Conversazione con il giamaicano Brian Heap, vincitore regionale caraibico del Commonwealth Short Story Prize 2020

Schermata del racconto di Brian Heap “Mafootoo”, come appare sul sito web della rivista Granta.

Brian Heap, educatore in pensione ed ex direttore del Philip Sherlock Centre per le Arti Creative [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] presso l'Università del West Indies (UWI) del campus di Mona a Kingston, in Giamaica, confessa di essere “scioccato e molto onorato” di aver vinto il Commonwealth Short Story Prize 2020 (premio del Commonwealth dedicato al racconto).

Il suo racconto vincente, “Mafootoo”, segue Evadne, un'immigrata giamaicana di ascendenza cimarrona, che vive nel Regno unito, la quale riflette sulla sua vita insoddisfacente con suo marito, mentre egli giace moribondo in ospedale. Il pezzo è stato scelto fra oltre 5000 voci ed è pubblicato sulla rivista Granta. Ogni anno vengono premiati cinque vincitori regionali, dall'Africa, dall'Asia, Canada e Europa, dai Caraibi e dal Pacifico.

Heap ha lavorato in Giamaica nel teatro e nell'istruzione per oltre 40 anni. Insegnante laureato nel nord dell'Inghilterra, ha insegnato al San Joseph's Teacher Training College ed è stato direttore degli studi presso la Jamaica School of Drama (Edna Manley College delle Arti Visive e dello Spettacolo). Ha ricoperto il ruolo di direttore artistico per la University Players, le cui produzioni dei Caraibi e altri drammi classici hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Tra i quali i premi dell'Istituto Internazionale del Teatro della Giamaica, Actor Boy Awards.

Recentemente abbiamo chiacchierato, via mail, sullo storytelling, sia nel teatro che sulla pagina scritta. Del primo episodio di questa serie in due parti, abbiamo parlato di alcune delle sfumature della sua storia vincente e dell'esperienza Giamaicana nel Regno Unito.

Brian S. Heap, Vincitore regionale caraibico del Commonwealth Short Story Prize 2020. Foto su concessione di Heap, usata con permesso.

Emma Lewis (EL): Nii Ayikwei Parkes, la presidente della giuria, ha elogiato i cinque vincitori regionali del Premio del Racconto del Commonwealth 2020 per i loro ‘balzi laterali, uso del linguaggio, voce e sovversione – e il loro puro coraggio”. Quanto è stato coraggioso il salto che ha fatto per scrivere questa storia? 

Brian Heap (BH): I suppose it does take a certain amount of artistic courage to try to find more innovative ways of shaping the form of a story, and even in presenting different kinds of content and language. A friend who read ‘Mafootoo’ told me that the protagonist, Evadne, is essentially Jamaican but ‘unusual’ and I was grateful for that observation. As a writer, you don’t want to be reinforcing stereotypes in your work. But also I didn’t want to have to spend more time than was necessary explaining Maroon culture to readers. However, I’m not totally convinced that the greatest courage lies in the writing process so much as in making it available for others to read. You can never easily predict just how your readers are going to respond to your work, especially if it might be considered ‘unusual.’

Brian Heap (BH): Suppongo che ci voglia un certo coraggio artistico per cercare di trovare i modi più innovativi di modellare la forma della storia, e anche nel presentare diversi tipi di contenuto e di linguaggio. Un amico che ha letto ‘Mafootoo’ mi disse che la protagonista, Evadne, è essenzialmente giamaicana ma ‘insolita’ ed ero grato per quell'osservazione. Come scrittore, non vuoi rafforzare stereotipi nel tuo lavoro. Ma non volevo nemmeno impiegare più tempo del necessario per spiegare la cultura Cimarrona ai lettori. Tuttavia, non sono del tutto convinto che il coraggio più grande risieda nel processo della scrittura, tanto quanto nel renderlo disponibile agli altri affinché lo leggano. Non si può mai facilmente prevedere in che modo i lettori risponderanno al tuo lavoro, soprattutto se può essere considerato insolito.

EL: Ha segnalato un legame tra la cultura cimarrona e l'Islam, da cui Evadne sembra essere attratta. È qualcosa che ha ricercato per la storia?

BH: I worked with [Jamaican cultural historian, anthropologist and musicologist] Dr. Olive Lewin for many years. She did a lot of research into Maroon culture and was herself initiated as an Honorary Maroon. I heard the use of the Muslim greeting among the Maroon elders myself during our many field trips, then later discovered that UWI historian Dr. Sultana Afroz had written about Islamic retentions among Africans transplanted to Jamaica. Her work was apparently considered controversial and she eventually returned to her home in Bangladesh. But for the purpose of the story, it is something I heard first-hand.

BH: Ho lavorato con il Dott.ssa Olive Lewin [storica della cultura giamaicana, antropologa e musicologa] per molti anni. Ha fatto molte ricerche sulla cultura cimarrona e lei stessa venne promossa come cimarrona onoraria. Ho sentito l'uso del saluto musulmano tra i cimarroni anziani durante le nostre numerose gite sul campo, poi ho scoperto che la storica Dott.ssa Sultana Afroz UWI aveva scritto sulle ritenzioni tra gli africani trapiantati in Giamaica. Il suo lavoro venne considerato apparentemente controverso e alla fine ritornò nella sua casa in Bangladesh. Ma ai fini della storia è qualcosa che ho sentito in prima persona.

Una mostra sulla storia islamica dei cimarroni in Giamaica. Foto di Kent MacElwee, scattata al Festival dei Cimarroni in Accompong a Cockpit Country, Giamaica 6 gennaio 2013. CC BY-NC-ND 2.0.

