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I netizen dell'ex Jugoslavia celebrano i 75 anni del suffragio femminile

Coppia sposata di partigiani jugoslavi in una foto scattata in Slovenia, 1944. Fonte: znaci.net. Pubblico dominio.

Lo scorso 11 agosto ha segnato 75 anni da quando la Jugoslavia, ormai dissolta, ha concesso alle donne il diritto di voto. Attivisti per i diritti umani e femministe degli Stati successori hanno ricordato la data condividendo foto di quel periodo sui social media e hanno colto l'occasione per promuovere la parità dei diritti.

Il suffragio universale faceva parte del programma politico della Jugoslavia guidata dalla resistenza comunista, in risposta all'occupazione da parte della Germania nazista e dei suoi alleati. È diventata legge nel 1945, in seguito alla sconfitta nazista, e le donne hanno votato per la prima volta alle elezioni parlamentari di novembre [it, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] che hanno consolidato il potere del Partito Comunista di Jugoslavia.

Rispetto ad altri paesi dell'Europa centrale ed orientale, la Jugoslavia ha introdotto il suffragio universale un po’ più tardi: la Russia lo ha fatto nel 1917, la Polonia nel 1918 e la Cecoslovacchia nel 1920. Anche la Bulgaria e l'Albania comuniste hanno concesso alle donne il diritto di voto dopo la seconda guerra mondiale, mentre la Grecia anticomunista lo ha fatto solo nel 1952.

Nel 2020, gli utenti di Twitter hanno celebrato l'anniversario condividendo delle foto, alcune delle quali in netto contrasto col nazionalismo genocida che ha afflitto la regione sia durante la seconda guerra mondiale sia nelle guerre jugoslave degli anni '90.

L'utente Twitter @arthurgordonpy3 ha condiviso la foto di un'attivista di etnia albanese che tenne un discorso pubblico durante la Giornata internazionale della donna nel 1945. Insieme alla foto, ha scritto in macedone:

In questa giornata, l'11 agosto 1945, le donne ottennero il diritto di voto in Jugoslavia!
Foto: Museo di Storia della Jugoslavia, Mensura Shagiri tiene un discorso ad un incontro del Fronte Antifascista Femminile [en] l'8 marzo del 1945.

Alcuni utenti hanno pubblicato foto delle donne combattenti membri dell’Esercito di Liberazione nazionale e dei distaccamenti partigiani di Jugoslavia antifascisti. I commenti celebrativi hanno sottolineato come le donne si siano guadagnate il diritto di voto partecipando attivamente alla lotta armata e alla ricostruzione postbellica, in contrasto col linguaggio spesso utilizzato, che implica che alle donne sia stato “dato” quel diritto [bosniaco]:

Nella giornata dell'11 agosto del 1945, le donne jugoslave hanno combattuto per il diritto di voto.

In questo giorno del 1945, le donne in Croazia, che faceva parte della Jugoslavia, si guadagnarono il diritto di voto! Via @voxfeminae

Altri hanno ricordato al pubblico un avvenimento storico poco conosciuto: l'unica occasione in cui le donne jugoslave ebbero temporaneamente diritto di voto, 28 anni prima che il suffragio universale diventasse legge. Ciò avvenne in alcune zone della Voivodína, una provincia della Serbia che faceva parte dell’Impero austro-ungarico fino al 1918 [sh]:

Nel novembre 1918 in 200 seggi elettorali nei territori di Bačka, Banat e Baranja, si sono svolte le elezioni dei deputati per la futura Grande Assemblea Nazionale, che ha decretato l'adesione di quei territori al Regno di Serbia e le donne hanno avuto il diritto di voto per la prima volta nella storia europea.

Le eroine

L'artista grafico macedone Zoran Cardula ha celebrato l'anniversario richiamando l'attenzione sulla sua opera d'arte “Le Eroine della Jugoslavia” [en], una serie di ritratti pop art delle 91 donne che hanno ricevuto l’Ordine dell'Eroe Nazionale, la più alta decorazione militare dell'ex Jugoslavia. Cardula li aveva originariamente realizzati per la Giornata internazionale della donna nel 2018.

