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Tony Hall, artista visionario di “spettacoli teatrali e performance” di Trinidad, lascia una preziosa eredità

Un ritratto del drammaturgo, attore e regista Tony Hall, di Maria Nunes. Usata con consenso.

Il 27 aprile 2020, uno dei pilastri della comunità cinematografica e teatrale di Trinidad e Tobago – attore, drammaturgo e regista Tony Hall [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] – è morto improvvisamente per un attacco di cuore, lasciando a pezzi il cuore di una nazione. Aveva 71 anni.

Hall ha dedicato la sua vita alle arti performative, scrivendo sceneggiature, dirigendo opere teatrali e cinematografiche e spesso facendo comparse sul palco e sullo schermo come attore o intervistatore.

Dopo aver conseguito la laurea in drammaturgia e formazione presso l’Università di Alberta nel 1973, Hall si è fatto le ossa nel teatro di comunità in Canada; ha anche lavorato nelle carceri, dove ha creato seminari per i detenuti usando il gioco di ruolo come tecnica. Una persona a cui per tutta la vita è piaciuto imparare e che amava le domande tanto quanto le risposte, Hall ottenne un diploma in film e produzioni televisive avanzate dal Northern Alberta Institute of Technology nel 1980.

Entrambe le qualifiche gli sono servite quando è tornato a casa ed è diventato parte integrante del gruppo pionieristico di produttori televisivi che ha creato, intitolato “Gayelle” [in questo video c'è suo fratello, Dennis “Sprangalang” Hall], un giornale periodico culturale che ha cominciato a trasformare il panorama della televisione regionale a metà degli anni '80.

Per molti anni, Hall ha lavorato come attore e regista con il premio Nobel Sir Derek Walcott al seminario Trinidad Theatre Workshop (TTW), dove si è esibito nella prima mondiale di “The Joker of Seville” e “O’ Babylon” di Walcott (1975-81).

Parlando con me al telefono, Bruce Paddington, uno dei fondatori di Banyan Limited, la compagnia di produzione attraverso la quale Hall ha messo il suo stampino unico su varie soap opera indigene, serie drammatiche, e programmi di attualità, ha ricordato che Hall era così profondamente coinvolto nel TTW che era “ampiamente visto apparentemente come erede di Walcott”. Ha descritto Hall come “un artista e un uomo rinascimentale per eccellenza” che spesso sviluppava sceneggiature da sessioni improvvisate con altri giganti del teatro come Errol Jones ed Eunice Alleyne.

“Amava le scenette di satira e le telecronache sociali”, ha detto Paddington. “Era sempre fuori dal comune, ma molto autentico – e molto impegnato socialmente.” Ricorda che l'accoppiata di Hall e del collega attore Errol Sitahal nella serie “Gayelle” come “meravigliosa”, osservando che Hall di solito avrebbe insistito sul fatto che affrontano argomenti da una prospettiva inaspettata. “Tony avrebbe, perciò, fatto delle interviste per eventi come il festival Hindu di Phagwa [it]” ha spiegato Paddington, mentre Sitahal, di discendenza indiana, avrebbe fatto sequenze su cose come la religione Orisha. A Trinidad e Tobago, dove la popolazione è divisa quasi uniformemente tra persone di origine africana e indiana, Hall ha contribuito a rendere la ricca diversità culturale del paese più inclusiva e accessibile a tutti.

Niala Maharaj, che ha copresentato “Gayelle” con Hall, ha scritto su Facebook:

Tony’s pursuit of truth had no room for pettiness, for jostling for stardom, for ethnic competition, pretense and pappyshow. […] Making Gayelle was always a hunt for the unexpected twist that would flip a situation out of the mundane.

La ricerca della verità da parte di Tony non aveva spazio per la meschinità, per la spinta verso la celebrità, per la competizione etnica, la finzione e la parodia. […] Fare Gayelle era sempre alla ricerca dell'inaspettato colpo di scena che avrebbe rovesciato una situazione dalla banalità.

Un'immagine promozionale dell'opera teatrale di Tony Hall, “Jean and Dinah”. Foto di Abigail Hadeed, usata con consenso.

