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In Pakistan, un uomo accusato di blasfemia è stato ucciso in aula.L'assassino è stato accolto come un eroe.

Photo by Donald Tong from Pexels. Used under a Pexels License.

Foto di Donald Tong/Pexels. Utilizzata su Pexels License.

Un uomo di 57 anni è stato ucciso da un colpo di pistola [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] in un'aula di tribunale a Peshawar mentre lo stavano processando per blasfemia il 29 luglio. L'assassino, 24 anni, è stato arrestato immediatamente – non è chiaro come sia riuscito a passare i controlli del tribunale con un'arma da fuoco.

Tahir Ahmad Naseem era un cittadino americano pakistano che era solito postare video online in cui affermava di essere una sorta di profeta. Nel 2018, era stato arrestato dalla polizia di Peshawar e incriminato di svariate accuse di blasfemia, dopo un reclamo sporto da uno studente madrasa nei suoi confronti.

Lo studente aveva consegnato alle autorità delle conversazioni private in cui Naseem affermava di essere un profeta dell'Islam, questo constituisce una violazione della legge pakistana sulla blasfemia.

I musulmani credono che il profeta Maometto [it] sia l'ultimo messaggero di Dio, perciò ogni altra persona che affermi di essere un profeta commette un'eresia.

Naseem stava rischiando la pena di morte nel processo per aver “sporcato il sacro nome del Sacro Profeta Maometto”.

L'utente Twitter @bohutkhoob scrive:

Tahir Ahmad Naseem è stato ucciso durante un'udienza oggi. Era stato accusato di blasfemia 2 anni fa da un adolescente, che aveva documentato la loro conversazione avvenuta su una piattaforma online e lo aveva poi denunciato alla polizia locale.

Poco dopo l'incidente, le persone in aula hanno tirato fuori i telefoni per fare foto e video alla vittima. Un video che mostra il corpo di Tahir steso su una panca è diventato virale sui social media pakistani. Un altro video virale mostra l'assassino affermare, sotto custodia cautelare, che il Profeta Maometto gli era apparso in sogno dicendogli di uccidere Naseem.

La giornalista Naila Inayat ha condiviso la foto di Tahir disteso senza vita nell'aula di tribunale dopo essere stato ucciso:

Un uomo sotto accusa per #blasfemia ucciso con un colpo di pistola in un tribunale a Peshawar. L'uccisore dice di aver ‘difeso l'Islam’ sparandogli. Nel 2018, Tahir Ahmed era stato incriminato per aver detto di essere un profeta. Aveva detto alla corte di soffrire di problemi di salute mentale e che fosse inconsapevole delle conseguenze.

Inizialmente, alcuni sostenevano che Naseem facesse parte della Comunità Ahmadiyya, che aveva subito atti persecutori e campagne d'odio a partire dall'Ammenda Costituzionale che aveva dichiarato i suoi membri non musulmani nel 1974. Un portavoce della Comunità Ahmadiyya ha twittato che Naseem aveva lasciato il gruppo molti anni fa:

In un tragico incidente oggi un uomo è stato ucciso di fronte ad un giudice a Peshawar. È stato detto fosse un Ahmadi, ma non è così. Era nato Ahmadi ma aveva lasciato la comunità molti anni fa. /1

Il 31 luglio, milioni di persone hanno manifestato a Peshawar in supporto dell'assassino. Hanno sollevato cartelloni elogiando il suo gesto e chiedendo il rilascio dalla prigione, asserendo che il governo sia “troppo lento” nel perseguire casi di blasfemia.

Ihsan Tipu, un giornalista che si occupa della provincia di Khyber Pakhtunkhwa per il New York Times, ha twittato un video della protesta che è stata fatta in supporto del killer:

Migliaia di persone hanno manifestato venerdì a Peshawar per esprimere la loro solidarietà nei confronti dell'uomo che ha ucciso Tahir Ahmad Naseem, un cittadino americano, accusato di blasfemia nell'aula di tribunale di Peshawar.

Alcune celebrità pakistane, tra cui l'attore Shahroz Sabzwari, hanno pubblicamente elogiato l'omicida, inoltre l'hashtag in suo supporto è diventato virale. Il leader dell’Associazione degli Ulema dell'Islam [it], Mufti Kifayatullah, ha twittato appoggiando Khalid [ar]:

Nella storia della Corte questa è la prima volta che abbiamo assistito ad un atto di giustizia in tribunale.

Non appena l'assassino è stato preso in custodia, avvocati ed agenti di polizia hanno postato dei selfie con lui.

Ihsan Tipu ha scritto su Twitter:

Un gruppo selezionato di polizia si mette in posa per un selfie con Faisal ovvero Khalid che la scorsa settimana ha ucciso Tahir Ahmad Naseem in un'aula di tribunale per accuse di blasfemia.

Questo dimostra quanto sia profondo il problema della blasfemia in Pakistan: la pagina Facebook e profilo di questa figura leader del partito di governo nella provincia di Sindh ha cambiato foto profilo e ha messo una foto del killer che ha sparato ad un blasfemo in un'aula a Peshawar oggi.

Non è la prima volta che un incidente come questo ha luogo in Pakistan. Il 4 gennaio 2011, il Governatore del Punjab Salman Taseer [it] è stato ucciso da una delle sue guardie ad Islamabad dopo aver espresso il suo disappunto riguardo le leggi sulla blasfemia.

Anche se nessuno è stato formalmente giustiziato secondo le leggi sulla blasfemia, a partire dal 1990 sono almeno 177 le persone che sono state uccise in via extragiudiziale perché connesse con questo tipo di accusa, in base ad un conteggio effettuato da Al Jazeera. Dal 1987, più di 1.500 persone sono state accusate di blasfemia in Pakistan, secondo il New York Times.

In una società antitetica come quella pakistana, questi punti di vista estremisti sono benaccetti, e coloro che non sono d'accordo evitano di esprimersi per paura di essere attaccati, specialmente online.

Nonostante ciò molti hanno pubblicamente attaccato l'omicidio:

Khalid, l'uomo che ha ucciso una persona mentalmente instabile accusata di blasfemia in un tribunale ieri a Peshawar, è un disgustoso criminale come Mumtaz Qadri e merita una pena severa. Basta glorificare criminali come questi; nessuno ha il diritto di uccidere.

L'assassinio di Tahir Ahmad, al quale era stata riportata disabilità mentale, in un tribunale regolare a Peshawar questa mattina rappresenta un ulteriore esempio di come le leggi sulla blasfemia pakistana incoraggino giustizieri a minacciare o uccidere gli accusati.

Com'è possibile che l'uccisore di un blasfemo a Peshawar venga considerato un eroe, Ghazi o un altro Ilm-ud-Din o Qadri. Questo è quello che succede quando una religione viene usata come un'arma per decenni. La mia rubrica. #LettereDalPakistan

Un editoriale nel portale online ProperGaanda ha detto:

It is high time Pakistanis stop hailing the murderer as a hero and recognize him for what he was. That will be the first step in cultivating an atmosphere wherein potential extrajudicial murderers think twice before breaking the law and imposing their judgements on whether or not a human has the right to live.

È tempo che il Pakistan la smetta di celebrare l'omicida come un eroe e lo riconosca per quello che è. Questo è il primo passo per costruire un'atmosfera in cui potenziali assassini ci pensino due volte prima di violare la legge e decidere se un essere umano ha il diritto o meno di vivere.

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