chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Com'è tradurre notizie durante una pandemia? I traduttori di Global Voices raccontano la loro esperienza

Foto da Pexels/Pixabay sotto licenza Pixabay.

Global Voices conta su una comunità di traduttori che, insieme ai suoi autori, è il motore di questo sito giornalistico. Ad esempio, i traduttori di Global Voices in spagnolo hanno tradotto dall'inizio della COVID-19 le notizie quotidiane che iniziavano a giungere dalla Cina [it] e poi da diverse parti del mondo, affinché i nostri lettori siano al corrente di quello che succede. Molti sono stati persino più attivi dall'inizio della pandemia. I nostri collaboratori raccontano come vivono la pandemia in Cile, Messico o Italia, e come hanno adattato la loro routine alle circostanze dell'isolamento.

Samantha Santos [es, come i link seguenti] esprime le sue sensazioni al vedere praticamente deserta la solitamente indaffarata Città del Messico:

Soy mexicana y vivo en la Ciudad de México, que se ve bastante desierta y da una sensación extraña de soledad porque la CDMX nunca había parado.

Estoy en proceso de adaptación a esta nueva realidad. Trato de llevar un vida sana y lo más rutinaria posible, pero en general, extraño todo. Y al mismo tiempo valoro y agradezco más.

Estamos ante la oportunidad de una nueva forma de ver y vivir la realidad, para poder hacer cambios profundos. Esta pausa nos hace ver que la otredad es parte de mí y yo soy parte de la otredad.

Sono messicana e vivo a Città del Messico, che è abbastanza deserta e dà una sensazione strana di solitudine perché la Città del Messico non si era mai fermata.

Mi trovo in un processo di adattamento a questa nuova realtà. Cerco di condurre una vita sana e la più abitudinaria possibile, però in generale, rimpiango tutto. E al tempo stesso apprezzo e sono più grata.

Ci troviamo davanti all'opportunità di una nuova forma di vedere e vivere la realtà, per poter fare cambi profondi. Questa pausa ci fa vedere che l'altro è parte di me e io sono parte dell'altro.

Dal Cile, Maria Angélica Marin ci racconta:

La actual pandemia, como a todos, me tomó por sorpresa con cosas en marcha, tratando de establecer prioridades, con un fémur recién quebrado. Felizmente no me ha molestado más de lo estrictamente necesario, ya superado su “periodo mas delicado”.

Trato de seguir un poco las noticias sobre el comportamiento de la pandemia en los continentes, sus particularidades y los caminos tomados para hacerle frente. Me preocupan los países muy subdesarrollados sin recursos presupuestarios para enfrentar lo que significa gastos para hacer frente a la situación sanitaria producida por este mal.

L'attuale pandemia, come è successo a tutti, mi ha preso di sorpresa con cose già intraprese, cercando di stabilire priorità, con un femore rotto recentemente. Per fortuna non mi ha infastidito più dello stretto necessario, dopo aver superato il “periodo più delicato”.

Cerco di seguire un po’ le notizie sull'andamento della pandemia nei continenti, i suoi dettagli e i percorsi intrapresi per fronteggiarla. Mi preoccupano le nazioni sottosviluppate senza risorse preventive per affrontare quello che significano i costi per fronteggiare la situazione prodotta da questa pandemia.

La nostra collaboratrice Lara Pruna ci racconta il lungo viaggio di ritorno, svoltosi in condizioni difficili:

A mí me sorprendió el virus en Tokio, Japón. Justo mi visado finalizaba justo en mitad de la pandemia, y debía volver a casa, en Sevilla, España. Después de muchos intentos de encontrar y tras varias cancelaciones de vuelos, conseguí volver con mi familia. En los dos días de viaje vi cómo se iban intensificando las medidas de seguridad: el desierto en el que se habían convertido los aeropuertos, cada vez menos tiendas abiertas, el rechazo de dinero en efectivo en París y las interrogaciones, algo intimidantes, de la Policía de Madrid. Fui afortunada al encontrar un único sitio en la estación de Atocha, Madrid, que vendía comida, pues ese día no volvía a mi casa hasta entrada la noche.

