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Alunni e un insegnante rapiti a Kaduna, in Nigeria, mentre banditi armati vanno in delirio

Alunni dello stato di Kaduna, Nigeria. Immagine di Jeremy Weate, 15 gennaio 2010 su Flickr / CC BY 2.0.

Il 24 agosto dei banditi armati hanno attaccato una scuola media di Kaduna, nel nord-ovest della Nigeria, uccidendo una persona e rapendo quattro studenti e un insegnante, secondo quanto riportato [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] dalle notizie fornite dal sito nigeriano di SaharaReporters. 

I rapinatori, che sono arrivati in moto alle 7:45 circa a Damba-Kasaya, un villaggio nell'area a governo locale di Chikun, nello stato di Kaduna, hanno prima fatto incursione nella comunità dove sarebbe stato ucciso Benjamin Auta, un contadino, stando alle informazioni del giornale nigeriano online Premium Times. 

I rapinatori si sono poi diretti verso la Scuola Secondaria “Prince Academy”, dove hanno sequestrato l'insegnante Christianah Madugu, e quattro studenti: Favour Danjuma, 9 anni, Miracle Danjuma, 13 anni, Happy Odoji, 14 anni, and Ezra Bako, 15 anni. 

Il padre di Happy, Isiaka Odoji, ha riferito al Daily Trust, un quotidiano nigeriano, che i rapinatori stanno chiedendo un riscatto di 20 milioni di naira (circa 53.000 dollari) per la liberazione dei loro bambini — una cifra che forse non possono permettersi. 

Gli studenti rapiti al loro ultimo anno di scuola media stavano affrontando gli esami finali. A causa della pandemia da COVID-19, soltanto gli studenti al loro ultimo anno hanno avuto la possibilità di ritornare a scuola.

Sia il governo federale che quello di Kaduna hanno mantenuto il silenzio sulla sorte degli studenti rapiti e della loro insegnante.

‘È un giorno normale in Nigeria’

L'utente Twitter Ndi Kato ha definito l'episodio come devastante per la nazione: 

Oggi nello stato di Kaduna, gli studenti dell'ultimo anno che dovevano riprendere la scuola sono stati sequestrati da rapitori armati. Uno sarebbe stato ucciso. Un piccolo ragazzo, la sua vita spezzata prematuramente. Gli altri sono stati portati via e probabilmente non sentiremo più parlare di loro. Questo dovrebbe sconcertare qualsiasi nazione…

Ma rimane “un giorno normale in Nigeria” ha scritto con rabbia l'utente Twitter Chima Chigozie:

Alcuni studenti sono stati rapiti a Kaduna, uno dei ragazzi è stato ucciso lungo la linea. La vita del ragazzo è stata interrotta prematuramente, gli studenti vivono nella paura. Questo dovrebbe indignare la nazione ma NO, è un giorno normale in Nigeria.

Jaja incolpa la politica per la mancanza di empatia e di sdegno nei confronti degli alunni rapiti:

I ragazzi di Kaduna rapiti non riceveranno lo stesso supporto e la stessa attenzione riservati alle ragazze di Chibok perché, in primo luogo, sono mashi, e in secondo luogo, perché GEJ non è il Presidente.

Goodluck Ebele Jonathan (GEJ) era presidente della Nigeria quando, nell'aprile 2014, 276 alunne di una scuola media del governo sono state rapite dai militanti di Boko Haram nella città nord orientale di Chibok. L'episodio ha portato alla diffusione dell'hashtag #BringBackOurGirls che è stato condiviso da milioni di persone in tutto il mondo. 

Il 19 febbraio 2018, Boko Haram ha rapito anche 110 alunne dell'istituto statale Tecnico-Scientifico femminile a Dapchi, nello stato di Yobe, nel nord-est della Nigeria. 

Il rapimento degli alunni di Damba-Kasaya e della loro insegnante è un orribile deja vu. 

L'unica differenza è che stavolta i responsabili di questo terribile episodio non appartengono a Boko Haram — ma sono banditi armati.  

I furiosi banditi di Kaduna

La violenza dei banditi si è propagata negli stati di Zamfara, Kaduna, Niger, Sokoto, Kebbi e Katsina, nel nord-ovest della Nigeria.

ACAPS, un gruppo indipendente di esperti dell'ambito umanitario, riferisce che questa violenza armata non è “connessa alla rivolta di Boko Haram nel nord-est”: 

The banditry violence began as a farmer/herder conflict in 2011 and intensified between 2017 to 2018 to include cattle rustling, kidnapping for ransom, sexual violence and killings. By March 2020, more than 210,000 people have been internally displaced.

La violenza dei banditi è iniziata come un conflitto di contadini e mandriani nel 2011 e si è intensificata tra il 2017 e il 2018 con furti di bestiame, rapimenti per chiedere il riscatto, violenza sessuale e uccisioni. A marzo 2020, sono più di 210.000 gli sfollati interni.

Le comunità rurali sono state lasciate alla mercé di questi banditi che, tra gennaio e giugno di quest'anno, hanno ucciso almeno 1126 persone nel nord della Nigeria. 

I villaggi nel sud di Kaduna sono quelli maggiormente colpiti, con 366 morti nella prima metà del 2020, afferma Amnesty International.  

Chikun LGA, il paese degli studenti rapiti, ha sperimentato una serie di attacchi da parte delle milizie che hanno causato morti, rapimenti, ” la fuga da 45 comunità e la loro occupazione dal 2019,” secondo il Southern Kaduna Peoples Union.   

La popolazione del Kaduna meridionale presume che i banditi siano allevatori Fulani, che mirano ad appropriarsi dei terreni con il consenso passivo sia del governo federale che di quello statale. 

Ma il governatore dello stato di Kaduna, Nasir El-Rufai ha negato che il massacro abbia a che fare con l'appropriazione dei terreni o qualsiasi altra motivazione etnicoreligiosa.

Il 22 agosto, il governo di Kaduna ha ridotto il coprifuoco dalle 18 alle 6, misura che è stata imposta in alcune zone dello stato per limitare il banditismo.

Nonostante ciò, Luka Binniyat, portavoce del Southern Kaduna Peoples Union (SOKAPU) si rammarica del fatto che “anche la fame ci sta uccidendo perché non possiamo continuare le nostre attività agricole. La nostra gente è indifesa.” 

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