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Gli omicidi per mano dei poliziotti accendono proteste nella capitale di Trinidad

Screenshot di un video condiviso via WhatsApp e trasmesso in un video online di TTT Live [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], che mostra dei poliziotti mentre sparano contro dei protestanti ad est del Port of Spain, a Trinidad, il 30 giugno 2020.

Il 27 giugno scorso, qualche ora dopo che il poliziotto Allen Moseley è stato ucciso [en, come i link seguenti] a Morvant – un'area depressa ad est del Port of Spain, capitale di Trinidad e di Tobago, dei poliziotti del TTPS – il Servizio di Polizia di Trinidad e Tobago, dipartimento di Guardia ed Emergenza, cioè l'unità di cui faceva parte Moseley, si è palesata nel distretto e ha ucciso tre uomini.

I poliziotti hanno dichiarato di essere stati colpiti da alcuni uomini in un'auto, ma le telecamere di sicurezza che hanno ripreso il momento e il cui video gira via WhatsApp, mostrano almeno uno degli uomini alzare le mani in segno di resa.

In seguito alla morte dei tre uomini, che sono poi stati identificati e i cui nomi sono Noel Diamond, Joel Jacobs, and Israel Clinton, il 29 giugno sono scoppiate proteste nella zona di Morvant. I cittadini hanno bloccato la strada, messo fuoco a copertoni e ad altri rifiuti, e hanno paragonato la morte dei tre uomini all'omicidio di George Floyd.

Clinton, che è stato prosciolto dalle accuse di furto mosse verso di lui qualche anno fa, avrebbe accusato lo Stato per la brutalità della polizia relativa ad un episodio di pestaggio che l'ha costretto in ospedale per settimane.

Gli avvocati delle famiglie di due dei deceduti hanno definito le loro morti come “extra-legali,” “arbitrarie” ed “esecuzioni sommarie,” e hanno chiesto che ai poliziotti coinvolti sia sospeso il mandato mentre hanno luogo le investigazioni, una richiesta riecheggiata da almeno un settimanale editoriale e dalla ONG Womantra.

Il Commissario di Polizia Gary Griffith e Alan Miguel, Capo Investigatore all'Autorità dei Reclami di Polizia, l’organo statutario incaricato indipendente all'investigazione delle denunce contro il TTPS, hanno dichiarato l'avvio delle indagini sugli omicidi, ma la mattina del 30 giugno ci sono state nuove proteste, che hanno bloccato le principali vie di trasporto dentro e fuori la capitale a causa delle persone che hanno protestato nelle strade chiedendo giustizia e inneggiango lo slogan “Non sparare!”

Secondo quanto riferito alcune manifestazioni si sono rivelate violente; perlomeno un video diffuso sui social media mostra alcuni protestanti sparare sui poliziotti i quali hanno risposto allo stesso modo. Un proiettile è stato sparato anche contro una finestra al terzo piano appartenente all'ufficio generale dell'avvocato. Le azioni di protesta sono cresciute rapidamente, diffondendosi in aree fuori dalla capitale.

Verso le 11:30 del 30 giugno, il Ministro della Sicurezza Nazionale Stuart Young ha tenuto una conferenza stampa in cui ha dichiarato che i cittadini sono stati pagati per causare sommosse civili. Ha aggiunto che i cittadini, in queste circostanze, dovrebbero prendere in considerazione “chi ci guadagna” facendo il punto asserendo che “gli elementi criminali non sono solo quelli che definiamo come membri di una gang”. I protestanti hanno smentito le dichiarazioni di pagamento.

Un aspirante politico, Fuad Abu Bakr, figlio di Yasin Abu Bakr, il leader dei rivoltosi che organizzarono un fallimentare colpo di stato nel 1990, è stato arrestato, presumibilmente per disturbo della quiete pubblica. A fine anno sono previste le elezioni generali a Trinidad e Tobago.

La rivolta è stata repressa dalle autorità il 30 giugno subito dopo mezzogiorno, ora di Trinidad (UTC−04:00) ma la discussione online è continuata.

Il giovane attivista e studente di legge Kareem Marcelle, ha chiesto giustizia per la morte dei tre uomini, condannato le violenti proteste e ha detto che rispondere alla violenza con altri atti di violenza è controproducente. In un post pubblico su Facebook ha dichiarato:

Personally, I don’t support not encourage violent or destructive Protests! I’m begging y’all let’s not take away from what we want! We need Public Support for this! We can’t hurt nor distress the very same people we want to support our Cause!
Let your voices be heard but PLEASE operate within the confines of the LAW! Don’t defeat the Purpose PLEASE!
Right now the families are cooperating with our Legal Team, the PCA and the TTPS! Let’s not mess this up! Justice have to and will be served!
#MorvantBlackLivesMatter

Personalmente non supporto e non incoraggio Proteste violente o distruttive! Vi prego di non dimenticare quello che vogliamo! E per questo, abbiamo bisogno del Servizio Pubblico! Non possiamo far del male o mettere in pericolo le stesse persone che vogliamo supportino la nostra Causa! Fate in modo che la vostra voce sia ascoltata ma PER FAVORE agite entro i limiti della LEGGE! Non intralciate il nostro Obiettivo, PER FAVORE!
In questo momento le famiglie stanno cooperando con il nostro Team Legale, il PCA e il TTPS! Non roviniamo tutto! La giustizia deve e sarà fatta!
#MorvantBlackLivesMatter

