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“Perché tuo padre è morto?” In Serbia il caos del COVID-19 si riversa nelle strade di Belgrado

Protesters in front of Serbian parliament in Belgrade on July 8, 2020. Photo by Zoran Torbica.

Manifestanti davanti al Parlamento serbo l'8 luglio 2020. Sui cartelli si legge: “Tutti uniti nello sciopero,” “Il Sistema Sanitario non è SMS né SNS” [acronimo del Partito progressista serbo], “Non voglio essere curato via SMS,” “Non posso nemmeno ammalarmi.” Foto di Zoran Torbica, utilizzato con permesso.

L'8 luglio, i social network in Serbia erano ancora immacolati prima che la polizia e i poliziotti in borghese usassero la forza per domare una manifestazione organizzata contro le politiche del Governo sulla pandemia.

La polizia ha sparpagliato i protestanti che si erano riuniti fuori al palazzo di Belgrado utilizzando gas lacrimogeni, manganelli, veicoli blindati, cani d'attacco [sr] e cavalli. A un certo punto, durante la manifestazione, i protestanti hanno tentato di entrare nel Parlamento ma sono stati prontamente respinti dalla polizia.

Alcuni giornalisti hanno assistito ai drammatici eventi [en,  come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dicendo che era forte il paragone con i ricordi caotici delle manifestazioni post-elettorali del 2000.

Proteste di massa di giovani arrabbiati, scontri, gas lacrimogeni e baraonde questa sera a Belgrado. Sembrava tanto il 2000. Vučić nega le sue responsabiità per i disastrosi provvedimenti durante la pandemia, a costo di disordini sociali. Il picco dell'impunità è il risultato che tutti temevamo.

Le proteste sono iniziate la sera del 7 luglio dopo che il governo aveva annunciato un coprifuoco nel fine settimana a Belgrado [sr] in risposta ad un'ondata di casi di COVID-19 nel paese.

I manifestanti sono scesi in strada condannando il modo in cui le autorità hanno mal gestito la pandemia e inveendo contro la corruzione.

Tutto per le elezioni

Il governo populista di destra serbo ha promosso un ritorno alla normalità per condurre le elezioni parlamentari.

Con una mossa controversa, il 7 giugno Belgrado ha dichiarato ‘guarite’ 4000 persone risultate positive al COVID-19 [sr], riducendo il numero ufficiale di infetti attivi di almeno 10 volte.

L'epidemiologo Zoran Radovanović ha lamentato al momento che alcuni pazienti erano stati “cancellati da un atto ufficiale, quella era una decisione amministrativa”

Il 21 giugno, il giorno delle elezioni, il partito SNS ha vinto conquistando una schiacciante maggioranza di seggi.

I partiti dell'opposizione hanno boicottato il voto, sostenendo che né il Governo né la pandemia avrebbero consentito una votazione libera e giusta.

I protestanti facevano parte di diversi orientamenti politici, studenti di sinistra e gruppi di destra, coalizzati senza alcuna organizzazione davanti al Parlamento [sr]:

Nel caso in cui qualcuno si chiedesse quanta gente c'è

‘Perché tuo padre è morto?’

In vero stile populista i funzionari del Governo serbo all'inizio hanno ridicolizzato il virus e hanno anche ripetutamente minimizzato la sua pericolosità [it]. Poi, dopo aver fatto marcia indietro e imposto rigide misure di quarantena [it] ad aprile, hanno allentato queste restrizioni con l'avvicinarsi delle elezioni.

Un report della Balkan Investigative Reporting Network (BIRN) pubblicato il 22 giugno afferma che il Governo ha coperto le morti del COVID-19. Il Presidente Aleksandar Vučić ha smentito il report, ma ne ha convinti pochi.

Allo stesso tempo, la cittadina sud occidentale di Novi Pazar è diventato un focolaio a causa di un picco nei casi e una carenza di forniture mediche.

Solo alcuni canali televisivi – N1 TV, Al Jazeera Balkans e Nova S – trasmettevano copertura in diretta delle proteste.

La frase “Papà, questo è per te” (Ćale, ovo je za tebe) di un'intervista sul canale N1 TV è diventata uno slogan delle proteste [sr]:

Protestante: Gas lacrimogeni, munizioni, manganelli, tutto questo contro giovani a mani nude. Papà, questo è per te, che sei morto perchè non c'erano respiratori… Papà ti amo tanto, faccio questo per te e per il mio bimbo appena nato.
Giornalista: Perchè tuo padre è morto?
Protestante: Perchè non c'erano respiratori. Ad oggi non ho ricevuto i suoi esami, il documento che dichiara che è morto a causa del corona [virus]. Non erano disponibili respiratori nell'ospedale di Zemun. Così dichiara il report ufficiale. Mentre loro [il Governo] si vantavano di donare respiratori all'estero. Papà, questo è per te, Papi! So che ne saresti fiero!

I protestanti e le troupe televisive hanno documentato alcune delle scene più struggenti della serata [sr]:

Oggi i poliziotti mi hanno sparato una lattina di gas lacrimogeni e io ho risposto con un calcio al volo rilanciandogliela indietro. Altri protestanti hanno ripreso la scena ed eccomi qui…

Ed ecco che arrivano i cavalieri.

La polizia ha perso il controllo e sta picchiando la gente.

La polizia antisommossa di Belgrado sta picchiando gente senza alcun motivo. Questi tre uomini erano seduti su una panchina quando si è avvicinata una colonna di poliziotti. Alcuni di loro si sono allontanati dal gruppo e li hanno picchiati. Gli uomini non hanno reagito, hanno cercato di liberarsi ma la polizia ha continuato.

Verso le 3 dell'8 giugno, la polizia ha disperso la protesta nonostante alcuni manifestanti fossero rimasti nei dintorni del palazzo, diffondendo quello che avevano appena visto e vissuto.

Penso che lo Stato debba informare i suoi cittadini in modo veritiero. Se lo Stato non vuole, allora bisogna costringerlo a farlo. Così deve essere. Questo è il nostro ruolo nella società… Sono padre di due bambini piccoli e spero che i miei figli vivranno in uno Stato migliore di quello dove io sono cresciuto. Questo è il mio augurio e il mio obiettivo. Ecco perchè combatto. E questa è la fine. Arrivederci e grazie.

Stando ai dati forniti dal Governo serbo all'Organizzazione Mondiale della Salute e redatti dall'Università di Johns Hopkins, all'8 di giugno il paese ha 16.719 casi confermati e 330 morti a causa del coronavirus.

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