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L'esumazione del dittatore Francisco Franco riaccende il dibattito in Spagna

Il 28 settembre scorso, il Tribunale Supremo spagnolo ha confermato con unanimità la proposta di legge approvata nel maggio del 2017 [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dal Parlamento, dando così il via libera all’esumazione dei resti del dittatore Francisco Franco dalla basilica della Valle de los Caídos. Il governo ha proposto il suo trasferimento al cimitero del Pardo, dove la famiglia possiede una cappella con cripta, in cui è seppellita la moglie del dittatore, Carmen Polo.

Il mausoleo monumentale della Valle de los Caídos

La gigantesca basilica, coronata da una croce di 150 metri, è situata nella valle di Cuelgamuros, vicino a Madrid. È stata costruita al termine della guerra civile spagnola e i lavori di costruzione durarono 18 anni. Nelle sue cripte, scavate nella roccia della montagna, furono depositati i resti di 33.872 combattenti di entrambe le fazioni, ciò rende questa basilica la fossa comune più grande del paese.

Spostamento dei resti dei combattenti della Guerra Civile. Immagine tratta da un video di EiTB su YouTube.

Circa 20.000 detenuti politici lavorarono alla sua costruzione – alcuni dei quali volontari, redimendo la pena – in condizioni disumane, subordinati al rigore di un campo di concentramento. I resti che giacciono nei loculi furono spostati, in molti casi, senza il riconoscimento da parte delle famiglie, che, in alcune occasioni, ci misero anni a rendersi conto che i loro cari non si trovavano più nel luogo creduto.

La basilica è gestita da una comunità di monaci benedettini, che occupano il monastero che si trova nella struttura.

Ostacoli per l’esumazione

ll 20 novembre 1975 morì Francisco Franco. Anche se il dittatore non espresse mai il desiderio di essere seppellito a Cuelgamuros, le autorità decisero di tumularlo in quel luogo solo due settimane prima della sua morte, forzando l’esecuzione di alcuni lavori che furono realizzati in tempo record.

Tuttavia, Franco non voleva essere seppellito nella Valle de los Caídos – dato che questo monumento era stato pensato come luogo di riposo per le persone morte durante la Guerra Civile -, ma nel cimitero del Pardo. Così lo fece sapere a suo cugino, Francisco Franco Salgado-Araújo, desiderio che questi traspose nel libro «Le mie conversazioni con Franco».

I suoi nipoti si opposero sempre all’esumazione del dittatore, appellandosi alla libertà delle famiglie di seppellire i propri defunti dove desiderano, e minacciarono inoltre di spostare il nonno nella cripta che la famiglia possiede nella cattedrale di Almudena, in pieno centro a Madrid, dove riposano i resti di sua figlia e di suo genero. Il governo spagnolo ricorse alla chiesa cattolica, che, seppur non simpatizzando con l’idea, dichiarò di non avere le competenze per proibire l’esumazione, essendo la cripta privata.

Un altro ostacolo per l’esumazione lo rappresentò il priore della comunità benedettina, di note tendenze ultraconservatrici, che si mostrò contrario a qualsiasi tipo di intervento di questa tipologia. Inoltre, il giudice Jose Yusty fermò la concessione della licenza urbanistica mentre si indaga circa l’esistenza di rischi, come veniva sollecitato nella «richiesta di un particolare».

La sentenza che spiana la strada

Valle di Cuelgamuros, con la basilica y la croce monumentale della Valle de los Caídos. Foto di Wikimedia Commons, con licencia Creative Commons Atribución-CompartirIgual 3.0 No Portada (CC BY-SA 3.0).

Il Tribunale Supremo, a cui si appellarono gli eredi del dittatore, ha risolto da un giorno all’altro tutti questi ostacoli. Nella sentenza, il tribunale nega alla famiglia il permesso di seppellire il dittatore nella cattedrale di Madrid, avvalendosi del rischio che la tomba si converta «in un simbolo della sollevazione militare, della Guerra Civile e della repressione della Dittatura». Inoltre, sostiene la decisione del governo di seppellire Franco nel cimitero del Pardo perché «si assume la scadenza del termine offerta ai nipoti per proporre un altro luogo di destinazione» e sottolinea che «gli appellanti non hanno detto che non sono d’accordo che i resti del nonno riposino dove giacciono quelli della nonna».

La sentenza afferma che l’esumazione «non è mossa da nessun principio antireligioso, ma per il significato extrareligioso del monumento», per tanto respinge l’opposizione del priore. Inoltre, sostiene che i lavori non costituiscono un’opera ulteriore, pertanto non si necessita di una licenza municipale, aggirando, in questo modo, gli ostacoli del giudice Yusty.

Reazioni

I partiti di destra, Partito Popolare (PP) e Ciudadanos, sono d’accordo nell’affermare che non investirebbero neanche un euro nell’esumazione, eludendo il fatto che il mantenimento annuale del mausoleo costa 1.8 milioni di euro al denaro pubblico. I partiti di sinistra si sono congratulati per il termine di un contenzioso durato anni, mentre l’estrema destra ha reagito con enorme indignazione.

Eduardo Moreno, portavoce autoproclamato del gruppo di estrema destra «Movimento per la Spagna» è arrivato a dire che «il tempo che Franco ci mette nell’uscire dalla Valle de los Caídos è quello che rimane alla vita di chi lo tira fuori di lì», mentre l’associazione di estrema destra ADÑ ha indetto mobilitazioni di protesta.

In una sessione di controllo dell’Assemblea di Madrid, la presidentessa della comunità, Isabel Díaz Ayuso, del PP, che rimane nel governo di Madrid grazie agli estremisti di destra di Vox, ha risposto così al quesito di Rocío Monasterio, la portavoce del suddetto partito:

¿Y qué será lo siguiente? ¿La cruz del Valle? ¿Todo el Valle? ¿Las parroquias del barrio arderán como en el 36?

E quale sarà la prossima mossa? La croce della Valle? Tutta la Valle? Le parrocchie del quartiere verranno bruciate come nel 36?

All’altra estremità, la gente di Twitter ha festeggiato con numerosi meme e battute la sentenza del Tribunale Supremo:

[ES] Sacar a Franco del Valle de los Caídos y que el prior te pregunte que si quieres bolsa.

— Hank Solo (@Hank_Solo) September 24, 2019 

Togli Franco dalle Valle de los Caídos e il priore ti chiede se hai bisogno di una borsa.

È super impaziente?

Il Governo approva il decreto per togliere il dittatore Francisco Franco dalle Valle de los Caídos.

La famiglia ha annunciato que farà ricorso alla sentenza al Tribunale Costituzionale e si appellerà anche al Tribunale Europeo dei Diritti Umani. Queste procedure potranno ritardare nuovamente l’esumazione, che il governo vorrebbe ultimare prima che inizi la campagna per le elezioni generali del prossimo 10 novembre.

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