EL: Mafootoo, che è la vite del cacoon usata dai cimarroni per qualunque cosa, dall'impianto di trappole fino alla costruzione di mobili, viene utilizzata nella storia in maniera simbolica. I tubi di plastica a cui è agganciato il marito di Evadne in ospedale sembrano intrappolarlo come viti. Io non so se essere dispiaciuta per Hubert, o spazientirmi con lui come fa Evadne. Come si sente lei?

BH: I keep pointing to the fact that Evadne has stuck by this man for fifty years and she’s put up with his impracticality for all that time. There is a great deal of love and affection there. However, her chance to return to nature and the hills of Jamaica is clearly the result of her kindness to others and the fact that she is the steady one in the partnership.

We don’t hear much about her career in England but it is made clear that she had one, plus she cooks and cleans and pays the bills. She is the responsible one. One gets the impression, on the other hand, that Hubert is a self-centred individual, constantly following schemes that don’t result in much, has little time for holidays, and ends up with the ‘stroke he worked for’. His ‘Mafootoo’ of the life-support machine evokes a stark separation from the natural world of the cacoon vine.

BH: Continuo a sottolineare il fatto che Evadne è rimasta al fianco di questo uomo per cinquant'anni ed ha sopportato la sua impraticabilità per tutto quel tempo. C'è molto amore e affetto. Tuttavia, la sua opportunità di ritornare alla natura e alle colline della Giamaica è chiaramente il risultato della sua gentilezza verso gli altri e il fatto che è lei quella stabile nell'unione.

Non sentiamo molto della sua carriera in Inghilterra ma è chiaro che ne aveva una, in più cucina, pulisce e paga le bollette. Lei è la responsabile. Si ha l'impressione, invece, che Hubert sia un individuo egocentrico, che segue costantemente schemi che non danno molti risultati, ha poco tempo per le vacanze, e finisce con il ‘colpo per cui ha lavorato’. Il suo ‘Mafootoo’ della macchina di supporto vitale evoca una netta separazione dal mondo naturale della vite del cacoon.

EL: Definiresti ‘Mafootoo’ una tipica storia di immigrazione di lotta e di superamento o di rassegnazione e perdita? In che modo si è evoluta l'esperienza degli immigrati giamaicani in Inghilterra? Hai attinto alle tue esperienze personali nel scriverlo?

BH: I’m not sure what a typical immigrant tale is. People from the Caribbean have migrated all over the place. During the 19th century, Jamaicans even went to the Gold Rush in the Yukon Territory. Mary Seacole first travelled to England when she was just 16 years old. I think every immigrant story is different and we still haven’t told enough of them.

Some involve spouses, sons and daughters who left and were never heard from again. Some migration stories involve entire families broken apart, and second families being established in the host country. Casualties of migration include abandoned children, aged parents and lost loves.

I did see some of that for myself growing up in England — the psychological scars left by separation, as well as the sometimes hostile environment of the assimilation process. The Windrush scandals have thrown a lot of that into sharp relief. I think the experience of Jamaican immigrants in England has evolved, because their children now have sufficient confidence to challenge history by pulling down the statues of the very people who enslaved their ancestors!

BH: Non sono sicuro di cosa sia la tipica storia di un immigrato. La gente dei Caraibi è emigrata ovunque. Durante il XIX secolo i giamaicani andarono persino alla Corsa dell'Oro nel territorio dello Yukon. Mary Seacole [it] viaggiò per la prima volta in Inghilterra quando aveva solo sedici anni. Penso che ogni storia di immigrati sia diversa e non ne abbiamo ancora parlato abbastanza.

Alcune coinvolgono coniugi, figli e figlie che sono partiti e di cui non hanno mai avuto notizie. Alcune storie sull'immigrazione coinvolgono intere famiglie divise, e seconde famiglie che si sono stabilite nel paese di accoglienza. Le vittime dell'immigrazione comprendono bambini abbandonati, genitori anziani e amori persi.

Vidi un po’ di questo crescendo di Inghilterra: le cicatrici psicologiche lasciate dalla separazione, così come l'ambiente a volte ostile del processo di assimilazione. Gli scandali di Windrush hanno messo in rilievo molto di questo. Penso che l'esperienza degli immigranti giamaicani in Inghilterra si sia evoluta, perché i loro bambini adesso hanno fiducia sufficiente per sfidare la storia abbattendo le statue delle stesse persone che hanno schiavizzato i loro antenati!

EL: Ci sono altre storie da raccontare sui giamaicani in Inghilterra e sugli inglesi in Giamaica? O forse a “cavallo dell'Atlantico”, che Evadne stava considerando?

BH: Oh, absolutely. Jamaica is so rich in stories that it surprises me that in popular culture we keep going back to the same old narratives of sex and violence in very stereotypical ways. I worked with [Jamaican cultural historian, anthropologist and musicologist] Olive Lewin and the Jamaica Memory Bank for many years and some of the stories our older informants told were absolute treasures. It’s so important for us to delve into the inner life of Jamaican subjects, and also to realise that a great deal of Jamaican knowledge and tradition resides among the citizens of the Jamaican diaspora, as it does in the case of Evadne.

BH: Oh, certamente. La Giamaica è così ricca di storia che mi sorprende che nella cultura popolare continuiamo a tornare sulle stesse vecchie narrazioni di sesso e violenza in modi molto stereotipati. Ho lavorato con [storica della cultura giamaicana, antropologa e musicologa] Olive Lewin e la Jamaica Memory Bank per molti anni e alcune delle storie raccontate dai nostri informatori più anziani erano tesori assoluti. È molto importante per noi approfondire la vita interiore dei soggetti giamaicani, e anche renderci conto che una grande quantità di conoscenza e tradizione della Giamaica risiede tra i cittadini della diaspora giamaicana, come nel caso di Evadne.

La seconda parte di questa intervista è qui.

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