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Le autorità vietnamite arrestano quattro attivisti per i diritti fondiari

Da sinistra a destra: Trịnh Bá Tư, Trịnh Bá Phương, Cấn Thị Thêu. Arrestati dalla polizia il 24 giugno e accusati di propaganda contro lo stato.” Fonte: Facebook – Viet Tan

Questo articolo [en, come i link seguenti] è stato originariamente pubblicato su Loa, un sito di informazione e podcast vietnamita di Viet Tan. Un'edizione adattata è pubblicata di seguito tramite un accordo per la condivisione del contenuto.

Nella mattinata del 24 giugno, l'attivista per i diritti fondiari Trịnh Bá Phương ha raccontato il suo imminente arresto in un video pubblicato su Facebook.

Both uniformed and plainclothes police are surrounding my house. It is 5:30 am. I think they are going to arrest me today.

Sia la polizia in uniforme, sia la polizia in borghese stanno circondando la mia casa. Sono le 5:30 del mattino. Credo che mi arresteranno oggi.

Ha continuato:

As I have said in my will, I have no intention of committing suicide if I am arrested. I am very healthy at the moment, without any signs of illness. If I die in a police station or detention center, it is because the police killed me.

Come si legge nel mio testamento, non ho intenzione di commettere suicidio qualora dovessero arrestarmi. Sono in salute al momento e non avverto segnali di malattia. Se dovessi morire in questura o in carcere, sarà solo perché la polizia mi avrà ucciso.

La polizia di sicurezza ha fatto irruzione con la forza nella proprietà di Phương e lo ha arrestato poco dopo. Lo stesso giorno, le autorità hanno arrestato sua madre Cấn Thị Thêu, suo fratello, Trịnh Bá Tư, e un altro attivista, Nguyễn Thị Tâm. I quattro attivisti hanno parlato apertamente dello scontro avvenuto a Đồng Tâm nel mese di gennaio, quando la polizia di sicurezza ha fatto irruzione nella casa di un capo villaggio anziano e lo ha ucciso. Phương aveva incontrato i diplomatici dell'ambasciata statunitense nel mese di febbraio per discutere di quanto accaduto a Đồng Tâm.

I media statali hanno riportato che l'account Facebook di Phương ha “attirato più di 50.000 followers” e ha sostenuto di aver “recato informazioni distorte” relativamente allo scontro a Đồng Tâm. Da allora il suo account Facebook è stato chiuso.

Lunedì 29 giugno, l'avvocato Đặng Đình Mạnh si è recato all'agenzia di sicurezza investigativa a Hà Nội per condurre le procedure per la difesa di Trịnh Bá Phương. Ha riportato la notizia che i quattro attivisti sono stati accusati ai sensi dell'articolo 117 del codice penale per “aver condotto propaganda contro lo stato.” Le persone accusate ai sensi dell'articolo 177 rischiano fino a 20 anni di carcere.

La moglie di Trịnh Bá Phương ha partorito il loro secondo genito appena quattro giorni prima il suo arresto. Nel video pubblicato su Facebook, lui ha puntato la videocamera per un breve attimo verso il neonato, che stava dormendo.

Il giornalista partecipativo Nguyễn Anh Tuấn ha condiviso su Facebook che aveva parlato con Phương alla fine di maggio e che Phương gli aveva predetto che qualcosa di brutto gli sarebbe accaduto presto, ma non voleva andare da nessuna parte perché voleva rimanere al fianco di sua moglie e dei suoi figli quando avevano più bisogno di lui.

Il govermo vietnamita ha anche arrestato altri due attivisti il 24 giugno, a causa dei post pubblicati su Facebook che criticavano lo stato. Questa serie di arresti arriva a poche settimane di distanza dagli arresti di tre giornalisti di quello che i gruppi per i diritti umani chiamano un giro di vite contro gli attivisti in vista del 13° Congresso Nazionale del Partito.

Human Rights Watch alla fine dell'anno scorso ha riferito che il Vietnam ha ha avuto più di 130 prigionieri politici. Altre ONG, quali Defend the Defenders, recentemente hanno collocato questo numero a quasi 250 prigionieri politici. Tra quei detenuti, vi sono i firmatari di diritti fondiari che si battono per proteggere la loro terra dalla confisca da parte delle autorità.

Ascolta e guarda il servizio di Loa sull'arresto:

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