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Domande & Risposte: intervista a Fikri Ansori, attivista della lingua rejang

Language activist Fikri Ansori, smiling during a hiking trip. He carries a small backpack.

Attivista linguistico M. Fikri Ansori, durante l'escursione nella foresta fluviale di Sumatra. Immagine fornita da M. Fikri Ansori.

Dopo il successo della campagna sui social media dell'anno scorso [en, come tutti i link successivi] che celebrava online la diversità linguistica in Asia, il progetto collaborativo ha il suo seguito nel 2020. Ogni settimana un attivista e difensore di una lingua diversa gestirà l'account Twitter @AsiaLangsOnline per condividere le proprie esperienze, best practices e lezioni apprese dal lavoro sulla riqualificazione promuovendo l'utilizzo delle lingue native con il focus sul ruolo di internet. Questa campagna è frutto di collaborazione tra Rising VoicesDigital Empowerment Foundation, e O Foundation.

Ogni settimana, il nuovo ospite risponderà ad alcune domande relative al suo contesto e descriverà brevemente la propria lingua. Questa intervista è con Fikri Ansori (@mfikriansori) che ci fornisce un anteprima sui temi che affronterà durante la sua settimana da amministratore dell'account.

Rising Voices (RV): Raccontaci di te.

Fikri Ansori (FA): I hail from Bengkulu, one of the poorest provinces in Indonesia. Due to derogatory terms that are often used to label us when we speak Rejang, I was very careful not to speak it and I didn't even want to have an accent in Malay (the lingua franca among many ethnicities) or Indonesian.

My Dad has long been ashamed of our language, but everything changed miraculously after I got accepted at Universitas Indonesia, one of the leading higher education institutions in the country. There, I built a huge network that changed me into who I am now. I re-learnt my native tongue and was able to master it in two years. This came as a bit of a shock to my family. One common reaction was to wonder how I could have travelled far away and mastered the Rejang language there.

Not only had I learnt the language, I chose to be its guardian, as it is one of many vernacular tongues across the archipelago that are endangered. I started my language activism through Wikipedia, mostly on the Indonesian version. I edited, enriched, and created many articles about my ethnicity. One fellow Wikipedian told me I could build a Wikipedia version in my language through Wikimedia Incubator. After that, I also got involved in managing the incubator. Even though we are seeing only a little progress for now, I still have hope.

Other than that, I tried to standardise Rejang orthography both in Roman script and in our own script, called Kaganga. Last but not least, I am now compiling words, terms, and newly coined idioms to create a contemporary dictionary. So, when I am not around anymore and the language is no longer in use, its words will still be contained in a book.

Fikri Ansori (FA): Provengo da Bengkulu, una delle provincie più povere dell'Indonesia. A causa dei termini dispregiativi che spesso vengono usati per etichettare le persone che parlano rejang, ero molto attento a non usarlo e non volevo neanche avere l'accento malese (lingua franca di varie etnie) o indonesiano.

Mio padre per molto tempo si è vergognato della nostra lingua, ma tutto è miracolosamente cambiato dopo che sono stato accettato all'Università dell'Indonesia, uno dei migliori atenei del paese. Lì ho costruito una rete di contatti che mi ha fatto diventare la persona che sono adesso. Ho re-imparato la mia lingua nativa e in due anni l'ho padroneggiata. È stato uno shock per la mia famiglia. La reazione comune era di chiedersi come è stato possibile imparare la lingua rejang dopo essermi trasferito così lontano.

Non soltanto ho imparato la lingua, ho scelto di essere il suo protettore, in quanto è una delle tante lingue locali dell'arcipelago che sono a rischio d'estinzione. Ho iniziato il mio attivismo linguistico tramite Wikipedia, soprattutto sulla versione indonesiana. Ho fatto revisioni, ho arricchito e creato vari articoli sulla mia etnicità. Una persona di Wikipedia mi ha detto che avrei potuto creare una versione di Wikipedia nella mia lingua tramite Wikipedia Incubator. Dopo questo, sono stato anche coinvolto nella gestione dell'incubatrice. Seppure per il momento vediamo un progresso lento, ho ancora speranza.

