chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

I sostenitori di Julian Assange lottano contro l'estradizione negli Stati Uniti

Free Julian Assange graffiti in London March 2020

Graffito ‘Free Julian Assange’ (‘Julian Assange libero’) a Londra, marzo 2020 – Foto pubblicata per gentile concessione dell'utente Flickr Duncan C (CC BY-NC 2.0)

Il tempo a disposizione per ottenere giustizia per Julian Assange sta scadendo. L'udienza per la sua estradizione negli Stati Uniti si terrà il 7 settembre 2020 nel Regno Unito. La campagna [it] in corso per liberare il fondatore di Wikileaks [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] ha visto un incremento nelle ultime settimane.

Wikileaks è stato lanciato nel 2006. Ha pubblicato informazioni confidenziali trapelate dal governo statunitense e altre fonti. Gli episodi più importanti includono le fughe di notizie della guerra in Afghanistan [it], quelle della guerra in Iraq e il caso Cablegate. Per queste fughe di notizie Assange collaborò con la whistleblower (segnalatrice di illeciti) dell'esercito statunitense Chelsea Manning [it].

Otto anni fa Assange chiese asilo politico all'ambasciata ecuadoregna a Londra, e più di recente è stato detenuto nel carcere Belmarsh nel Regno Unito per aver violato i termini della libertà su cauzione. Il caso di estradizione è legato alle accuse di aver cospirato per commettere violazioni informatiche e spionaggio. È stato accusato dal governo statunitense di aver messo a rischio vite umane.

Centosessantanove giornalisti e accademici hanno inviato di recente una lettera al Primo Ministro del Regno Unito per chiedergli di mettere fine al procedimento, che avviene dopo una nuova richiesta di estradizione degli Stati Uniti con nuove accuse:

The extradition to the US of a publisher and journalist, for engaging in journalistic activities while in Europe, would set a very dangerous precedent.

Estradare negli Stati Uniti un editore e giornalista per aver aver intrapreso attività giornalistiche mentre si trovava in Europa creerebbe un precedente molto pericoloso.

Il sito ufficiale australiano a sostegno di Julian Assange ha pubblicato un’intervista con Andrew Fowler, un giornalista investigativo e corrispondente estero australiano, che solleva preoccupazione per la salute di Assange:

It seems quite clear that there is an attempt by the British and US administrations to destroy Assange, either driving him to suicide or a psychological breakdown.

[…] The ultimate purpose of Assange’s treatment is a warning to others. Particularly other journalists. It’s the modern day equivalent of crucifixion, putting heads of enemies on spikes, or public hangings.

Appare abbastanza chiaro che è in atto un tentativo da parte delle amministrazioni britannica e statunitense per distruggere Assange, spingendolo al suicidio o a un crollo nervoso.

[…] Lo scopo ultimo del trattamento riservato a Assange è mandare un avvertimento ad altri. In particolare ai giornalisti. È l'equivalente moderno della crocifissione, del mettere le teste dei nemici sulle picche o delle pubbliche impiccagioni.

Molti, tra cui il World Socialist Web Site, vedono il procedimento come un ‘processo farsa’ a scopo dimostrativo. Dopo l'ultima udienza a metà agosto, il sito ha argomentato:

[…] the US government has been building its extradition case and expanding the scope of its vendetta against all those who have helped WikiLeaks bring the truth to the people of the world.

[…] il governo degli Stati Uniti ha montato il caso per l'estradizione e esteso la sua vendetta a tutti coloro che hanno aiutato WikiLeaks a raccontare la verità al mondo.

Il WSWS ha anche condannato i media mainstream per la loro inazione:

It is significant that not a single major news organization in the US even bothered to report the hearing yesterday.

È significativo che neanche una delle maggiori organizzazioni di news negli Stati Uniti si sia disturbata a scrivere dell'udienza di ieri.

In un post recente su OffGuardian, Binoy Kampmark ha attaccato il sistema legale britannico per il trattamento riservato ad Assange:

What awaits Assange next month promises to be resoundingly ugly. He will have to ready himself for more pain, applied by Judge Vanessa Baraitser. Throughout her steering of proceedings, Baraitser has remained chillingly indifferent to Assange’s needs, a model of considered cruelty.

Ciò che attende Assange nei prossimi mesi promette di essere decisamente sgradevole. Dovrà prepararsi ad altre sofferenze, inflitte dalla giudice Vanessa Baraitser. Nel corso delle procedure, Baraitser è rimasta gelidamente indifferente ai bisogni di Assange, un modello di ponderata crudeltà.