In una carriera che ha attraversato cinque decenni di vari media – secondo le sue parole, “spettacoli teatrali e performance nello spazio, sulla strada, sul palcoscenico e sullo schermo” – nulla su cui Hall ha mai lavorato era a corto di idee originali.  Alcuni dei suoi lavori più famosi, messi in scena grazie alla sua Lordstreet Theatre Company, includono l'acclamata commedia teatrale “Jean and Dinah” (basata sull'omonimo calypso del 1956 di The Mighty Sparrow), “The Brand New Lucky Diamond Horseshoe Club” (una collaborazione musicale con il calypsoniano David Rudder), e “Miss Miles, Woman of the World”opera teatrale basata sulla vita dell'informatore politico trinitario canadese Gene MilesHa anche co-diretto il pluripremiato documentario della BBC/Banyan, “And The Dish Ran Away With The Spoon”.

La produttrice cinematografica Danielle Dieffenthaler, che ha lavorato con Hall presso Banyan dal 1990, lo ricorda come “l'uomo delle idee”. “Il cervello di Tony ha sempre funzionato molto più velocemente di tutti gli altri”, mi ha detto al telefono. “Rimuginava sempre su un concetto o l'altro.”

L'attrice Penelope Spencer (sinistra), al lavoro con Tony Hall. Foto di Abigail Hadeed, usata con consenso.

Hall era appassionato della cultura di Trinidad e Tobago e negli anni '90, secondo Dieffenthaler, fu determinante nel ravvivare la commemorazione dei tumulti di Canboulay, un evento che diede vita a j'ouvert, il rituale vagamente tradotto come “l'apertura del giorno”, che annuncia [it] l'inizio ufficiale delle celebrazioni annuali del Carnevale di Trinidad e Tobago. All'epoca Hall era docente presso il Trinity College del Connecticut, e avrebbe portato i suoi studenti americani a Trinidad per vivere l'evento in prima persona, poiché ha sempre creduto che l'istruzione e il Carnevale – la massima performance artistica – fossero strettamente intrecciati.

Dieffenthaler ricorda anche, tuttavia, la frustrazione che Hall provava a volte come membro delle industrie creative di Trinidad e Tobago. Sebbene abbia avuto molti successi, alcuni dei suoi progetti sono rimasti in sospeso in attesa di finanziamenti adeguati.

Tony Hall, sceneggiatore, attore, regista di Trinidad e Tobago. Foto di Abigail Hadeed, usata con consenso.

In un omaggio pubblicato sul sito web del Trinidad e Tobago Film Festival, Paddington ha osservato:

Tony played the leading role in the local film, ‘Obeah’ (1987) – initially known as ‘The Haunting of Avril’ – which was directed by Hugh Robertson [the director of the classic Trinidadian feature film, “Bim”]. Unfortunately, the film is still awaiting post-production funds, and it would be a great tribute to Tony if the government or private sector would pay for the completion of this film. […]

Tony always had great plans to complete major film projects such as a film version of his play, ‘Jean and Dinah’, and a major documentary on the life of [Trinidad-born civil rights advocate and Pan-Africanist] Kwame Ture. Unfortunately, he did not receive the support for these and many other worthy cultural projects which he developed.

Tony ha interpretato il ruolo principale nel film locale, ‘Obeah’ (1987) – inizialmente noto come ‘The Haunting of Avril’ – che è stato diretto da Hugh Robertson [il regista del classico film trinitario canadese, “Bim”]. Sfortunatamente, il film è ancora in attesa di fondi per la post-produzione, e sarebbe un grande tributo a Tony se il governo o il settore privato pagassero per il completamento di questo film. […] Tony ha sempre avuto grandi progetti per il completamento di importanti progetti cinematografici come una versione cinematografica della sua opera teatrale, “Jean and Dinah” e un documentario importante sulla vita di [avvocato di Trinidad [it] dei diritti civili e panafricanista] Kwame Ture. Sfortunatamente, non ha ricevuto il supporto per questi e molti altri degni progetti culturali che ha sviluppato.

