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La diplomazia russa ottiene una vittoria in Macedonia del Nord sulla Seconda Guerra Mondiale

Memoriale della Giornata della vittoria sul Fascismo, avvenuta il 9 maggio 1945, nel comune di Centar, Skopje, Macedonia del Nord, donato dall'Ambasciata Russa il 9 maggio 2020. Foto di Meta.mk, usata con autorizzazione.

Questa storia si basa sul servizio del partner di Global Voices Meta.mk News Agency [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione].], un progetto di Metamorphosis Foundation

Cercando su Google “Ambasciata russa”, “Seconda Guerra Mondiale” e “monumento”, si verrà probabilmente trascinati nell'avvincente stallo storico che tormenta le relazioni tra Mosca e la Repubblica Ceca.

Troverai maggiori informazioni qui [it].

Ma il mese di maggio ha assistito anche a un esempio più pacato di diplomazia russa in tema di Seconda Guerra Mondiale, poiché i paesi europei celebravano i 75 anni dalla resa dei nazisti.

Il 9 maggio, il sindaco della municipalità di Centar (una delle dieci municipalità di Skopje, la capitale macedone) e l'Ambasciatore della Federazione Russa in Macedonia del Nord hanno inaugurato [ru] un nuovo memoriale per onorare la “Giornata della vittoria sul Fascismo”.

Il nuovo monumento con lastra in granito sorge in una strada tranquilla di un quartiere residenziale di Skopje, che fu chiamata “9 maggio” (9 Maj) decenni fa.

L'immagine in alto rilievo del monumento, evocativo del realismo socialista con stile, raffigura un soldato con un mantello, che imbraccia una leggendaria pistola mitragliatrice sovietica PPSh-41 [it].

Il testo sul monumento è in lingua macedone [mk]:

Оваа улица е именувана во чест и спомен на 9 мај 1941 година, Денот на победата над фашизмот во Втората светска војна. Вечна слава на хероите – борци од антихитлеровата коалиција кои го победија нацизмот и ги ослободија европските народи!

Questa strada è stata intitolata all'onore e alla memoria del 9 maggio 1945, la Giornata della Vittoria sul Fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Eterna gloria agli eroi, ai combattenti della coalizione anti-hitleriana che sconfissero il nazismo e liberarono i popoli d'Europa!

L'ambasciatore russo Sergei Bazdnikin ha affermato che il modello per il memoriale è stato un monumento ai soldati sovietici nella città russa di Rzev [ru], vicino al sito delle storiche e sanguinose battaglie del 1942 e del 1943, dove persero la vita quasi 400.000 soldati dell'Armata Rossa.

Il sindaco della municipalità di Centar, Sasha Bogdanovikj, ha sottolineato che il Consiglio Comunale ha accolto favorevolmente l'iniziativa dell'ambasciata e ha votato all'unanimità l'approvazione del monumento.

Negli ultimi anni, questa non è la prima volta che l'ambasciata ha aiutato la Repubblica della Macedonia del Nord, uno stato successore della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, a commemorare i successi sovietici.

Monumento a Yuri Gagarin eretto nell'aprile 2015 nella municipalità di Karposh, Skopje, Macedonia del Nord. Foto di Meta.mk, usata con autorizzazione.

Nel 2015, un'altra municipalità di Skopje, Karposh, eresse un blocco di granito simile in onore del cosmonauta Jurij Gagarin [it], durante una cerimonia [ru] a cui partecipò l'allora ambasciatore Oleg Scherbak.

Negli scorsi anni, le controversie geopolitiche legate alla Giornata della Vittoria sul Fascismo hanno abbondato, dato che i Paesi si incolpano l'un l'altro per politicizzare le celebrazioni e distorcere fatti storici a scopo propagandistico.

In Russia, si tratta di un'importante festa nazionale celebrata in tutto il Paese, anche durante il lockdown.

Tuttavia, i cittadini dei paesi confinanti, come Ucraina e Repubblica Ceca [it], sono spesso molto più inclini a vedere l'Unione Sovietica e l'Armata Rossa sotto una luce negativa.

