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Il nuovo governo della Malesia indaga su giornalisti e opposizioni, nonostante la promesse della libertà di parola

Il Ministro della comunicazione e dei media della Malesia Saifuddin Abdullah in passato ha promesso di revisionare l'applicazione della Legge su comunicazioni e multimedia, che è stato usato per incriminare giornalisti, leader della società civile e detrattori del governo. Fonte: Flickr / Foto del Dipartimento di stato U.S.A. / Pubblico dominio

Media e organizzazioni per i diritti umani esprimono preoccupazione [en, come i link seguenti] per l'aumento di incriminazioni di giornalisti, blogger, leader della società civile e detrattori del nuovo governo della Malesia.

La maggior parte di queste incriminazioni ricadono sotto la Sezione 233 (1)(a) della Legge su comunicazione e multimedia (CMA) che rende un reato per qualunque individuo “usare la rete per creare, sollecitare o iniziare una comunicazione oscena, indecente, falsa, minacciosa o offensiva, con l'intento di irritare, maltrattare, minacciare o vessare un'altra persona.”

Una sentenza di colpevolezza per queste accuse comporta una sanzione fino a 50.000 ringgit (11.700 dollari) o un anno di detenzione.

Molte organizzazioni hanno intrapreso una campagna per la revisione e abrogazione di questo provvedimento, che è stato utilizzata dalle autorità per vessare i media, intimidire l'opposizione e ridurre al silenzio i detrattori sul web.

Falsa partenza

Il blocco di opposizione Pakatan Harapan che è salito al potere nel 2018 non è per ora riuscito a riformare queste leggi draconiane, nonostante il suo dichiarato impegno a favore della libertà d'espressione.

Inoltre, la nomina di Muhyiddin Yassin a nuovo Primo Ministro, avvenuta a marzo in seguito a un riallineamento della coalizione di governo, ha suscitato timori di un ritorno all'egemonia del partito United Malays National Organization (UMNO) che era stato ampiamente rigettato dagli elettori nel 2018.

Muhyiddin ha dichiarato che il suo partito Bersatu è disposto a collaborare con UMNO – il principale partito della coalizione Barisan Nasional che ha governato la Malesia per diversi decenni fino alla sua sconfitta nel 2018.

Il governo guidato da UMNO ha emanato diverse leggi, tra cui il CMA, che secondo i critici erano finalizzate a sopprimere la libertà di parola.

Negli ultimi tre mesi, il governo di Muhyiddin è stato accusato di aver intensificato la repressione contro le voci dissidenti, in particolare usando il CMA per perseguire i critici.

L'ultimo caso riguarda la blogger Dian Abdullah che è stata accusata per due post sul suo blog che avrebbero violato la Sezione 233 (1)(a) del CMA.

La blogger è comparsa davanti al tribunale di Kuala Lumpur il 9 giugno e ha pagato una cauzione.

I suoi due post pubblicati il 21 e il 13 marzo criticavano la leadership di Muhyiddin e l’inadeguatezza del sostegno fornito dal governo durante la pandemia di COVID-19 ai lavoratori rimasti senza occupazione e ai residenti.

La blogger Dian Abdullah oggi è stata portata in tribunale in base alla Sezione 233 del Communications and Multimedia Act dopo aver espresso dissenso contro lo Stato.

È ora di respingere queste azioni che riducono al silenzio le voci di dissenso. La libertà d'espressione deve prosperare!

Le autorità hanno anche inviato avvisi di garanzia ad alcuni membri dell'opposizione e della società civile per aver pubblicato online delle dichiarazioni che violerebbero la legge.

Una delle persone sotto indagine è Cynthia Gabriel, fondatrice del Center to Combat Corruption & Cronyism (Centro per la lotta alla corruzione e al clientelismo, anche chiamato C4 Center, ndt).

Il gruppo di Gabriel a marzo ha pubblicato una dichiarazione in cui si denunciava il “governo non eletto” di Muhyiddin.

La nostra fondatrice e direttrice Cynthia Gabriel è stata convocata per un interrogatorio in base alla sezione 4 del Sedition Act e alla sezione 233 del Communications and Multimedia Act. Questa indagine riguarda la dichiarazione rilasciata dal C4 Center il 14 marzo intitolata “Basta legittimare questo governo non eletto!”

Intanto la giornalista Tashny Sukumaran, inviata per il South China Morning Post, una testata con base a Hong Kong, il 3 maggio è stata convocata dalla polizia per un articolo che avrebbe violato il CMA.

L'articolo in questione riguardava la repressione della polizia nei confronti dei rifugiati Rohingya.

Tuttavia il Ministro delle Comunicazioni e dei Media Saifuddin Abdullah ha chiarito che il suo ufficio ha già dato istruzioni alla polizia di fermare l'indagine, e ha promesso di revisionare la controversa legge.

Il continuo e aggressivo uso del CMA da parte del governo per dare la caccia ai detrattori online ha spinto diversi gruppi a denunciare un declino della libertà di parola sotto il nuovo governo.

Il Centro per il giornalismo indipendente ha ribadito la richiesta di abrogare le leggi repressive sui media:

The government must stop charging and investigating individuals under regressive laws such as this section for voicing dissent against the State and public authorities.

Criminalising content that could potentially challenge and attempt to hold the State to account is grossly disproportionate to any legitimate aim of protecting public order. We need an enabling environment that promotes critical thinking and healthy debates that would uphold democracy and good governance.

Il governo deve smettere di accusare e indagare, in base a leggi repressive come questa, gli individui che danno voce al proprio dissenso contro lo Stato e le pubbliche autorità.

La criminalizzazione di contenuti che potrebbero potenzialmente mettere in discussione e chiedere conto allo Stato delle sue azioni è una misura ampiamente sproporzionata rispetto ad ogni legittimo intento di protezione dell'ordine pubblico. Abbiamo bisogno di un ambiente che promuova il pensiero critico e un sano dibattito per difendere la democrazia e il buon governo.

Bernice Chauly della sezione malese di PEN International ha spiegato perché la sezione 233 del CMA è una cattiva legge:

Rule of law is vital, but rule of bad law is not welcome. Section 233 is ‘bad law’ because it is so broad that any Malaysian can make a police report because they are ‘annoyed’, regardless of whether they are the intended recipient or target of a communication.

È necessario uno stato di diritto, non cattive leggi. La sezione 233 è una ‘cattiva legge’ perché il suo raggio d'azione è così ampio che qualunque cittadino malese potrebbe fare una denuncia alla polizia perché si è sentito ‘irritato’, che sia o meno il destinatario o bersaglio di una comunicazione.

Tashny Sukumaran, nel frattempo, ha assunto un atteggiamento di sfida di fronte ai tentativi di zittire il suo giornalismo:

Ciò che POSSO dire è una promessa a tutti voi – a quelli che apprezzano il mio giornalismo *e* a quelli che lo detestano e mi rivolgono insulti razzisti online – io non mi fermerò. Tutti voi meritate libero accesso alla verità. Sono qui per dire la verità in faccia al potere, senza paura né favoritismi.

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