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Il primo genocidio del XX secolo è stato quello perpetrato dalla Germania contro gli Herero e i Nama in Namibia

Screenshot del video “L'olocausto dimenticato dei popoli Nama ed Herero” su YouTube

Dal 25 novembre 2016 al 12 marzo 2017, il Memoriale della Shoah di Parigi [fr, come i link seguenti, se non diversamente indicato] ha presentato una mostra sul genocidio di due popoli namibiani, gli Herero e i Nama, ad oggi considerato come il primo genocidio del XX secolo. Dopo la conferenza di Berlino del 1884, durante la quale le potenze europee si spartirono l'Africa, la Germania ha amministrato l'attuale Namibia, sotto il nome di Germania dell'Africa del Sud, fino alla sua disfatta nel 1915.

In questo periodo, ovvero dal 1904 al 1908, la potenza coloniale tedesca portò avanti una guerra di sterminio di queste due etnie locali. Secondo numerose fonti, in tutto il Paese furono sterminati 65.000 Herero e 10.000 Nama. Inoltre, i crani di alcune vittime furono inviati in Germania per delle ricerche scientifiche, nel tentativo di giustificare una presunta ineguaglianza razziale.

Alla guida del capo Samuel Maharero, i membri di queste due etnie si ribellarono all'espropriazione delle loro terre, agli stupri e ad altri trattamenti degradanti. Le rivolte portarono a una guerra di soprusi che sfociò nella situazione descritta da Véronique Chemla sul suo blog:

Le 12 janvier 1904, « alors que les troupes allemandes sont occupées à tenter de mater la “rébellion” des Nama Bondelswartz dans le Sud, des Herero d’Okahandja, exaspérés par les injustices commises par [le lieutenant commandant de la station Ralph] Zürn et la perte continue de territoire, s’en prennent aux fermes allemandes, aux commerces et à l’infrastructure coloniale. Ces attaques entraînent une brutale répression de la part des soldats et des colons qui se livrent à des actes de lynchage et de représailles aveugles ».
En Allemagne, à la suite des “descriptions exagérées de ces agressions, une véritable fièvre guerrière se développe”.
“Alors que la violence se propage, le soulèvement local se transforme en conflit majeur, forçant Maharero à se ranger du côté des « rebelles ». Au grand dam des politiciens de Berlin, ses hommes réussissent dans un premier temps à résister aux troupes de Leutwein en utilisant des techniques de guérilla. [L'Administrateur colonial Theodor] Leutwein est relevé de son commandement et remplacé par l’impitoyable général Lothar von Trotha qui débarque dans la colonie en juin 1904 avec des milliers d’hommes.

Il 12 gennaio 1904, “mentre le truppe tedesche erano impegnate a soffocare la “rivolta” dei Nama Bondelswartz nel sud, degli Herero di Okahandja, i quali esasperati dalle ingiustizie commesse da Zürn [il tenente comandante della stazione Ralph] e dalla continua perdita di territori, attaccarono le fattorie e le attività commerciali tedesche, così come le infrastrutture coloniali. Questi attacchi provocarono una brutale repressione da parte di soldati e coloni, i quali si scatenarono con linciaggi e rappresaglie indiscriminate”.

In Germania, in seguito alle “descrizioni esagerate di queste aggressioni, si sviluppò un vero e proprio desiderio di guerra”.

Con il propagarsi della violenza, la rivolta locale si trasformò in un gran conflitto, che obbligò Maharero a schierarsi dalla parte dei «ribelli». Con gran disappunto dei politici di Berlino, in un primo momento, i suoi uomini riuscirono a resistere alle truppe di Leutwein utilizzando tecniche di guerriglia. [L'amministratore coloniale Theodor] Leutwein venne rimosso dal suo posto di comando e sostituito con lo spietato generale Lothar von Trotha, che arrivò nella colonia nel giugno 1904 con migliaia di uomini al seguito.

Il generale Lothar Von Trotha giunse nella colonia al comando di una truppa di 15.000 uomini e portò avanti una repressione spietata. Il 2 ottobre 1904, il Generale Von Trotha emanò una direttiva destinata al suo stato maggiore in cui ordinava lo sterminio sistematico dei membri delle due etnie, come descritto in un post pubblicato sul sito hgsavinagiac.com, firmato da Giacobi:

Les Hereros ne sont plus des sujets allemands. S'ils n'acceptent pas, ils seront contraints par les armes. (Ils) doivent quitter le pays sinon, je les délogerai avec le « groot Rohr » (grand canon)… Tout Héréro aperçu à l'intérieur des frontières allemandes [namibiennes] avec ou sans arme, sera exécuté. Femmes et enfants seront reconduits hors d'ici – ou seront fusillés. Aucun prisonnier mâle ne sera pris. Ils seront fusillés. Décision prise pour le peuple Héréro. Dans les frontières allemandes, chaque Herero armé ou non, en possession de bétail ou pas, sera abattu. Je ne recevrai plus de femmes ou d’enfants. Je les renverrai aux leurs, ou je leur ferai tirer dessus».  «  Ma politique a toujours été d'exercer celle-ci par le terrorisme brutal, voire par la cruauté. J'anéantis les tribus insurgées dans des flots de sang et d'argent. C'est la seule semence pour faire pousser quelque chose de nouveau qui soit stable.»

