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Il sistema di tracciamento del COVID-19 basato sui colori della Cina arriverà anche a Hong Kong?

Categorie: Asia orientale, Cina, Hong Kong (Cina), Citizen Media, Diritti umani, Politica, Salute, Tecnologia, COVID-19
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Immagine di Stand News. Uso autorizzato.

A seguito del picco di nuovi casi di COVID-19 registratosi a Hong Kong, la città si prepara a sottoporre al test per il nuovo coronavirus tutta la popolazione entro la fine di agosto, mentre i politici pro-Pechino spingono [2] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] per l'adozione di un sistema di codici sanitari basato su tre colori per i risultati del test.

Il sistema codificato per colori, già introdotto in diverse città della Cina continentale, assegna un codice QR ai cittadini in base ai risultati del test per il COVID-19. Chi risulta negativo riceve sul cellulare un codice QR verde che permette di bypassare alcune misure di isolamento sociale, consentendo, ad esempio, l'accesso ai ristoranti.

La proposta ha sollevato preoccupazioni riguardo alla privacy [3] a Hong Kong, dove sono in molti a temere che le autorità possano usare il sistema per tracciare la posizione delle persone e limitarne i movimenti per ragioni politiche.

Mentre a Hong Kong l'introduzione di questo meccanismo è ancora oggetto di discussione, il governo è sulla buona strada per effettuare il test di tutti i suoi 7,5 milioni di abitanti con l'aiuto di Pechino.

La Cina ha già inviato un team di 60 operatori sanitari [4] per assistere alla vasta operazione che costerà 150 milioni di dollari di Hong Kong (circa 20 milioni di dollari americani). Le autorità locali stimano che almeno cinque milioni di cittadini [5] si sottoporranno volontariamente al test, che dovrebbe avere inizio prima della fine del mese.

Ma il campo pro-democrazia di Hong Kong sta esortando le persone a boicottare [6] [zh] il test.

La selezione di tre laboratori della Cina continentale per processare i risultati del test non fa che alimentare il timore della sorveglianza. Alcuni attivisti sostengono che il governo cinese potrebbe cogliere l'opportunità per costruire un database di DNA di tutti i cittadini di Hong Kong — una misura simile a quelle adottate da Pechino nello Xinjiang [7].

Su Twitter, l'attivista Joshua Wong ha scritto:

[Test in tutta la città da tre laboratori con sede in #Cina, uno dei quali è presumibilmente coinvolto nella raccolta del DNA degli #Uiguri]

1/ Il #GovernoDiHongKong ha appena annunciato un test per il #Covid19 in tutta la città. Senza una regolare gara d'appalto, #CarrieLam ha versato 150.000.000 dollari di Hong Kong per il progetto.

Il parlamentare Eddie Chu ha affermato:

Il Partito Comunista Cinese sta cogliendo tutte le occasioni per instaurare un invadente sistema di sorveglianza sociale a Hong Kong — stavolta in nome del “codice sanitario” anti-pandemia — che gli permetterà di tracciare la posizione delle persone, limitare la libertà di movimento, introdurre un “sistema di credito sociale” e controllare i flussi di denaro.

Il governo di Hong Kong afferma [4] che i laboratori in questione non avranno accesso alle informazioni personali e che le autorità non hanno intenzione [16] [zh] di integrare i risultati dei test in un futuro sistema di codici sanitari.

Oltre alle preoccupazioni relative alla sorveglianza, a essere messa in dubbio [2] dagli esperti di salute locale è anche l'efficacia di un unico test universale nella prevenzione della diffusione del virus. Alcuni studi hanno evidenziato [17] che i test sulla reazione a catena della polimerasi (PCR) potrebbero generare dei falsi-negativi qualora il paziente venisse testato troppo precocemente nel corso dell'infezione.

In un'intervista con The Standard, l'esperto di microbiologia Ho Pak Leung ha affermato che affinché un sistema di codici sanitari risulti efficace, occorrerebbe che il test universale venisse condotto su base settimanale — il che sarebbe molto dispendioso.

Il sistema basato sui colori

Il gruppo attivista Hong Kong Global Connect spiega in un lungo thread [18] su Twitter come funziona il sistema di codici sanitari nella Cina continentale.

Dopo aver testato tutti i cittadini di una determinata località per la SARS-CoV-2, il sistema assegna loro tramite un codice QR scaricato sul cellulare uno dei tre colori [19]: verde, giallo o rosso.

Ai cittadini con un codice giallo o rosso non è consentito accedere a luoghi pubblici o usare i trasporti pubblici. L'accesso, ad esempio, ai ristoranti e ai centri commerciali è subordinato alla scansione all'ingresso del codice QR dell'avventore.

Ma i criteri per l'assegnamento dei colori non sono del tutto chiari ai cittadini e si sono verificati casi di codici rossi o gialli rimasti senza spiegazione. Un’analisi condotta dal New York Times [19] ha rilevato che l'applicazione mobile condivide i dati relativi ai movimenti e alla posizione con la polizia.

In Cina, il sistema di codici sanitari è gestito da AliPay, la stessa compagnia dietro Sesame Credit, una componente fondamentale del sistema di credito sociale [20] [it] della Cina che punisce i “cattivi” cittadini e ricompensa quelli “buoni”.

I dati utilizzati negli algoritmi di credito sociale derivano dai dati finanziari e dalle fedine penali dei cittadini, così come da infrazioni minori quali attraversamento fuori dalle strisce pedonali o abbandono dei rifiuti (e comportamento online). AliPay è di proprietà di Ant Finance, una filiale del gigante tecnologico cinese Alibaba.