I sostenitori hanno un'ampia scelta di petizioni che circolano online da un po’ di tempo. Amnesty International ne ha organizzata una:

Il diritto alla libertà d'espressione e all'accesso all'informazione deve essere protetto.

Firmate la nostra petizione per esortare le autorità statunitensi a lasciar cadere le accuse contro Julian Assange, che derivano unicamente dalle sue attività di pubblicazione con Wikileaks.

Il gruppo Brisbane Assange Action Queensland promuove una campagna per coinvolgere i parlamentari australiani, nella convinzione che non sia troppo tardi per esercitare pressione su di loro:

Vogliamo mandare un GRANDE RINGRAZIAMENTO a tutti i parlamentari australiani che si sono fatti AVANTI e si sono fatti SENTIRE per #JulianAssange, perché i suoi diritti umani e il diritto alla libertà di parola sono anche I NOSTRI!
Siamo a quota 24! (su 225)
CHIAMATE i vostri parlamentari oggi e chiedete loro di unirsi al gruppo.

Il gruppo Don’t Extradite Assange Campaign di base nel Regno Unito ha un'esaustiva collezione di materiali e video oltre alla propria petizione. Qui hanno anche un documento dettagliato sui vari aspetti della questione.

L'australiano Phillip Adams ha una petizione che finora ha raccolto più di 500.000 firme. Ha anche una lista aggiornata delle proteste. Tra le proteste progettate in Australia ci sono quelle di Darwin, Sydney, Brisbane e Hobart. Tra le proteste organizzate nel mondo ci sono quelle di Città del Messico, Amburgo e San Francisco:

Unitevi a noi in live a San Francisco questo lunedì per protestare contro l'inizio dell'udienza di estradizione di Julian Assange in solidarietà con il movimento globale #CandeleXAssange – ogni azione, piccola o grande, è d'aiuto.

Sputnik News ha intervistato Juan Passarelli, regista del nuovo documentario The War on Journalism: The Case of Julian Assange (La guerra al giornalismo: il caso Julian Assange), che ha lavorato con Wikileaks per dieci anni.

There is an increasingly dangerous authoritarianism growing in the West, where people are being surveilled to a much greater extent than than the Germany Stazi ever was able to achieve, because of our digital spying apparatuses that we have in our pockets called smartphones.

Un movimento autoritario sempre più pericoloso sta crescendo in Occidente, dove le persone sono sottoposte a sorveglianza in misura di gran lunga maggiore rispetto a quella che i servizi di sicurezza della Germania est furono in grado di ottenere, a causa degli strumenti di sorveglianza digitale che abbiamo nelle nostre tasche, chiamati smartphone.

Stella Morris, la partner di Julian, sta raccogliendo fondi per finanziare la sua difesa. Sulla sua pagina su CrowdJustice c'è il seguente aggiornamento:

The outcome of this case has huge repercussions for press freedom. It is the first time a publisher has been charged under the Espionage Act. It would be the first time any foreign journalist is prosecuted and extradited to the US for publishing truths they didn’t like.

L'esito di questo caso ha gravi ripercussioni sulla libertà di stampa. È la prima volta che un editore viene accusato sotto lo Espionage Act. Sarebbe la prima volta che un giornalista straniero viene processato ed estradato negli Stati Uniti per aver reso pubbliche verità che a loro non piacciono.

L'avvocata guatemalteca Renata Avila (un membro della comunità di Global Voices) condivide le sue preoccupazioni:

L’ #Australia ha deluso Julian #Assange. Dovrebbe essere uno scandalo per tutta la nazione che uno dei suoi più importanti e coraggiosi pensatori, un giornalista e esperto di tecnologia, sia detenuto in condizioni durissime. Il governo australiano deve sostenere la causa per il suo rilascio.

Monique Jolie, fautrice della campagna per Assange, ha twittato questo appello agli australiani:

Alle persone australiane in tutto il mondo,

vi prego di contattare il Ministro degli Esteri Marise Payne e il Primo Ministro Scott Morrison.

Chiedete loro di esigere la cessazione di ogni tentativo di estradare #JulianAssange e di chiedere di #portare a casa Assange!!

Possiamo certamente aspettarci che gli hashtag #FreeJulianAssange e #BringAssangeHome (portate Assange a casa) saranno in tendenza sui social media durante le udienze, che potrebbero richiedere fino a quattro settimane.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.