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Il futuro delle proteste in Uganda

Polizia antisommossa ugandese in una pista di atterraggio a Kampala, Uganda, il 16 ottobre 2011. Photo di Rory Mizen, Flickr, CC BY-NC 2.0.

La terribile uccisione [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] del 5 maggio di George Floyd [it], un uomo afroamericano a Minneapolis, Minnesota, negli Stati Uniti, ha raggiunto un accordo con gli ugandesi sui social media.

#GeorgeFloyd è entrato in tendenza in Uganda per più di una settimana.

Le reazioni alla morte variavano da messaggi di solidarietà con gli americani in protesta, a critiche e richieste di responsabilità per le violazioni dei diritti umani da parte dello stato ugandese.

La brutalità della polizia dovrebbe finire.#GeorgeFloyd

La brutalità della polizia negli Stati Uniti è dovuta al razzismo sistematico e istituzionalizzato.

In Uganda 🇺🇬 è in gran parte politico.

Il comune denominatore sono gli omicidi.

Che fastidio, 😡 di solito la giustizia non è servita.

Ci sono dei parallelismi tra la brutalità della polizia negli Stati Uniti e quella in Uganda, un Paese ancora perseguitato dai fantasmi del suo passato violento.

Le forze armate statunitensi forniscono spesso supporto nella formazione della polizia in Uganda. Un giornalista e analista ugandese Ronald Kato ha sostenuto:

Given that senior African security figures travel to train in the United States — and that many African security forces receive training from the U.S. military — we can now argue that the militarisation of countries’ police forces has its roots in America.

Dato che le figure di sicurezza africane più esperte viaggiano per addestrarsi negli Stati Uniti — e che molte forze di sicurezza africane ricevono addestramento dall'esercito degli Stati Uniti — possiamo ora sostenere che la militarizzazione delle forze di polizia di altri Paesi pianta le sue radici in America.

Dopo essersi ripresa dalle guerre civili negli anni 80 e una nuova Costituzione progressiva con una proposta di legge globale promulgata nel 1995, l'Uganda è tornata al suo passato turbolento.

La legge repressiva

Il diritto alla libertà di associazione è considerevolmente limitato in Uganda. Nel 2013 è stato emanato il  Public Order Management Act (la legge sulla gestione dell'ordine pubblico), che imponeva agli organizzatori di informare la polizia in previsione di qualsiasi assemblea pubblica.

Per quasi un decennio, i raduni dell'opposizione e le proteste degli studenti universitari furono ingiustamente presi di mira dalla polizia che presumibilmente faceva rispettare la legge. Il 26 marzo 2020 i giudici della Corte costituzionale in una decisione 4-1 annullarono la legge e dichiararono illegali tutti gli atti commessi dallo stato in virtù di essa.

Justice Barishaki Cheborion ha scritto:

The police have absolutely no authority to stop the holding of public gatherings on grounds of alleged possible breach of peace if such gatherings are allowed to proceed. The police’s duty is to regulate the holding of public gatherings and to ensure there is no breach of peace.

La polizia non ha assolutamente alcuna autorità nel fermare lo svolgimento di raduni pubblici per una presunta possibile violazione della pace se tali raduni sono autorizzati a procedere. Il dovere della polizia è di regolare l'organizzazione di riunioni pubbliche e di garantire che non vi sia violazione della pace.

Per gli avvocati e gli attivisti, lo scetticismo sulla libera assemblea nel paese continua a permanere nonostante la decisione. Anthony Masake, un avvocato del Chapter Four, un'organizzazione ugandese per i diritti umani, ha dichiarato a Global Voices:

I expect that the police will still continue to regrettably clampdown on peaceful public processions. That interest can be seen in the government's decision to appeal against the court decision that declared police powers to block peaceful assemblies unconstitutional.

Mi aspetto che la polizia continui purtroppo a reprimere severamente le processioni pubbliche pacifiche. Tale interesse può essere visto nella decisione del governo di presentare ricorso contro la decisione del tribunale che ha dichiarato incostituzionali i poteri di polizia per bloccare le assemblee pacifiche.

Il Public Order Management Act è stato modellato in base alle disposizioni della legge sulla polizia che erano state dichiarate incostituzionali dai giudici della Corte costituzionale nel 2008.

È prevedibile come risponderà la polizia alle processioni pubbliche in Uganda a seguito dell'annullamento del POMA da parte della Corte costituzionale.

Solo due mesi dopo la decisione, l'attivista Stella Nyanzi è stata arrestata violentemente dalla polizia mentre protestava contro la risposta del governo riguardante il coronavirus. Nella città settentrionale di Gulu, la polizia ha arrestato i manifestanti, tra cui due membri del Parlamento, durante una protesta per i casi di coronavirus in aumento.

Netizen Lydia Namubiru sottolinea l'ipocrisia di un membro del partito al governo del movimento di resistenza nazionale che condivde un tweet su George Floyd:

Il ministro della NRM ha scritto un tweet su #GeorgeFloyd come se i suoi agenti del governo non avessero sparato e ucciso ragazzi sui boda boda, a causa delle restrizioni del COVID-19. Non uno o due.
Accomodati.

Masake crede che il disprezzo palese dello stato per la regola di diritto richieda un cittadino abbinato e una risposta legale.

Beyond getting progressive decisions from courts, litigation helps change narratives to raise awareness and drum up public support in the fight against repressive laws. We are also using litigation to hold individual law enforcement officers accountable for acts of police brutality…I hope that citizens can stand firm and hold their leaders to account during their tenure or at the polls.