Gli Herero non sono più dei soggetti tedeschi. Se non lo accettano, saranno costretti con le armi. Devono lasciare il Paese, altrimenti li farò sloggiare con il “groot Rohr” (grande cannone)… Tutti gli Herero avvistati all'interno delle frontiere tedesche (namibiane), con o senza armi, saranno giustiziati. Donne e bambini verranno ricondotti fuori da qui, o saranno fucilati. Gli uomini non saranno fatti prigionieri, ma saranno fucilati. La decisione riguardo il popolo Herero è stata presa. Entro i confini tedeschi, ogni Herero, che sia armato o no, in possesso di bestiame o meno, verrà ucciso. Non riceverò più donne o bambini. Li rimanderò indietro per conto loro o li farò uccidere… La mia politica è sempre stata quella di esercitare il controllo attraverso un terrorismo brutale e persino con la crudeltà. Annienterò le tribù insorte in un fiume di sangue e denaro. È l'unico seme in grado di far germogliare un qualcosa di nuovo e stabile.

Nell'agosto del 1904, durante la battaglia di Waterberg, gli Herero e i Nama furono accerchiati, “lasciando loro come unica via di fuga solo la rotta nel deserto del Kalahari, dove le fonti d'acqua erano state precedentemente avvelenate”. Ciò che accadde in seguito fu ancora più tragico:

Pour compléter le tableau il installa des postes de garde en leur donnant l'ordre formel d'abattre tout Herero quel que soit son âge ou son sexe… Ce fut un massacre systématique que certains estiment entre 25 000 et 40 000 morts (d'autres parlent de 60 000 victimes)

Per completare il quadro, installò dei posti di blocco dando loro l'ordine di uccidere tutti gli Herero, senza distinzione di età o sesso… Ne risultò un massacro sistematico, che alcuni stimano abbia causato tra i 25.000 e i 40.000 morti (altri parlano di 60.000 vittime).

Sul blog di Vincent Hiribarren, docente presso King's College London [en], dove insegna storia dell'Africa e storia globale, in un'intervista accordata a Jean-Pierre Bat e pubblicata sul sito libeafrica4.blogs.liberation.fr, Leonor Faber-Jonker [en], storica presso l'Università di Utrecht, spiega i metodi di sterminio utilizzati dai tedeschi per raggiungere il loro scopro di sterminare gli Herero e i Nama:

C’est en réalité la politique que suivait déjà, sans le dire, von Trotha depuis l’attaque de Watterberg. Au cours de la bataille, les Herero qui sont parvenus à s’échapper de l’encerclement allemand ont fui en direction de l’Omaheke. Von Trotha ordonna leur poursuite, ratissant systématiquement le terrain et neutralisant les points d’eau. Poussés vers le désert, ces Herero finissent par mourir de déshydratation et de faim. Cette traque n’a pas été sans conséquence, non plus, sur les Allemands…

Des copies de l’ordre écrit étaient brandis à la capture d’Herero, qui étaient forcés d’assister à l’exécution de certains de leurs camarades prisonniers avant d’être renvoyés dans le désert, afin de témoigner de ce qu’ils ont vu et de décourager les Herero de revenir.

In realtà, questa politica era quella seguita, senza dichiararlo, da Von Trotha sin dall'attacco di Watterberg. Durante la battaglia, gli Herero che riuscirono a liberarsi dall'accerchiamento tedesco, fuggirono verso l’Omaheke. Von Trotha ordinò di perseguirli, setacciando metodicamente le terre e neutralizzando le fonti d'acqua. Spinti nel deserto, questi Herero finirono per morire di fame e di disidratazione. Questa persecuzione ebbe delle ripercussioni anche sui tedeschi.

Furono brandite copie di questo ordine scritto quando gli Herero furono catturati e venero costretti ad assistere all'esecuzione di alcuni dei loro compagni prigionieri, prima di essere ricacciati nel deserto, così che potessero testimoniare quello che avevano visto e scoraggiare gli Herero a tornare.

