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Il governo di Hong Kong esclude dalle elezioni legislative 12 candidati pro democratici

Categorie: Asia orientale, Cina, Hong Kong (Cina), Citizen Media, Diritti umani, Elezioni, Libertà d'espressione, Politica
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I 12 candidati pro-democrazia esclusi dalle elezioni per il Consiglio legislativo. Immagine da Stand News, utilizzata dietro autorizzazione.

Dodici candidati pro-democrazia alle elezioni per il Consiglio legislativo di Hong Kong [2] [it] (in inglese Legislative Council o LegCo) sono stati esclusi il 30 luglio dai presidenti dei seggi [3] [en, come link e citazioni seguenti, salvo diversa indicazione] che hanno l'incarico di esaminare le informazioni di base sui candidati a cariche pubbliche.

I 12 candidati si collocano in uno spettro politico che va da “localisti” come Joshua Wong e Lester Shum, che chiedono l'autonomia politica di Hong Kong, a figure pro-democrazia moderate come Alvin Yeung e Kenneth Leung del Civil Party, che si batte per i diritti umani e lo stato di diritto.

Il governo di Hong Kong ha dichiarato [4] [zh] alla stampa di sostenere a pieno la decisione dei presidenti dei seggi. Sostiene infatti che i candidati che rivendicano autodeterminazione, sostengono interventi di Paesi stranieri, e si oppongono per principio all'entrata in vigore della legge per la sicurezza nazionale [5] [it] a Hong Kong “non possono genuinamente” tutelare la Legge fondamentale [6] [it], la breve costituzione de facto di Hong Kong.

Secondo l'articolo 104 di questo documento legale, i membri del Consiglio Legislativo devono giurare di tutelare la Legge Fondamentale e di essere fedeli alla Regione speciale amministrativa di Hong Kong. Dal 2016 il governo di Hong Kong ha usato quest'articolo per escludere rappresentanti eletti [7] per il loro giuramento “insincero”. Da allora i presidenti dei seggi sono stati incoraggiati a selezionare i candidati esaminando i loro discorsi pubblici.

Il governo ha sottolineato di non poter “escludere la possibilità che altre candidature siano invalidate” nei prossimi giorni.

L’Ufficio di collegamento [8] con Pechino, che rappresenta il governo della Repubblica popolare cinese nella regione amministrativa speciale di Hong Kong, ha rilasciato una dichiarazione simile [9], aggiungendo però che anche coloro che hanno dichiarato, se eletti, di voler opporre indiscriminatamente il veto al budget e ai decreti del governo, finiranno per essere esclusi dalla candidatura.

Due settimane fa più di 610.000 abitanti di Hongkong hanno partecipato alle primarie del campo pro-democrazia per scegliere da una lista di 30 candidati alle imminenti elezioni per il Consiglio legislativo. L'obiettivo è vincere la maggioranza dei seggi nell'organo legislativo.

Chris Patten, l'ultimo governatore di Hong Kong sotto il governo coloniale britannico, ha descritto l'esclusione come “un'oltraggiosa purga politica [10]”:

The National Security law is being used to disenfranchise the majority of Hong Kong’s citizens […]It is obviously now illegal to believe in democracy… This is the sort of behaviour that you would expect in a police state.

La legge per la sicurezza nazionale viene usata per privare la maggioranza di Hong Kong dei propri diritti […] Evidentemente ora è illegale credere nella democrazia… Questo è il tipo di comportamento che ci si aspetta da uno stato di polizia.

La decisione dell'esclusione, in particolare dei moderati del Civic Party, indica che Pechino non è più disposta a tollerare alcuna voce di opposizione politica all'interno del Consiglio.

Attualmente quattro dei candidati del Civic Party hanno ricevuto una notifica di esclusione. Alan Leong, presidente del partito, si aspetta che tutti i sei candidati del partito saranno esclusi, dal momento che le lettere dei presidenti di seggio erano quasi le stesse e di conseguenza non possono essere il risultato di una procedura di indagine indipendente [11] [zh].

Joshua Wong ha pubblicato la sua lettera dai presidenti di seggio [12] su Twitter e scritto nella sezione commenti:

Beijing shows a total disregard for the will of Hongkongers, tramples upon the city’s last pillar of vanishing autonomy and attempts to keep HK’s legislature under its firm grip.

Pechino mostra un totale disprezzo del volere dei cittadini di Hong Kong, calpesta l'ultimo baluardo della morente autonomia e tenta di tenere nella sua stretta il ramo legislativo di HK.

Un'altra candidata esclusa affiliata ai localisti, Tiffany Yuen, ha scritto su Twitter:

Sono sola, ma non mi sento sola.

Potete bandire me, noi 12, e ancora altri domani, ma non potete fermare il Movimento

L'attivista in esilio Nathan Law ha fatto notare che Pechino ha trasformato il Consiglio legislativo di Hong Kong in un organo politico simile all’Assemblea nazionale del popolo [15] [it], l'equivalente cinese di un parlamento, controllato dal Partito Comunista Cinese (PCC):

OGGI 12 candidati pro-democrazia al Consiglio legislativo sono esclusi dalle elezioni. Domani saranno ANCORA DI PIÙ. La maggior parte dei candidati di quest'area politica si aspettano di essere esclusi. Il governo sta costruendo un'assemblea del PCC nel Consiglio per eliminare le voci di opposizione. Oltraggioso.

L'esclusione di massa dei candidati al Consiglio legislativo ha sconvolto [9] la comunità internazionale. Il Segretario di Stato per gli affari esteri del Regno Unito Dominic Raab ha condannato la decisione:

It is clear they have been disqualified because of their political views, undermining the integrity of One Country, Two Systems and the rights and freedoms guaranteed in the Joint Declaration and Hong Kong’s Basic Law.

È ovvio che sono stati esclusi dalle elezioni per via delle loro idee politiche, pregiudicando così l'integrità della politica ‘Un Paese, due sistemi’ e i diritti e le libertà garantite nella Dichiarazione congiunta sino-britannica e nella Legge fondamentale di Hong Kong.

Marco Rubio, Presidente della sottocommissione alle relazioni estere del Senato degli Stati Uniti, ha dichiarato [18]:

The actions of the Hong Kong government to disqualify 12 pro-democracy candidates from running in the Legislative Council election, including Joshua Wong and Lester Shum, strips the Hong Kong people of their voice and secures Beijing’s control of the city. The Chinese Communist Party’s determination to remake the city in its image is an outrage and a tragedy for those who support the cause of freedom. The U.S. and the international community must respond to these assaults by the CCP and assist Hong Kongers who will need protection from political persecution.

Le azioni del governo di Hong Kong per escludere 12 candidati pro-democrazia, tra cui Joshua Wong e Lester Shum, dalle elezioni per il Consiglio Legislativo, toglie al popolo di Hong Kong la propria voce e rafforza il controllo di Pechino sulla città. La determinazione del Partito comunista cinese a rifare la città a propria immagine è un oltraggio e una tragedia per chi sostiene la libertà. Gli Stati Uniti e la comunità internazionale devono rispondere a questi attacchi del PCC e assistere gli abitanti di Hong Kong, che avranno bisogno di protezione dalla persecuzione politica.