Oltre a prendere decisioni progressiste da parte dei tribunali, le controversie aiutano a cambiare le narrazioni per aumentare la consapevolezza e aumentare il sostegno pubblico nella lotta contro le leggi repressive. Stiamo anche usando il contenzioso per ritenere i singoli agenti delle forze dell'ordine responsabili di atti di brutalità della polizia … Spero che i cittadini possano essere saldi e tenere i loro leader responsabili durante il loro mandato o alle urne.

Le elezioni del 2021

Mentre gli ugandesi attendono che la Corte suprema si pronunci sull’appello del Public Order Management Act, i cittadini sono pronti a andare alle urne nel 2021. I casi di coronavirus sono aumentati a oltre 500 e il paese sta emergendo da un blocco di tre mesi. Non è ancora chiaro in che misura la tabella di marcia elettorale sarà modificata dalla pandemia.

Il diritto alla libertà di riunione è fondamentale per lo svolgimento di elezioni libere ed leali.

Global Voices ha parlato con Saasi Marvin, un attivista politico, riguardo a come il suo gruppo di pressione politica “People Power” guiderà l'incerto ambiente legale verso la libertà di riunione mentre gli ugandesi si preparano alle urne:

It's not that they were enforcing the law. They were using it as an oppressive tool. Now they have resorted to an archaic legal provision…instead of charging people with unlawful assembly, they are charging them with disobedience of lawful orders. We may have only one option — which is to defy oppressive laws.

Non è che stessero facendo rispettare la legge. Lo stavano usando come uno strumento opprimente. Ora hanno fatto ricorso a una disposizione giuridica arcaica… invece di accusare le persone di un'assemblea illegale, li accusano di disobbedienza a ordini legittimi. Potremmo avere solo un'opzione: sfidare le leggi oppressive.

La protesta online

Edna Ninsiima, una scrittrice e attivista femminista ugandese che ha parlato online dei diritti delle donne, ha dichiarato a Global Voices:

The best way to achieve even results from online activism is not to give in to the naysayers. Society often responds to activism online with contempt or doubt. But we've seen over the years with the womxn's liberation and recently the MPs’ [members of parliament] 20 million saga that when you're persistent enough, they will have no choice but to listen. The downside to many Ugandans off and online is that we are a mostly apathetic or perhaps resigned citizenry — people only respond to what affects them directly. So, there's a need to work toward awakening the population's consciousness.

Il modo migliore per ottenere risultati uniformi dall'attivismo online è di non arrendersi agli oppositori. La società spesso risponde all'attivismo online con disprezzo o perplessità. Ma negli anni abbiamo visto con la liberazione della donna e recentemente con la saga dei 20 milioni per i MP [membri del parlamento], che quando sei abbastanza persistente non avranno altra scelta che ascoltare. L'aspetto negativo di molti ugandesi fuori e sulla rete è che siamo cittadini per lo più apatici o forse rassegnati: le persone rispondono solo a ciò che li influenza direttamente. Perciò, è necessario lavorare per risvegliare la coscienza della popolazione.

I cittadini richiedono responsabilità

Nel 2019, il parlamento ugandese ha approvato la legge sull'applicazione dei diritti umani. In due sentenze separate, i tribunali hanno ritenuto gli agenti di polizia personalmente responsabili della tortura e della detenzione illegale di indagati. Il ruolo dei cittadini nell'aiutare gli avvocati a rendere conto degli autori è fondamentale.

Edna Ninsiima ha dichiarato:

 …in the case of police brutality, the same attitude must be maintained: putting names and faces to the officers in question, tagging individuals in government agencies and demanding that they take actions and most importantly — being consistent.

… nel caso della brutalità della polizia, lo stesso atteggiamento deve essere mantenuto: mettere nomi e volti agli ufficiali in questione, taggare gli individui nelle agenzie governative ed esigere che intraprendano azioni e soprattutto — essere coerenti.

Il futuro della protesta in Uganda

Mentre gli attivisti navigano nel campo minato legale per quanto riguarda la libertà di riunione, devono trovare nuovi modi di organizzarsi.

Ninsiima ha affermato:

It is definitely important to have allies among law enforcement in this case. The Women's March in 2018 benefited from the hard work of womxn in both mobilization of the masses and negotiations with law enforcement. Building solidarity and demanding a seat at the decision making tables in several spaces to ensure that there is accountability can and have worked. The women leadership of Nakawa market vendors in Uganda, for example, have seen to it that sexual harassers are fined, suspended and/or expelled. It is this solidarity that has given women the confidence to publicly shame their abusers in the wake of #MeToo movement.

In questo caso è sicuramente importante avere alleati tra le forze dell'ordine. La Marcia delle donne nel 2018 ha beneficiato del duro lavoro della donna sia nella mobilitazione delle masse che nei negoziati con le forze dell'ordine. Costruire solidarietà ed esigere un posto ai tavoli decisionali in diversi spazi per garantire che la responsabilità possa e abbia funzionato. La leadership femminile dei venditori del mercato di Nakawa in Uganda, per esempio, ha provveduto a che le molestie sessuali venissero multate, sospese e/o espulse. È questa solidarietà che ha dato alle donne la fiducia di vergognare pubblicamente i loro maltrattamenti sulla scia del movimento #MeToo.

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