Il virus mi ha sorpreso a Tokyo in Giappone. Il mio visto terminava esattamente nel mezzo della pandemia e dovevo tornare a casa, a Siviglia in Spagna. Dopo molti tentativi di trovare un volo e tra varie cancellazioni di voli, sono riuscita a tornare dalla mia famiglia. Nei due giorni di viaggio ho visto come si stavano intensificando le misure di sicurezza: il deserto in cui si erano convertiti gli aeroporti, sempre meno negozi aperti, il rifiuto del denaro contante a Parigi e l'interrogatorio, piuttosto intimidatorio, della Polizia di Madrid. Ho avuto la fortuna di trovare l'unico sito nella stazione di Atocha a Madrid che vendeva cibo, perché quel giorno non sarei arrivata a casa mia fino a tarda serata.

Alan Emilio Suárez è colombiano, vive in Italia e ci racconta come trascorre la quarantena:

Mi experiencia con la cuarentena fue más bien tranquila. Como en muchos otros países, se cometió el error de subestimar el contagio y sus efectos.

Pese a no tener un trabajo formal, pude seguir trabajando desde casa; soy ingeniero químico, y trabajo como profesor privado de materias científicas, como las llaman acá (matemáticas, física, química…), por suerte he podido seguir trabajando con muchos mis alumnos. A veces tengo hago traducciones al español.

Aproveché el tiempo para entrar en dos comunidades (Colapsología América Latina, y Transición Colombia, por ahora virtuales). También empecé a participar como voluntario en una asociación colombiana para hacer tutorías virtuales dos chicos de bajos recursos que necesitan ayuda para seguir conectándose con su escuela para hacer sus tareas escolares.

La mia esperienza con la quarantena è stata molto tranquilla. Come in molte altre nazioni, si è commesso l'errore di sottostimare il contagio e i suoi effetti.

Non avendo un lavoro formale, ho potuto continuare a lavorare da casa; sono ingegnere chimico e lavoro come professore privato di materie scientifiche, come le chiamano qui (matematica, fisica, chimica…), per fortuna ho potuto continuare a lavorare con molti miei alunni. A volte faccio traduzioni in spagnolo.

Ho approfittato del tempo per entrare in due comunità (Colapsología América Latina e Transición Colombia, per il momento virtuali). Ho anche iniziato a partecipare come volontario in una associazione colombiana per fare tutorati virtuali per gli alunni con scarse risorse, che hanno bisogno di aiuto per continuare a connettersi con la loro scuola e svolgere i loro compiti scolastici.

Dal nord della Spagna, Lourdes Sada condivide la sua esperienza:

El confinamiento me pilló en un pueblo (en la provincia de Huesca, al norte de España). A veces me acerco a la capital para la compra, pero compro sobre todo en la tienda local, con mascarilla y guantes. Allí hacemos tertulia hasta que llega nuestro turno de atención. Es lo bueno de conocer a todo el mundo.

Tuve la suerte de empezar un trabajo que se puede hacer desde casa justo antes de que comenzara el confinamiento, así que he cambiado poco de vida. Aunque cuando tengo menos faena intento traducir algo para Global Voices (GV).

L'isolamento mi ha sorpreso in un villaggio (nella provincia di Huesca, nel nord della Spagna). Talvolta mi avvicino alla capitale per la spesa, ma compro soprattutto nel negozio locale, con mascherina e guanti. Lì chiacchieriamo finché arriva il nostro turno di acquistare. Serve per conoscere tutti.

Ho avuto la fortuna di iniziare un lavoro che posso svolgere da casa, proprio prima che iniziasse l'isolamento, quindi ho cambiato poco la vita. Quando ho meno lavoro cerco di tradurre qualcosa per Global Voices (GV).

