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Una selezione di “canzoni del Coronavirus” dall'America Latina e Caraibi

Screenshot del singolo “Cancion del Coronavirus” su YouTube del gruppo messicano “Los Tres Tristes Tigres”.

In America Latina, gli artisti non hanno smesso di comporre musica nonostante la pandemia e le conseguenti misure di confinamento obbligatorie in vigore in quasi tutti i paesi della regione. La musica che fa riferimento al COVID-19, in particulare, è diventata molto celebre in rete fin da marzo.

Ecco nove canzoni prodotte da artisti dell'America Latina – per lo più dalle loro case – nel corso degli ultimi due mesi. Molti di questi hanno un tono umoristico. Per esempio, agli artisti messicani [en] piace di solito utilizzare nella loro arte  un umorismo oscuro o “politicamente scorretto”, come un modo per esorcizzare le cattive notizie [it]. Inoltre, alcune di queste canzoni sono state pubblicate prima che il virus colpisse duramente il continente. Altre, tuttavia, sono di natura più solenne o hanno messaggi di protesta sociale nei loro testi.

Corrido messicano

Los Tres Tristes Tigres, un gruppo di musica comica proveniente da Monterrey, Messico, ha pubblicato diversi brani al tempo del COVID-19. Il primo, “Canción del Coronavirus” (“La canzone del Coronavirus”) ha raggiunto 3,7 milioni di visualizzazioni su YouTube, ed è stata condivisa dal cantante portoricano Bad Bunny sulla sua pagina Instagram [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione]

Il trio, il cui nome è ispirato ad un famoso scioglilingua spagnolo, è composto da Jesús Gallardo (fisarmonica, iPad e maracas), Erick Ibarra (basso e contrabasso) e Pedro Palacios (chitarra e voce). Fanno canzoni umoristiche e cabaret, solitamente basate sul genere della musica messicana regionale, come il famoso corrido.

La “Canción del Coronavirus” parla delle prime fasi di panico generato dalla pandemia – quando i corsi scolastici e i concerti sono stati cancellati e la gente si è precipitata nei negozi per fare scorta di generi alimentari. “Hanno chiuso Disneyland, e questo mi spaventa” cantano, senza censurare le parolacce in spagnolo messicano.

Chitarra nicaraguense

Uno dei cantanti più importanti del Nicaragua, Luis Enrique Mejía Godoy, ha pubblicato un singolo su YouTube incoraggiando solennemente le persone a rimanere a casa per rallentare la diffusione del COVID-19.

Mejía, spesso chiamato “il menestrello della rivoluzione”, ha partecipato attivamente al primo governo rivoluzionario socialista e sandinista del Nicaragua, che è durato dal 1979 al 1990. Le sue canzoni sono conosciute nell'America Centrale per la loro coscienza nell'impegno sociale e politico.

In “Quedate en Casa” (“Rimani a casa”), suona, sul tono di una chitarra spagnola, “Rimani a casa, non insistere così tanto [nell'uscire], domani potremo finalmente riabbracciarci.”

Nicaragua,  il paese più povero [en] dell'America Centrale, è stato criticato per non aver preso provvedimenti severi per rallentare la trasmissione del virus — scuole e confini sono rimasti aperti, per esempio, e il presidente Daniel Ortega è stato in gran parte assente dalla sfera pubblica.

 

Dembow domenicano

Yofrangel 911 è stato probabilmente uno dei primi artisti dell'America Latina a pubblicare un singolo sul COVID-19, il 9 febbraio. Con 8,5 milioni di visualizzazioni su YouTube, “Corona Virus” del cantante dembow Yofrangel, dice alla gente “copritevi la bocca” citando i sintomi più comuni della malattia su un ritmo coinvolgente. Secondo l’Insider [en], in molti hanno risposto alla canzone suTwitter – l'attivista Angy ha elogiato [en] la canzone e ha chiesto all'Organizzazione Mondiale della Sanità di preparare delle iniziative ispirate ad essa, mentre alcuni opinionisti di YouTube hanno ritenuto questo video “irrispettoso nei confronti delle persone e delle imprese che stanno avendo così tante perdite a causa di questo virus.”

Yofrangel 911 ha pubblicato un nuovo singolo chiamato “Antidoto” (“Antidoto”) l'11 aprile.

Salsa cubana

Il cantante cubano Ariel de Cuba, che al momento vive in Spagna, ha realizzato il singolo “Quedate en casa” (“Rimani a casa”) al ritmo di salsa e reggaeton. Il testo della canzone dice cose tipo “prenditi cura di nonna, prenditi cura di nonno, se rimaniamo uniti, vinceremo”, ed è stata prodotta interamente a casa. “Il video è stato registrato da mia figlia, in collaborazione con mio figlio, e curato da me,” ha detto [en] allo Houston Chronicle. Il singolo ha ispirato 44 istruttori di fitness a El Salvador, che si sono filmati mentre ballavano e si allenavano sulla canzone, per promuovere l'esercizio in casa durante l'isolamento.

