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I musicisti albini sfidano lo stigma sociale aprendo nuovi orizzonti nel settore creativo del Camerun

Mola Mongombe (a destra) esprime preoccupazione per come vengono trattate le persone con albinismo in Camerun e parla del suo lavoro come promotore di musica e cultura in Buea, Camerun, 16 luglio, 2020, foto dell'autore, utilizzata dietro permesso.

Molti musicisti affetti da albinismo in Camerun hanno messo da parte lo stigma sociale per partecipare attivamente alla fervente vita musicale e culturale del paese.

L'albinismo è una patologia congenita per la quale una persona nasce priva di pigmento su pelle, capelli e occhi. Le persone albine, in Camerun, spesso vivono circondate da discriminazioni e malintesi riguardo la loro condizione.

Per questo motivo, diverse persone affette da albinismo hanno cominciato a servirsi della musica per trasmettere importanti messaggi che possano incoraggiare i cittadini a resistere alle pressione discriminatorie contro gli albini.

Ntungwa Njomo Felgani, conosciuto da tutti come Boy TAG (acronimo di The Albino Guy: Il Ragazzo Albino) è una stella nascente della musica del Camerun che trae ispirazione dalle difficoltà che lo hanno segnato da albino per la composizione delle sue bellissime canzoni.

Presso lo studio di registrazione di Boy TAG in Campaign Street, Buea, Camerun, prima della Giornata Mondiale dell'Albinismo. Foto dell'autore, utilizzata dietro permesso.

Global Voices ha avuto modo di parlare con boy TAG lo scorso mese per ascoltare le sue motivazioni [en, come i link seguenti]:

I chose Boy TAG which means ‘The Albino Guy’ because I want to represent albinos, I had to represent who I am and send across positive messages.” In one of his songs called ‘Mignoncite,’ he encourages people to be proud of who they are. “People should not try to change their colors because they want to be like others — God was not foolish making you that way.

Ho scelto Boy TAG che significa ‘Il ragazzo albino’ perché voglio rappresentare gli albini, dovevo rappresentare chi sono e inviare messaggi positivi”. In una delle sue canzoni, intitolata ‘Mignoncite’, incoraggia le persone ad essere orgogliose di ciò che sono. “La gente non dovrebbe cercare di cambiare i propri colori solo perché vuole essere come gli altri – C'è un motivo se Dio ha deciso di farti così.

Boy TAG ha imparato questa lezione nel modo più duro possibile. Crescendo da bambino a Muyuka, una città del Camerun sud-occidentale, ha affrontato bullismo e insulti dovuti alla sua patologia. Come ci racconta:

It wasn’t easy for me growing up as an albino. A lot of people insulted me — even mothers sent their children to freely insult me in Muyuka, as if it was my fault. It was really not easy, I felt so much hurt — it really hurt. I could have been going through depression back then without even knowing what depression is.

Non è stato facile per me crescere da albino. Molte persone mi insultavano – a volte alcune madri mandavano i loro figli a insultarmi liberamente a Muyuka, come se fosse colpa mia. Non è stato facile, mi sono sentito molto ferito – mi ha fatto davvero male. Potrei aver attraversato la depressione a quei tempi senza nemmeno sapere cosa fosse.

Ecco il video musicale della canzone di Boy TAG “Mignoncite”:

Mola Mongombe, albino e anche produttore di musica popolare, prova gli stessi sentimenti. Mongombe, che lavora come promotore, pianista, cantautore, bassista e insegnante di musica, è specializzato in Njoku jazz, un genere musicale tipico della terra di Bakweri, di dove è originario.

Parlando a Global Voices questo mese, Mongombe ha spiegato come la terra di Bakweri abbia oltre 25 variazioni musicali, ma la maggior parte delle persone associa la zona solo alla musica chacha. “Ho deciso che farò capire alla gente che non si tratta solo di lingua o di un particolare stile di danza, ma di cultura: è qualcosa di più profondo”, ci racconta.

Dice di aver inventato lo stile jazz Njoku “per promuovere tutto ciò che ha a che fare con la musica dell'aerea di Fako… e per far sentire la musica a persone che non sono bakweriane”. Mongombe non sempre parla direttamente del suo albinismo, ma come performer sta inviando il messaggio che i musicisti affetti da albinismo possano lasciare il segno nell'industria musicale.

Ecco il video musicale della canzone di Mongombe “Endale”:

Stigma, stereotipi e miti

Le persone affette da albinismo potrebbero essere il gruppo più discriminato e stigmatizzato in Africa, e in Camerun in particolare, secondo quanto riporta Mimimefoinfos, un sito di notizie online.

Nonostante le grandi aspirazioni di Mongombe e degli altri musicisti albini del Camerun, questi continuano ad affrontare la doppia sfida di farcela nella competitiva industria musicale e di affrontare anche il perpetuo stigma associato all'albinismo.

Questo stigma nasce da profonde tradizioni culturali che considerano gli albini come “persone con poteri mistici“. Di conseguenza, gli stregoni continuano a cercare gli albini “per i loro capelli, le loro unghie e le loro parti del corpo”, minacciando seriamente la loro vita.

In alcune zone del Camerun, “c'è [una] credenza che gli albini possano essere sacrificati agli dei o usati come cura per molte malattie”, secondo quanto riporta l'emittente statale CRTV. Nella regione sud-occidentale, dove a volte il Monte Camerun erutta, “gli albini sono stati gettati vivi nella lava come sacrificio per gli dei ‘arrabbiati’ della montagna”, secondo lo stesso rapporto del CRTV.

A seguito del rapporto speciale del CRTV, il Ministero degli affari sociali del Camerun ha classificato gli albini tra i gruppi di persone con esigenze di protezione speciale, ai sensi del decreto n. 2011/1408 del 9 dicembre 2011, che combatte l'esclusione sociale.

Promuovere le arti per tutti

Oltre a questo importante passo per proteggere gli albini, il governo sostiene anche gli artisti locali, attraverso l'organizzazione di festival musicali che siano inclusivi per tutti, compresi gli artisti albini che promuovono le arti e il patrimonio culturale.

Grace Ewang, la delegata regionale del sud-ovest per le arti e la cultura della regione sud-occidentale, ha dichiarato che il Festival des Musiques et des Danses Patrimoniales (FESMUDAP [fr]), o Festival di musica e danza del patrimonio, è grata agli artisti che valorizzano la cultura e ha voluto “dare agli artisti il trattamento da tappeto rosso”, durante un'intervista a Global Voices nel dicembre 2019.

“Dobbiamo lavorare sodo per far sì che [gli artisti] trasmettano il loro patrimonio culturale ai più giovani”, ha detto, riferendosi alle sessioni di formazione musicale FESMUDAP per i giovani durante le vacanze.

“Voglio dire a coloro che si occupano di musica tradizionale che non devono aver paura perché stanno facendo la cosa giusta, e che noi li sosteniamo nella promozione della cultura della regione del sud-ovest”, ha detto Ewang.

Il musicista Mola Mongombe ha espresso le sue preoccupazioni, tuttavia, dicendo a Global Voices che la sua stessa gente della terra di Bakweri non sostiene realmente il suo lavoro. Rimane comunque ottimista sapendo di poter contare sui suoi fan da tutto il mondo.

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