Oltre a questo, ho cercato di standardizzare l'ortografia del rejang in caratteri romani e nostri, chiamati Kaganga. Infine, metto insieme le parole, i termini e gli idiomi coniati di recente per creare un dizionario contemporaneo. In questo modo, quando non sarò più qui e la lingua non sarà più in uso, almeno le sue parole saranno conservate in un libro.

RV: Qual è lo status attuale della tua lingua su internet e offline?

FA: Indonesia has only one national and official language, called Bahasa Indonesia (lit. Indonesian language), a standardised variety of Malay which was renamed after the country to add a nationalistic component. Apart from this one, we have no less than 300 other languages, called bahasa daerah, including my own language — Rejang. Thank God, some of these have a very large number of speakers and some of them have contributed a lot to the preservation of their language in this ever-changing environment.

Bahasa daerah are not protected yet, except for some municipalities that have a specific day to commemorate their local languages. Indonesian is monopolising almost every aspect of life: we watched films mostly in Indonesian, we read “Indonesian” books, and we were taught in school using Indonesian as the main medium of instruction.

Despite all this, Rejang is not dying, at least not in the foreseeable future. As it never became a lingua franca, it is exclusively used among people with close affinities like family members or best friends. Younger people in towns have already lost their ability to speak Rejang, but those who live in villages have successfully maintained their usage of the language. To safeguard this heritage, my local municipality (kabupaten) has made it mandatory to teach our language in grades 3-5 of elementary school. I really appreciated this.

Our people now use the internet in massive numbers, more than ever. Facebook is the most popular social media site and we have created our own spaces, where we speak almost exclusively in Rejang, exchanging ideas about our future, sharing our old recipes, traditions, and history. This is where Rejang is thriving today.

FA: L'Indonesia ha una lingua ufficiale chiamata Bahasa Indonesia (letteralmente: lingua indonesiana), una varietà standardizzata della lingua malese che è stata rinomata con il nome del paese per aggiungere una nota nazionalistica. Oltre a questa, abbiamo non meno di 300 altre lingue, chiamate bahasa daerah, compresa la mia lingua rejang. Grazie a Dio, alcune di esse hanno un vasto numero di utilizzatori tra cui diversi hanno contribuito largamente a salvaguardare la loro lingua in questa situazione di continuo cambiamento.

Bahasa daerah
 non sono ancora protette, eccetto per alcuni comuni che hanno una giornata specifica per commemorare la loro lingua locale. L'indonesiano sta monopolizzando quasi tutti gli aspetti della vita: guardiamo i film soprattutto in indonesiano, leggiamo libri “indonesiani” e insegniamo nelle scuole utilizzando l'indonesiano come principale mezzo di istruzione.

Nonostante tutto il rejang non sta scomparendo, almeno non nell'immediato futuro. Visto che non è mai diventato una lingua franca, viene utilizzato soprattutto dalle persone con strette affinità, come famiglia o migliori amici. Le persone più giovani nelle città hanno ormai perso la loro capacità di parlare rejang ma quelli che vivono nei villaggi hanno mantenuto con successo l'utilizzo della lingua. Per salvaguardare quest'eredità la mia comunità locale (kabupaten) ha reso obbligatorio l'insegnamento nella nostra lingua nelle classi 3-5 delle scuole elementari. Lo apprezzo davvero.

Le persone usano internet ora più che mai. Facebook è il social media più popolare e abbiamo creato i nostri spazi in cui parliamo quasi esclusivamente in rejang, scambiando idee sul futuro, condividendo le vecchie ricette, tradizioni e storia. Ecco dove fiorisce la lingua Rejang.

RV: Su quali temi vuoi focalizzarti durante la settimana in cui gestirai l'account Twitter @AsiaLangsOnline?

FA: I actually do not have a plan yet. I want to talk, not only about the basic vocabularies and maybe dialectal differences, but also about facts regarding the Rejang language and its contemporary use, especially as it relates to online spaces. If I obtain permission, I would like to present my work on standardising Rejang’s orthography both in Roman script and Rejang script.