Per Romina Navarro, che vive a Buenos Aires, Argentina, le cose si sono complicate nel pieno del suo viaggio delle vacanze:

Estoy haciendo teletrabajo, pero la actividad bajó bastante y me deja un poco más de tiempo libre. Eso lo aprovecho para distintas actividades, como más traducciones y artículos para GV.

También leo más artículos y veo algunos webinars de mi interés, veo series y películas, participo en “vivos” de amigos y conocidos que son músicos, escritores, etc., y por supuesto, disfruto más a mis gatos (que me padecen a mí, jaja).

Sto facendo telelavoro, però l'attività è calata parecchio e mi resta un po’ più di tempo libero. Ne approfitto per altre attività, come più traduzioni e articoli per GV.

Leggo anche più articoli, guardo alcuni webinar di mio interesse, serie televisive e film, partecipo agli “interventi dal vivo” di amici e conoscenti che sono musicisti, scrittori, etc., e certamente, mi godo di più i miei gatti (che mi sopportano, haha).

Carlos Castillo, da Santiago del Chile, paragona lo stato della sua città a un paziente poco volenteroso:

Santiago de Chile se encuentra en cuarentena desde el inicio de la pandemia en el país. El quehacer diario transcurre preferentemente durante la mañana ya que en la tarde el poco comercio abierto comienza a cerrar sus cortinas. Al estallido social de octubre, se sumó esta contingencia.

Nuestra idiosincrasia está cimentada en un grado de irresponsabilidad alarmante, lo que se refleja en un gusto por evadir restricciones sanitarias y cuarentenas. Hay quienes no quieren que sus hijos vuelvan a clases, pero los llevan a hacer trámites de inmensas filas.

Santiago presenta síntomas de un paciente enfermo, pero que rehúsa guardar reposo. Trata de hacer su día a día de la mejor manera posible pese al dilema de contraer el virus o no tener dinero para sobrellevar la cuarentena.

Santiago de Chile si trova in quarantena dall'inizio della pandemia in questa nazione. Le faccende quotidiane si sbrigano preferibilmente durante la mattina, perché nel pomeriggio i pochi negozi aperti iniziano a chiudere. Alla situazione sociale di ottobre si è sommata questa contingenza.

La nostra idiosincrasia si fonda su un grado di irresponsabilità allarmante, che si riflette nel gusto di evadere le restrizioni sanitarie e di quarantena. Ci sono persone che non vogliono che i figli tornino in classe, però gli fanno fare file lunghissime.

Santiago presenta sintomi di un paziente infermo, che però rifiuta di osservare il riposo. Cerca di fare giorno per giorno il meglio possibile, malgrado il dilemma di contrarre il virus o non avere soldi per rassegnarsi alla quarantena.

Da Lima, Perù, Gabriela García Calderón, racconta come vede le cose dalla capitale peruviana:

Desde hace cuatro años trabajo en casa, así que la orden de #QuédateEnCasa no afectó mi rutina. Con pena tuve que dejar mi práctica diaria de yoga, que me hacía empezar mis días de lunes a viernes a las 6 a.m. He limitado mis salidas a lo estrictamente necesario, es decir, comprar alimentos y medicamentos. Es duro para quien como yo gusta de caminar para ir de un lugar a otro, a veces hasta cuatro kilómetros.

No queda más que seguir las recomendaciones, no hacer caso a las malas noticias y mucho menos a las falsedades que solamente buscar generar pánico.

Da quattro anni lavoro da casa, quindi l'ordine di #Restaincasa non ha cambiato la mia routine. Mi è dispiaciuto abbandonare la mia pratica quotidiana di yoga, con cui iniziavo le mie giornate dal lunedì al venerdì alle 6 del mattino. Ho limitato le mie uscite allo strettamente necessario, ovvero l'acquisto di alimentari e medicine. È duro per chi, come me, ama camminare per andare da un luogo all'altro, a volte fino a quattro chilometri.

Non resta che seguire le raccomandazioni, non fare caso alle brutte notizie e ancor meno alle notizie false che mirano soltanto a generare panico.

Durante la pandemia, i traduttori di Global Voices continuano a tradurre le storie del mondo.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.