Nell'introduzione della raccolta di ritratti, ha scritto che il suo obiettivo con questa serie era quello di rinvigorire l'interesse per le storie di quelle donne, combattenti, “che hanno alzato la voce contro la forza occupante, contro il fascismo e molte di loro hanno pagato la libertà con le loro vite. Dopo lo scioglimento della Jugoslavia, sono andate dimenticate, anche con la tendenza a minimizzare completamente la loro lotta”.

I ritratti contengono brevi biografie delle donne combattenti, compreso il loro nome in codice e l'anno in cui hanno ricevuto la medaglia.

“Le Eroine della Jugoslavia” di Zoran Cardula, una collezione di ritratti di donne ufficialmente stimate e combattenti antifasciste della seconda guerra mondiale, presentate insieme al loro nome in codice. Usato con consenso.

Cardula, in un tweet [mk] che commemora il 75° anniversario del suffragio universale, ha detto:

На денешен ден 11 август 1945 година жените во Југославија се изборија за право на глас. Во Втората светска војна загинаа 600.000 жени, се бореа 110.000 жени а загинаа 25.000, 40.000 ранети,3.000 неспособни за работа, 2.000 официри, Партизанска спом. 3.344, а Народни хрои 91.

In questo giorno, l'11 agosto 1945, le donne della Jugoslavia si sono guadagnate il diritto di voto. Durante la seconda guerra mondiale, furono in totale 600.000 le donne uccise, 110.000 donne combatterono nella resistenza antifascista, 25.000 di queste furono uccise, 40.000 ferite, 3.000 divennero inabili al lavoro (con disabilità permanente). Ci furono 2.000 ufficiali dell'esercito donne, 3.344 ricevettero lo status di veterane nel 1941 e 91 hanno ricevuto il titolo di eroe nazionale.

Reazione della destra

Gli utenti dei social media di destra hanno reagito negativamente, denunciando la mancanza di piena democrazia sotto il regime comunista. Molti hanno sostenuto che il diritto di voto è inutile in un sistema politico monopartitico. Questo, a sua volta, ha innescato un dibattito su cosa significhi essere una democrazia [sh]:

Tweet 1: L'idiozia dei comunisti arriva a sostenere che le donne avevano diritto di voto nel 1945. Per favore, ditemi in che modo dovrei comunicare con queste persone?
Tweet 2: Fratello, è tutta la mattina che cerco di ragionarci ma è inutile. Dico loro, gentilmente, che in un sistema politico con un solo partito non ha senso votare, non ha influenza e nulla. Alcuni di loro hanno detto che c'era più democrazia allora.

I sostenitori della parità dei diritti hanno risposto difendendo l'importanza del progresso per quello che era il contesto storico [sh]:

In questa giornata del 1945, le donne del nostro paese hanno ottenuto il diritto di voto per la prima volta. Riguardo ciò, come al solito, alcuni “anticomunisti” sono strisciati fuori dalle loro tane, con la tesi secondo la quale ciò non sia così importante dato che quell'anno fu creato un sistema monopartitico che non consentiva le libere elezioni.

Sei inconsapevole e ignorante. Le donne guadagnarono il diritto di voto e l'uguaglianza con l'uomo. È questo il punto. Hanno ottenuto il diritto di voto indipendentemente dalla natura del sistema politico. Questo è l'importante, capito? E le donne sono riuscite a conquistare questo diritto, attento a non svenire, sotto un governo comunista.

Il suffragio femminile in Jugoslavia non si riferisce soltanto alle elezioni ma anche al ruolo generale della donna nella società, nelle istituzioni e nelle strutture politiche dello Stato.

Non capisco questo atteggiamento. Anche considerando la mancanza di democrazia, il fatto che le donne della Jugoslavia abbiano ottenuto il diritto di voto (relativamente presto, rispetto a molti altri paesi) è importante in modo simbolico. Tuttavia, alcune persone non possono fermare la loro animosità verso la SFRJ anche quando discutono di queste cose.

La conversazione si è estesa anche a confronti con i paesi dell'Europa occidentale [sh]:

Interessante: le donne in Svizzera hanno ottenuto il diritto di voto nel 1971. Che tu ci creda o meno.
[Ripley's] Believe it or Not [en].

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