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Diari da Wuhan ai tempi della COVID 19: quando i diari diventano giornalismo partecipativo

Fiori di ciliegio. (Crediti fotografici: Ai Xiaoming. Utilizzata con permesso).

Il post successivo è la diciassettesima e ultima parte di una serie di diari scritti dalla regista indipendente e studiosa femminista Ai Xiaoming [zh] e l'attivista femminista Guo Jing [zh]. Entrambe vivono a Wuhan, il primo epicentro della pandemia di COVID-19. Leggi qui la prima [it, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava, nona,decima,undicesima, dodicesimatredicesima, quattordicesima, quindicesima, e sedicesima parte della serie.

Leggi anche gli altri articoli di Global Voices sull’impatto globale della pandemia di COVID-19.

Ai Xiaoming: pubblicato su Matter News il 10 aprile 2020 [zh]

日记得以进入后世,我们看到,其中的一个标尺或者说重要的中介,是时间。对于后人,有些隐私不再重要,而其中不为人知的个人体验以及历史细节,呈现出非同寻常的意义。过去的日记作者在乎私密性,因为隐蔽才有自由,才能摆脱意识形态的监控、社会规范的压迫、他人的告发以及日记所涉人的围攻。而对于后世的读者,日记仿佛化蛹为蝶,超越了历史、社会和时间的限制。那些可能伤害到日记作者的故人旧事颓然而退,日记脱颖而出。
从经验的角度来说,当我们写日记时,我们享有的自由包括与社会、与他人以及与自我的一部分(借用弗洛伊德的概念,那个处在社会化过程中的自我)相抵触的自由(根据某种主流的价值判断,也许某些内容是反社会、反主流、反规训的)。
但在现实中,情况往往不一样。也就是说,当一个人通过日记不断地强化自己的自我意识,不断地锤炼出独特的思想个性时,这与社会规范、与统治者的意识形态,势必发生冲突。真实的日记,与思想专制注定是格格不入的。因此,在专制时代,日记写作无可避免地陷入危境。
言论管控越严厉,日记的私密性连同书写者的写作个性越难维持;写日记的行为本身就被看作离经叛道。
可以说,日记的一个迷人之处正是在于它的异议性。它在当时当世所需要维持的私密性是有道理的,越私密,越自由;越有利于作者维护个人的内心世界,无所顾忌地表达对生活的独特审视。
即使是生活化的日记叙事,那些令我们感动的书写,也来自它的异议性——与宏大叙事的距离。
以方方日记和郭晶日记为例,包括其他一些类似的文本;与其说是个人日记,不如说,是个人记录加公民报道的合成。
换言之,它是日记体,即采用了这种比较自由、从个人观察和经历出发的文体,但它诉诸的对象不限于作家自己,而更多的是社会公众。
由于它主要是对公众说话,它的战地报道的意义,大过它与自己内心对话的意义。
那日记怎么写成了公民报道的?我觉得,在估计这一时期任何人的日记成就时,不能忘记一个基本的事实,那就是言论管控的存在和报道者的牺牲。
我们如果不是故意遗忘或者无视自己的恐惧,就必须承认,在此次疫情最危险和艰难的时候,武汉的战地记者不是被封闭在小区的作者,而是敢于直接进入一线医院、殡仪馆和高风险感染社区的报道者,如陈秋实、李泽华、方斌、张展、张毅……等。记者中最有勇气的,非公民记者莫属;他们是地地道道的逆行者。
他们没有官方颁发的记者证,缺乏基本的采访保障;连生命安全也难以顾及。可正是从他们这里,我们听到了最脆弱者的声音;看到了最无助者的绝望。在社交媒体上,我们每天也看到来自城市各个角落的小视频,很多普通公民发出真实的呐喊。我们决不能忘记,有几位自媒体人被强制销声。时至今日,武汉已经解封,我们依然没有听到有关他们的任何消息。
日记体的兴起,就是在公民报道被封杀期间的退让。它得到读者的追捧,也是由于,人们看不到更多的、直接来自社会基层的战地报道。

Quando i diari vengono pubblicati, ci rendiamo conto che il loro significato è mediato dal tempo. Per i posteri, la segretezza non è più importante, ma l'esperienza personale e i dettagli storici contenuti nei diari assumono un'importanza straordinaria. In passato gli autori dei diari si preoccupavano di tenere i diari segreti, poiché solo nella segretezza avevano libertà, potevano sfuggire al controllo ideologico da parte delle autorità, all'oppressione delle norme prefissate dalla società, alle accuse delle altre persone e agli attacchi degli individui citati nei diari. Agli occhi dei lettori futuri, i diari sono come crisalidi che si schiudono in farfalle, che oltrepassano i limiti posti dalla storia, dalla società e dal tempo. Coloro che potrebbero danneggiare gli autori dei diari svaniranno nel passato, mentre i diari resteranno, ergendosi al di sopra di tutto.

