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Empatia per il nemico e l'oppresso: canzoni politiche degli anni '80

Screen shot from the video for Elton John's "Nikita" (1985).

Screenshot del video “Nikita” di Elton John (1985).

Temi come l'amore, la perdita e altri aspetti delle nostre vite personali sono stati per secoli i pilastri della popular music [it, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione]. Tuttavia, in ogni generazione, ci sono artisti che nelle loro canzoni affrontano altri grandi temi degni di nota – come la politica – con l'intento di rispondere agli eventi contemporanei e agli episodi di ingiustizia a livello locale e globale, e portare questioni spesso controverse all'attenzione dei più giovani che costituiscono il loro pubblico.

Crescendo in Macedonia negli anni '80, il mio interesse per gli affari globali è stato fortemente influenzato dalla musica, dato che alcuni artisti famosi durante quel periodo hanno lanciato sul mercato grandi successi musicali su questioni politiche, alcune delle quali considerate piuttosto controverse in quegli anni.

Ecco alcune delle più famose canzoni politiche dell'epoca:

 “Sunday Bloody Sunday” – U2 (1983)

Una delle canzoni più apertamente politiche del rock irlandese, “Sunday Bloody Sunday” racconta l'orrore del massacro del Bloody Sunday avvenuto nel 1972 a Derry, nell'Irlanda del Nord. Durante una manifestazione pacifica per i diritti civili, alcuni soldati dell'esercito britannico aprirono il fuoco contro il corteo, uccidendo quattordici attivisti.

Il giovane Bono che grida “Questa non è una rebel song, questa è Sunday Bloody Sunday!” provoca ancora la pelle d'oca, anche in coloro che ormai lo considerano parte integrante dell'élite dominante.

“Pride (In the Name of Love)” – U2 (1984)

L'anno successivo, gli U2 pubblicano il singolo “Pride (In the Name of Love)“, sul tema del Movimento per i diritti civili degli afroamericani e dell'assassinio di Martin Luther King Jr.

Early morning, April four
Shot rings out in the Memphis sky
Free at last, they took your life
They could not take your pride.

Mattina presto, 4 aprile
Uno sparo risuona nel cielo di Memphis
Finalmente libero, ti hanno tolto la vita
Non avrebbero potuto toglierti l'orgoglio

“Gimme Hope Jo'Anna” – Eddy Grant (1988)

Il musicista guyanese Eddy Grant ha stravolto il vecchio schema della classica canzone d'amore pop, riadattandolo nel brano “Gimme Hope Jo'anna“. La Jo'anna in questione non è una donna, bensì un soprannome dato al regime di apartheid in Sudafrica, personificato dalla città di Johannesburg.

Well Jo'anna she runs a country
She runs in Durban and the Transvaal
She makes a few of her people happy, oh
She don't care about the rest at all
She's got a system they call apartheid
It keeps a brother in a subjection
But maybe pressure will make Jo'anna see
How everybody could a live as one

Beh Jo'anna attraversa un paese
Attraversa Durban e il Transvaal
Rende felici alcuni dei suoi abitanti, oh
Non le importa nulla del resto
Ha un sistema chiamato apartheid
Tiene un fratello in schiavitù
Ma forse la pressione mostrerà a Jo'hanna
Come tutti potrebbero vivere insieme

Uno dei temi politici più scottanti degli anni '80 è stata la Guerra Fredda che, già a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, fu caratterizzata da un crescendo di tensioni tra i due grandi blocchi dell'Est e dell'Ovest, i quali hanno spaventato il pianeta con la minaccia nucleare. Per decenni, la sua influenza ha pervaso non solo la vita quotidiana di un gran numero di persone nel mondo, ma anche molte forme d'arte. La maggior parte delle canzoni che traggono ispirazione dalla Guerra Fredda veicolano messaggi contro la guerra, chiedendo la fine del conflitto e promuovendo l'empatia per coloro che vivono “dall'altra parte”.

“99 Luftballons” – Nena (1983)

La band tedesca Nena ha guadagnato la fama mondiale con il singolo “99 Luftballons“. La canzone narra la storia di un pilota da caccia con il grilletto facile che, dopo aver sparato a uno sciame di 99 palloncini librati in aria, avendoli scambiati per degli ufo, provoca un incidente militare che dà inizio a un guerra di 99 anni.

“Nikita” – Elton John (1985)

All'apice della sua carriera, Elton John cantava “Nikita“, dedicata a una donna confinata al di là della Cortina di ferro. Nei pesi slavi il nome Nikita è sia maschile che femminile, quindi la canzone può essere interpretata anche in chiave omosessuale. Il video mostra il personaggio di Nikita in tutta la sua bellezza, interpretato dall'atleta e modella britannica Anya Major, diventata famosa grazie alla pubblicità della Apple “1984”.

Do you ever dream of me
Do you ever see the letters that I write
When you look up through the wire
Nikita do you count the stars at night

And if there comes a time
Guns and gates no longer hold you in
And if you're free to make a choice
Just look towards the west and find a friend

Mi sogni mai?
Leggi mai le lettere che ho scritto?
Quando alzi lo sguardo al di là del filo di ferro
Nikita conti le stelle nelle notte?
E se arriva un momento
in cui armi e cancelli non ti trattengono più
E se sei libera di scegliere
Basta guardare a ovest per trovare un amico

“Russians” – Sting (1985)

Un'altra canzone che promuove l'empatia e l'umanizzazione del “nemico” è “Russians” di Sting, che mette in luce lo scambio di retorica belligerante e le paure legate alla minaccia atomica.

We share the same biology
Regardless of ideology
What might save us, me, and you
Is if the Russians love their children too

Condividiamo la stessa biologia
Indipendentemente dall'ideologia
Ciò che potrebbe salvarci, me e te
È che anche i Russi amano i loro bambini

Nel 2010 Sting ha affermato che l'ispirazione per questa canzone è nata da un programma per bambini della tv sovietica [en] – come questo – visto attraverso un segnale satellitare illegale.

“Wind of Change” – Scorpions (1990)

Anche il crollo del sistema sovietico ha ispirato numerose canzoni. “Wind of Change” della band tedesca Scorpions, diventò all'epoca un inno di grandi speranze per i cambiamenti che erano in corso in tutta l'Europa centrale e dell'est.

The world is closing in
Did you ever think
That we could be so close, like brothers
The future's in the air
I can feel it everywhere
Blowing with the wind of change

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
in the wind of change

Il mondo si stringe,
Hai mai pensato
che potremmo essere così vicini, come fratelli?
Il futuro è nell'aria
Lo si può sentire ovunque
Soffiare assieme al vento di cambiamento
Portami la magia del momento
In una notte gloriosa
Dove i bambini di domani sperano
Nel vento del cambiamento

Questa power ballad è rimasta popolare nel corso degli anni, tanto da essere utilizzata nella scena finale della controversa commedia politica “The Interview” del 2014.

Questa raccolta è soltanto una piccola fetta di una vasta tradizione che include successi come “Belfast Child” e “Mandela Day” (1989) dei Simple Minds, e altre più recenti come “Zombie” (1995) dei the Cranberries.

Qual è la vostra canzone politica preferita? Scrivetecelo nei commenti!

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