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#BlackLivesMatter: anche in Giamaica le vite dei neri contano

Un murales in onore di George Floyd, ad Oakland, California. La foto di Thomas Hawk su Flickr, scattata il 6 giugno 2020, CC BY-NC 2.0.

Esiste una versione giamaicana del #BlackLivesMatter [en, come tutti i link seguenti], ed è straordinaria.

La tragica uccisione di George Floyd per mano di un ufficiale della polizia di Minneapolis e le successive proteste negli Stati Uniti – che si sono diffuse in tutto il mondo – hanno raccolto, fin dall'inizio, il favore degli utenti internet giamaicani. Simili preoccupazioni riguardo alla brutalità della polizia e alla discriminazione sono state sollevate nel dibattito pubblico giamaicano con una svolta nettamente locale.

Il 25 maggio, George Floyd è stato ucciso per soffocamento quando l'agente di polizia Derek Chauvin ha premuto il suo ginocchio sul collo di Floyd. Due giorni dopo, il 27 maggio, Susan Bogle, che era affetta da una disabilità di apprendimento e viveva in estrema povertà, secondo quanto riportato, è stata colpita nella sua casa nel corso di una operazione di militari e polizia, nella instabile comunità di August Town, nei sobborghi di Kingston.

La sparatoria in cui Bogle ha perso la vita, è ancora sotto inchiesta da parte della Jamaica Defense Force (JDF) e della Independent Commission of Investigations (INDECOM), che indaga sugli abusi esercitati da parte delle forze di sicurezza del Paese.

Anche un anziano detenuto, Noel Chambers, che è rimasto per 41 anni nel sistema carcerario, è morto in condizioni terribili. Il suo deplorevole stato fisico mostrava segni di abbandono e deperimento. Le loro morti hanno trasformato il già acceso dibattito sulla brutalità della polizia nel “vicino del nord” della Giamaica, in ingiustizie in casa.

Pregiudizio intrinseco

Molti sui social media vogliono che il dibattito #BlackLivesMatter sia un campanello d'allarme per le preoccupazioni sui diritti umani in Giamaica. Un utente di Twitter ha evidenziato che, mentre i giamaicani sono spesso infuriati a causa della brutalità della polizia negli Stati Uniti, non si rendono conto del loro pregiudizio:

Alcuni di voi  sono indignati per le persone in America che demonizzano le vittime della brutalità della polizia e non si rendono conto di fare la stessa cosa qui. Ogni giovane ucciso in Giamaica è stato etichettato come un criminale. Quando le persone appartenenti al ghetto protestano, voi li accusate di proteggere i criminali. Pensateci.

Il gruppo di interesse per i diritti umani “Jamaicans for Justice” ha rilasciato una dichiarazione sulla sparatoria in cui Bogle ha perso la vita. INDECOM non ha ancora stabilito chi ha sparato il colpo fatale quando Bogle era nel suo letto, anche se da allora quattro soldati sono stati rimossi dal servizio in prima linea. In occasione di una conferenza stampa, il tenente Ricardo “Rocky”Meade, ha ammesso che le telecamere attaccate al corpo come strumento di controllo sono praticamente inesistenti all'interno delle forze di sicurezza.

Il primo ministro Andrew Holness ha fatto visita alla fatiscente casa di legno di Bogle e ha incontrato i familiari ad August Town, una comunità che è stata duramente colpita dalla periodica violenza ad opera di gang negli ultimi due decenni:

Oggi, il Primo Ministro @AndrewHolnessJM e la deputata @fayvalwilliams hanno visitato la famiglia di Susan Bogle, una donna disabile che è stata uccisa nella sua casa durante un presunto scontro tra militari e uomini armati ad August Town. Fotografato con il Primo Ministro c'è il figlio della donna, Omari Stephens.

È sembrato che l'attenzione dei media sulla visita si sia concentrata sulle condizioni in cui Susan Bogle viveva e sull'aumento del tasso di criminalità nella comunità, invece che sul desiderio di giustizia della sua famiglia. In un commento a Reuters, suo figlio, Omari Stephens, ha sottolineato lo stigma che le comunità urbane, nere e povere affrontano in Giamaica, dicendo: ” Vivere qui è come se fosse il peccato supremo”.

Dopo la sua visita alla comunità privata dei diritti, il ministro della sicurezza nazionale Horace Chang ha commentato: “C'è troppa violenza in Giamaica”:

GUARDA: il ministro della sicurezza parla della violenza delle bande ad August Town.

Le violazioni sistematiche dei diritti umani

Il 29 maggio, INDECOM ha rilasciato il suo rapporto su gennaio-marzo 2020, intitolato “Detenuti a piacere: violazioni dei diritti umani istituzionalizzate”. Il documento includeva la storia di Noel Chambers e contiene foto del suo corpo.

Da allora il Ministero della Sicurezza Nazionale ha ordinato un'ispezione sui risultati di INDECOM.

Il docente universitario ed economista Damien King ha condiviso su Twitter:

L'orribile caso di Noel Chambers, imprigionato a vita (41 anni nel suo caso) senza processo, non sarebbe mai dovuto accadere. È necessario avviare un'indagine e giungere a uno di due possibili risultati: o un individuo è stato negligente ed è quindi ritenuto responsabile, oppure è stato un fallimento annunciato del sistema e delle riforme.