Da un punto di vista empirico, quando scriviamo diari, la libertà di cui godiamo include la libertà di ribellarci contro la società, contro gli altri e contro una parte di noi stessi, quella che, prendendo in prestito un concetto di Freud, è l'ego nel processo di socializzazione (in base a certi giudizi di valore dominanti nella società, alcuni contenuti dei diari possono essere contrari alla società, al pensiero dominante, alla disciplina).

Ma in realtà la situazione è spesso diversa. In altre parole, quando una persona attraverso il diario rafforza la propria auto-consapevolezza, e rafforza costantemente il proprio pensiero individuale, questo causa senza dubbio controversia per le norme della società e l'ideologia dominante. Un diario autentico e il pensiero autocratico sono destinati ad essere incompatibili. Di conseguenza in un'epoca di governo autoritario, scrivere diari significa inevitabilmente navigare in acque pericolose.

Più opprimente è la censura, più difficile è mantenere la segretezza e il proprio personale stile di scrittura; la stessa azione dello scrivere diari è vista come una ribellione contro l'ordine costituito.

Si può dire che un aspetto affascinante dei diari sia proprio la sua natura di dissenso. I diari, in quest'epoca in cui si ha motivo di preservare la segretezza, più sono privati più sono liberi, più è utile per l'autore preservare il proprio personale mondo interiore, esprimere senza remore il proprio particolare punto di vista sulla vita。

Anche se si tratta di diari sugli eventi della vita quotidiana, ciò che ci tocca degli scritti è la loro natura di dissenso – la distanza dalle grandi storie ufficiali.

Prendendo ad esempio i diari di Fang Fang e Guo Jing, e altri testi simili, non sono tanto diari personali, quanto una combinazione di resoconti personali e giornalismo partecipativo.

In altre parole, sono scritti in forma di diario, cioè una forma di scrittura relativamente libera, che trae ispirazione dalle osservazioni e esperienze personali, ma il loro destinatario non è solo l'autore stesso, ma anche il pubblico.

Poiché si rivolgono al pubblico, il loro ruolo è più quello di rapporti dalle prime linee che di dialoghi interiori.

In che modo questi diari sono diventati giornalismo partecipativo? Credo che quando si stimano i risultati ottenuti da un diario, non possiamo dimenticare due questioni fondamentali: l'esistenza della censura e il sacrificio dei reporter.

Se non dimentichiamo o ignoriamo deliberatamente la nostra paura, allora dobbiamo riconoscere che nel momento più pericoloso e difficile dell'epidemia, i reporter che hanno operato dalle prime linee di Wuhan non sono stati autori chiusi nel proprio quartiere, ma giornalisti come Chen Qiushi [en], Li Zehua, Fang Bin, Zhang Zhan, Zhang Yi e altri ancora, che hanno osato entrare direttamente negli ospedali, negli obitori, e nelle comunità infette ad alto rischio. Tra i giornalisti sono i più coraggiosi, anche se non sono altro che cittadini reporter; sono davvero persone che vanno controcorrente.

Non hanno licenze da giornalisti ufficiali, e non hanno neppure le più fondamentali garanzie di cui godono i giornalisti. Anche la loro vita e la loro sicurezza sono a rischio. Ma è grazie a loro che abbiamo sentito le voci delle persone più vulnerabili, la disperazione dei più indifesi. Sui social media abbiamo visto video da ogni angolo della città, molti cittadini comuni hanno gridato al mondo la propria verità. Non dobbiamo dimenticare che diverse delle persone che pubblicavano sui propri social media sono state ridotte al silenzio [en]. Anche oggi che Wuhan non è più in lockdown non abbiamo loro notizie.

L'ascesa del genere diaristico ha offerto uno spiraglio in un periodo in cui il giornalismo partecipativo veniva soppresso. Riscuotono successo tra i lettori perché danno alla gente qualcosa non riescono più a trovare: un giornalismo dalle prime linee realizzato direttamente sul campo.

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