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Questo college femminile in Ghana è all'avanguardia nell'e-learning durante la pandemia

Veronica Kissiedu Emefa, insegnante tirocinante alla St. Teresa's College di Hohoe, nella regione del Volta, in Ghana, vista in classe prima della pandemia. Ora la maggior parte dei corsi sono online. Screenshot preso dal trailer di un documentario prodotto da Elio Stamm per il programma “Transforming Teacher Education and Learning” del Ghana, gennaio 2017.

In piena pandemia da coronavirus, molte università stanno decidendo sul da farsi [en, come i link successivi] per il semestre a venire.Il St. Teresa's College of Education, uno dei cinque college unicamente femminili del Ghana, sta facendo da apripista nell'e-learning rafforzando l'uso di applicazioni di messaggistica come Telegram e WhatsApp.

Fondato con il nome di Women's Training College nel 1961 e diventato nel 1964 il St. Teresa’s College of Education, sito a Hohoe, nella regione del Volta, l'istituto è uno dei 46 college del Ghana.

A marzo, il college ha spedito le sue studentesse a casa come misura per limitare la diffusione del coronavirus e la maggior parte dei corsi sono diventati virtuali. Mentre alcune studentesse hanno chiesto di poter tornare fisicamente al college per prepararsi agli esami, molte studentesse continuano a studiare online da casa.

Il college non ha una piattaforma interna di e-learning come Sakai, Canvas o Blackboard, e in Ghana non ci sono piattaforme di e-learning ufficialmente riconosciute. In altri college, spesso gli insegnanti utilizzano qualsiasi piattaforma ritengano più efficiente e, come risultato, molti studenti devono scaricare più applicazioni, come Google Classroom, Zoom, Telegram, e WhatsApp, il che consuma molti dati mobili.

Al St.Teresa, tuttavia, l'apprendimento online è per lo più condotto via WhatsApp e Telegram. Dopo aver parlato con insegnanti e studentesse, le app sono state designate come le piattaforme ufficiali per l'insegnamento del college. Gli insegnanti passano a WhatsApp se riscontrano problemi di rete mentre fanno lezione su Telegram. Le studentesse fanno notare che queste piattaforme sono a costo zero e questo le aiuta a risparmiare soldi sul traffico internet.

Parlando al telefono con Global Voices, Benedictus Mawusi Donkor, un insegnante del college, ha spiegato perché il college ha deciso di far iscrivere tutte le studentesse a WhatsApp e Telegram per l'e-learning:

When we were using the Google Classroom and YouTube, downloading videos becomes a problem when the network is not that strong. But when it comes to Telegram, I think with a little bit of network you easily get access to text mostly and audio. And some too, just a handful even with the Telegram they have a problem, so we try to engage them on WhatsApp. They have a WhatsApp platform as well as the Telegram.

Quando usavamo Google Classroom e Youtube, scaricare i video diventava un problema quando la rete era debole. Ma quando si parla di Telegram, credo che basti una copertura minima per accedere facilmente ai messaggi di testo, soprattutto, e audio. E alcune persone, poche, hanno problemi persino con Telegram, perciò cerchiamo di coinvolgerle su WhatsApp. Hanno sia una piattaforma su WhatsApp, sia una su Telegram.

Combinando e centralizzando le piattaforme di e-learning, i tutor hanno trovato dei metodi creativi per coinvolgere le studentesse durante le lezioni tenute tramite app di messaggi. Alcuni metodi comprendono: uno stretto controllo di quanto le studentesse siano coinvolte e partecipi, la personalizzazione disponibile sulle piattaforme digitali di insegnamento, l'ascolto delle studentesse, la discussione delle problematiche, delle studentesse e dei tutor, e l'offerta di un training digitale mensile per i tutor che ne hanno bisogno.

Doreen Mensah, studentessa del primo anno, ha detto che i tutor e le autorità del college hanno trovato il modo di motivare le studentesse a partecipare alle lezioni online:

The tutors have been motivating us. They know it’s not easy, so they tell us to try. When they are online, and you are not available he will pick his phone to call and find out what is going on. And then they will give you words of encouragement to convince us to go online.

Gli insegnanti ci hanno motivato. Sanno che non è facile, quindi ci dicono di provarci. Quando sono online e tu non risulti disponibile, prendono il telefono e ti chiamano per sapere che sta succedendo. E poi ti diranno parole di incoraggiamento per convincerti a connetterti.

Tuttavia, ci sono ancora dei problemi strutturali che mitigano riducono l'insegnamento al St. Teresa's. Secondo Jennifer Nyavor, una studentessa del primo anno, le studentesse hanno problemi finanziari perché le indennità sono cessate da quando a marzo sono state mandate a casa:

When we were in school, we depended on the allowance but now that we are home, they stopped paying allowances and some of us use it to pay school fees so it’s making life difficult. Since we came back home in March when the president said no school till further notice, that was when they stopped paying the allowances. The allowance is 200 Ghana cedis [$34.54] per month. Unless my parents give me something small to buy data. So when I come online, I can’t ask questions because then the class is over.

