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Cittadini preoccupati chiedono alle autorità di Timor Est di non reintrodurre la legge sulla diffamazione

Protesta del 3 agosto contro il progetto di reintrodurre la legge sul reato penale di diffamazione nel Timor Est. Foto dalla pagina Facebook della Associazione dei giornalisti di Timor Est (AJTL), pubblicata dietro autorizzazione.

Il 25 agosto, una petizione [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] è stata presentata al Ministero per la presidenza del Consiglio dei Ministri di Timor Est per chiedere che venga rifiutata la proposta [it] di ripristinare il reato penale di diffamazione nel codice penale del Paese.

La petizione proviene dal Movimento contro la criminalizzazione della diffamazione e dell'ingiuria (MKKDI) che è costituito da rappresentanti di organizzazioni della società civile, dall'Associazione dei giornalisti di Timor Est (AJTL), dal Consiglio stampa, da membri del mondo accademico e da studenti universitari.

Si oppongono alla bozza di legge presentata dal Ministro della Giustizia il 5 giugno di ripristinare il reato penale di diffamazione che era stato rimosso dal codice quando il governo aveva adottato un nuovo Codice per la stampa nel 2014.

LEGGI ANCHE [it]: Il progetto delle autorità di Timor Est di ripristinare la legge sul reato penale di diffamazione, e la preoccupazione riguardo il suo impatto sulla libertà di parola

MKKDI fa notare nella petizione che le consultazioni pubbliche riguardo la proposta si sono concluse in solo una settimana a giugno.

L'autore di questo articolo ha scritto una email al portavoce di MKKDI Alberico Junior riguardo la petizione e ha ricevuto questa risposta:

…the movement thinks that this proposed law is to protect those in power from criticism when they commit any act of corruption and any other acts of crime. We do not want this law to be applied in the country as we do not want to be back to Indonesia's authoritarian regime and Portuguese colonial time, this law is actually the product of colonialists, which was used to ban the Timorese people from criticizing the government at that time.

… il movimento ritiene che lo scopo di questa legge sia proteggere gli individui al potere dal ricevere critiche quando commettono un atto di corruzione o qualsiasi altro atto criminale. Non vogliamo che questa legge venga applicata nel Paese, perché non vogliamo tornare indietro ai tempi del regime autoritario indonesiano o del periodo coloniale portoghese, questa legge è in realtà opera dei colonizzatori, che la usavano per impedire al popolo timorese di criticare il governo di quel tempo.

Timor Est fu una colonia del Portogallo [it] dal 1702 al 1975. L'Indonesia occupò il territorio dal 1975 al 1999.

Dopo aver ricevuto i contributi del pubblico riguardo la bozza di legge, il 19 luglio il Ministero della Giustizia ha annunciato che rimuoverà una norma che avrebbe raddoppiato o triplicato la pena per le persone riconosciute colpevoli di diffamazione contro un pubblico ufficiale, sia tramite media tradizionali che social media. La norma è stata rimossa in risposta alle pubbliche critiche secondo cui avrebbe potuto essere usata per soffocare la libertà di parola.

Tuttavia la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) sostiene che questa dichiarazione sia fuorviante, perché la norma che criminalizza la diffamazione è ancora intatta. Jim Nolan, consulante legale pro-bono della sezione Asia-Pacifico di IFJ, ha scritto:

Upon scrutiny, the only ‘concession’ offered by the Ministry of Justice, turns out to be no concession at all. All it achieves is a clumsy attempt to blunt the serious and well-founded criticisms levelled by civil society groups. The substance of these criticisms has been left unanswered by this present proposal.

A un esame attento, emerge che l'unica ‘concessione’ offerta dal Ministero della Giustizia non è affatto una concessione. Tutto ciò che ottiene è un tentativo maldestro di smussare le critiche, serie e ben motivate, mosse dai gruppi della società civile. La sostanza di queste critiche non ha ancora ricevuto risposta dalla proposta attuale.

Jonas Guterres, ex consulente per l'Ufficio del sovrintendente della Commissione anti-corruzione di Timor Est, ha avvertito del possibile impatto della bozza di legge sulla lotta alla corruzione:

…the move by the government of Timor-Leste to criminalize defamation is against the national interest, and will likely undermine efforts to curb corruption, by suppressing to a greater or lesser extent the voices
of whistleblowers and the media. If anything, there is a need instead for anticorruption efforts to be strengthened even further, by enhancing whistleblower protections and asset recovery processes.

… la mossa da parte del governo del Timor Est di criminalizzare la diffamazione va contro l'interesse nazionale, e probabilmente comprometterà gli sforzi per contrastare la corruzione, sopprimendo in maggior o minor misura le voci dei whistleblower (segnalatori di condotte illecite) e dei media. C'è anzi bisogno di rafforzare ulteriormente gli sforzi anti-corruzione, potenziando le protezioni per i whistleblower e le procedure per il recupero dei beni.

Il 3 agosto, i giornalisti hanno organizzato un'azione di protesta in cui condannano la bozza di legge.

L'11 agosto, il gruppo della società civile La’o Hamutuk ha incontrato il Presidente di Timor Est Francisco Guterres. Durante l'incontro, il presidente avrebbe espresso [tetum, pt] la sua preferenza per l'istruzione, piuttosto che la criminalizzazione, nell'affrontare la questione della diffamazione. Ha anche aggiunto che la bozza di legge non è una priorità del governo.

Il Parlamento di Timor Est è attualmente in pausa e riprenderà le sessioni nella seconda settimana di settembre.

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