“Yankees Gone”, la versione cinematografica di “Jean and Dinah” a cui si riferisce Paddington, gli era particolarmente a cuore; ci ha lavorato con la regista canadese Mary Jane Gomes per più di un decennio.

Tramite WhatsApp, Gomes ha definito la collaborazione “il rapporto di lavoro più gratificante di tutta la sua carriera”. “Ho imparato così tanto”, ha detto a Global Voices. “Tony era un amico e un insegnante, un collega e un compagno, un fratello – tutto, tutto in uno – e sarà sempre, sempre fonte d'ispirazione”:

He was one of the most creative forces, and so insightful. He'd never compromise for anything he didn't believe in, but he would always embrace the journey to learn. He lived to provoke thought. Tony represented the best of that kind of extempo wordsmithing that Trinidad is famous for; he was a master of it.

Era una delle forze più creative e ed era così penetrante. Non sarebbe mai sceso a compromessi per qualcosa in cui non credeva, ma si sarebbe sempre fidato del processo di apprendimento. Ha vissuto per provocare il pensiero. Tony rappresentava il meglio di quel tipo di parole extempo [it] per cui Trinidad è famosa; ne era un maestro.

In effetti, Hall ha contribuito a stabilire il Jouvay Popular Theatre Process,, un approccio di laboratorio teatrale che si basa su un tipo di improvvisazione nata da questa forma estemporanea e liricamente improvvisata di calypso, unita alla narrazione orale usando i tradizionali personaggi del Carnevale di Trinidad e il folklore regionale.

Su Facebook, la collega accademica Lorna Baez ha spiegato:

Tony always emphasized play and performance as tools for self-emancipation and as a life-organizing principle. […] He was inspired by Garveyism in the Grand Caribbean and opening up spaces of self- discovery and introspection.

Tony ha sempre enfatizzato gli spettacoli teatrali e la performance come strumenti di autoemancipazione e come principio organizzativo della vita. […] È stato ispirato dal Garveyism nei Grand Caribbean e aprendosi a spazi di scoperta di sé e introspezione.

Gli attori Michael Cherrie e Penelope Spencer in Marcus Garvey Popular Theatre Project di Tony Hall. Foto di Abigail Hadeed, usata con consenso.

Lo stile inimitabile di Hall ha lasciato il segno sui membri della comunità artistica regionale e internazionale, molti dei quali hanno pubblicato i loro omaggi sui social media, soprattutto perché le attuali misure COVID-19 impediranno loro di riunirsi per celebrare la sua vita.

Oltre agli omaggi delle feste, c'è un piano per organizzare un memoriale per Hall tramite Zoom, dove i suoi amici e colleghi possono onorare la sua memoria attraverso storie e canzoni.

Baez ha concluso ricordando:

Our resilience, he once said to me, ‘is not in spite of being from the Caribbean but BECAUSE WE ARE from the Caribbean’. I honor his rebellious spirit and mind. ‘Most of us’ he once wrote, ‘have allowed all sorts of schemes to disconnect us, sometimes through no direct fault of our own. We are all born connected. There are many ways and means through play and performance in which we can allow ourselves to realise our connection to the energy of the universe.’ I am grateful to have met someone with such an elevated sense of courage, clarity and artistry. May you Rest In Peace and Power.

La nostra resilienza, una volta mi disse, “non è malgrado la nostra provenienza dai Caraibi ma PERCHÉ SIAMO dai Caraibi”. Onoro il suo spirito ribelle e la sua mente. “La maggior parte di noi”, ha scritto una volta, “ha permesso a tutti i tipi di schemi di metterci da parte, a volte senza colpa diretta nostra. Siamo nati tutti connessi. Ci sono molti modi e mezzi attraverso gli spettacoli teatrali e la performance in cui possiamo permetterci di realizzare la nostra connessione con l'energia dell'universo. ” Sono grato di aver incontrato qualcuno con un così elevato senso di coraggio, chiarezza e abilità artistica. Che tu possa riposare in pace e potere.

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