Quando eravamo a scuola, dipendevamo dalle agevolazioni, ma ora che siamo a casa, hanno smesso di pagarci le indennità e alcune di noi devono pagare le rette scolastiche, quindi questo sta rendendo la vita difficile. Da quando siamo tornate a casa, a marzo, quando il presidente ha detto “niente scuola fino nuovo ordine”, è stato allora che hanno smesso di pagare le indennità. L'assegno è di 200 cedi ghanesi [34,54 dollari] a testa. A meno che i miei mi diano qualcosina per comprare traffico dati. Quindi, quando sono online, non posso porre domande perché intanto la lezione è finita.

Studentesse molto coinvolte

Secondo un report del Transforming Teacher Education and Learning (T-TEL), mentre alcuni college hanno riscontrato un livello di frequentazione sceso al 31% a giugno, il St. Teresa's ha registrato un tasso di frequentazione del 97%. Gli insegnanti erano altamente coinvolti e consapevoli dei bisogni pedagogici delle studentesse. Controllavano regolarmente le studentesse che mancavano alle lezioni per lavorare con loro, così da poter mantenere una frequenza regolare dei corsi.

Al telefono con Global Voices, le studentesse e i tutor hanno fanno notare che il preside del college, il vice preside e i responsabili per la qualità del servizio sono stati aggiunti a ogni piattaforma per osservare le lezioni e lavorare per riconoscere eventuali difficoltà man mano che emergevano.

Secondo Jennifer Agyekum, studentessa al secondo anno del college, gli sforzi dei tutor per tenere le studentesse partecipi è stato efficace:

Those who do well in assignments, tokens are being given to students in the form of [internet data] bundles. They are really motivating us to participate in the virtual learning and they are doing their best.

Per chi fa bene i compiti, le studentesse vengono premiate con pacchetti [di traffico dati]. Riescono davvero a motivarci a partecipare all'apprendimento virtuale e stanno facendo del loro meglio.

Tuttavia, i tutor e le studentesse hanno dovuto avere a che fare con altri problemi strutturali che colpiscono specificatamente il coinvolgimento delle studentesse quando studiavano da remoto.

Sophia Adjoa Micah, il preside, ha detto:

As students are at home, some parents may not understand the whole business of learning online. Seeing their wards online they may not take kindly to it. And being females, some of the students have to do chores at home. It is a challenge to learn online and concentrate without any distractions.

Quando le studentesse sono a casa, alcuni genitori possono non capire appieno la questione dell'apprendimento online. Guardando che sono passate al virtuale potrebbero non reagire molto bene. E in quanto donne, alcune studentesse devono occuparsi delle faccende domestiche. È una sfida imparare online e concentrarsi senza distrazioni.

Altri insegnanti hanno preso l'iniziativa chiamando i genitori e parlando con loro per portarli a creare in casa le condizioni che permettano alle loro figlie di studiare online con meno distrazioni possibile.

Alla fine di ogni mese, gli insegnanti devono scrivere un report raccontando nel dettaglio i progressi delle loro lezioni online e identificare le sfide di dover mitigare l'insegnamento e l'apprendimento. Questi report vengono mandati all'amministrazione scolastica che li rivede e lavora con insegnanti e studentesse per sviluppare delle strategie per occuparsi di tali problemi.

Il college ha anche adottato uno stile di comunicazione aperto creando le condizioni che permettano alle studentesse di condividere preoccupazioni e difficoltà. Le studentesse che hanno parlato con Global Voices ritengono che questo stile di comunicazione abbia aiutato nella facilitazione dell'apprendimento.

Modello per l'e-learning dell'istruzione superiore

Mentre alcuni docenti di altri istituti di educazione superiore del Ghana hanno trovato difficoltà a farsi strada nell'insegnamento online, il St. Teresa's College ha lavorato a stretto contatto con gli insegnanti per assicurarsi che fossero adeguatamente equipaggiati per usare strumenti digitali nell'insegnamento delle lezioni.

Alcuni docenti hanno detto che il dipartimento di informatica del college organizza programmi e laboratori mensili per aiutare gli insegnanti che hanno difficoltà a utilizzare piattaforme digitali nei loro corsi.

In una conversazione via e-mail con Global Voices, la preside Micah ha spiegato come parte dei fondi di supporto del college offerti dal T-TEL è stata utilizzata per iscrivere gli insegnanti a corsi di certificazione online organizzati dall'Università delle scienze applicate di Amsterdam.

Il college sta rendendo bene con risorse limitate, ma Micah crede che l'istituzione di un centro ICT all'avanguardia l'aiuterebbe a migliorare la qualità dell'e-learning. Micah ha anche fatto un appello alle compagnie di telecomunicazione del Ghana per supportare gli studenti tramite pacchetti di traffico dati gratis per migliorare l'accesso all'educazione, specie per gli studenti marginalizzati.

Nota dell'editor: Wunpini Mohammed è una consulente del T-TEL

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