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Dalla prigione all'esilio: intervista all'attivista vietnamita Tran Thi Nga

L'ex prigioniera politica Tran Thi Nga parla degli effetti della prigione su donne e bambini. Fonte: fotogramma del video di YouTube caricato da The 88 Project

Questo articolo [en, come tutti i link successivi] è apparso su The 88 Project, un sito di notizie indipendente che si occupa del Vietnam, ed è stato modificato e ripubblicato su Global Voices in base a un accordo per la condivisione dei contenuti.

The 88 Project ha avuto l'opportunità di intervistare l'ex prigioniera politica Tran Thi Nga in merito alla sua esperienza in prigione e alle condizioni in carcere per donne e bambini.

Tran Thi Nga è stata rilasciata a gennaio e immediatamente mandata in esilio negli Stati Uniti. Al momento del suo rilascio, aveva scontato circa tre anni di una pena detentiva di nove.

Nel video, Nga parla degli effetti psicologici del suo arresto e del periodo trascorso in prigione sui suoi bambini. Suo figlio minore aveva solo quattro anni quando ha assistito all'arresto della madre da parte della polizia nella loro abitazione. Quando il marito di Nga è stato portato in centrale per essere interrogato, anche l'altro figlio di sei anni è stato trattenuto e separato dal padre. Durante la prigionia della madre, i figli di Nga sono stati vittime di discriminazione a scuola e hanno avuto anche difficoltà a farle visita in carcere. Nga era stata trasferita in una struttura a mille chilometri di distanza dalla città in cui vive la famiglia, e spesso le autorità facevano leva sul diritto di visita per cercare di convincerla a dichiararsi colpevole.

Nga invita gli interlocutori internazionali a difendere i diritti di donne e bambini e a rimediare alle ingiustizie causate dal pessimo trattamento riservato dalle autorità vietnamite alle detenute.

Tran Thi Nga è la quarta prigioniera politica degli ultimi anni, dopo Nguyen Van Dai (giugno 2018), Le Thu Ha (giugno 2018) e Nguyen Ngoc Nhu Quynh (ottobre 2018), a essere stata rilasciata prima del previsto, ma a essere stata costretta all'esilio in cambio della libertà.

Tran Thi Nga ha lavorato come bracciante immigrata a Taiwan, dove ha subito molte ingiustizie. Una volta tornata in Vietnam, è diventata sostenitrice dei diritti dei lavoratori immigrati, della democrazia pluripartitica e dei diritti delle donne. Si è impegnata, altresì, a favore dei diritti fondiari manifestando contro gli espropri messi in atto dalle autorità nella sua comunità.

A causa del suo attivismo, è stata aggredita almeno due volte, la prima volta, nel maggio del 2014, da alcuni squadristi filo-governativi che le hanno rotto un braccio e una gamba, e la seconda volta, nell'agosto del 2015, dalla polizia che l'ha trascinata fuori da un autobus.

Nga è stata arrestata nella sua abitazione ad Ha Nam il 21 gennaio 2017 per i suoi video e articoli online considerati “propaganda contro lo stato”.

È stata posta in isolamento ad Ha Nam in attesa di processo, svoltosi nel luglio del 2017. Il processo è durato un solo giorno, e alla sua famiglia e ai suoi sostenitori è stato proibito l'ingresso in aula. Nga è stata condannata a nove anni di prigione e cinque di arresti domiciliari.

Il team di The 88 Project è felice che ora Tran Thi Nga sia libera e si tornata da suo marito e dai suoi figli.

Tuttavia, vorremmo ricordare che la scarcerazione anticipata di Nga non dev'essere considerata come un segnale di miglioramento della situazione dei diritti umani in Vietnam. Negli ultimi anni, le scarcerazioni anticipate sono state rare, e tutti i prigionieri politici rilasciati prima del tempo hanno dovuto lasciare il Paese. Chi si è rifiutato di andarsene, è dovuto rimanere in prigione, subendo, probabilmente, ulteriori vessazioni.

Guardate l’intervista completa:

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