La rivolta ha preso piede anche in uno scenario inquitante: nell'ultimo anno, gli omicidi della polizia a Trinidad e Tobago hanno raggiunto un allarmante 86%, con 43 persone sparate e uccise dalla polizia in quest'ultimo anno. L'utente Facebook Terry-ann Roy è stato turbato dalle statistiche:

Yal sharing a pic of one of the victims with a gun as if that negates the fact that we have a thing called DUE PROCESS and that the police aren't judge jury and executioners!
All that shows is you have no understanding of what justice means.
#morvantblacklivesmatter

State tutti condividendo l'immagine di una delle vittime con una pistola come se questo negasse il fatto che abbiamo una cosa chiamata PROCESSO EQUO e che la poliza non è giudice, giuria e carnefice!   Questo dimostra solo che non avete la più pallida idea di cosa sia la giustizia.
#morvantblacklivesmatter

Queste proteste hanno luogo in un sistema sociale in cui non è facile per le persone che appartengono a comunità depresse superare le circostanze attuali, riaccendendo conversazioni su un’equa distribuzione della ricchiezza, razzismo sistemico e abusi della polizia. Secondo Kareem Marcelle:

Once you’re a young black man from a ‘Hotspot’ and you’re killed by Police Officers; there are many persons in society that AUTOMATICALLY Presumed that:
1. You’re a Criminal
2. Police deserve to kill you
3. Police are always right
4. Your life don’t matter
5. You’re Guilty by default
You know what is the WORST part of it all? Many times its our OWN Black Brothers and Sisters pushing this agenda! And THAT is PRECISELY why many Police Officers feel as if they a Judge, Jury and Executioner!
YOU Empower them when you defend their Actions!

Quando sei un giovane ragazzo di colore di una “Zona calda” e sei stato ucciso da un poliziotto; ci sono molte persone nella società che AUTOMATICAMENTE suppongono che:
1. Sei un Criminale
2. La polizia doveva ucciderti
3. La polizia ha sempre ragione
4. La tua vita non è importante
5. Sei automaticamente Colpevole
Sapete qual è la cosa PEGGIORE? Molte volte sono i NOSTRI Fratelli e Sorelle di colore a sostenere queste cose! Ed è PRECISAMENTE QUESTO il motivo per cui molti poliziotti sentono di essere Giudici, Giuria e Carnefici! VOI li Potenziate quando difendete le loro Azioni!

Un post su Twitter ha cercato di spiegare il motivo di queste proteste:

Per tutti quelli che si chiedono il motivo delle proteste.

Tuttavia, molti utenti dei social media sono del parere opposto:

Le rivolte sono la voce di chi non è ascoltato.

Ci aspettiamo che la polizia li tratti come degli esseri umani PERCHÉ loro SONO esseri umani.

Basta parlare di chi sono le vittime di queste brutalità, parliamo piuttosto di chi è la polizia. Le loro azioni sono sotto scrutinio… Non quelle dei manifestanti.

Mentre l'avvocato Justin Phelps ha consigliato che l'intervento “debba essere ben più ampio di un'investigazone su una singola sparatoria”, il Ministro Young ha cercato di focalizzarsi sul “solido” processo di investigazione dell'APC anche se gli affari dentro e intorno alla capitale hanno deciso di interrompersi prima, e l'Ambasciata Americana di Trinidad e Tobago ha emesso un allarme di sicurezza relativo alla “rivolta civile”.

A gettare benzina sul fuoco è stato un altro omicidio della polizia, questa volta di una donna della zona svantaggiata di Beetham Gardens. L'incidente ha acceso nuove proteste in presenza dei poliziotti. Poco dopo la polizia ha rilasciato un comunicato stampa:

The Trinidad and Tobago Police Service (TTPS) wishes to assure the public that the well-orchestrated plan to destabilize the country by a few, has been quelled. So far, 72 persons have been arrested, and others are expected to be charged when investigations are completed.

There has been one casualty — a woman — and investigations are underway to determine the cause of her death.

Intelligence has revealed that this was an orchestrated plan that was led by several gang members, whereby the intention was to use the shooting of the three young men a few days ago, as a front to cover the planned plot to shut down the country.

Il comando di polizia di Trinidad e Tobago (TTPS) vuole rassicurare la popolazione dicendo che il piano ben orchestrato da qualcuno volto a destabilizzare il Paese è stato represso. Finora sono state arrestate 72 persone e altre saranno imputate quando le indagini saranno completate.

C'è stata una vittima – una donna – e gli investigatori sono al lavoro per determinare la causa della sua morte.

I servizi segreti hanno rivelato che questo era un piano guidato da membri di una gang e l'intento era quello di utilizzare la sparatoria dei tre uomini di qualche giorno fa come copertura per bloccare il Paese.

Nel mezzo dello scetticismo pubblico nei confronti del presunto progetto di destabilizzazione, il comunicato afferma anche che le forze di polizia restano in allerta con la nazione tenuta “sotto stretta osservazione della polizia” per le prossime 48 ore.

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