Dopo che il Primo Ministro Holness ha detto di essere“imbarazzato” dalla situazione, il Comitato per i diritti umani della Norman Manley Law School ha commentato la sua reazione alla morte di Chambers:

Se i nostri leader e politici, dopo consecutivi governi, si sentissero sufficientemente capaci, in relazione a questo problema, tanto da intraprendere azioni significative e decisive, non ne avremmo così tante #NoelChambers è nel sistema anche adesso. Questo è un problema istituzionalizzato che hanno ignorato per fin troppo tempo.

Un altro omicidio, più proteste

Il 5 giugno, è scoppiata un'accesa protesta nei giardini di Cockburn a Kingston, a seguito della presunta sparatoria che ha causato la morte del trentaduenne Jermaine “Shawn” Ferguson. Ora Il caso è anche sotto inchiesta dell’ INDECOM.

Il 6 giugno, una grande ed energica protesta incentrata sugli abusi dei diritti umani in Giamaica si è tenuta fuori dall'ambasciata degli Stati Uniti a Kingston, – anche l’ambasciatore Donald Tapia ha partecipato:

L'ambasciatore USA @AmbassadorUS_JA si unisce agli attivisti giamaicani locali in una pacifica protesta contro il razzismo e la discriminazione,  tenutasi di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti.

I nomi di diversi giamaicani morti a causa della brutalità della polizia, inclusi Mario Deane e Michael Gayle, sono apparsi sui cartelli.

Uno di questi riassumeva: “Giustizia per George Floyd e ogni ingiustizia locale!”

Un giovane avvocato che vive ad August Town, dove viveva anche Bogle, si è unito alla protesta e ha twittato un elenco di nomi:

Non ci stancheremo di invocare: #giustiziapersusanbogle #giustiziapermariodeane #giustiziapermichaelgayle #giustiziapernoelchambers #giustiziaperodianfearon #giustiziapercarmichaeldawkins #giustiziaperjermaineferguson #giustiziapergliinnocenti

Un altro manifestante ha aggiunto:

Come mio fratello che protesta per la giustizia, invito tutti voi a fare lo stesso. Non permettere loro di cavarsela con l'uccisione di #SusanBogle o di altri come lei. Siamo consapevoli che ci sono uomini armati nei quartieri più poveri, ci sono anche quartieri più agiati. La persona che l'ha uccisa deve essere ritenuta responsabile.

Anche il veterano deejay di balera, Bounty Killer, si è unito alla protesta:

#bountykiller proteste per la morte di George Floyd di fronte all'ambasciata americana.

Un'accresciuta consapevolezza

Gli eventi delle ultime due settimane hanno spinto i giamaicani ad accrescere la consapevolezza sulle questioni di giustizia sociale, in particolare le generazioni più giovani. Una vignetta sul The Jamaica Observer, ad esempio, che descriveva i manifestanti come saccheggiatori travestiti da manifestanti, ha dovuto essere ritirata a causa di un'ondata di indignazione. In seguito il giornale ha presentato delle scuse.

La conduttrice televisiva e supporter del Garveyism, Emprezz Golding ha posto una domanda stimolante:

Lasciate che ti faccia una domanda che sto facendo a me stessa! Stiamo continuando a nutrire lo stesso sistema che stiamo combattendo? Ditemi come? Buongiorno alla mia gente!

In una lettera all'editor, un avvocato difensore di alto profilo, ha puntato un dito sui cani da guardia dei diritti umani:

Ironically, these very same individuals or organisations, part of whose mandate it is to guard against such abuses, have not included in their arguments any modicum of introspection about their own purposes and whether there is a causal link between failings on their part and this situation.

The incidents of Susan Bogle and Noel Chambers demonstrate in the clearest form an unwillingness to confront our own ills in society and take a proactive approach to dealing with them. For the moment, it appears to be all about platitudes. We have all failed the Susan Bogles and Noel Chambers of this country.

Ironicamente, questi stessi individui o organizzazioni, parte del cui mandato è difendere da tali abusi, non hanno incluso nelle loro argomentazioni nessun briciolo di introspezione riguardo ai loro stessi scopi e se esiste o meno un nesso causale tra i loro fallimenti e questa situazione. 

Gli incidenti di Susan Bogle e Noel Chambers dimostrano, nella modo più chiaro, una riluttanza nel confrontarsi con i nostri problemi nella società e nell’ adottare un approccio attivo per affrontarli. Per il momento, sembra che si tratti di sciocchezze. Tutti noi abbiamo deluso le Susan Bogles e i Noel Chambers di questo paese.

Kyrseliz ha espresso la speranza che i giamaicani non smetteranno di esercitare pressione:

Dobbiamo mantenere la stessa energia per #NoelChambers, la sua morte è il nostro #GeorgeFloyd, che cosa stanno facendo al riguardo #Giamaica.

Resta da vedere se questa pressione pubblica si tramuterà in azioni da parte della leadership giamaicana, ma l'atmosfera – ispirata dal tragico destino di George Floyd – è decisamente cambiata.

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