I've noticed that discussing basic vocabulary and dialectal differences easily attracts people's attention to our language, which is almost unknown outside Bengkulu. Indonesian netizens are particularly interested in vocabulary comparison between vernacular languages. For example, a house is called “rumah” in Indonesian, “bumi” in Sundanese, and “umêak” in Rejang language. I want to take advantage of this to capture my audience's attention.

As for facts and contemporary use, I aim to indirectly speak to fellow Rejang and pass the message that we should not belittle our language, though we are often stigmatised for speaking it. I want to show how we as younger people can present ourselves as guardians of our language. On this front, I would like my fellow Rejang to know that I've already contributed through the spelling standardisation effort. Now, I am challenging them to join in.

FA: In realtà non ho ancora un piano. Voglio parlare non solo del lessico di base e delle differenze dialettali ma anche dei fatti riguardanti la lingua rejang e il suo uso contemporaneo, soprattutto negli spazi online. Se ottengo il permesso, vorrei presentare il mio lavoro sulla standardizzazione dell'ortografia di rejang, sia in caratteri romani che in rejang.

Ho notato che parlare del lessico di base e delle differenze dialettali attrae con facilità l'attenzione delle persone verso la nostra lingua che è praticamente sconosciuta fuori da Bengkulu. Internauti indonesiani sono particolarmente interessati nel paragonare il lessico delle varie lingue locali. Per esempio, la casa viene chiamata “rumah” in indonesiano, “bumi” in sundanese, e “umêak” nella lingua rejang. Voglio approfittarne per catturare l'attenzione del mio pubblico.

Per quanto riguarda i fatti e l'uso contemporaneo, il mio obiettivo è di rivolgermi indirettamente ad altri parlanti di Rejang e trasmettere il messaggio che non dovremmo denigrare la nostra lingua, anche se spesso siamo etichettati per usarla. Voglio far vedere come noi giovani possiamo presentarci come protettori della nostra lingua. Su questo fronte vorrei che altri miei compagni rejang sapessero che ho già contribuito attraverso lo sforzo di standardizzazione dell'ortografia. Adesso sfido loro a prenderne parte.

RV: Quali sono le motivazioni principali del tuo attivismo digitale relativo alla vostra lingua? Quali sono le speranze e i sogni per la vostra lingua?

FA: My biggest motivation is the fact that Rejang is my own language and heritage. If it is lost, I and the entire community will have lost our identity too. When nobody uses it anymore, its richness in particular fields, like our names for various kinds of mangoes (mangga, macang, kuini, plam, puak, tes, etc.) will cease to exist. It’s such a big disaster and unacceptable in my opinion. Now, everyone is online. The internet has come knocking on our door, both in villages and in talangs (settlements in plantations/farmland). Why not make use of it to prevent language decline?

I don't have grandiose or exaggerated hopes and dreams for my language, though. What I — as well as other Rejangs — want is for our younger brothers and sisters to use it exactly as we do now, like our ancestors did during their time. When we’re able to prevent the language from going out of usage, we'll be proud of what we have and thank God because we are Rejang. Then, derogatory terms will not matter anymore.

FA: La mia più grande motivazione è il fatto che il rejang è la mia lingua ed eredità. Se si perderà, anche io e tutta la comunità perderemo la nostra identità. Quando nessuno lo userà più, la sua ricchezza in alcuni campi, come i nostri nomi per vari tipi di mango (mangga, macang, kuini, plam, puak, tes, ecc.) smetterà di esistere. Questo sarebbe un disastro inaccettabile secondo me. Adesso tutti sono online. Internet bussa alle nostre porte sia nei villaggi che nei talangs (insediamenti nelle piantaggioni/coltivazioni). Perché non utilizzarlo per evitare il degrado della lingua?

Non ho delle enormi o esagerate speranze o sogni per la mia lingua. Quello che io, e altri rejang, vogliamo è che i nostri fratelli e sorelle minori lo usino esattamente come facciamo noi e come facevano i nostri antenati. Quando riusciremo a prevenire che la lingua scompaia dall'uso, saremo orgogliosi di quello che abbiamo e ringrazieremo Dio di essere rejang. A quel punto, i termini dispregiativi non avranno più nessuna importanza.

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