Tra espropriazioni di terre e stupri di donne herero e nama, i coloni si comportarono in modo disumano. Il sito del Memoriale della Shoah rivela:

La majorité des colons qui s’emparent des terres et du bétail des Herero traitent les Africains avec une absence totale de respect. Le viol est fréquent, exacerbé par la pénurie de femmes allemandes. Les craintes de dégénération raciale du peuple(Volk) allemand vont finalement mener à l’interdiction des mariages mixtes le 23 septembre 1905. Les notions de différence raciale sont fondées sur l’anthropologie allemande de la fin du XIXe siècle qui établissait une distinction entre les peuples dits « civilisés » et les autres considérés comme « primitifs ». On espérait comprendre le genre humain à travers l’observation objective des peuples dits « primitifs » tels que ceux exhibés dans les zoos humains, très populaires en Europe à l’époque.

La maggior parte dei coloni che si impadronì delle terre e del bestiame degli Herero trattava gli africani senza il minimo rispetto. Gli stupri erano frequenti, inaspriti dalla carenza di donne tedesche. Infine, il 23 settembre 1905, la paura di una degenerazione razziale del popolo (Volk) tedesco portò al divieto dei matrimoni misti. Le nozioni di differenza razziale erano fondate sull'antropologia tedesca della fine del XIX secolo, che stabiliva una distinzione tra i popoli detti “civilizzati” e gli altri considerati “primitivi”. Si sperava di riuscire a comprendere il genere umano attraverso l'osservazione oggettiva dei popoli detti “primitivi”, come quelli esposti negli zoo umani, molto popolari nell'Europa dell'epoca.

Fu solo nel 2011 che 11 di quei crani del genocidio vennero restituiti alla Namibia; fino a quella data, questo genocidio era rimasto nell'ombra, come evidenziato sul sito del Memoriale della Shoah:

Le Blue Book, un rapport officiel du gouvernement britannique faisant état des atrocités commises dans le Sud-Ouest africain allemand, réalisé peu de temps après la reconquête de la colonie pendant la Première Guerre mondiale, est censuré en 1926 dans l’intérêt de l’unité blanche. Par la suite, la vision allemande faisant du génocide une guerre coloniale héroïque domine le paysage mémoriel au sens propre : l’ancienne colonie est envahie de monuments et de noms de rues commémorant l’effort de guerre allemand.

Après 1945, le passé colonial est tout sauf oublié en Allemagne. Dans le Sud-Ouest africain, la suppression du régime d’apartheid étouffa tout débat public sur le génocide. Ce fut aux descendants des victimes qu’il incomba de garder vivante la mémoire du génocide aussi bien dans des commémorations que par la transmission orale.

Il Blue Book, un rapporto ufficiale del governo britannico che illustra le atrocità commesse nel sud-ovest africano tedesco, realizzato poco tempo dopo la riconquista della colonia durante la Prima Guerra Mondiale, venne censurato nel 1926 nell'interesse dell'unità bianca. In seguito, la visione tedesca, che vedeva il genocidio come una guerra coloniale eroica, dominò letteralmente il paesaggio memoriale: l'antica colonia venne invasa da monumenti e nomi di strade che commemorano lo sforzo bellico tedesco.

Dopo il 1945, il passato coloniale è tutt'altro che dimenticato in Germania. Nel sud-ovest africano, la soppressione del regime di apartheid spegne ogni dibattito pubblico sul genocidio. Furono i discendenti delle vittime a dover mantenere viva la memoria del genocidio, sia tramite le commemorazione che con la trasmissione orale.

Tuttavia, bisognerà attendere fino al luglio 2015 per far sì che il governo tedesco accetti di qualificare ufficialmente “gli eventi accaduti” come genocidio, in seguito al riconoscimento di quello del popolo armeno. Ma la Germania non ha mai fornito delle scuse formali, né ha espresso la volontà di versare un risarcimento. Per tale motivo, dal 14 al 16 ottobre 2016, un congresso ha riunito nel Centro francese di Berlino dei militanti provenienti da diversi paesi, con lo scopo di affermare, tra le altre cose, il diritto delle comunità herero e nama di essere direttamente coinvolte nella negoziazione di una soluzione globale, compresi il riconoscimento dei genocidi, la presentazione di scuse sincere e adeguate alle comunità colpite e il pagamento di risarcimenti equi alle due comunità che continuano a subire gli effetti nefasti dei genocidi.

La lotta che portano avanti, dall'indipendenza della Namibia del 1990, i discendenti delle vittime spalleggiati da gruppi di attivisti per i diritti umani, in particolare ebrei, dagli Stati Uniti, dal Botswana e dall'Africa del Sud per il riconoscimento del genocidio, è vicina a un esito positivo, almeno fino all'esame delle loro rimostranze da parte di un tribunale. Infatti, il giudice federale newyorchese Laura Taylor Swain ha accolto una denuncia mossa contro Berlino dai discendenti delle vittime e ha fissato un'udienza il 21 luglio 2017.

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