alle quali continuerà ad aderire.

Tipica reazione con questo tweet:

Spero che l'Australia resista e non si pieghi, inoltre, dovrebbero iniziare a cercare altri mercati per sostituire il più possibile la Cina, per l'ambasciatore che ha provato ad intimidirci? È un prepotente che dovrebbe scusarsi pubblicamente.

L'editore del Global Times (media statale cinese), Hu Xijin, ha buttato benzina sul fuoco dalla piattaforma cinese Weibo:

Australia is always there, making trouble. It is a bit like chewing gum stuck on the sole of China’s shoes. Sometimes you have to find a stone to rub it off.

L'Australia è sempre lì a creare problemi. È un po’ come una gomma da masticare incastrata nella suola delle scarpe cinesi. Alle volte devi trovare una pietra per toglierla di dosso.

Questo ha portati molti australiani ad una risposta arrabbiata online:

L'Australia è una gomma da masticare nelle scarpe dei cinesi, eh?
Ok, bene, è ora che l'Australia ritratti il commercio e gli accordi con la Cina, se a loro non piacciono le critiche per la gestione che hanno avuto riguardo alla pandemia globale. Onestamente, una dichiarazione deplorevole.

Questo tweet è uno dei più miti, comparati con alcuni degli articoli sui social che mostravano razzismo e sinofobia (paura o avversione verso persone cinesi). Questa ricerca avanzata su Twitter riguarda il periodo immediatamente successivo alla pubblicazione dei commenti di Hu Xijin.

In contrasto con questo, altre persone hanno messo in dubbio i benefici che ricava l'Australia dagli stretti legami con il governo degli Stati Uniti:

Coronavirus: l'Australia giudica il bluff della Cina una minaccia di boicottaggio economico.
Vedremo se l'America ci verrà a salvare quando ancora una volta morderemo la mano che ci nutre.
Morrison è diventato veramente il vice sceriffo di Trump, a nostro discapito.

L'ormai ritirato diplomatico australiano Bruce Haig, ha chiesto diplomazia al posto che arroganza ai politici australiani:

In terms of our relationship with China and America, the boat must be balanced if Australia is to get through the uncharted and rough waters ahead.

Nei nostri rapporti con Cina ed America, la barca deve essere ben bilanciata, se l'Australia vuole superare le acque inesplorate ed agitate che si ritrova davanti.

Al giornale The Conversation, Tony Walker ha sostenuto l'idea che l’eccessiva dipendenza dell'Australia dalla Cina deve essere rivalutata, per avere maggiori vie d'uscita nell'evitare dei ricatti politici:

…it affords the Chinese what Australian policymakers should recognise as an unacceptable level of leverage, even a stranglehold, in times of stress.

…it is hard to escape the conclusion that Australia’s China policy is in the hands of amateurs, or ideologues, or both.

…si permette di offrire ai cinesi quello che i politici australiani dovrebbero definire un inaccettabile livello di leva finanziaria, se non, cappio alla gola in tempi di stress.

…è difficile non arrivare alla conclusione che la politica cinese dell'Australia sia nelle mani di dilettanti o idealisti, se non entrambi.

Alcune controversie tra i due paesi sono state riassunte in una storia di Global Voices di fine 2019. In ogni caso, all'università nazionale australiana si sono chiesti se questi battibecchi abbiano avuto qualche conseguenza economica sul lungo termine:

Quale sarà l'impatto dell'attuale battibecco diplomatico tra Australia e Cina?

La ricerca di @vishesh053 mostra che l'effetto del conflitto diplomatico tra la Cina ed i suoi principali partner, tra cui l'Australia, è solitamente minimo. Storia di @ErykBagshaw e @Gallo_Ways.

Qui c'è la ricerca dell'università nazionale australiana. Si evince che in 20 anni, i contrasti politici tra Australia e Cina hanno provocato solo 3 mesi di interruzione del commercio, prima che gli scambi tornassero alla normalità.

Nel mentre, sono stati pubblicati su Weibo dei commenti provenienti da cittadini cinesi. Alcuni, incluso Tong Da Huan, sostengono l'idea di un'indagine indipendente [zh]:

病毒起源是科学问题。追踪源头,利于切断传播途径,为后来积累经验。不是又说源于美国吗?一定要调查清楚

L'origine del virus è un quesito scientifico. Individuarla aiuterebbe a prevenire futuri focolai e sarebbe un'informazione importante per il settore scientifico sul come combattere i nuovi virus. Si sta dicendo che il virus potrebbe provenire anche dagli Stati Uniti? Dovremmo investigare per chiarire al meglio la situazione.

Alcuni hanno hanno sbeffeggiato l'articolo di Tong [zh]:

人家要调查你老婆是否有出轨,你愿意接受调查吗?

Se qualcun altro volesse investigare se tua moglie sta avendo un'altra relazione, saresti d'accordo?

Ci sono stati anche dei commenti che riflettono la posizione del governo cinese, come questo riferimento ai devastanti incendi [it] del 2019-20 in Australia [zh]:

你们国家是以什么身份来调查中国病毒起源?如果你们可以调查的话,那中国是不是可以对澳洲大火起源发起调查,并因为你们的疏忽造成了全球生态自然环境遭到破坏,有可能会释放北极病毒对你们索赔?

Il vostro paese non è nelle condizioni di indagare l'origine del virus in Cina. Se voi avete il permesso di inquisire, allora la Cina dovrebbe investigare riguardo agli incendi in Australia e chiedere un risarcimento per la negligenza correlata ai disastri ambientali globali. Potremmo chiedere un risarcimento visto che il riscaldamento globale potrebbe favorire il rilascio di antichi virus nell'oceano Artico?

In un episodio bizzarro, Andrew ‘Twiggy’ Forrest (miliardario australiano grazie ai minerali del ferro) ha messo in imbarazzo il ministro federale della sanità Greg Hunt in una conferenza congiunta riguardo all'approvvigionamento di 10 milioni di kit per il test del virus. Forrest ha invitato alla conferenza il consigliere generale cinese Victoria Long Zhou, senza dirlo ad Hunt, ed ha inizato un martellamento sui social per questo. Questo tweet riassume le risposte:

#abcnews cosa divolo sta facendo il truffatore fiscale Twiggy Forrest, dicendo ai primi ministri di intensificare la loro azione ed ai cittadini di ritornare al lavoro, mentre elogia le sue spedizioni in Cina e mentre Morrison sta attaccando la Cina .. chi è che comanda qui?

Per una cronologia della storia, potete vedere l’articolo del Guardian.

Potremmo dover aspettare fino alla fine della pandemia per vedere se questa è stata qualcosa di più di una semplice guerra di parole.

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