Salsa panamense

Il cantante di salsa di fama internazionale Rubén Blades [it], che ha vinto numerosi Grammy Awards, ha realizzato un singolo con Ceferino Nieto per infondere coraggio negli abitanti di Panama che sono al momento in isolamento. Il video mostra Blades, che sembra cantare dal suo salotto di New York, riprese di Panama e un montaggio che mostra varie persone in primo piano che da casa cantano il coro “Panama”.

Panama ha vietato tutti i voli internazionali, implementato il coprifuoco, e dal 1° aprile, ha anche messo in atto un isolamento suddiviso per genere [en] — in certi giorni, solo le donne possono uscire di casa, in altri, solo gli uomini. È stato il primo paese e il più duramente colpito dell'America Centrale, con 144 morti e quasi 5000 casi confermati.

Riguardo la pandemia, Blades ha scritto su facebook, nel suo “Diario del parassita“, che “questa è un'opportunità per modificare radicalmente le nostre abitudini e creare alternative che aiutino sia noi che l'ambiente. Consideriamo tutte le possibilità e non limitiamoci a provare nostalgia per quello che stavamo facendo prima della crisi.”

 Huayno peruviano

Il gruppo peruviano “Los Chuguranos” ha cantato questo singolo “COVID19″ a ritmo di huayno. Lo huayno [it] è un genere musicale e una danza popolare che deriva dai popoli Quechua-Aymara. È suonato nella regione delle Ande, che comprende il Perù, la Bolivia, il nord dell'Argentinae il nord del Cile. Di solito, lo huayno è accompagnato da danze popolari.

Il gruppo canta “Oh, Corona, mia piccola Corona, sei arrivata nel mio Perù,” seguito da “Che ne sarà della mia vita? Certamente la prenderai”. Poi cantano “Ora che sei arrivata, voglio che mi ascolti: prendi i colonizzatori, ma lascia stare il mio Perù.”

Nell'America Latina, “colonizzatore” è il termine usato per designare coloro che entrarono nei territori indigeni e si dedicarono ad attività relative all'estrazione mineraria, alla deforestazione, all'esplorazione petrolifera, all'agricoltura industriale e alle chiese evangeliche. Per esempio, le comunità indigene in Perù e l'ONG Amazon Watch hanno chiesto di vietare l'ingresso agli stranieri in Amazzonia per prevenire la diffusione del virus tra i nativi.

I cantanti concludono esortando le persone a seguire le misure di sicurezza per la salute pubblica e a lavarsi le mani.

Umorismo venezuelano

Il cantante e scrittore umoristico Cesar Muñoz, residente al momento a Miami, realizza regolarmente brevi singoli sui problemi dovuti all'isolamento. Per esempio, ha cantato la sua nostalgia per una passeggiata all'aperto, un omaggio alle infermiere di tutto il mondo, e le ansie quotidiane dell'isolamento.

In questa canzone, “Una quarantena con i bambini,” Muñoz parla rapidamente su un sottofondo di pianoforte classico, che ricorda una filastrocca per bambini.

Cumbia messicana

L'artista messicana Emma Mayte Carballo Hernández, conosciuta come Flor Amargo, ha prodotto un singolo di cumbia umoristica sulle difficoltà di passare tutto il tempo libero in isolamento con la persona amata. La cumbia è un genere musicale suonato nell'America Latina con varianti regionali.

Di solito, Flor Amargo ama mixare la cumbia con il pop, il pianoforte classico, e la musica folcloristica – un mix che chiama “pop catartico,” una sorta di improvvisazione di musica e canto che non bada molto alla forma.

Nonostante il testo, scritto con l'intento di far ridere, può risultare insensibile ad alcuni — canta, per esempio, di quanto lei “preferirebbe essere infettata e morire” piuttosto che vivere 24 su 24 con il suo partner — i commenti su YouTube dimostrano che molti apprezzano il suo umorismo.

Rap portoricano

René Pérez Joglar, meglio conosciuto come Residente [it], ha riscritto alcuni dei suoi più grandi successi “versione quarantena.” Per primo ha pubblicato “Apocaliptico” e poi il suo pezzo autobiografico più recente “René“, che da solo ha ricevuto più di sette milioni di visualizzazioni. Ogni video musicale presenta immagini dei sui musicisti e cantanti che suonano da casa.

Residente ha anche pubblicato una versione quarantena del suo singolo del 2011 “Latinoamérica,” [en] originariamente prodotto dal suo gruppo Calle 13 e che quell'anno ha vinto i Grammy Award. Secondo El País, Latinoamérica è “considerato un inno contro la povertà e a favore dell'identità latinoamericana.

Il coro della canzone, condotto qui da Kianí Medina, ripete: “Non puoi comprare il vento//Non puoi comprare il sole//Non puoi comprare la pioggia//Non puoi comprare il caldo//Non puoi comprare le nuvole//Non puoi comprare i colori//Non puoi comprare la mia gioia//Non puoi comprare i miei dolori.”

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