chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Rivolte in Sudan: riforme radicali introducono giustizia e libertà

Tramonto a Khartoum, Sudan, 29 gennaio 2017. Foto di Christopher Michel da Flickr CC BY 2.0.

Nuove riforme radicali stanno dando inizio a una nuova era di giustizia e libertà in Sudan.

Il 9 luglio, il ministro della giustizia Nasredeen Abdulbari ha annunciato su Twitter l'approvazione di quattro nuove leggi da parte del presidente del consiglio sovrano. Queste riforme ripristinano diritti fondamentali e libertà che sono state represse a lungo dal vecchio regime del dittatore Omar Al-Bashir, che ha governato il Sudan per 30 anni [ar, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]:

Sono stati firmati l'atto della commissione per la riforma del sistema dei diritti umani e della giustizia 2020, l'atto degli emendamenti vari 2020 (diritti e libertà fondamentali), l'atto contro i crimini informatici 2020 (emendamento) e il codice penale 2020 (emendamento).

Queste leggi sono l'espressione di un nuovo Sudan che riconosce diritti, diversità e libertà di culto e di espressione.

Abdulbari ha scritto in una serie di post su Twitter:

La commissione istituita dalla nuova legge guiderà un processo completo e approfondito di riforma del sistema dei diritti umani e della giustizia, che durante gli anni del regime è andato in rovina — una devastazione senza precedenti nella storia del Sudan.

Per quanto riguarda l'atto degli emendamenti vari, attua riforme in varie leggi per allinearle con i principi dei diritti umani e delle libertà fondamentali contenuti nel documento costituzionale, e rappresenta quindi un passo importante verso il raggiungimento di uno dei pilastri dello slogan vittorioso della rivoluzione di dicembre: libertà.

Vittoria del femminismo

L'atto sui diritti e le libertà fondamentali è una vittoria per il femminismo in Sudan perché garantisce la libertà di movimento per le donne.

Sotto il regime di Bashir, le donne non potevano viaggiare senza esplicita autorizzazione da parte del padre o del marito (se sposate). Ora le madri possono viaggiare con i propri figli senza il permesso del padre dei bambini. In passato, queste restrizioni erano particolarmente disastrose per le famiglie divorziate e spesso creavano tensioni. Le donne dovevano andare in tribunale semplicemente per ottenere il permesso di viaggiare da sole con i propri figli.

Inoltre, con il nuovo codice penale, il Sudan criminalizzerà la circoncisione femminile, una pratica che non era riconosciuta come un crimine sotto il regime di Bashir.

Per la prima volta nella storia del Sudan è una donna, Nimat Abdullah Khair, a ricoprire la carica di presidente della corte suprema.

Una netizen ha esultato:

Congratulazioni [alle donne sudanesi], il grande risultato ottenuto oggi con gli emendamenti alle leggi ingiuste sul diritto di impedire alle donne di viaggiare con i bambini senza permesso; il briefing sulla legge che criminalizza la circoncisione femminile. [Vivere senza oppressione o rottura] “lo slogan delle femministe sudanesi”. E questo è l'inizio di un lungo viaggio per la protezione dei diritti delle donne e dei bambini in Sudan.

Diritti fondamentali

In Sudan, più del 95% dei sudanesi è musulmano. Sotto il regime di Bashir, i cittadini rispettavano rigorosamente le leggi della Sharia dell'Islam. I recenti emendamenti hanno assicurato giustizia alle minoranze non musulmane.

Ad esempio, sotto Bashir, l'alcol era proibito perché non è permesso nell'Islam. Con il nuovo codice penale, il divieto consumare alcolici è stato emendato per garantire la libertà dei non musulmani di vivere la propria vita senza dover rispettare le leggi della Sharia.

Queste riforme garantiscono anche la libertà di culto: la pena per l’apostasia [en] è stata rimossa. Prima delle riforme, le autorità davano a chi rinnegava l'Islam un periodo di tre giorni per rivalutare la propria decisione o andare incontro alla morte se non si ritrattava.

Ora, tutti i sudanesi hanno il diritto di scegliere la propria religione o il proprio credo senza paura di essere puniti.

Anche il codice penale è stato modificato. La pena di morte è stata abolita per chi ha meno di 18 anni e più di 70.

Reazioni in Sudan

Gli emendamenti sono stati sostenuti da diversi funzionari governativi di alto profilo, come il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok, che ha scritto su Twitter:

L'approvazione di queste nuove leggi ed emendamenti è un passo importante nella riforma del sistema giudiziario per realizzare lo slogan della rivoluzione: libertà, pace e giustizia attraverso leggi e organi giudiziari che garantiscano lo stato di diritto; le revisioni legali e gli emendamenti continueranno fino a quando riusciremo ad affrontare tutte le distorsioni del sistema giudiziario del Sudan.

Abdulhai Yousif, un noto e devoto religioso islamico con oltre 75.000 follower, ha invece criticato le riforme, definendole “una guerra contro la virtù e un [atto di] aggressione contro la nazione”:

L'emanazione di emendamenti al codice penale conferma a tutti quello che dicono da tempo i seguaci della religione, cioè che questo governo è arrivato come una guerra contro la virtù e un'aggressione contro la religione e l'identità della nazione.

E alcune persone hanno creato l'hashtag #لا_تشريع_بلا_تفويض, che significa “nessuna legislazione senza mandato”.

Attualmente il Sudan non ha un consiglio legislativo o un “parlamento”, in attesa dei colloqui di pace che devono stabilire una piena e adeguata rappresentazione delle zone di conflitto in parlamento. La costituzione transitoria sudanese del 2019, nota come “il documento costituzionale”, ha dato alla riunione congiunta del consiglio sovrano e del gabinetto il diritto di creare una nuova legislazione.

I cittadini, però, dicono che queste riforme radicali sono antidemocratiche perché qualsiasi nuova legge dovrebbe essere approvata prendendo in considerazione le opinioni dei cittadini.

Bakr Elterify ha avvertito:

Alcune persone non capiscono la catastrofe, è una dittatura, a proposito, anche se le leggi sono buone.

E Aabid ha lamentato il modo in cui sono state scritte queste leggi:

Leggi passate senza rendere disponibili le bozze per una discussione in società e presentate a un organo legislativo difettoso, progettato per adattare le leggi agli interessi e ai desideri dei partner governativi non eletti alla luce del ritardo deliberato nella formazione di un organo di controllo regolamentare efficace. Questo è il metodo di una dittatura e non un processo di legiferazione.

Il governo di transizione del Sudan deve affrontare delle minacce di controrivoluzione a causa dell'instabilità economica e ha bisogno del sostegno internazionale in questo momento critico, ma queste riforme dimostrano la volontà del governo di costruire un nuovo Sudan dove la libertà, la pace e la giustizia possano prosperare.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.