Ingerenza russa in Macedonia del Nord

Dopo il 9 maggio 2015, l'influenza russa nella Repubblica della Macedonia del Nord si è intensificata, quando l'allora Presidente Gjorgje Ivanov partecipò alla Parata per il Giorno della Vittoria ospitata da Vladimir Putin a Mosca.

La NATO aveva raccomandato ai suoi membri e alleati di boicottare la parata per protestare contro l'attacco russo ai danni dell'Ucraina.

Il leader macedone, nel 2015, ignorò la richiesta di solidarietà della NATO e la cosa mise in dubbio l'obiettivo strategico del Paese di aderire alla NATO e all'Unione Europea.

Negli anni seguenti, la Macedonia del Nord riuscì a diventare membro della NATO, nonostante l'ostruzionismo messo in atto dal partito di estrema destra di Ivanov, il VMRO-DPMNE.

Il partito perse potere dopo le elezioni del 2016, nonostante avesse ricevuto un supporto senza precedenti dalla Russia tramite la diplomazia, deleghe politiche, organi di stampa pro-Russia ed eserciti di troll.

Tuttavia, il governo pro-UE e pro-NATO guidato dall'Alleanza Social-democratica di Macedonia (SDSM), che salì al potere alla fine di maggio 2017, è stato attento a evitare antagonismi con Mosca.

Il tono cordiale di Skopje nei confronti della Russia è stato ancora più rilevante a dispetto delle provocazioni, come nel 2018, quando l'ex-ambasciatore Scherbak dichiarò che il Paese sarebbe stato un “bersaglio legittimo” per eventuali rappresaglie in caso di conflitto, qualora avesse scelto di aderire alla NATO.

Bogdanovikj, che ha presidiato all'inaugurazione del monumento con l'ambasciatore Bazdnikin, è un membro dell'SDSM, insieme alla gran parte del consiglio comunale che ne ha sostenuto l'installazione.

L'esperienza jugoslava

La Giornata della Vittoria sul Fascismo viene celebrata il 9 maggio nella maggior parte dei paesi dell'Europa Centrale e Orientale, dove l'Armata Rossa ha dominato gli sforzi di liberazione.

Ciò accade perché la dichiarazione di resa fu firmata ben prima della mezzanotte a Berlino, ma entrò in vigore dopo la mezzanotte, ora locale di Mosca.

Nei paesi alleati occidentali, l'anniversario viene celebrato l'8 maggio ed è conosciuto come Giornata della Vittoria in Europa [it], poiché per questi paesi, la Seconda Guerra Mondiale terminò ad agosto con la resa del Giappone.

Sebbene condivida il fuso orario con Berlino e Parigi, la Macedonia del Nord iniziò a celebrare la Giornata della Vittoria il 9 maggio come parte dell'allora Jugoslavia.

A differenza di altre aree della Federazione jugoslava, inclusa la capitale Belgrado, il territorio macedone venne liberato nel novembre 1944 dai partigiani locali, senza l'intervento diretto dell'Armata Rossa.

Durante la guerra, gli antifascisti macedoni avevano combattuto insieme ai compagni d'armi del Kosovo [mk] e della Serbia e con altri alleati.

La Jugoslavia ben presto lasciò il blocco sovietico, ma non modificò la data della celebrazione, che divenne una festa tradizionale minore durante il socialismo, oscurata da altre celebrazioni come il Primo Maggio e la Giornata della Federazione [it], oltre alla Giornata della Rivolta e la Giornata dell'Esercito [it].

Difatti, gli jugoslavi facevano spesso notare che la guerra nel loro paese non era terminata il 9 maggio, ma una settimana dopo, poiché i nazisti rimasti e le forze collaborazioniste tentarono di combattere per uscire vivi dal paese e arrendersi alle forze anglo-americane in Austria.

Questo tentativo di fuga generò altre atrocità.

In Macedonia del Nord, il Giorno della Vittoria viene celebrato insieme alla Festa dell'Europa [it], una celebrazione per la pace e l'integrazione europea promossa dall'Unione Europea, non presente nel calendario russo.

Alle due giornate, spesso prendono parte concettualmente alti funzionari e attivisti:

Se non ci fosse una Giornata della Vittoria in Europa, non ci sarebbe una Festa dell'Europa. Senza la Festa dell'Europa, la vittoria non avrebbe alcun significato. Una felice e prosperosa giornata a tutti!

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